A Palermo il problema è il traffico. A Reggio i ragazzini nudi

di Alessia Candito Domenica, 02 Luglio 2017 23:31

Invoca addirittura «attività di controllo e prevenzione» della Municipale sulle spiagge cittadine il capogruppo di Forza Italia al comune di Reggio Calabria, Antonio Pizzimenti. Motivo? Un ragazzino di colore che questa mattina, come tanti suoi coetanei, è andato al mare per fare il bagno. La differenza? Era nudo, vestito solo delle sue ossa, chiaramente visibili sotto la pelle scura. Una scena immortalata da tanti reggini, che si sono affrettati a postarla sui social (è un migrante, quindi a quanto pare non importa che sia un minore) accompagnata da variegati richiami al ventennio fascista, ai moti (altrettanto fascisti) di Reggio e a generiche minacce di morte, per annegamento o scarica di pallettoni, rivolte al suddetto ragazzino. Commenti (indecenti) che tuttavia hanno indotto il capogruppo di Forza Italia in Comune a farsi portavoce dell’«allarmismo, tensione e preoccupazione» che «la presenza di “nudisti” immigrati nella spiaggia situata proprio sul lungomare cittadino» avrebbe creato «tra la gente presente e anche tra chi non c’era».

Quella stessa gente, evidentemente distratta e assente o che non si indigna, quando su quello stesso lungomare imperversano bande di giovani ‘ndranghetisti in erba, pieni di coca e di cattive intenzioni, determinati – ormai da tempo e in modo sempre più spudorato – a prendersi spazio e potere. E con le armi, i mezzi e la violenza per farlo. Un problema evidentemente ritenuto di secondo ordine rispetto ad un ragazzino nudo. Almeno da certa Reggio e dalla politica (tutta), che sull’argomento non sembra aver inteso interloquire. Su un ragazzino nudo invece sì.

 

Animato dal sacro fuoco del pubblico pudore, Pizzimenti sostiene che «i cittadini ormai sono demoralizzati e intravedono il pericolo di poter perdere quale punto di riferimento le nostre spiagge cittadine dove godere dei propri momenti di relax». Perché? A quanto pare, per colpa dei migranti. Dimenticando che i ragazzi non sono ospiti delle patrie galere a differenza di tanti reggini, Pizzimenti lamenta che «vediamo questi ragazzi abbandonati a se stessi che girano liberamente per la città senza nessun controllo, non è così che si favorisce l’integrazione». Dunque - si legge in una nota a firma del politico, ma che darebbe voce ad altri non meglio specificati -  «ci domandiamo quale sia l’attività di prevenzione che quest’amministrazione vuole garantire ai cittadini che pagano le tasse in una città con la più alta pressione fiscale d’Italia». Prevenzione da cosa non è dato sapere. Ma per Pizzimenti di certo è un’attività che non si deve limitare al lungomare. «Manca una seria attività di controllo e prevenzione in tanti altri punti cruciali della città come parchi e giardini, sia in centro che in periferia, disincentivando coloro i quali vorrebbero portare i loro i figli per trascorre il proprio tempo libero, soprattutto in questo periodo dell’anno dove è più piacevole stare all’aperto». Quale minaccia aleggi nelle pubbliche piazze e negli spelacchiati giardini di Reggio non si capisce. Tanto meno quale pericolo possano rappresentare dei ragazzini, che abbiano come unica colpa l’esser sopravvissuti a Paesi in guerra, viaggi d’inferno, probabili torture, traumi. Eppure contro di loro sono stati versati fiumi di fiele, con una violenza che mai è stata riservata ai ragazzotti un po’ più grandi che in nome di un casato di ‘ndrangheta costruiscono giorno dopo giorno la rovina di questa città. A Palermo, diceva lo zio avvocato in Johnny Stecchino, il problema è il traffico. A Reggio Calabria i ragazzini nudi.