Unical, o la borsa o la vita

di Giovani Comunisti/e Cosenza Mercoledì, 22 Novembre 2017 11:31 Pubblicato in Lettere al Direttore

All’Università della Calabria due solamente sono le cose certe: le tasse che aumentano ogni anno in modo esponenziale ed i ritardi per i pagamenti delle borse di studio.
Tasse sempre più alte e scadenze sempre più brevi, uno schiaffo verso la situazione economica in cui versano le famiglie calabresi. Ma il Rettore Crisci vive in Calabria? Conosce le vicissitudini di questa terra o si limita a svolgere il ruolo di esattore? Perchè non è altrettanto celere quando si tratta di erogare le borse di studio ai suoi studenti? L’erogazione che viene puntualmente rimandata è l’ennesima beffa per gli studenti dell’Unical, visti solo ed esclusivamente come clienti.
Più di 1800 studenti lo scorso anno, pur avendone diritto e ricadenti nel ridicolo status di “idonei non beneficiari”, non hanno ricevuto la borsa di studio; quelli che avevano invece ricevuto la prima rata stanno ancora aspettando l’ultimo conguaglio la cui scadenza era stata fissata a luglio.
È ridicolo che in una università italiana, mentre il Rettore si autocelebra per le scalate nelle classifiche internazionali, possa ancora ammettere la figura dell’idoneo non beneficiario, status ormai sconosciuto alle quasi totalità degli atenei italiani. Una differenza inaccettabile tra gli studenti calabresi e quelli del resto del Paese! È il momento di dire basta, i soldi ci sono!
Invece di fare campagna per il Sì al Referendum, invece di utilizzare l’Ateneo per una tre giorni del Partito democratico, vada in Regione e chieda, così come già fanno in Lazio e Campania, di utilizzare i fondi europei per il pagamento delle borse e porre fine allo scempio dell’idoneo non beneficiario. Come se non bastasse, neanche 5 minuti dopo aver affisso lo striscione, un vigilantes lo ha strappato affermando d’aver avuto ordini a riguardo. È evidente che per Crisci è troppo pericoloso uno striscione che invoca chiarezza ed un’assemblea pubblica per rivendicare un sacrosanto diritto degli studenti.
Mercoledì 29 novembre presso l’aula Giulio Regeni-SSP1 Cubo 1A, alle ore 17.30, ci diamo appuntamento per un’assemblea pubblica.
Le borse di studio sono un diritto, per questo le pretendiamo.