Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 09 Dicembre 2017

 

LOCRI «La triste vicenda dell'ospedale di Locri rappresenta la più grande vergogna della Calabria. In questi anni abbiamo segnalato e denunciato puntualmente tutte le disfunzioni della sanità sul nostro territorio. L'arrivo degli Ispettori ministeriali preoccupa molto politici, manager e medici compiacenti che, in questi anni, hanno di fatto costituito una sorta di “comitato di potere” che ha portato alla quasi distruzione dell'unico ospedale del territorio. Ed in attesa che il ministro, come da impegno preso con i sindaci della locride, disponga l'invio di una task force di qualificati ed imparziali ispettori ministeriali, che avranno modo di verificare quanto di grave è stato perpetrato nel nosocomio locrideo a danno dell'intera collettività, esplode, oggi, “formalmente” il caso Pronto soccorso». Lo afferma, in una nota, il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese. «Con nota prot, 3229/DSH del 7 dicembre 2017, il direttore sanitario facente funzioni – aggiunge Calabrese - attesta la “Carenza di personale medico al Pronto soccorso nel turno di servizio del 09.12.2017 h20.00/8.00” e dopo aver ricercato, e non trovato, personale medico anche in altri ospedali, al fine di non interrompere un servizio di emergenza urgenza, dispone che i dirigenti medici delle varie unità operative presenti in servizio nel turno in oggetto vorranno collaborare con l'unico dirigente medico in servizio presso il pronto soccorso”. Tale provvedimento può essere definito un capolavoro frutto di pura follia amministrativa e sanitaria. Nel turno di questa sera dalle 20 alle 8 in tutto l'ospedale ci saranno, cosa che probabilmente sfugge al direttore sanitario, al massimo cinque medici in servizio che, secondo la scienza amministrativa sanitaria del redattore del provvedimento in questione, dovranno, oltre a verificare il proprio reparto di competenza ed in alcuni casi più reparti, “collaborare” con l'unico e disperato medico presente al Pronto soccorso. Ma davanti a cotanto scempio dobbiamo, ancora una volta, legittimamente porci qualche legittima domanda. Ma che fine hanno fatto i medici dell'ospedale di Locri? Veramente non ci sono medici da utilizzare al Pronto soccorso? Dove sono andati a finire i medici del soppresso reparto di Medicina d'urgenza? Siamo certi di una cosa: medici ci sono e godono, grazie al cielo, di ottima salute e di eccellente competenza, professionalità e capacità. Il personale è stato artatamente e volutamente destinato ad altri reparti con pregiudizio per i settori più importanti e determinanti per il funzionamento di un ospedale. Medici ed infermieri, purtroppo, sono stati sottratti dal “comitato di potere” dal giusto reparto, che doveva essere il Pronto soccorso, a seguito della soppressione della medicina d'urgenza, per essere destinati prevalentemente al reparto di Pneumologia guidato dal potente direttore di presidio ospedaliero, protagonista principale del decadimento ospedaliero, che per soddisfare le proprie esigenze ha distrutto gran parte dell'ospedale per potenziare il proprio settore sanitario, sicuramente professionale ed all'avanguardia, grazie ai corposi finanziamenti destinati a tale unità, ma non prioritario in un ospedale in evidente difficoltà e prossimo alla chiusura». «Oggi, mentre il nosocomio vive una fase di “oscurantismo”, soprattutto per carenza di personale, in controtendenza tra Pneumologia ed Allergologia (inspiegabilmente ancora aperta) - dice ancora il sindaco Calabrese - ci sono sette medici e circa altre venti unità tra personale infermieristico ed oss. Come già detto in altre occasioni, il “Reparto di Pneumologia”, il cui primario è anche direttore del dipartimento aziendale ospedaliero, rappresenta una sgradevole invenzione per fini e obiettivi esclusivamente politici e non si può non definire un “reparto truffa”, anche perché l'unico dirigente medico che aveva i titoli professionali per dirigere tale reparto, che non aveva motivo di esistere, è stato con arroganza e prepotenza “parcheggiato” altrove! L'istituzione del "Reparto di Pneumologia" è stata e continua ad essere la principale causa delle disfunzioni del Pronto soccorso e dell'ospedale». «Il direttore generale Brancati, mentre da un lato continua a dire che i problemi si stanno risolvendo – conclude Calabrese - dall'altro conferma di essere partecipe, in associazione con il “comitato di potere”, al disegno criminoso che vuole smantellare a tutti i costi l'ospedale della Locride. Ciò trova ampia dimostrazione nella quotidiana indifferenza di Brancati alle criticità dell'ospedale della Locride».

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  • Occhiello Il sindaco Calabrese lancia un nuovo allarme sulla mancanza di personale nel Pronto soccorso. Dito puntato contro Brancati: «Partecipa al “comitato di potere” per smantellare il nosocomio»

LAMEZIA TERME Diritti fondamentali che spesso non vengono considerati una priorità. È questa l'estrema sintesi del Terzo rapporto supplementare del Gruppo Crc alle Nazioni Unite che fa il punto sull'attuazione della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia. Il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (Gruppo Crc), il network di 96 associazioni italiane che opera per garantire un sistema di monitoraggio indipendente sull'attuazione della Crc (Convention on the Right of the child) e delle osservazioni conclusive del Comitato Onu in Italia, ha evidenziato la situazione su alcuni temi come minori in povertà, accesso ai servizi sanitari per l'infanzia, nidi, tempo pieno, refezione scolastica. Il rapporto, che sarà poi trasmesso alle Nazioni Unite, è stato presentato nei giorni scorsi alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, della Garante per l'infanzia e l'adolescenza Filomena Albano e della vice-presidente della commissione parlamentare infanzia Sandra Zampa, promotrice della legge 47/2017 sulla protezione dei minori stranieri non accompagnati. In Calabria, e più in generale nel Sud, non si allenta il forte divario con le regioni del Nord.
«Una disomogeneità territoriale – ha sottolineato Arianna Saulini di Save the Children, coordinatrice del Gruppo Crc – dovuta anche ai tempi e i criteri di raccolta dati relativi a questi aspetti variano di regione in regione, rendendo difficile l'individuazione dei bisogni e la programmazione di risposte puntuali. Le aree dove è accentrato il maggior numero di bambini in condizione di disagio socio-economico sono le stesse in cui sono più carenti i servizi che li interessano in modo diretto: per ridurre questo gap è necessario prevedere interventi specifici e ripensare l'assetto delle politiche dell'infanzia in Italia, in modo organico e strategico». Il rapporto, inoltre, va analizzato anche alla luce del fatto che molte regioni, tra cui anche la Calabria, sono risultate carenti nella raccolta dei dati e nella pubblicazioni degli stessi.

 

CALABRIA, TRA MORTALITÀ INFANTILE, NEET E FAMIGLIE POVERE La Calabria ha un tasso di mortalità infantile del 4,7% (contro il 3,1% nazionale). A questo dato è legata anche la migrazione sanitaria, dovuta soprattutto alla carenza dei servizi, verso il Nord, in particolare dalla Calabria e dalla Campania. Nell'ambito della salute mentale durante l'infanzia e l'adolescenza, sono numerose le segnalazioni di criticità segnalate già nei rapporti precedenti. Nonostante le numerose segnalazioni contenute all'interno della Convenzione Onu, sono ancora molte le regioni – tra cui, appunto, la Calabria – in cui mancano i servizi territoriali o il personale è insufficiente o non qualificato per le prese in carico dei percorsi terapeutici.
Nella nostra regione circa il 28,2% delle famiglie, cioè una su quattro, è relativamente povera, contro una media nazionale che è di poco superiore al 20%. Preoccupante è il numero di "neet" al Sud, ovvero i giovani che non studiano e non lavorano, con percentuali che sfiorano il 30% in Campania, Sicilia e Calabria.
Uno dei dati più preoccupanti è quello relativo ai servizi mensa nelle scuole primarie, con un numero molto alto di bambini che non vi ha accesso: l'80% in Sicilia, il 73% in Puglia, il 65% in Campania e il 63% in Calabria. Sempre in queste quattro regioni si sono registrati i tassi più elevati di dispersione scolastica.  

a. p.

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  • Occhiello Il dato emerge dal Terzo rapporto del Gruppo Crc che sarà presentato alle Nazioni Unite. Ancora molto forte il divario Nord-Sud. Nella nostra regione si registra un'alta percentuale di mortalità infantile, mentre una famiglia su quattro è povera

 

LAMEZIA TERME Convalidato il fermo per L. M., classe 1968, l'ex consigliere comunale di Lamezia Terme accusato di abusi su una minore. A disporre la misura cautelare in carcere è stato il giudice per le indagini preliminari, Valentina Gallo. L'uomo, difeso dagli avvocati Anselmo Torchia e Domenico Anania, era stato arrestato lo scorso 7 dicembre con l'accusa di violenza sessuale aggravata su una ragazzina, all'epoca 14enne. Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, L. M. ha decisamente negato ogni addebito a quanto contestato, anche alla luce del fatto che la vittima, sua stretta parente, non ha sporto denuncia. Secondo gli investigatori, l'uomo avrebbe approfittato dell'inferiorità psicologica della minore. I fatti contestati sono divenuti oggetto di indagini della Guardia di finanza di Catanzaro che stava indagando in merito ad altri reati. I legali Torchia e Anania faranno ricorso al Tribunale del Riesame.

 

 

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LAMEZIA TERME Gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Lamezia Terme hanno arrestato P.F., di 51 anni, già noto alle forze dell'ordine, per stalking. Le indagini, svolte dagli investigatori dell'ufficio Anticrimine del commissariato, che sono riusciti ad ottenere la collaborazione della vittima e poi anche di alcuni testimoni, avrebbero evidenziato che l'uomo, spesso in stato di ubriachezza, aveva anche sottoposto la moglie, nel periodo della loro convivenza, ad una serie di atti violenti, prendendola a schiaffi e calci e colpendola con un pugno alla testa che le aveva provocato lesioni alla tempia, causandole così sofferenze, umiliazioni e privazioni, minacciandola continuamente di morte facendo riferimento agli episodi di cronaca riferiti dai media e dicendo che anche di lei, a breve, avrebbero parlato i telegiornali. L'uomo, dopo un periodo di sottoposizione alla misura dell'allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla donna, e dopo un periodo di detenzione agli arresti domiciliari, secondo l'accusa, ha cominciato a perseguitare la moglie, pedinandola ed appostandola a piedi e in auto. Le minacce avevano creato nella donna uno stato d'ansia, per cui viveva nel terrore di incontrare l'ex marito o che lo stesso potesse introdursi nella sua abitazione. Le minacce sono state rese ancora più gravi dal fatto che l'uomo si è dimostrato particolarmente violento quando si è trovato in stato di ubriachezza. L'uomo è arrivato a telefonare alla ex fino a centinaia di volte nella stessa giornata, come appurato dagli agenti anche con accertamenti tecnici. Infine aveva minacciato telefonicamente l'anziana suocera di uccidere l'ex moglie, e minacciato la stessa ex moglie di ucciderla in occasione dell'udienza di separazione, che si sarebbe tenuta a breve. Tale situazione ha indotto il pm di Lamezia Terme Luigi Maffia ad agire a tutela della vittima, richiedendo con estrema celerità la custodia cautelare in carcere. Richiesta accolta dal gip ed eseguita dalla polizia.

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  • Occhiello Il 51enne, già noto alle forze dell'ordine, è finito in manette grazie alla testimonianza della vittima. L'uomo avrebbe perseguitato la moglie con appostamenti e pedinamenti

REGGIO CALABRIA «Mai più concessioni di immobili, sale istituzionali, spazi pubblici e strutture comunali, anche destinate ad attività sportive, teatrali, spettacolistiche, culturali o di rappresentanza, a organizzazioni o associazioni che si richiamano in maniera diretta all'ideologia fascista, anche attraverso linguaggi, rituali, simboli, o che facciano riferimento a discriminazioni razziali, etniche, religiose, sessuali, di lingua o di opinioni politiche». È il contenuto di una delibera approvata dalla Commissione Statuto e Regolamenti del Comune di Reggio Calabria, presieduta da Demetrio Martino. «Il Comune di Reggio Calabria - ha spiegato il presidente Martino a margine della seduta - mette al bando il fascismo in ogni sua forma, anche quando l'ideologia razzista e xenofoba si ammanta attraverso sigle e movimenti apparentemente democratici. Le cronache nazionali degli ultimi giorni hanno riportato all'attenzione dell'opinione pubblica una problematica nient'affatto superata». «L'azione squadrista rivendicata da Forza Nuova presso la sede de “la Repubblica” - ha aggiunto - è solo l'ultimo episodio, in ordine di tempo, che dovrebbe preoccupare le istituzioni democratiche del Paese. Ritengo importante che le forze politiche dell'intero arco parlamentare abbiano voluto condannare apertamente quell'atto, ma ritengo che sia nostro compito, da istituzioni, definire provvedimenti concreti che pongano un argine a difesa del diritto, secondo i principi espressi dalla Costituzione antifascista». «Secondo la delibera approvata in Commissione, che andrà nelle prossime settimane all'esame del consiglio comunale - ha detto ancora Martino - tutte “le domande per la concessione di spazi ed aree pubbliche dovranno contenere la specifica dichiarazione con la quale il richiedente attesti di essere a conoscenza e di impegnarsi a rispettare la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, secondo la quale è vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista, e l'Articolo 3 della Costituzione”».

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  • Occhiello Il provvedimento, approvato dalla commissione Statuto e Regolamenti, passerà ora al vaglio del consiglio comunale. Riguarderà la concessione di aree e spazi pubblici. Il presidente Demetrio Martino: «Metteremo al bando l'ideologia in ogni sua forma»

COSENZA «La difficile situazione che stanno vivendo i dipendenti della Sorical desta una preoccupazione sempre maggiore». A dirlo, in una nota, è il consigliere regionale del gruppo oliverio Presidente, Orlandino Greco. «La società a gestione mista pubblico-privata, ormai in liquidazione da cinque anni, resta ancorata ad un futuro incerto che lascia nella totale incertezza i dipendenti – spiega -. Urge un confronto al più presto in consiglio regionale per fare chiarezza sullo stato in cui versa la società così da individuare una decisione che garantisca un futuro certo ai dipendenti che dopo anni di formazione, specializzazione e lavoro sul campo stanno attraversando un momento di grande difficoltà. È indispensabile chiudere nel più breve tempo possibile lo stato di liquidazione della società e ripartire, attraverso una celere adozione delle procedure previste dalla nuova normativa sulla gestione del servizio idrico integrato, assicurando continuità a tutti i lavoratori coinvolti nel servizio». «L’attuale condizione in cui versa Sorical ha ricadute evidenti anche sull’efficienza del servizio idrico in Calabria con alcune comunità particolarmente penalizzate che stanno affrontando la drammatica condizione di una quotidianità senza il bene pubblico primario dell’acqua. Per tali ragioni – conclude Greco - ho richiesto l’inserimento come punto all’ordine del giorno del consiglio regionale una discussione su questi punti così da individuare una soluzione atta a garantire investimenti nelle infrastrutture del settore idrico e, soprattutto, un futuro certo a tutti i lavoratori coinvolti».

 



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  • Occhiello Il consigliere regionale Orlandino Greco (Op) chiede che la discussione venga posta all'ordine del giorno. «Futuro incerto con ricadute evidenti sull'efficienza del servizio idrico in Calabria»

PIZZO Nella serata di venerdì, i carabinieri della Compagnai di Vibo Valentia hanno sequestrato la sala di un noto ristorante di Pizzo e denunciato il titolare e gli organizzatori di un evento all'interno del locale.
Durante i controlli, i militari, insieme al personale dei Nas, hanno scoperto che l'interno del “Napeto Village” era stato trasformato in una discoteca con all'interno 500 ragazzi, un numero spropositato rispetto alla reale capienza del locale. I carabinieri hanno quindi denunciato il legale rappresentante del villaggio turistico e i 2 organizzatori della serata poiché trovati sprovvisti della licenza per l’organizzazione di spettacoli pubblici. La sala ristorante all’interno della quale si era materialmente svolta la serata è stata sequestrata.
Inoltre, i militari del Nas procedevano alla contestazione della normativa speciale in seguito all’accertamento della mancanza dell’apparecchio di rilevamento del tasso alcolemico e delle relative tabelle, dell’omessa esposizione dei cartelli relativi al divieto di fumo e della presenza di fumatori all’interno del locale, per una sanzione pecuniaria di oltre 2mila euro.



 



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  • Occhiello I carabinieri, durante un controllo, hanno scoperto che all'interno del locale erano presenti circa 500 persone. Denunciato il proprietario e gli organizzatori dell'evento
Sabato, 09 Dicembre 2017 13:53

Nuova scoperta nella Cattolica di Stilo

 

REGGIO CALABRIA Nuove scoperte nella Cattolica di Stilo. Nel corso della campagna di ricerche fatta da Elia Fiorenza, studioso della Calabria Bizantina e Medievale, è stata interpretata un'iscrizione finora sconosciuta, apparsa negli ultimi restauri. «Dopo analisi fotogrammetriche - dice lo studioso - e mediante l'ausilio di strumenti fotografici di altissima precisione è riaffiorata un'importante epigrafe dedicatoria che non è stata finora studiata, mai interpretata, sia per la grande difficoltà dei caratteri (spesso abbreviati), sia per il pessimo stato di conservazione». Per Fiorenza «le iscrizioni vanno ascritte al primo XV secolo e si trovano al di sopra di un “misterioso omino”, nell'atto di rivolgere la sua prece al santo Giovanni il precursore. Lo studio comparativo dell'iscrizione greca del cartiglio è l'unica via per sperare di riuscire a leggere almeno parte del “fumetto”. La preghiera narra: “Ricordati, o Signore del tuo servo Giovanni e con il cuore, perdona i suoi peccati”».

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  • Occhiello Apparse delle iscrizioni finora sconosciute. Lo studioso Elia Fiorenza: «Risalgono al XV secolo e si trovano al di sopra di un “misterioso omino”, nell'atto di rivolgere la sua prece al santo Giovanni il precursore»
Sabato, 09 Dicembre 2017 12:59

Il Tg Web

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