Fatwa contro l'archeologa, Costantino: «Ministero avvii ispezione»

La deputata di Sinistra italiana ha presentato un'interrogazione per chiedere a Franceschini una verifica negli uffici della Soprintendenza. «C'è il rischio di un'accelerazione dei lavori a Punta Scifo» Venerdì, 15 Settembre 2017 14:28 Pubblicato in Politica
La Soprintendenza dei Beni architettonici di Cosenza. Nei riquadri, dall’alto, Mario Pagano e Margherita Corrado La Soprintendenza dei Beni architettonici di Cosenza. Nei riquadri, dall’alto, Mario Pagano e Margherita Corrado

CATANZARO «Per le sue battaglie per la legalità, per proteggere le bellezze archeologiche della Calabria le viene impedito di lavorare. È infatti grazie allo studio e alla denuncia pubblica dell'archeologa Margherita Corrado, e della sua associazione, che è stato fermato l'ecomostro con vista su una delle baie più incantevoli dello Ionio: Punta Scifo in provincia di Crotone». Lo afferma la deputata di Sinistra Italiana Celeste Costantino «che ha presentato – riporta una nota – una interrogazione con la quale chiede al ministro Franceschini di promuovere un'ispezione alla Soprintendenza per dirimere un contenzioso che rischia di squalificare il lavoro svolto finora dai professionisti che hanno lavorato sul caso».
«Una denuncia che ha messo nei guai il Soprintendente Mario Pagano – prosegue la parlamentare – che l'ha querelata per diffamazione presso la procura di Torre Annunziata e messa al bando con una lettera indirizzata al ministero, ai funzionari archeologi e a tutti i tecnici di Cosenza, Catanzaro e Crotone affinché non riceva più incarichi professionali. Un vero e proprio abuso. Franceschini intervenga».
«È grazie alla denuncia della Corrado e alla mobilitazione di associazioni ambientaliste locali e della cittadinanza – sostiene la deputata di Si – che la Procura ha bloccato questo ennesimo scempio edilizio in Calabria. Il rischio però è che ci sia un'accelerazione dei lavori, come richiesto dall'avvocato Domenico Grande Aracri, fratello di Nicolino al vertice della cosca di Cutro implicato nell'operazione Aemilia condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Bologna, che difende i costruttori nella battaglia contro i vincoli paesaggistici. Ora questo editto potrebbe avere conseguenze pesanti per l'archeologa che ha svelato la storia di questo ordinario scempio calabrese. Sarebbe una vera e propria beffa visto l'impegno speso dall'archeologa per salvare uno degli ultimi angoli incontaminati della Calabria».