«I parlamentari del Pd boicottano i giovani farmacisti»

di Ettore Jorio* Giovedì, 07 Dicembre 2017 11:51 Pubblicato in Primo Piano

La Calabria è sempre l'ultima, anche nell'apertura delle farmacie (beninteso) vinte dai giovani farmacisti a concorso pubblico. Il tutto a causa di interpretazioni fantasiose e arzigogolate. A essere interessati 216 vincitori (tutti farmacisti non titolari) per un totale di 67 farmacie distribuite in 35 Comuni. Insomma, un bel botto di servizio pubblico in più.
Ma di tutto questo sembra che la politica si interessi poco. Meglio, il Pd.  
Insomma, il tutto sarebbe risolto dal Ddl Lorenzin sulle professioni sanitarie che fornisce (all'articolo 16) l'interpretazione autentica all'articolato e dunque la soluzione al «male». Si fa invece di tutto per non far alcunché e per temporeggiare sulle aperture. Il tutto con un grave danno per i vincitori e le loro famiglie, che si sono svenati per attrezzare gli esercizi farmaceutici, nonché per i cittadini impediti nel godimento dell'assistenza farmaceutica in maggiore prossimità delle loro abitazioni.
L'evento, del quale vergognarsi politicamente e del quale certamente l'elettorato terrà nel dovuto conto, è tutto riassumibile nella scansione del percorso legislativo determinante per l'individuazione della soluzione, si badi bene, legislativa.
Il giorno 24 ottobre la Camera dei deputati approva il Ddl Lorenzin con larghissima maggioranza, attesa la sua importanza strategica nel disciplinare la sperimentazione clinica, le professioni sanitarie e la dirigenza sanitaria ministeriale.
Dopo di che il testo passa al Senato, più esattamente alla Commissione sanità, ove viene licenziato senza modifiche e quindi trasmesso all'aula per l'esame definitivo e l'approvazione.
Il problema venutosi a determinare - nei confronti del quale hanno dimostrato sensibilità l'onorevole Roberto Occhiuto (con una interrogazione a seguito della quale è venuta fuori l'esigenza, beninteso, del governo di rimediare all'inghippo), la deputata Rosanna Scopelliti, e poi i senatori Francesco Molinari e Piero Aiello - è rappresentato dai senatori del Partito democratico e degli scissionisti bersaniani/dalemiani, insensibili a risolvere il gap della mancata apertura delle farmacie in Calabria. Una esigenza che in quasi tutte le regioni è stata soddisfatta da oltre un anno. Non una parola a sostegno delle regole, degli esiti dei concorsi pubblici relativi e delle garanzie da assicurare all'utenza.
Ebbene, i Nostri - pur essendo stato l'articolato condiviso formalmente dal governo (vedi risposta di Faraone all'interrogazione di Occhiuto) - stanno facendo di tutto perché il Ddl Lorenzin non venga definitivamente approvato dal Senato prima dello scioglimento. Chissà!
Un fatto grave, del quale risponderanno politicamente. Un disinteresse, dal sapore del boicottaggio, forse funzionale a proteggere qualche lobby palese e/o occulta che non ha interesse all'allargamento dell'offerta di assistenza farmaceutica sul territorio, fosse anche se ad opera di giovani farmacisti, dei quali molti sino ad oggi senza lavoro.
La prova del nove di tutto questo la si avrà a Camere sciolte ove le opzioni sul tappeto rimarranno due: l'ineludibile dovere di darmi torto in relazione alla odierne insinuazioni ovvero, alternativamente, la presa d'atto che il Pd ha perso un'altra occasione favorevole per dimostrare la propria sensibilità politica nei confronti della tutela dell'interesse pubblico. 

 

*docente Unical