«Credo di aver chiarito tutto»

Soddisfazione del sindaco di Riace Mimmo Lucano per l’esito dell’interrogatorio in Procura di Locri sull’inchiesta per la gestione dei migranti che lo vede coinvolto: mi sento con il cuore in pace Martedì, 17 Ottobre 2017 21:20 Pubblicato in Politica
Il sindaco di Riace, Mimmo Lucano Il sindaco di Riace, Mimmo Lucano

RIACE «Dopo giorni, per la prima volta, mi sento con il cuore in pace». È stanco ma visibilmente sereno e soddisfatto per l’esito dell’interrogatorio appena sostenuto il sindaco di Riace, Mimmo Lucano. Accompagnato dal suo legale sta tornando in paese, dopo oltre tre ore di confronto con gli inquirenti della Procura di Locri e gli investigatori della Guardia di Finanza. 
La voce è provata, ma il tono è tornato quello forte e sicuro di sempre. «Chiedere di essere subito sentito è stata la cosa giusta da fare - dice Lucano - perché finalmente sono riuscito a spiegare passo passo e con precisione tutto quello che è stato fatto a Riace e che quelle accuse non hanno senso in una realtà come la nostra».

COLLOQUIO CORDIALE Stemperata l’amarezza dei giorni successivi alla notifica di un avviso di garanzia in relazione a presunte criticità nella gestione dei fondi, il sindaco del piccolo paesino della Jonica sembra aver ritrovato la voglia di combattere e difendere quel modello di accoglienza di cui è diventato simbolo. Con gli investigatori ed il pm Toscano, racconta il sindaco, la discussione è stata «assolutamente serena e i toni cordiali. Più volte mi hanno detto “noi siamo tenuti a verificare, perché non tutti sono Riace”».

LE ACCUSE Riferimento europeo, se non mondiale, di un modello alternativo di accoglienza che diventa volano di sviluppo per tutto il territorio in cui si pratica, il piccolo paese della jonica salvato dallo spopolamento grazie ai migranti che hanno fatto rivivere case abbandonate e antichi mestieri è finito sotto accusa quando il suo sindaco ha ricevuto un avviso di garanzia per concussione, truffa aggravata ed abuso d’ufficio. Accuse gravi probabilmente formulate in seguito ad una relazione della prefettura che in passato ha segnalato alcune criticità nell’utilizzo dei fondi destinati ai progetti Sprar.

SPIEGAZIONI A 360 GRADI Sebbene quelle contestazioni siano state in seguito chiarite sia con puntuali controdeduzioni, sia da successive ispezioni anche ministeriali, è probabile che quella segnalazione abbia fatto il suo corso e il fascicolo sia stato aperto come atto dovuto. «Non posso dire cosa abbia spinto la Procura ad avviare un’indagine, a noi non è stato detto. Ma sono certo – afferma il sindaco – di aver fatto capire ad inquirenti ed investigatori cosa sia stato fatto in questi anni a Riace, come e perché».

BUROCRAZIA VS INTEGRAZIONE Il nodo, emerso anche in sede di interrogatorio – racconta – sta tutto nell’apparente contrasto fra la rigidità della procedura e la necessità di accogliere, in regime di emergenza anche a causa di continue sollecitazioni istituzionali, una comunità sempre maggiore di migranti. E sempre più integrata. A differenza di tanti paesi e città, sede di progetti Sprar, Riace non è un autobus, né un traghetto che si preoccupa di far transitare i profughi dall’inferno della traversata del Mediterraneo all’Italia giusto per sei mesi. Il paese è divenuto sede di una comunità interetnica e multiculturale, perfettamente integrata con gli antichi residenti, che grazie a quei progetti che oggi sembrano essere contestati è riuscita a far rivivere anche l’economia del territorio.

ESPERIENZA CRISTALLINA «Credo di essere riuscito a chiarire tutto e spero che l’indagine venga approfondita il più possibile. Io – ribadisce Mimmo Lucano – non ho nulla da nascondere e quello che abbiamo fatto in questi anni è sotto gli occhi di tutti». A Riace, da anni sono in tanti a guardare come esempio da seguire e modello da emulare. Proprio per questo, venerdì oltre 500 persone si sono presentate spontaneamente nel piccolo paesino della Jonica per stringersi attorno a Lucano e ad un’esperienza diventata una bussola per molti.

UNA COMUNITA’ CHE NON CONOSCE GEOGRAFIA Una manifestazione – hanno chiarito i tanti che quella sera sono intervenuti – non contro la magistratura, ma per mostrare plasticamente quanto grande sia la comunità a cui Riace ha dato speranza e orizzonte.
Una comunità oggi pronta a difendere il paese e il suo sindaco da chi ha in mente di strumentalizzare quell’indagine per distruggere un progetto che da oltre dieci anni macina successi. 

 

Alessia Candito
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