Giudiceandrea ad Orlando: «Riapra il Tribunale di Rossano»

Lettera aperta del consigliere regionale al ministro della Giustizia in visita in Calabria: «È presidio per un ampio territorio calabrese» Domenica, 19 Novembre 2017 20:44 Pubblicato in Politica
Il consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea Il consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea

ROSSANO «Carissimo ministro, in occasione della sua visita domani in Calabria, ci tengo a porgerle il mio saluto e quello del gruppo regionale dei Democratici progressisti calabresi». Comincia così la lettera che il capogruppo dei Democratici progressisti in consiglio regionale, Giuseppe Giudiceandrea, ha inviato al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che sarà domani mattina a Catanzaro e nel pomeriggio a Rende. «Ci tengo altresì a notiziarla del fatto - aggiunge Giudiceandrea - che grazie all'operosa attività del consiglio regionale e della Giunta capeggiata dal presidente Oliverio, abbiamo finalmente inaugurato anche in questa regione una laboriosa attività di riforme strutturali, politiche ed amministrative che ha visto, come primi esempi plastici tesi al rinnovamento della cosa pubblica, in ordine di importanza e non di tempo, la creazione, a seguito di fusione, di due nuove città: Casali del Manco, ora di 11 mila abitanti ed originata dalla fusione di ben cinque più piccoli borghi, e Rossano-Corigliano creata dalla fusione di due già più grossi centri, che ha comportato la nascita della città attualmente più grande della provincia per numero di abitanti (80.000 circa) e dell'intera regione per estensione d'area. Vale la pena ricordarle che attualmente sono in corso a decine le procedure iniziali tese alla fusione di altri centri, innescata dalla Regione la buona prassi tesa al concentramento di funzioni e spese per l'amministrazione di zone di area più vasta, senza la perdita delle peculiarità dei borghi e dei loro territori». 
«Spero pero' che la sua visita in Calabria - afferma ancora Giudiceandrea - non prescinda oggi, vista la nascita di questa nuova città, a seguito di un procedimento altamente democratico, dalla valutazione serena di restituire il Tribunale civile e soprattutto penale, al territorio del basso ed alto ionio cosentino. Questo territorio è oggi rappresentato dalla città più grande e popolosa dell'intera provincia, più popolosa persino del capoluogo che ferma a soli 60 mila i suoi residenti, più ricca e produttiva dell'intera regione. Dunque si sarà sicuramente fatto prendere dalla valutazione serena della necessità di restituire a questo territorio il presidio di controllo e giustizia che a questo è stato tolto con suo provvedimento degli scorsi anni. La piana di Sibari, al pari del Pollino e della città di Castrovillari, ha bisogno urgentissimo della riapertura del Tribunale. Non mi dilungherò sulle impercorribilità chilometriche e stradali da Longobucco o Campana per raggiungere Castrovillari, perché sicuramente su queste ragioni avrà invano tentato di far leva la popolazione e la classe giuridica e forense di Rossano nei mesi passati per tentare di farle cambiare idea; non proverò neppure a ricordarle i dati dell'incidenza mafioso-'ndranghetistica che attanaglia questo territorio e di come il fenomeno goda oggi, purtroppo, di più buona salute e forza a causa dell'improvvida chiusura dell'ultimo fortilizio di giustizia rimasto fino a qualche mese fa a sorvegliare e tutelare sulle vite dei cittadini di questo popoloso territorio». 
«Ed allora, da consigliere regionale capogruppo di una lista legata a doppia mandata al nostro partito - prosegue il consigliere regionale - mi permetto di sollecitarle io pubblicamente una riapertura della discussione volta alla restituzione del Tribunale anche agli 80 mila cittadini di Rossano-Corigliano, meritevoli quanto i 60 mila cittadini di Cosenza, i 15.800 di Paola ed i 22.180 di Castrovillari, di un presidio di giustizia prossimo al territorio più attanagliato dal fenomeno affaristico-mafioso dell'intera provincia. Convinto che su questo tema non possa non essere d'accordo anche il suo diretto rappresentante d'area interna al partito, Carlo Guccione, e sicuro che anche il collega le abbia già illustrato ampiamente i motivi che non possono più ammettere tentennamenti o ritardi per la immediata riapertura del Tribunale e della Procura della Repubblica a Rossano Corigliano, la invito formalmente a prendere posizione sul tema senza infingimenti. La Calabria, la Sibaritide, hanno bisogno di una sua pronta e fattiva risposta che dia ascolto alla domanda di democrazia, tutela e giustizia, lanciato anche a lei attraverso il referendum consultivo per la fusione delle due città».