Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 15 Luglio 2017

FUSCALDO Un 50enne di Fuscaldo, comune sulla costa tirrenica cosentina, è stato arrestato questo pomeriggio dai carabinieri per violenza sessuale aggravata e lesioni personali aggravate nei confronti di una minore. Il fatto risale al dieci luglio scorso, quando il 50enne, al tramonto, avrebbe pedinato una turista campana di 14 anni che rientrava dalla spiaggia e si dirigeva verso il Camping Lago. Nei pressi del tunnel pedonale l'uomo avrebbe strattonato e fatto cadere in terra la ragazzina e dopo averle strappato la parte inferiore del costume avrebbe tentato di violentarla. La quattordicenne si è difesa strenuamente e alla fine l'uomo ha desistito. La ragazza è subito corsa dai genitori che l'hanno accompagnata prima in ospedale e poi dai carabinieri per sporgere denuncia. 

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  • Occhiello La vittima, una turista campana, era in vacanza sul Tirreno cosentino. Sarebbe stata aggredita mentre rientrava dalla spiaggia e si dirigeva verso un camping

GIOIA TAURO È di un ferito lieve e due illesi il bilancio di un episodio ancora avvolto nel mistero accaduto nel Reggino nella serata di ieri, quando un'auto con tre persone a bordo è stata raggiunta da una raffica di kalashnikov. Sul posto, i carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, hanno recuperato 7 bossoli calibro 7,62. La vicenda è venuta alla luce quando uno dei tre si è presentato nell'ospedale di Mileto, nel Vibonese, con una ferita di striscio, lieve, alla testa. Secondo una prima ricostruzione, i tre, tutti di Mileto, ieri sera sono andati a cenare in un locale di Rosarno. Quindi, sono usciti per rientrare a Mileto. Mentre stavano percorrendo la statale 18 a bordo di una Peugeout 208, all'altezza dello svincolo per Candidoni, un'altra auto si è affiancata e sono partiti i colpi d'arma da fuoco. I tre hanno proseguito la marcia e sono arrivati a Mileto. Gli investigatori stanno adesso cercando di ricostruire cosa sia accaduto a Rosarno e se vi siano stati liti con qualcuno nel locale o all'esterno. Uno dei tre coinvolti nella sparatoria è già noto alle forze dell'ordine ma per piccoli fatti mentre gli altri due sono incensurati.

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  • Occhiello Nel mirino un’auto con tre persone di Mileto a bordo. L’episodio è accaduto sulla statale 18 all'altezza dello svincolo per Candidoni. Uno dei passeggeri si è poi presentato in ospedale con una lieve ferita di striscio alla testa

LAMEZIA TERME Uno stalker è stato arrestato dai carabinieri di Lamezia Terme per detenzione illegale di armi e munizioni dopo che nella sua abitazione sono stati trovati tre fucili e centinaia di cartucce oltre a due pistole una delle quali nascosta nella tasca di un cappotto e con il caricatore inserito. L'arresto è avvenuto dopo l'ennesima denuncia della donna. L'uomo, C.S., di 48 anni, il 26 giugno scorso era già stato sottoposto, dai carabinieri di Lamezia Terme, alla misura di sicurezza della libertà vigilata con obbligo di cura. Il provvedimento era scattato dopo reiterati comportamenti minacciosi nei confronti della sua vittima, una giovane ragazza che veniva tartassava con appostamenti nei luoghi da lei frequentati per poterla incontrare contro la sua volontà. In più di una occasione l'uomo aveva tentato anche di intrufolarsi nell'autovettura della giovane mentre era ferma ad un semaforo o imbottigliata nel traffico. E ad ogni rifiuto scattavano minacce e ingiurie che la stavano costringendo a cambiare le proprie abitudini di vita. La donna ha avuto la forza di ribellarsi e presentare denuncia facendo scattare la libertà vigilata. Tuttavia la giovane si sentiva ancora in pericolo ed i carabinieri, insospettitisi, hanno proceduto ad accurati controlli e, da ultimo, ad una attenta perquisizione domiciliare nei confronti dell'uomo trovando le armi.

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  • Occhiello L'arresto dell’uomo, un 48enne di Lamezia Terme, è avvenuto dopo l'ennesima denuncia della donna che perseguitava e minacciava da tempo

PIZZO CALABRO È andato a “Ry GoldZip” il premio per la migliore idea d’impresa dell’edizione 2017 di Start Cup Calabria. A decretarne il successo una giuria composta da esperti, imprenditori, venture capitalist, giornalisti di settore e rappresentanti istituzionali che hanno scelto questa tecnica di realizzazione di una crema ad uso topico capace di curare le ulcere diabetiche tra le undici di idee di business finaliste della decima edizione, organizzata dall’Università della Calabria, dall’Ateneo “Magna Graecia”, dalla “Mediterranea” e da CalabriaInnova, il cui ultimo appuntamento si è svolto venerdì sera all’interno delle mura del castello Murat di Pizzo Calabro.
A questa iniziativa - che fonde l’utilizzo di prodotti tipici calabresi (ingrediente principale della crema è la cipolla rossa di Tropea) a tecniche mediche innovative - la giuria ha destinato un premio in denaro di 5mila euro oltre al “Premio speciale studio Rubino”, dello studio legale Rubino, del valore di 4mila euro consistente in un pacchetto servizi integrato di consulenza in proprietà industriale per il deposito di una domanda di brevetto italiano.
A classificarsi secondo come idea d’impresa “GreenMo” - produzione di superfood fresco tramite cialde - che ha ottenuto un premio da tremila euro. Infine la proposta “Biopharma membrane technologies” (una membrana ad alta efficienza per il settore farmaceutico), si è aggiudicata il terzo premio da duemila euro.
Inoltre nel corso della serata è stato assegnato anche il premio Speciale Ntt Data Open Innovation a “Smart Mobility Lab”, dispositivo per l’ottimizzazione del funzionamento dei semafori basato su smartphone e big data. All’idea d’impresa “GreenMo” è stato assegnato anche il premio speciale “One ticket heroes”.
I primi tre classificati della business plan accademica accederanno alla finale nazionale del Pni, il Premio nazionale per l’innovazione, che si svolgerà a Napoli dal 30 novembre all’1 dicembre 2017. «Questo è un modello di cooperazione tra istituzioni che sta funzionando - ha affermato Antonio Mazzei, project manager Fincalabra-CalabriaInnova -. Il pubblico, attraverso la propria società finanziaria regionale, Fincalabra, con il progetto CalabriaInnova, che dialoga con il sistema universitario e mette in piedi un format, realizzato con un lavoro molto intenso e sinergico, ha permesso di ottenere questi risultati. Risultati che hanno fatto e continuano a fare della Calabria un luogo di eccellenze». 

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  • Occhiello L’idea d’impresa si è aggiudicata il premio della nona edizione dell’iniziativa curata da CalabriaInnova e dagli Atenei calabresi. Assieme alle altre due iniziative vincitrici parteciperà alla finale del Premio nazionale per l’innovazione che si terrà a Napoli

Il vicepresidente della giunta regionale Antonio Viscomi ha partecipato alla cerimonia inaugurale della decima edizione del Campus Afam organizzato dall’Istituto Superiore di Studi Musicali "P. I. Tchaikovsky " ed ospitato nell’ex Convento dei Padri Cappuccini a Nocera Terinese, nel Catanzarese.
Il Campus - pensato come un percorso di studio intensivo durante il periodo estivo – registra la partecipazione di 150 studenti provenienti dall’Italia, dal Brasile, dal Cile, dalla Russiae dalla Cina.
«Sono particolarmente soddisfatto di essere stato a Nocera Terinese per l’inizio ufficiale di un percorso - che sarà stimolante tanto per i docenti quanto per gli studenti -  ospitato in un luogo straordinariamente  suggestivo. Ho scoperto stamane - ha dichiarato Viscomi - l’ex Convento dei Padri Cappuccini, un monumento recuperato grazie ad un contributo regionale concesso nell’ambito dei Pisl  e la cui bellezza riguarda certo la posizione e le caratteristiche architettoniche ma anche e soprattutto le potenzialità che offre per consentire a Nocera Terinese - ed a questo territorio - di ridiventare polo centrale di un distretto culturale che forse in passato c’era e che va riscoperto».
«Ho ascoltato e condiviso - ha aggiunto Viscomi - le considerazioni del sindaco Fernanda Gigliotti che, opportunamente, si preoccupa non solo di completare il percorso di restauro ma anche di predisporre un efficace piano di gestione del monumento. Recuperare è importante ma garantire la sostenibilità e produttività dei beni culturali lo è altrettanto. Sotto questo profilo la presenza dell’Istituto "P. I. Tchaikovsky", diretto dal giovanissimo maestro Filippo Arlia,che qui ha scelto di organizzare la decima edizione del Campus  è senz’altro un’incoraggiante prospettiva. C’è una frase che mi pare adeguata a descrivere questo impegno e l'intera settimana del Campus,"l’uomo è ciò che contempla"».
«Penso infatti - sostiene ancora il vicepresidente della giunta regionale - che in questa regione si debba iniziare ad osservare ed apprezzare le cose belle, a dare una narrazione positiva di noi stessi come positiva è l’esperienza dell’IstitutoTchaikovsky; se, per stare al tema, ascoltiamo sempre le cose negative il rumore prevarrà sull'armonia, il contrasto avrà  la meglio sull'"accordo" e prima o poi ci abitueremo alla cacofonia della quotidianità».
«Ciò che dobbiamo fare è abituarci alla bellezza, interiorizzarla, farla diventare criterio di impegno sociale e politico; magnifiche, ad esempio, sono le mura di questo ex Convento che raccontano il passato, che hanno ascoltato tante storie e che ora ascolteranno la musica classica eseguita da decine di studenti calabresi e non. Forse la vera sfida è questa, riscoprire attraverso le mura la nostra identità e grazie a questa riscoperta costruire nuovamente un senso di comunità perduto. Quanto è accaduto oggi a Nocera, ed accadrà per i prossimi sette giorni, è un segno di speranza - conclude Viscomi - da difendere e valorizzare; la musica classica, la sua armonia, il volto di questi ragazzi e l'entusiasmo del Maestro Arlia sono una sinfonia esemplare che alimenta la nostra fiducia in un futuro che certamente avrà un "suono" diverso"».

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  • Occhiello Il vicepresidente della giunta regionale ha partecipato alla cerimonia di esordio organizzata dall’Istituto Superiore di Studi Musicali "Tchaikovsky " ed ospitato nell’ex Convento dei Padri Cappuccini a Nocera Terinese

Funziona e regge. In una Calabria che si presenta devastata nel suo reticolo produttivo e ridotta a mal partito in quanto a rappresentanza politica, funziona e regge, anzi conosce una stagione di grande prosperità, quell’area che ha ormai smesso di essere “grigia” per diventare organica alla ‘ndrangheta nella gestione del territorio.
Funziona e regge, in sostanza,  quella camera di compensazione allestita al riparo da logge massoniche spurie dove potere criminale e potere politico si incontrano ed elaborano strategie tese al consolidamento del loro potere.
Funziona e regge, quel modello criminale che affonda le radici già nelle cronache della prima indagine sulla massoneria deviata, quella di Agostino Cordova. Modello che ricompare sull’asse Lamezia-Vibo dieci anni più tardi, con la stagione delle “leghe” come veicolo per il traghettamento verso la seconda repubblica. Modello cristallizzato nell’indagine reggina denominata “Olimpia”, alla quale lavorarono Macrì e Mollace, Cisterna e Pennisi, Verzera e Di Palma. Carte oggi riscoperte e rivisitate ma che hanno stroncato più di una carriera e “mascheriato” più di un magistrato inquirente.
Oggi quel “modello criminale” appare scolpito e scontornato nelle indagini di una magistratura meno aggredibile che, in uno con una polizia giudiziaria più autonoma, ci consegna una serie di indagini che a Vibo come a Lamezia, a Crotone come a Locri, a Gioia Tauro come a Reggio Calabria, evidenziano sempre più come la stagione del “concorso esterno” ha ormai lasciato il posto a quella della collusione e della sinergia criminale.
Ci sarebbe materia per una riflessione attenta da parte di quel che rimane in Calabria di un ceto politico non cooptabile da parte della ‘ndrangheta. Anche il crollo della partecipazione democratica conosciuto in queste ultime tornate elettorali, oggi, si appalesa come funzionale agli interessi della massomafia: il pacchetto di controllo delle cosche e della malapolitica aumenta di peso vertiginosamente in presenza di un altrettanto vertiginoso calo delle percentuali dei votanti.
C’è questa voglia di riflettere da parte di quel che resta della Politica con la P maiuscola, in Calabria? Dobbiamo imporci di crederlo. Anche quando ti trovi a sbattere contro vicende come quelle reggine, dove l’isolamento di un assessore viene motivato con la sua irriducibilità davanti all’applicazione della legge. Anche quando devi prendere atto che la transumanza delle baronie politiche, lungi dall’essere bandita, diventa oggetto di adulazione da parte delle segreterie regionali più blasonate. Anche quando la sottovalutazione regna sovrana nella mente di chi fa incetta di deleghe e potere ritenendo che sigillare significa decidere.
È questo lo scenario che abbiamo davanti in Calabria. Uno scenario rispetto al quale non può esserci una risposta solo in termini di “politica giudiziaria”; le indagini in corso, e quelle che arriveranno, possono creare la precondizione per ripulire la casa e renderla agibile ma sono ben altri i soggetti che debbono incaricarsi di evitare che venga nuovamente sporcata sino all’inagibilità.
Non lo si otterrà nominando qualche magistrato in pensione al vertice della Stazione unica appaltante. Questo semmai è il segno di un senile ricorso all’imbellettamento. Serve lasciar spazio alle energie migliori e nella misura in cui questo si cercherà di fare chiaramente lo spazio selettivo si restringe. Fino a fare apparire asfittici i confini dettati dalla militanza storica in questo o quel movimento politico. È tutta qui la vera lotta alla ‘ndrangheta ed è tutta qui la battaglia per il cambiamento.  Le cosche sono attrezzate per sostenerla. Gratteri lo ha ripetuto anche di recente: investono meno in armi e più in settori di controllo sociale. Dai media alla clientela, dall’imprenditoria al controllo del consenso. Figurarsi che investono anche in “antimafia”.

1-prosegue

Paolo Pollichieni
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  • Occhiello La stagione del “concorso esterno” ha ormai lasciato il posto a quella della collusione. Il pacchetto di controllo delle cosche e della malapolitica aumenta vertiginosamente con il crescente astensionismo. Uno scenario rispetto al quale non può esserci una risposta solo in termini di “politica giudiziaria”

PALMI Personale del commissariato della Polizia di Stato di Palmi ha eseguito un'ordinanza di misura cautelare emessa dal gip su richiesta del procuratore della Repubblica Ottavio Sferlazza e del pm Anna Pensabene a carico di M.D., di 30 anni, e I.A. (31), con l'accusa di tentata estorsione.
Il primo è stato posto agli arresti domiciliari, mentre il secondo ha ricevuto l'obbligo di dimora.
Gli indagati, secondo l'accusa, hanno tentato di estorcere una somma di denaro al titolare della ditta che, in subappalto, stava svolgendo i lavori di rifacimento di uno dei più importanti punti di aggregazione di Palmi, piazza I° Maggio.
Oltre ad avvicinare più volte il titolare per intimargli quanto era a loro "dovuto" per poter completare il lavoro in tranquillità, in un'occasione i due avrebbero fermato, sulla via del ritorno a casa, i dipendenti dell'impresa per intimare loro di non recarsi l'indomani a lavoro, facendo intendere, neanche troppo velatamente, possibili ritorsioni. Gli investigatori del commissariato di Palmi, sia con un'attività tecnica che con i tradizionali strumenti investigativi, ad accertare quanto avvenuto ed a raccogliere un quadro probatorio che ha portato all'emissione dei provvedimenti da parte del gip.

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  • Occhiello Avevano tentato di estorcere una somma al titolare della ditta che sta realizzando lavori a Palmi. Sono stati fermati dalla polizia
Sabato, 15 Luglio 2017 17:22

L'edizione 2017 della StartCup Calabria

CATANZARO Il destino è già scritto, spetta poi ad ognuno lavorarci con passione e determinazione…
Da un lato la storia del grande tenore Beniamino Gigli, dall’altro un giovane talentuoso,  selezionato a soli 15 anni dal maestro Luciano Pavarotti per la sua scuola di canto.
Lui è Stefano Gagliardi, un orgoglio tutto catanzarese, un tenore doc dalla voce calda, vibrante e appassionata che sta per spiccare il volo.
L’artista, infatti, dopo essersi laureato al conservatorio di Santa Cecilia nel 2011, aver iniziato prestissimo a cantare, abbinando lo studio del canto a partecipazioni a diversi concorsi e spettacoli internazionali, lo vedremo a breve sul grande schermo protagonista del film di Giuseppe Conti “Un uomo e una voce. A Beniamino Gigli”.
Il lungometraggio sarà dal 21 settembre in tutte le sale ma un’anteprima assoluta verrà presentata il 3 agosto al Magna Graecia Film Festival.
La kermesse cinematografica diretta da Gianvito Casadonte, che punta da sempre sui giovani talenti italiani, accoglierà Gagliardi che, nell’occasione, regalerà al pubblico della manifestazione una suggestiva performance canora.
Il tenore, che il 5 agosto sarà insignito a Squillace del "Premio Cassiodoro il Grande” e subito dopo partirà per gli Stati Uniti per una tournée musicale, nonostante gli innumerevoli impegni ha accolto con entusiasmo l’invito, essendo molto legato alla sua Terra.
Gagliardi, che interpretando il ruolo di Beniamino Gigli ha mostrato grandi capacità espressive e un talento straordinario, ha partecipato a numerosi concorsi e collezionato diversi prestigiosi riconoscimenti internazionali. Vive a Roma e svolge attività concertistica. Si è esibito esibizioni a Pechino, Dublino, Belfast, Bastia, Parigi, Madrid, Toledo, alla Real Academia de España di Roma, e in molte città italiane.
Sarà un momento speciale per il Magna Graecia Film Festival e per tutta la Calabria.

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  • Occhiello La pellicola sul tenore sarà proiettata in anteprima assoluta. Ad interpretarlo il catanzarese Stefano Gagliardi
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