«Il mio diritto di esprimere giudizi non è in discussione»

L'ex candidato a sindaco Nicola Fiorita risponde agli assessori. «Mai disconosciuto il ruolo di Abramo e della sua vittoria». E sulla nomina della Giunta: «L'affidabilità a discapito della competenza è stata una scelta criticabile» Domenica, 16 Luglio 2017 19:56 Pubblicato in Politica
Nicola Fiorita Nicola Fiorita

 

CATANZARO «Leggo la nota con cui gli assessori della Giunta Abramo mi invitano a dismettere i panni del professore universitario a calarmi in quelli di consigliere di minoranza. È un invito che raccolgo volentieri, in perfetta continuità con quanto ho fatto in campagna elettorale, dove mi pare di aver indossato con una certa capacità i panni del candidato a sindaco. Una piccola lezione di democrazia, però, questa volta mi tocca proprio darla». È quanto dichiara, in una nota, Nicola Fiorita in risposta al comunicato congiunto dei nei assessori nel quale lo invitano a lasciare il suo incarico di docente e dedicarsi al nuovo ruolo di consigliere comunale. «Intanto – spiega -, si possono, ovviamente, non condividere i giudizi politici che ho espresso ed esprimerò così come si possono criticare le posizioni che ho assunto ed assumerò, ma non si può mettere in discussione il mio diritto di esprimere quei giudizi. Non ho mai eccepito nulla sulla legittimità della vittoria elettorale del sindaco Abramo, non ne ho mai disconosciuto il ruolo, né il diritto di nominare gli assessori che ritiene più idonei, così come non ho mai proferito parola sulle qualità delle singole persone chiamate ad amministrare la città. Ho, al contrario, sottolineato la scelta del sindaco Abramo – esplicitamente rivendicata in una intervista su Catanzaro Informa – di puntare sull’affidabilità più che sulla competenza delle persone, non ritenendo egli necessaria la formazione di una Giunta di alto livello. Scelta a mio avviso del tutto criticabile, perché lontana dalle reali esigenze di ripresa di autorevolezza della città. Così come ho evidenziato la contraddizione tra questo criterio e quella rivendicazione di adeguate competenze nella propria squadra posta alla base della ulteriore scelta di trattenere alcune rilevanti deleghe». «Stiano tranquilli gli assessori-operai – conclude Fiorita -, so bene che Abramo ha vinto e che noi abbiamo perso. Ma in democrazia perdere le elezioni non significa perdere il diritto di esprimere le proprie opinioni, non significa perdere il diritto di critica e non significa perdere il diritto di fare politica. E stiano tranquilli gli assessori tutti che sono ben consapevole della dignità e della rilevanza del ruolo di consigliere di minoranza, postazione da cui – come si vede da questa scomposta reazione – si può con la forza della parola dare fastidio a chi ha una visione assolutistica e muscolare della politica. Voi la chiamate inesperienza, io la chiamo diversità».