«In settimana la decisione sullo scioglimento di Lamezia»

Minniti ha premiato i ragazzi delle scuole medie di Diamante. Poi a Cosenza la sottoscrizione del protocollo di legalità con il prefetto, il rettore Crisci e la presidente della commissione Antimafia. Bindi sui Comuni a rischio commissariamento: «Credo ci siano tutti gli elementi per sciogliere. Stessa situazione anche a Cassano» - VIDEO Lunedì, 20 Novembre 2017 10:57 Pubblicato in Politica
Marco Minniti e Pierpaolo Bruni Marco Minniti e Pierpaolo Bruni

COSENZA Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha premiato, questa mattina, a Diamante i vincitori di un concorso che ha visto coinvolti gli alunni delle medie, invitati a presentare un breve testo idealmente indirizzato a una personalità che si è battuta per l’affermazione della legalità. Con questa importante iniziativa l’amministrazione comunale di Diamante e l’istituto comprensivo intendono promuovere presso i giovani la cultura della legalità e ricordare le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, a venticinque anni dalle terribili stragi di Capaci e di Via D’Amelio. Erano presenti: sindaco di Diamante, Gaetano Sollazzo; il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo, Leopoldo Di Pasqua; il deputato membro della commissione Antimafia, Ernesto Magorno; il procuratore capo della Repubblica di Paola, Pierpaolo Bruni. Ha coordinato i lavori il giornalista Giuseppe Gallelli. L’amministrazione comunale di Diamante «esprime profonda gratitudine al ministro dell’Interno Minniti per aver assicurato la sua presenza a Diamante in occasione di un importante evento organizzato che coinvolge i giovani studenti della nostra Città e per ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due giganti della legalità di cui è necessario trasmettere, in particolare, alle giovani generazioni l’esempio e i valori positivi del loro straordinario impegno». Dopo l'incontro a Diamante, il ministro dell'Interno è andato a Cosenza per sottoscrivere insieme al prefetto Gianfranco Tomao e al rettore dell’Unical, Gino Mirocle Crisci, il protocollo di legalità su “Prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti dell’Università della Calabria di Arcavacata di Rende”. 

IL PROTOCOLLO DI LEGALITÀ «Stiamo firmando questo protocollo di legalità che è molto impegnativo, con regole stringenti e dà un segnale importante alla società calabrese, e cioè che una grande stazione appaltante non solo rispetta la legge, ma si dichiara disponibile a seguire regole ancora più ferree rispetto alla legge». A dirlo è stato il ministro dell'Interno Minniti nel corso della cerimonia organizzata per la firma dell'accordo. «Questo è importante - ha aggiunto Minniti - perché noi siamo impegnati ad affermare i principi di legalità, di contrasto alla 'ndrangheta, e sappiamo che rendere gli appalti impermeabile alle organizzazioni mafiose costituisce un punto assolutamente fondamentale. Di certo per i cittadini, che sono interessati affinché le risorse pubbliche producano beni per la comunità e non vadano a ingrassare le mafie. Secondo, è fondamentale che la Calabria dimostri che le risorse che arrivano, e nei prossimi anni arriveranno risorse ingenti, si possono investire e che siano spese in maniera tempestiva e bene. È mio profondo convincimento che se abbiamo capacità d'intervento, tramite una forte sinergia istituzionale, le regole che poniamo, come questo protocollo che va preso ad esempio, consentono la realizzazione delle opere». «L'obiettivo che ci siamo dati - ha concluso il Ministro - non è contenere la 'ndrangheta, ma sconfiggerla e lo si fa anche attraverso l'adozione di principi di legalità negli appalti. Togliere la possibilità di mettere le mani negli appalti significa togliere ossigeno alla 'ndrangheta e noi vogliamo continuare a togliere tutto l'ossigeno possibile».

CRISCI: «VOGLIAMO DARE L'ESEMPIO» «L’Università deve essere la prima promotrice della cultura della legalità – ha spiegato il Rettore Crisci – in una regione che è fortemente condizionata dalla delinquenza. Abbiamo l’aspirazione di poter vivere e operare in una regione normale e per fare in modo che ciò accada, abbiamo a disposizione un solo strumento: l’esempio. Per questo motivo l’Unical ha deciso di promuovere questo protocollo, che è molto impegnativo a livello organizzativo, ma che potrebbe rappresentare un progetto capofila di un circuito virtuoso che, speriamo possa attivarsi e coinvolgere, a catena, anche le altre istituzioni». L’Università quale stazione appaltante, nel protocollo, si impegna a rendere immediatamente disponibile una banca dati relativa alla filiera delle imprese, che dovrà contenere anche i dati necessari al monitoraggio finanziario. In questa banca dati le aziende dovranno indicare, tra le altre cose, anche i dati relativi alla forza lavoro presente in cantiere, specificandone la qualifica professionale e i percorsi formativi. Inoltre, nei futuri contratti, l’Unical imporrà l’obbligo, da parte di ogni impresa della filiera, di dare comunicazione tempestiva alla prefettura e all’autorità giudiziaria di tentativi di concussione che si siano manifestati nei confronti dell’imprenditore o dei dirigenti. Un vincolo che, qualora inosservato, sarà motivo di risoluzione immediata del contratto. «Il senso di legalità – ha concluso il rettore Crisci – va recuperato e alimentato e l’Università, quale presidio culturale e di formazione per eccellenza, si impegna anche con questo accordo a dare il buon esempio».

IN SETTIMANA LA DECISIONE SU LAMEZIA «Sullo scioglimento del Comune di Lamezia Terme credo che il Consiglio dei Ministri deciderà entro questa settimana. A noi della commissione Antimafia sembra che ci siano tutti gli elementi per arrivare a questa decisione». Ha detto Rosy Bindi rispondendo alle domande dei cronisti a Cosenza. La presidente Bindi ha risposto anche sul Comune di Cassano: «So che anche il Comune di Cassano è stato oggetto di commissione d'accesso – ha aggiunto – e so che anche lì sono presenti elementi che potrebbero portare allo scioglimento».