Serve una grande riforma della PA in Calabria

di Antonio Nicoletti* Giovedì, 16 Novembre 2017 17:21 Pubblicato in Lettere al Direttore

Non ho dubbi, a fronte della piccola ed umile esperienza politico-amministrativa vissuta, la vera grande opera su cui lo Stato centrale e regionale deve concentrarsi è la ristrutturazione e la riqualificazione della Pubblica Amministrazione calabrese.
Il settore che, più di tutti, dovrebbe essere funzionale, veloce, efficiente,  moderno, e perfettamente integrato nel  quadro di quella che oggi gli addetti ai lavori chiamano “rivoluzione istituzionale partecipativa” provoca troppo spesso ritardi e incongruenze.
Sono tanti gli studi che confermano quel che io scrivo e ancor di più sono le teorie che collegano la qualità della PA a PIL sani ed in aumento. Allo stesso tempo, però, non credo sia necessario attendere indagini e teorie per constatare tali connessioni, sono sotto gli occhi di tutti - dei semplici cittadini, degli imprenditori, dei liberi professionisti e soprattutto degli amministratori che però non possono farlo trasparire in quanto rischiano di non poter contare sul voto di un bacino importante per la loro “carriera politica”.
Per fortuna, però, esiste anche la coscienza di qualcuno che  sarebbe più felice di avere a disposizione responsabili organizzativi e procedurali capaci di dare corso alle direttive impartite, che non pensare  a meri personalismi diretti a conquistare, a discapito della comunità, una carriera fatta di mutismo e compromessi!
In effetti, specie negli enti locali, serve nuova linfa e maggiore professionalità per colmare un gap procedurale che non permette di svolgere a regime nemmeno l’ordinario. Potrebbe essere un’idea anche utilizzare i fondi che mette a disposizione l’Ue per favorire un affiancamento tecnico e altamente qualificato a questi. Altro che non ci sono quattrini, sono fortemente convinto che non ci sono le condizioni strutturali per spendere, e bene, tante risorse a disposizione.
La politica, diciamocela tutta, ha premiato solo chi conosceva qualcuno e non qualcosa, oggi quei pochi funzionari che rispecchiano i canoni qualitativi sono sovraccaricati di funzioni, tanti sono privi di entusiasmo per via dell’età avanzata, i percorsi per una  formazione professionale sono pressoché assenti, la mancanza di luoghi che dovrebbero favorire il confronto e la collaborazione tra enti non esiste e su questo mi voglio soffermare un po’. Ma parte, ora che si è data per l’ennesima volta un costrutto, Anci in Calabria? Ma mi sbaglio o potrebbe, per le sue specificità, favorire dei processi di formazione per amministratori e funzionari? Ma mi sbaglio o potrebbe realizzare quelle piattaforme per favorire il confronto e lo scambio di buone prassi tra comuni?
A proposito mi appello all’amico Gianluca Callipo, da poco eletto responsabile regionale, affinchè possa prendere a cuore questo stato di assenza totale dell’Associazione in Calabria e capisca che alle nostre latitudini serve parlare di ristrutturazione della base e non di rifiniture di pregio.
Concludo descrivendo lo scenario cui siamo spettatori in questa Regione unica e mortificata, dove da un lato si assiste al quadro finora descritto e dall’altro ad un tasso di disoccupazione intellettuale a doppia cifra.
Per farla breve, da una parte vi è un Paese vecchio, rigido e impacciato e dall’altra giovani talenti fuori dai processi produttivi e sociali.
È indispensabile trovare un punto di equilibrio fra questa domanda di lavoro e la necessità di servizi pubblici più qualitativi? «Il tutto comporterebbe un aumento della spesa pubblica che a sua volta amplierebbe il rapporto Deficit/Pil». Queste le risposte di importanti interlocutori a cui mi sono rivolto. Sciocche e prive di riflessione strutturata!
Solo in questa maniera si può dare una boccata di ossigeno ad un welfare sfasato, solo in questa maniera si efficentano gli enti pubblici, solo coinvolgendo queste professionalità spenderemo, e meglio i fondi strutturali, solo così daremo un’assistenza di qualità agli imprenditori e ai professionisti, solo così faremo crescere il nostro PIL tanto da vanificare l’investimento per  una grande riforma della PA calabrese.

*Assessore del Comune di San Giovanni in Fiore, già coordinatore Anci Giovane Cosenza