Viscomi: «La Calabria può giocare un ruolo chiave nella rete delle Regioni»

Il vicepresidente della giunta ha partecipato a Roma al Forum nazionale degli Organismi indipendenti di valutazione: ci può essere un modo diverso di gestire la pubblica amministrazione Martedì, 30 Maggio 2017 11:47 Pubblicato in Politica
Un momento del Forum Un momento del Forum

ROMA Si è tenuto ieri a Roma nella “Sala della Regina” della Camera dei Deputati il secondo Forum nazionale degli Organismi indipendenti di valutazione delle Regioni e delle Province autonome: l'elevato numero dei partecipanti e l'indiscussa qualità professionale dei relatori hanno confermato la bontà dell'intuizione maturata l'anno scorso in Calabria, grazia alla fattiva sinergia tra vicepresidenza ed Oiv regionale, tanto che i partecipanti hanno già deciso di darsi appuntamento per il terzo Forum da tenere l'anno prossimo a Venezia.
Il Forum è stata l'occasione per fare il punto sui sistemi di misurazione e valutazione della performance nelle amministrazioni pubbliche e si è parlato dei decreti di riforma approvati recentemente dal Consiglio dei Ministri. Il Forum Nazionale, patrocinato pure dalla Conferenza delle Regioni, è stato un interessante momento di confronto che ha visto una attenta partecipazione di assessori e dirigenti regionali, componenti di organismi di valutazioni ed esperti del settore provenienti da 19 regioni. Il forum, organizzato da Angelo Maria Savazzi, presidente OIV Regione Calabria, da Lisa Zanardo (presidente Oiv Regione Veneto), Pietro Bevilacqua (presidente Oiv Regione Abruzzo) e Bruno Susio (Componente Oiv Trentino-Alto Adige), ha avuto come mainpartner la consiglierà di parità delle Regione Molise, Apco (associazione di consulenti di management) e Ifm, che è una azienda calabrese. 
Gli interventi, articolati nell’ambito di tre sessioni di lavoro, hanno affrontato interessanti temi, quali l’integrazione tra ciclo valutativo e programmazione economico-finanziaria, lo sviluppo organizzativo nelle amministrazioni pubbliche quale esigenza diffusa per il miglioramento continuo delle organizzazioni e delle prestazioni dirigenziali, l’utilizzo della leva valutativa per l’attuazione delle politiche. Sono intervenuti, tra gli altri, Marco De Giorgi, direttore Ufficio valutazione performance del dipartimento della  Funzione Pubblica, Lucia Valente, assessore al personale della Regione Lazio, Massimo Garavaglia, assessore all’economia della Regione Lombardia, il consigliere Anac Merloni, Alessandra Pioggia, presidente Oiv della Regione Umbria, Marta Barbieri, Presidente Oiv della Regione Friuli Venezia Giulia, Lisa Zanardo, presidente Oiv Regione Veneto, Pietro Bevilacqua, presidente Oiv Regione Abruzzo e Bruno Susio, componente Oiv Regione Trentino Alto Adige.
Ha portato il suo saluto anche l'ex ministro Renato Brunetta che ha ricordato il contesto storico e politico in cui nacque la riforma del 2009 e l'introduzione degli strumenti di valutazione della performance. Le sessioni di lavoro sono state moderate da Katy Mandurino, giornalista del “Sole 24 Ore”, e Stefania Tagliabue, coordinatrice scientifica di “Azienditalia Il personale”. 
Per la Calabria sono interventi Bruno Zito, dirigente generale del dipartimento Organizzazione e Risorse umane, la dirigente Ersilia Amatruda, coordinatrice del tavolo InterCug, Angelo Maria Savazzi, presidente Oiv. Quest’ultimo si è soffermato sull’esigenza, richiamata recentemente anche dal Consiglio di Stato, di superare i sistemi di valutazione «sostanzialmente fondati su autodichiarazioni delle strutture interessate» e sulla necessità che siano alimentati direttamente ed in automatico dal sistema del controllo di gestione e di gestione del bilancio. «Il rigore e la professionalità, accompagnato da una adeguata ragionevolezza, degli Oiv – ha dichiarato il presidente dell’Oiv della Regione Calabria -  devono essere una opportunità che le amministrazioni devono saper cogliere». In effetti, fra le varie tematiche affrontate almeno tre meritano di essere ricordate. La prima ha riguardato la necessità di meglio definire i rapporti tra politica e dirigenza, sollecitandosi da parte di tutti una maggiore capacità della politica di stabilire esattamente gli obiettivi da raggiungere e di definire precisamente il risultato effettivo perseguito (valorizzando, ad esempio, non gli impegni di spesa ma le relative rendicontazioni, non le riunioni preparatorie ma gli atti prodotti), anche al fine di evitare di risultare ostaggio di una burocrazia che si autoassegna compiti e premi. La seconda ha riguardato l'esigenza di considerare gli Oiv come i facilitatori di un dialogo tra dirigenti e dirigenti e politica non sempre facile, sia per la diversità dei linguaggi parlati sia per la diversità degli interessi perseguiti. È stato detto al riguardo che gli Oiv possono diventare, e in molte realtà, sono diventati strumenti di innovazione e cambiamento, soprattutto là dove la politica ha ascoltato con attenzione e dialogato con i componenti degli OIV. La terza ha avuto riguardo alla necessità di operare per un miglioramento della cultura del servizio pubblico e per una riscoperta dell'orgoglio di un servizio al cittadino, i cui diritti costituiscono la finalità ultima della stessa pubblica amministrazione. A concludere i lavori sono stati Massimo Garavaglia, Assessore all'Economia della Regione Lombardia e coordinatore della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni e il Vicepresidente della Regione Calabria, Antonio Viscomi, coordinatore della Commissione Affari Istituzionali della Conferenza delle Regioni, a testimonianza dell'importanza che la Conferenza stessa ha attribuito all'iniziativa del Forum.
Il vicepresidente Viscomi si è soffermato in primo luogo sulla situazione di incertezza che governa le pubbliche amministrazioni oggi, suggerendo la necessità di ripensare i modelli e i paradigmi interpretativi tradizionali, ragionando in chiave di sistemi aperti, cooperativi e dialoganti, di superamento dell'approccio normativistico a favore di uno più attento alla dimensione organizzativa, valorizzando le competenze e le abilità individuali piuttosto che rivendicare le sfere di competenza burocratica. Ha poi concluso il suo intervento dedicando una specifica riflessione sui rapporti tra organi di vertice politico e dirigenza apicale, segnalando tutte le distorsioni che possono innescarsi, con gravi danni per la stessa efficienza dell'apparato, quando non vi è consapevolezza e neppure reciproco riconoscimento e rispetto del diverso ruolo svolto dai diversi attori. «Il successo dell'iniziativa odierna - ha dichiarato Viscomi - conferma che la Regione Calabria può giocare un ruolo importante nella rete delle regioni italiane: è vero che sulla nostra spalle grava spesso un brand negativo ma è anche vero che con umiltà ed impegno quotidiano possiamo giocare una partita diversa a condizione che tutti gli attori del "sistema Calabria" - e fra questi: politici, dirigenti, consulenti, sindacalisti - siano disposti a confrontarsi con le figure corrispondenti delle altre regioni; solo confrontandosi con gli altri è possibile comprendere che il mondo delle amministrazioni pubbliche è molto più vario e complesso di quanto appaia nel chiuso del proprio ufficio e che ci può essere un modo diverso di fare la stessa cosa».