Il “caso Ciambra” e la narrazione distratta delle periferie

di Pino Romeo* Lunedì, 17 Luglio 2017 16:16 Pubblicato in Lettere al Direttore

I termini della “questione Ciambra” rischiano di restare pesantemente schiacciati da una pressione mediatica superficiale, che rischia di far passare sottotraccia una visione complessiva, insieme scientifica e metodologica.
Ribadiamo come ogni scelta non ponderata, provochi immediate ripercussioni negative nella vita reale delle persone, se non viene bilanciata da azioni condivise e perequative.
Tali azioni, riteniamo come Verdi, debbano essere obbligatoriamente scevre da condizionamenti e sofismi di natura politica a futura memoria, per poter essere credibili e sostenibili.
Il caso della Ciambra, località periferica di Gioia Tauro, è l'archetipo di una trattazione consapevolmente distratta delle periferie dei centri urbani, con il loro carico concentrato e irrisolto di angosce e ansie di una urbanistica ignorante e niente affatto democratica e solidale.
Non si tratta certamente di un luogo della rigenerazione urbana, ma piuttosto di un’ottima palestra per rivendicare politiche di piccolo cabotaggio sullo sfondo della concessione di fondi pubblici da doversi spendere (possibilmente) a breve termine.
Fare un viaggio, anche fugace, nelle residenze degli “zingari della Ciambra”, così vengono etichettati altri italiani di origine rom, e sembra di entrare nel celeberrimo quartiere di Scampia a Napoli.
Anche in quel caso, le Vele di Scampia, avrebbero dovuto significare coesione sociale e integrazione di ceti differenti, in una sola parola, crescere insieme come comunità.
Invece quel sogno lasciò quasi subito spazio all’incubo del degrado totalizzante, dell’ambito ultimo nel quale chiunque vorrebbe vivere.
Dagli errori gravissimi di un'architettura piena di sè, è comunque iniziata anche una tendenza di cambiamento, di ripensamento culturale, prima ancora che sociale.
L’obiettivo del progetto “Restart Scampia” è infatti quello di renderlo un luogo vitale, cercando di attenuare più che possibile la concentrazione dei nuclei familiari con reddito basso o nullo.
Per la “Ciambra” di Gioia Tauro valgono le stesse regole non scritte e lo stesso ideale protocollo di comunicazione tra istituzioni, abitanti e società civile.
Riconvertire e riprogettare gli stessi edifici, riqualificandone il sito Aterp, è l’errore più grande e oscurantista che si possa commettere per le politiche solidali sul territorio.
Non risolve alcun problema, semmai nell'immediato futuro lo renderebbe drammatico, pesando ingiustamente ed in maniera fortemente speculativa, sul senso di un “diffuso disagio sociale”, nonchè sulle stesse casse pubbliche.
La tendenza democraticamente consolidata di una illuminata comunicazione urbana, passa in tutti i luoghi del mondo occidentale, per lo smantellamento culturale e fisico della politica dei “ghetti urbani”, e trova una sua logica inclusiva soltanto nella dislocazione dei suoi abitanti all’interno del tessuto urbano cittadino.
Non esistono altre vie realistiche e disponibili, se non accettando l’enorme responsabilità e rischio sociale, di vedere aumentare nello stesso luogo, oltre ogni limite di umana convivenza, la concentrazione di nuclei familiari a reddito pressochè zero, in un crescendo di soluzioni inefficaci, ulteriore degrado sociale, altri soldi pubblici spesi inutilmente e così via...
La stessa Regione Calabria, attraverso lo strumento del Por Calabria 2014-2020, pronunciandosi sulla base delle direttive dell’Unione Europea, intende dare nuovo impulso e rafforzare la dimensione sociale, orientando le sue scelte nella direzione sottolineata, confermando come la tesi della dislocazione degli abitanti rom sul territorio, sia l’unica e la sola percorribile.
Ci permettiamo infine, di prendere a prestito la lezione di don Patriciello, prete di casa a Scampia e dintorni, che queste considerazioni le vive h24: «Ammassare le povertà è l’errore più grande che si possa fare; raccogliendo tutte le disperazioni in un unico posto, si creano delle zone franche in cui il più forte detta legge…».
Vale anche per i cittadini della Ciambra di Gioia Tauro.

*Responsabile Ambiente e Territorio Verdi Città metropolitana di Reggio Calabria