«Il Pd in Calabria ha fallito. Bisogna cambiare rotta»

Il segretario del IV circolo Pd di Cosenza, Tommaso Guzzo, insieme ai membri della direzione provinciale critica Oliverio e l'esecutivo. «Rapporto di sudditanza tra Roma e il governo regionale». A un punto di non ritorno la questione sanità. «Si è solo alimentata una conflittualità istituzionale interna» Domenica, 16 Luglio 2017 18:56 Pubblicato in Politica

COSENZA In vista della direzione provinciale del Pd di Cosenza di domani, Tommaso Guzzo, segretario del IV circolo Pd e componente della stessa direzione, insieme ad altri componenti ha diramato un documento sull'attuale situazione del partito in Calabria. Non risparmiando critiche al governo regionale e al governatore Oliverio. «Veniamo fuori da oltre due anni segnati da sconfitte elettorali e amministrative: le Comunali del 2015 a Vibo Valentia e Lamezia Terme, successivamente quelle di Crotone e Cosenza, il Referendum del 4 dicembre e, per ultimo, la debacle di Catanzaro. Sconfitte che – si legge nel documento - richiedono un'analisi attenta ed una discussione approfondita sull'evidente frattura del rapporto con la società calabrese da parte del Pd e dell'esperienza del governo regionale. Il futuro del nostro campo appare incerto e denso di nubi. La "strategia" della rimozione delle "sconfitte" è il preludio di una prevedibile disfatta alle prossime elezioni politiche del 2018». «Il Pd si è cacciato in una condizione di totale isolamento, privo di una proposta politica programmatica capace di instaurare relazioni e alleanze. Assistiamo – proseguono - ad un rapporto di sudditanza tra Roma e il governo regionale che, attraverso una serie di atti, ha mortificato la nostra Regione e i calabresi. La debolezza politica ed istituzionale della giunta regionale ha fatto sì che il rincorrere sin dall'inizio della legislatura l'obiettivo di nominare il governatore come commissario della sanità calabrese abbia alimentato un'enorme conflittualità istituzionale tutta interna al Pd e ha, di fatto, peggiorato notevolmente la sanità calabrese». «Oggi siamo al punto di non ritorno. Il paradosso di tutto ciò è che dopo sette anni di blocco del turn over nella sanità calabrese, le diatribe tra il dipartimento Salute della Regione e l'ufficio del commissario impediscono l'assunzione di 700 nuovi operatori sanitari (medici, infermieri e oss). È evidente a tutti – spiegano - che il programma di cambiamento e di netta discontinuità con il passato è stato, ancora ad oggi, palesemente disatteso. Il piano straordinario per il lavoro e per il contrasto alla povertà è rimasto lettera morta. Come non vedere il fallimento che si sta verificando al Porto di Gioia Tauro, che invece doveva rappresentare il punto più avanzato dell'azione di rilancio della nostra regione e dell'intero Mezzogiorno. Oggi siamo al paradosso: il sito portuale di Gioia Tauro conosce centinaia di licenziamenti». «È il tempo delle decisioni – concludono gli esponenti cosentini del Pd - e di una netta e chiara inversione di rotta sia per quanto riguarda il Partito sia per quanto riguarda l'esperienza di governo regionale»