Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 18 Novembre 2017

AGRIGENTO Fermato dalla polizia di Agrigento un nigeriano di 21 anni, accusato di essere un torturatore di migranti reclusi nel “ghetto” libico. Il provvedimento è stato emesso dalla Dda di Palermo a carico di Gift Deji, detto Sofi, individuato e catturato al Cara "S. Anna" di Isola di Capo Rizzuto. La misura restrittiva è stata eseguita dalle Squadre mobili di Agrigento e Crotone, coordinate dal Servizio centrale operativo di Roma. Il giovane è sospettato di far parte di un'associazione per delinquere di carattere trasnazionale dedita alla tratta di persone, sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. È accusato di torture e sevizie commesse in Libia all'interno della safe house di "Alì il Libico". Deji, dapprima migrante, si sarebbe offerto di entrare a far parte del gruppo di criminali al fine di potere, in seguito, viaggiare gratuitamente verso l'Italia. Il fermo è stato eseguito dalle squadre mobili di Agrigento e Crotone e dallo Sco di Roma.
Dalle testimonianze delle vittime emergerebbe che Deji Gift, che è stato portato nel carcere di Catanzaro, «si prestava più volte a torturare i migranti presenti all'interno del ghetto». Le violenze consistevano nel colpire in diverse parti del corpo i migranti tenuti in ostaggio, con molta violenza, mediante l'utilizzo di una cintura in cuoio e tubi di gomma. «Ho visto più volte Sofi - accusa un testimone - utilizzare sui prigionieri due cavi elettrici collegati alla corrente elettrica come strumento di tortura». Il fermo è frutto delle indagini della Squadra mobile di Agrigento, guidata da Giovanni Minardi, che sta cercando di ricostruire l'intera cellula di criminali e torturatori che operavano in Libia all'interno del tristemente noto "Ghetto di Alì il Libico". I primi risultati investigativi dell'indagine si sono avuti con l'individuazione e il fermo, emesso dalla Dda di Palermo, di Sam Eric Ackom, ghanese, primo soggetto della cellula criminale indicato dalle vittime come il responsabile di gravissimi atti di violenza all'interno del ghetto di Alì il Libico; Ackom è stato arresto lo scorso marzo. 
L'inchiesta, coordinata dal procuratore distrettuale di Palermo, Francesco Lo Voi, e dai sostituti Marzia Sabella, Calogero Ferrara e Giorgia Spiri ha successivamente permesso di raccogliere prove a carico di John Ogais detto "Rambo", nigeriano di 25 anni individuato e catturato lo scorso giugno dalla Squadra mobile di Agrigento e dai colleghi di Crotone al Cara di Capo Rizzuto. Ogais è stato individuato come uno dei complici di Ackom e fermato su ordine della Dda di Palermo; a suo carico sono state già confermate le accuse da parte delle vittime davanti al giudice delle indagini preliminari nel corso di un incidente probatorio.

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  • Occhiello Fermato dalla polizia un 21enne nigeriano. È accusato di sevizie commesse nella safe house di “Alì il libico” 

COSENZA Maria Carmela Ranieri, Marilena Gallo, Pierangela Pingitore. Sono musiciste e musicologhe le tre animatrici dell’archivio storico del Teatro Alfonso Rendano, realizzato, con pazienza e dedizione, in due anni di lavoro. Alla vigilia del 108esimo compleanno del Teatro di Tradizione cosentino, l’archivio è stato presentato nella sala Quintieri, accompagnato da una mostra di documenti che testimoniano l’attività del teatro dalla sua “rinascita”, quel 1966 che lo restituì ai cosentini in tutto il suo splendore dopo i danni devastanti causati dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. «Un viaggio emozionale nella storia del teatro», così lo definisce il vicesindaco, con delega alla cultura, Jole Santelli, che ha tenuto a battesimo il neonato archivio. «È importante re-innamorarsi di tutto ciò che ci appartiene – è il suo messaggio - che è patrimonio della città. Non c’è artista, che abbia calpestato questo nostro palcoscenico, che non ne parli con rinnovata emozione». E con i medesimi sentimenti, il vicesindaco Santelli lancia un appello - a quanti sono passati dal Rendano e magari custodiscono tra le cose personali un qualunque documento che “parla” del teatro - a volerlo condividere per arricchire ulteriormente l’archivio. «Abbiamo un’ambizione più grande, – annuncia Jole Santelli – che è la realizzazione di un vero e proprio Museo del Rendano, che racconti in modo dinamico la storia di questo meraviglioso teatro».
È un work in progress l’archivio del Rendano, «ad oggi – commenta il direttore artistico Lorenzo Parisi, che coordina il progetto – abbiamo catalogato oltre tremila documenti, mettendo ordine in ciò che si è fatto in questo teatro». L’archivio è storico ma viaggia sui binari della contemporaneità, è infatti consultabile on line sulla piattaforma Sbn (Sistema bibliotecario nazionale) in virtù di una convenzione con la Biblioteca Nazionale di Cosenza. «Questa importante casella della memoria e dell’identità – aggiunge il dirigente alla cultura Gianpaolo Calabrese - è sì conservazione ma presuppone soprattutto una nuova e creativa fruizione che passa attraverso il digitale. Tutto sarà trasferito nel contenitore di “Cosenza Cultura” attraverso il quale dovremo essere bravi a raccontare all’esterno la nostra realtà culturale ed a coinvolgere il tessuto sociale e di impresa nel nostro viaggio».
La raccolta dell’archivio storico testimonia particolarmente e con grande dovizia di fonti quanto accaduto nel Rendano dal 1976, quando il teatro comunale ricevette il titolo di Teatro di Tradizione. «Fu l’anno della svolta – racconta Parisi - la trasformazione da teatro che ospitava spettacoli a centro di produzione, da quel momento è la vita artistico-culturale della città a cambiare, poco tempo dopo nasce un’orchestra, l’associazionismo diventa un’attività fervida, la parte viva della città è fortemente stimolata ad avviare professioni ed esperienze».
Nell’archivio biblioteca del Rendano Parisi vede più chiavi di lettura - storica, sociale, oltre che artistica in senso stretto. «Il lavoro non è finito, ci sono ancora tanti supporti video e fotografici da digitalizzare – ma l’archivio – afferma - è una realtà e, soprattutto, ora bisogna metterlo a sistema».
È un bel regalo di compleanno per il Teatro Rendano e per la sua città che si appresta a festeggiarlo con il concerto dell’orchestra d’archi del teatro, lunedì 20 novembre alle 20.15, su iniziativa dell’associazione Quintieri, nella stessa sala in cui rimane allestita la mostra. Musica del presente per un emozionante tuffo nella storia.     

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  • Occhiello L'iniziativa è stata preceduta da una mostra di documenti che testimoniano l'attività del teatro dalla sua rinascita ad oggi. La vicesindaca Santelli: «Re-innamorarsi di tutto ciò che ci appartiene»

LOCRI È toccato ai lavoratori forestali dell’area sud della Calabria incontrare, sabato mattina a Locri, il presidente della Regione Mario Oliverio e il commissario straordinario di Calabria Verde, Aloisio Mariggiò. Il rilancio del settore e la riorganizzazione di Calabria Verde sono stati i temi caldi dell'incontro all'interno dell'affollata sala del Pala Cultura. Investimenti che diventeranno reali grazie ai 130 milioni di euro messi a disposizione dal governo centrale e ai quali si sommeranno i 70 della Regione Calabria.

MARIGGIÒ: RIORGANIZZEREMO CALABRIA VERDE CON GLI EX LSU-LPU La situazione di Calabria verde è stata illustrata da Mariggiò, che ha voluto anche anticipare come nel prossimo mese di dicembre anche la vertenza dei capi operai e dei capi squadra sarà definitivamente chiusa. «Quello che vi spetta - ha detto rivolgendosi ai lavoratori - è stato già messo al sicuro da diverso tempo».
«Il mio auspicio è che ora l’azienda cominci a prendere una piega diversa perché c'è bisogno di una manodopera di un certo livello. Ad oggi – spiega Mariggiò – c'è gente che non si presenta neppure a lavoro». Il commissario ha voluto anche sottolineare come, nonostante le difficoltà, «tanti ottimi risultati sono stati raggiunti». Prima di concludere il suo intervento, Mariggiò, ha annunciato che la riorganizzazione partirà dall'inserimento degli ex lsu-lpu. «Sono risorse importanti - ha commentato Mariggiò -. Non si può concepire che ci siano ancora persone che arrivate a una certa età, siano ancora precarie e senza un minimo di contributi che possano garantire loro una vecchiaia dignitosa».

OLIVERIO: IMMAGINE DELLA FORESTAZIONE SFREGIATA PER TROPPO TEMPO Il presidente Oliverio, fin dalle prime battute, ha spiegato il motivo della convocazione dell’assemblea: «Lo abbiamo fatto - ha esordito - perché è necessario che ci sia un confronto aperto e diretto con i lavoratori della forestazione. Quando ho contattato Mariggiò per assumere l’incarico di commissario straordinario di Calabria Verde, l’ho fatto durante un momento delicato e, nello specifico, prima delle conseguenti attività e iniziative giudiziarie che hanno interessato il management aziendale». «Ringrazio Mariggiò per aver accolto il mio invito - ha proseguito Oliverio -. L'intento preciso a cui è stato chiamato, ha riguardato l’avvio di un’opera di riordino e di trasparenza di un ente di strategica importanza per la nostra Regione. Per un lungo periodo è stata sfregiata l’immagine della forestazione».

IL RILANCIO DEL SETTORE Saranno all'incirca 200 i milioni messi a disposizione, dalla Regione Calabria e dal governo centrale, per far ripartire la forestazione. «Nel corso di questi anni - ha evidenziato Oliverio - abbiamo provveduto, con tanti sacrifici, a garantire ogni fine mese il pagamento dei salari ai forestali perché chi lavora ha diritto di essere retribuito». «È arrivato ora il momento che Calabria Verde sia ricondotta alle sue precipue funzioni. Per rilanciare questo progetto dobbiamo recuperare credibilità. È una battaglia per il nostro territorio e nell'interesse di tutti». «Bisogna reagire, perché questo è il modo migliore per costruire il futuro dei propri figli. Queste energie e queste risorse - ha concluso Oliverio - se messe in atto, possono rappresentare un pilastro importante per una nuova Calabria. Chi ama il proprio territorio, non può rimanere inerte rispetto alla sfida che ci siamo prefissati».

Francesca Cusumano 
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  • Occhiello Lo ha annunciato il commissario straordinario dell'azienda, Aloisio Mariggiò, che ha incontrato i forestali a Locri. Presente anche il governatore Mario Oliverio: «È arrivato il momento di rilanciare un settore che è stato per troppo tempo sfregiato»

LOCRI Il grido d’allarme è partito da Locri, rivolto al senatore Antonio Gentile dal sindaco Giovanni Calabrese. «Tutte le iniziative, che da anni cerchiamo di portare avanti con i colleghi sindaci del territorio, non sortiscono alcun effetto e l’Ospedale rischia di morire nell’indifferenza delle istituzioni preposte – scrive il primo cittadino». Che si riferisce anche all’ultima protesta, portata dai sindaci della Locride a Roma, spiegando che «è stata strumentalizzata da alcune forze politiche che non hanno sicuramente a cuore le sorti del nostro importante nosocomio». «Certo della Sua sensibilità nei confronti della Locride – continua Calabrese – auspichiamo di poter raccontare ai nostri figli che l’“ospedale di Locri”, che è stato realizzato con enormi sacrifici, non è stato smantellato grazie al coraggioso impegno ed alla determinazione dell’amico e sottosegretario Tonino Gentile».
Fin qui il contatto cercato dal sindaco. E trovato, visto che la risposta non si è fatta attendere.
Gentile ha confermato la propria «disponibilità a accogliere l’accorato appello in merito alla gravissima situazione in cui versa l'Ospedale di Locri». «È doloroso per ogni uomo politico – scriver – non poter dare risposte alla protesta di una grande porzione di territorio della nostra terra (200mila abitanti) rappresentata dai 32 sindaci della Locride ai quali esprimo la mia più viva solidarietà visto che da mesi chiedono verità e giustizia per il normale funzionamento dell'ospedale di Locri ridotto alle minime condizioni di sopravvivenza soprattutto nel settore dell'emergenza/urgenza per come ho avuto modo di constatare di persona durante la mia recente visita al nosocomio cittadino».
Il sottosegretario allarga lo sguardo: «Il suo coraggioso grido d'allarme va ben al di là della situazione locale e si estende a tutti i presidi della Calabria (vedi in particolare Vibo e il caso di Ginecologia). E dunque, nel mentre i sindaci protestano, si registrano nella sanità calabrese dei flussi di deficit in forte incremento e una migrazione sanitaria che ha superato abbondantemente i 300 milioni di euro, i Lea rimangono un miraggio senza che nessuno individui i responsabili. Di fronte a questo allarmante quadro proprio in questi giorni la commissione regionale nominata dalla giunta ha valutato positivamente l'operato dei direttori generali, nessuno escluso. Un punto di domanda però è d'obbligo: ma se la sanità è ridotta in questo stato comatoso, come si concilia tutto ciò con la valutazione positiva e relativi riconoscimenti economici a tutti i direttori generali?».
È una delle domande cardine per la una sanità esanime come quella calabrese: «Si aumentano gli stipendi del 20% con determine da far rabbrividire ma il commissario Scura e il presidente Oliverio sono a conoscenza di questi fatti? Continuando in questo modo il Commissariamento sul Piano di rientro non lo supereremo nemmeno tra 10 anni. Non vorrei farla lunga – prosegue il sottosegretario –, posso solo affermare che l'unico sbocco possibile per superare questa grave impasse della sanità regionale sia interessare i livelli istituzionali superiori e quindi mi adopererò, così come avevo già annunciato a Locri, perché una delegazione di sindaci venga convocata dal ministro per avviare a soluzione i drammatici problemi sanitari ed economici della sua zona. Vorrei infine ringraziarla per la fiducia che mi ha accordato e per le parole espresse nella sua missiva ma essendo anch'io figlio di questa terra e anche in virtù del mio ruolo istituzionale non mancherò di svolgere sino in fondo il mio dovere sia da calabrese che da uomo di governo».

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  • Occhiello Il sindaco di Locri scrive al sottosegretario: «Ci aiuti a salvare l'ospedale». La risposta mette nel mirino i direttori generali: «Certe delibere fanno rabbrividire»
Sabato, 18 Novembre 2017 16:26

Patto per Catanzaro tra Bruno e Fiorita

CATANZARO Il mantenimento della città di Catanzaro quale sede dello svolgimento degli esami scritti per l’accesso alla professione forense, il dimensionamento scolastico, la situazione dei Centri per l’Impiego: sono questi alcuni degli argomenti al centro del cordiale incontro tenuto nei giorni scorsi tra il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, e il consigliere comunale Nicola Fiorita, leader del Movimento “Cambiavento” nella sede dell’Amministrazione provinciale.
In particolare, Fiorita ha voluto ringraziare il presidente Bruno per aver messo a disposizione a titolo gratuito i locali necessari allo svolgimento della prova scritta, scongiurando il trasferimento della prova in altra sede con il conseguente svilimento del Capoluogo di regione. Fiorita ha evidenziato come la partecipazione della Provincia al tavolo tecnico convocato dalla Corte d’Appello e l’interessamento del presidente Bruno abbiano permesso a Catanzaro di non perdere l’opportunità di ospitare tanti aspiranti avvocati e riaffermare il proprio ruolo direzionale e funzionale in un settore così importante. Parlando del dimensionamento scolastico il presidente Bruno ha spiegato nel dettaglio i criteri che stanno ispirando l’amministrazione provinciale: la decisione di mettere al centro del piano il rispetto delle esigenze degli studenti e delle loro famiglie ha raccolto l’apprezzamento e la condivisione di Fiorita.
Il presidente Bruno si è soffermato anche sulla questione dei Centri per l’Impiego, settore che la legge di Riforma degli Enti locali ha trasferito in capo alle Regioni che ne hanno, però, dato la gestione in avvalimento alle Province senza risorse e con farraginose procedure. Fiorita ha spiegato di ricevere numerose sollecitazioni in merito, e il confronto con Bruno è risultato prezioso per fare chiarezza su competenze e prospettive. Un primo incontro, quindi, che mira a valorizzare il percorso amministrativo di un Ente che, nonostante le tante difficoltà finanziarie e normative, continua ad essere un punto di riferimento fondamentale per sindaci e cittadini, nella prospettiva di una battaglia progettuale e operativa comune per il rilancio delle funzioni direzionali e culturali di Catanzaro capoluogo di Regione.

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  • Occhiello Incontro tra il presidente dell'amministrazione provinciale e il leader di "Cambiavento". Centri per l'impiego, dimensionamento scolastico e la concessione dei locali per l'esame forense tra i temi trattati
Sabato, 18 Novembre 2017 16:19

IN PRIMO PIANO | De Raho saluta la Calabria

REGGIO CALABRIA Dalle stragi al narcotraffico, dalla politica collusa all'economia drogata. Non c'è tema che le inchieste della Dda guidata da Federico Cafiero de Raho non abbiano toccato, scoperchiando reti sempre più vaste e profonde di malaffare. Alla vigilia del suo passaggio alla Procura nazionale antimafia che guiderà nei prossimi anni, ai microfoni de L'altroCorriere Tv, Cafiero de Raho fa un bilancio dei quattro anni passati alla guida della Dda reggina. E in prima linea contro la 'ndrangheta. Quella dei traffici internazionali, delle angherie locali, quella in grado non solo di condizionare le elezioni, ma di costruire in vitro i politici chiamati a rappresentare gli interessi dei clan. Quella che ha la sua testa e il suo cuore a Reggio Calabria. 
Una città complicata - spiega nella puntata di In Primo Piano in onda stasera alle 22 e lunedì alle 14,20 e alle 20 - dominata da una borghesia mafiosa tanto silente quanto potente, in grado di imbrigliare qualsiasi velleità di emancipazione. «Ma qualche segnale di cambiamento c'è, seppur timido. La 'ndrangheta - sottolinea il nuovo capo della Dna - si può sconfiggere. Con i casalesi ci abbiamo messo quindici anni prima di vedere risultati tangibili. Anche qui ci si riuscirà, ma ci vorrà tempo».

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  • Occhiello Alla vigilia del suo passaggio alla guida della Procura nazionale antimafia, l'ormai ex capo della Dda di Reggio è ospite della rubrica di approfondimento de L'altroCorriere Tv: «La 'ndrangheta si può sconfiggere»

 

CATANZARO Riacquista il suo splendore originario il mural di Mimmo Rotella sulla facciata del Palazzo delle Poste centrali di Catanzaro. Il vicesindaco e assessore alla Cultura, Ivan Cardamone, e il direttore della filiale di Poste italiane, Catia Giordano, hanno presenziato questa mattina l'inaugurazione del restauro dell'opera che fu realizzata nel 1949 dall'artista simbolo di Catanzaro, all'epoca giovane dipendente delle Poste e di cui nel 2018 ricorre il centenario dalla nascita. «L'idea progettuale proposta dall'architetto Giulia Brutto, quando ricopriva l'incarico di assessore ai lavori pubblici del Comune, pienamente condivisa dai tecnici di Poste Italiane - è detto in una nota del Comune - offre oggi la possibilità di tornare ad ammirare il mural grazie ad un'accurata illuminazione in grado di mettere in risalto i simboli scelti da Rotella per raccontare l'evoluzione del mondo della comunicazione».

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  • Occhiello Inaugurata l'opera sulla facciata del palazzo delle Poste centrali dopo il restauro. Il Comune: «L'accurata illuminazione metterà in risalto l'evoluzione del mondo della comunicazione»

SIBARI Firmato il protocollo di legalità per i lavori del terzo megalotto della 106, Sibari-Roseto, tra la Prefettura di Cosenza, l'Anas e il contraente Sirjo Scpa con le organizzazioni sindacali del settore edile. Simone Celebre e Giuseppe De Lorenzo, della Fillea Cgil, e Bruno Marte della Feneal Uil, in una nota congiunta, esprimono grande soddisfazione per la firma dell'atto. «Con la firma del protocollo di legalità, come avvenuto per i precedenti cantieri delle grandi infrastrutture, si avvia - si legge nella nota congiunta - il percorso che porterà a tutta la fase di concertazione preventiva propedeutica all'avvio del cantiere stesso». I rappresentanti della Fillea e della Feneal, nel sottolineare l'importanza dell'opera per l'intera Regione, «sia dal punto di vista della infrastrutturazione nonché per l'enorme apporto economico», pongono l'accento sulla necessità «di avviare in tempi brevi la concertazione» dichiarandosi pronte «a sostenere in tutte le sedi le necessarie iniziative affinché anche gli iter burocratici siano velocizzati, dando finalmente respiro con l'avvio del cantiere a tutta la manodopera specializzata nel settore». «Finalmente si concretizza - hanno sostenuto De Lorenzo, Celebre e Marte - un percorso iniziato da anni che ha visto il protagonismo attivo degli edili calabresi che con manifestazioni scioperi hanno sempre creduto in questa opera. Iniziare con la sottoscrizione di un protocollo di legalità di ultima generazione è il passo giusto che qualifica tutti soprattutto se si punta alla trasparenza sui flussi di manodopera e al controllo degli accessi ai cantieri».

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  • Occhiello Il documento è stato sottoscritto dalla Prefettura Cosenza, dall'Anas e dall'impresa contraente. I sindacati: «Si avvia il percorso che porterà a tutta la fase di concertazione preventiva propedeutica all'avvio del cantiere stesso»

LAMEZIA TERME Due uomini, Esterino Tropea, di 37 anni, Giovanni Torcasio, di 54, già noti alle forze dell'ordine, sono stati arrestati per rapina aggravata dai carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme. I militari di una pattuglia, nella tarda serata di ieri, hanno visto un uomo camminare lungo via Isonzo. Notati i carabinieri, l'uomo è fuggito salendo a bordo di un'auto guidata da un altro soggetto che lo stava aspettando. I due hanno quindi tentato di fuggire ma dopo poche centinaia di metri, la gazzella dei carabinieri li ha superati sbarrandogli la strada. Nel breve tragitto, dall'auto è stato lanciato un oggetto che una volta recuperato è risultato essere una pistola scacciacani modello revolver senza segni distintivi, caricata con cinque proiettili. I due sono stati quindi portati in caserma per controlli. In questo frangente, i militari di un'altra pattuglia, sempre in via Isonzo, hanno notato la porta di un'abitazione aperta. Sono entrati nella casa ed hanno trovato una ragazza in lacrime e tremante che ha riferito di essere stata rapinata da un uomo che, puntandole una pistola alla tempia, si era fatto consegnare 250 euro circa. I carabinieri hanno così ricostruito la vicenda ed arrestato Tropea e Torcasio.

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  • Occhiello Il fatto è accaduto a Lamezia Terme. In manette un 37enne e un 54enne. Uno dei due è entrato in casa della vittima e puntandole una scacciacani alla tempia si è fatto consegnare 250 euro
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