Sanità, si riparte da 88 milioni di "buco"

Il deficit è più elevato rispetto ai 54 milioni stimati nel consuntivo 2016. Scura e i vertici di Asp e Ao studiano le strategie per rientrare. E la struttura commissariale si prepara alle nuove assunzioni Martedì, 12 Settembre 2017 19:19 Pubblicato in Politica
L'incontro tra Scura e i manager a Palazzo Alemanni, sede della struttura commissariale L'incontro tra Scura e i manager a Palazzo Alemanni, sede della struttura commissariale

CATANZARO Settembre è il mese della ripresa delle attività. Anche per la struttura commissariale per il Piano di rientro sanitario in Calabria che, sebbene di ferie ne abbia godute ben poche, oggi ha ripreso il filo del discorso con le aziende sanitarie e ospedaliere regionali e con le sigle sindacali.
Discussione ampia e corposa quella che ha visto come protagonista il commissario ad acta Massimo Scura al fianco del quale non c’era il dg ad interim del Dipartimento regionale Bruno Zito, sostituto dal dirigente di settore Armando Pagliaro. Dall’altra parte, come detto, i direttori generali delle Asp calabresi, quelli delle aziende ospedaliere e universitarie e dei sindacati.
Dai rapporti con gli advisor contabili fino al tema caldo delle assunzioni, nelle tre ore di discussione si è trattato praticamente ogni aspetto del comparto sanità sul quale nei prossimi mesi ci si dovrà confrontare.
Una riunione fiume nella quale l’unico dato certo che è emerso è quello relativo al deficit di bilancio complessivo del comparto sanità: sono circa 88 i milioni di euro di buco nei conti regionali, un dato che sebbene sia ampiamente al di sotto del limite oltre il quale sarebbe necessario incrementare la pressione fiscale sui cittadini calabresi, è comunque più elevato rispetto ai 54 milioni di euro stimati per il consuntivo 2016.
Un differenziale di circa 34 milioni tra la stima e il consuntivo vero e proprio che è frutto di una precisa ricognizione tra gli uffici contabili delle aziende che ha permesso di far emergere debiti fuori bilancio. Debiti nati, anche, per la mancata comunicazione tra uffici a causa della quale - ad esempio - una fattura rischia di essere pagata con estremo ritardo generando interessi passivi corposi per l’ente debitore.
Le tre ore di confronto, infruttuose dal punto di vista dei risultati concreti, sono quindi servite per fare il punto della situazione e fotografare lo stato dell’arte della sanità in Calabria. Dai prossimi giorni, quindi, sono attesi i primi provvedimenti concreti a partire dall’attuazione dei decreti commissariali che dovrebbero aprire le porte all’assunzione di altre 537 persone nel comparto oltre a quanto preventivato e disposto nei mesi scorsi.

ale. tar.