La “prima” di Gallo dopo due anni e mezzo di battaglia legale

Il neoconsigliere regionale di centrodestra "esordisce" in Consiglio e si scusa con Wanda Ferro (per la «poca vicinanza» dimostrata quando l'Udc corteggiava Oliverio). Ok all'assestamento: solo 77 milioni "liberi". Viscomi: «Ceduti 27 milioni di derivati» Martedì, 14 Novembre 2017 17:36 Pubblicato in Politica
Gianluca Gallo prende la parola nell'aula del consiglio regionale Gianluca Gallo prende la parola nell'aula del consiglio regionale

REGGIO CALABRIA Gianluca Gallo è a tutti gli effetti un nuovo consigliere regionale della Calabria. Il neo rappresentante delle massime assise calabresi si è insediato nel corso della seduta di oggi. Gallo ha aderito al gruppo della Casa della libertà. L’ex sindaco di Cassano allo Jonio si è visto riconoscere da due tribunali il diritto a sedere in Consiglio a scapito di Giuseppe Graziano, decaduto in quanto avrebbe violato le norme che regolano le aspettative per mandato elettorale per i dipendenti pubblici.  
Gallo ha preso la parola per ricordare la vicenda che ha riguardato Wanda Ferro, integrata dopo un lungo iter giudiziario. All’ex candidata alla presidenza Gallo ha anche chiesto scusa «per la poca vicinanza» dimostrata al tempo in cui, per diversi mesi, «come Udc abbiamo inseguito Oliverio». 
«Quando mi è arrivata la notizia della sentenza della Corte d’appello di Catanzaro - ha detto ancora Gallo -, c’è stata da una parte gioia e dall’altra amarezza per le lungaggini del procedimento che mi ha visto protagonista. Quella lungaggine deve fare riflettere noi tutti, perché abbiamo bisogno di rifondare un sistema. E noi che siamo classe dirigente dobbiamo partecipare a rifondarlo, altrimenti non c’è certezza per nessun cittadino che inizia un percorso giudiziario. Se una causa che riguarda il consiglio regionale dura 2 anni e mezzo, immaginate cosa può accadere a un normale cittadino». «Non penso a dietrologie - ha puntualizzato il neo consigliere -, ma credo che serva certezza dei tempi giurisdizionali». Quanto alla sua adesione alla Cdl, Gallo l’ha motivata così: «È qui che i cittadini ci hanno detto di stare». 
«Con la mia presenza in Consiglio - ha concluso -, torna la presenza della mia città, Cassano, e dell’area del Pollino. Annuncio inoltre il mio sostegno al progetto di fusione di Corigliano e Rossano. L’idea è quella di lavorare insieme in quest’aula con spirito di collaborazione, senza un’opposizione preconcetta». 
«Con la sua presenza - ha commentato il capogruppo della Cdl Francesco Cannizzaro -, Gallo arricchisce l’aula e la minoranza. Ringrazio Graziano che in questi tre anni ha dato un contributo alla nostra regione».
Domenico Bevacqua (Pd) si dice «certo del contributo e dell’alto senso di responsabilità» di Gallo. Polemico, invece, Mimmo Tallini (Misto): «Se fossi un giornalista, oggi direi che la maggioranza perde pezzi. Non sarebbe un titolo forzato, ma un titolo dovuto e motivato dal fatto che (Graziano, ndr) è stato molto più utile rispetto a tanti altri della maggioranza. Oliverio ha avuto un feeling personale con lui al punto tale da essere l’unico uomo politico invitato alla nascita del suo movimento (il Cci, ndr), che ha l’ambizione di cambiare l’Italia. Spero che l’uscita di Graziano contribuisca a un chiarimento all’interno dell’aula e che riguarda il ruolo da lui avuto all’interno dell’Ufficio di presidenza». Tallini auspica un ripristino delle «regole fino a oggi negate». «Fino a quando non ci sarà un vero rappresentante dell’opposizione nell’Ufficio di presidenza - ha aggiunto - quelle regole rimarranno inascoltate».
Di altro avviso Giuseppe Giudiceandrea (Dp) che, nel dare il benvenuto a Gallo, ha anche ringraziato Graziano per essere stato «un leale avversario della maggioranza».

ASSESTAMENTO OK: SOLO 77 MILIONI “LIBERI” Il consiglio regionale ha approvato a maggioranza il rendiconto generale 2016 della Regione e gli assestamenti dei bilanci di previsione 2017-2019 di giunta e Consiglio. I residui attivi, alla chiusura dell’esercizio finanziario 2016, ammontano a 3 miliardi e 790mila, quelli passivi sono di due miliardi e 719mila euro. La situazione patrimoniale complessiva, al 31 dicembre 2016, è stabilita in sette miliardi e 191 milioni.
Quanto alla manovra di assestamento, ammonta complessivamente a 153 milioni di euro. La parte discrezionale soggetta alle decisioni di giunta e consiglio è di soli 77 milioni, di cui 48 afferiscono a maggiori entrate riscosse e accertate nel corso dell’esercizio 2017 e 29 milioni frutto di minori spese.
I provvedimenti sono stati illustrati dal presidente della commissione Bilancio Giuseppe Aieta e dal segretario-questore del Consiglio Giuseppe Neri. L’assessore al Bilancio e vicepresidente della giunta ha ricordato in aula la parifica del rendiconto e la «cessione di 27 milioni di derivati». 
«Con questa legge - ha detto ancora - diamo seguito alle prescrizioni della Corte dei Conti, la cui relazione ha comunque sollecitato il miglioramento dei flussi informativi, della gestione del patrimonio e di alcune tipologie contrattuali presenti in Regione».
Fausto Orsomarso (Misto) ha rilevato in aula che «a parte i primi sei mesi di legislatura, la maggioranza in commissione Bilancio è in realtà minoranza, dal momento che il numero legale è mantenuto dalla mia presenza responsabile. È grave che una delle commissioni più importanti della Regione non abbia i numeri per riunirsi».
Alessandro Nicolò (Forza Italia) auspica invece «un ascolto delle parti sociali» per le modifiche al bilancio previsionale.
«Siamo a metà novembre e stiamo approvando l’assestamento quando dovremmo procedere al previsionale 2018», ha osservato Viscomi nel corso del suo secondo intervento. «È noto - ha proseguito - che questo slittamento è dovuto al ritardo nella celebrazione dell’udienza di parifica della Corte dei conti. Da qui a un mese il Consiglio sarà comunque chiamato a pronunciarsi sul bilancio 2018». Quanto alla parte discrezionale nella disponibilità della giunta, «più della metà - ha rilevato Viscomi - deriva dal contrasto all’evasione fiscale». Il bilancio della Regione, inoltre, «continua a essere ancora gestibile in termini di prudenza così come prescritto dalla Corte dei conti».

Pietro Bellantoni
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