Regione, nuova gaffe: il testimonial della Calabria è un marocchino

Il portale istituzionale annuncia la partecipazione di 90 eccellenze a una importante fiera milanese. Ma l’artigianato locale viene rappresentato da un cittadino straniero. Che porta il fez e lavora l’argilla. È l’ultima figuraccia degli esperti di comunicazione della Cittadella. Pagati 500mila euro l’anno Lunedì, 04 Dicembre 2017 12:23 Pubblicato in Politica
La foto pubblicata sul portale della Regione Calabria La foto pubblicata sul portale della Regione Calabria

CATANZARO Gli stereotipi sono sempre fuorvianti, ma è pur vero che prendono le mosse – distorcendola – da una qualche verità. Ora, se doveste rappresentare in chiave folcloristica un calabrese, come lo raffigurereste? È la domanda a cui, purtroppo, hanno dato una concreta e tragicomica risposta gli esperti di comunicazione della Regione Calabria. Troppo facile immortalare un “modello” intento a sminuzzare cipolle di Tropea; scontato ricorrere all’immagine del mangiatore di ‘nduja; banalissimo (e politicamente scorretto) il cliché del picciotto con coppola e lupara. No, per i comunicatori della giunta il calabrese – anzi: l’artigiano calabrese – ha la pelle olivastra, porta il fez e lavora l’argilla. Insomma, noi siamo marocchini. Un modo autolesionista per sdoganare quasi ufficialmente quella crassa (e per fortuna residuale) sub-cultura di stampo nordista secondo la quale le terre al di sotto del Pollino sono un’enclave del Continente nero: Calafrica, ecco.

LA FOTO La foto del placido artigiano marocchino campeggia sul sito ufficiale della Regione, a corredo di un articolo sulle 90 eccellenze calabresi che parteciperanno all’importante kermesse milanese “L’artigianato in fiera”, che lo scorso anno ha fatto registrare la presenza di un milione e mezzo di visitatori. La «Regione Calabria, per volontà del presidente Mario Oliverio (,) tramite il dipartimento Internazionalizzazione, si racconta attraverso la sua affascinante e millenaria eredità manifatturiera ed enogastronomica, che dà vita a prodotti unici e capaci di rivelare l’anima sincera e generosa di una regione unica al mondo». Tanto unica che, per rappresentarla, è stato scelto un “testimonial” straniero: forse perché, con quella foto, si vuol rammentare al lettore le tante e diverse influenze mediterranee di cui la Calabria è la sintesi finale? L’uomo col fez è la prova provata della nostra «millenaria eredità manifatturiera ed enogastronomica»?
Più verosimilmente, si tratta di una gaffe, di un errore marchiano sul portale che dovrebbe (e, in effetti, è così, malauguratamente) essere il biglietto da visita di un’intera regione.

MILIONI PER LA COMUNICAZIONE Capita di sbagliare, ma i più potrebbero anche arrivare a fare un’equazione abbastanza semplice: i contribuenti calabresi pagano centinaia di migliaia di euro all’anno per rimediare figuracce in giro per l’Italia e il mondo. Per i servizi di «informazione e comunicazione della giunta», infatti, la Regione spende ogni anno più di 500mila euro, che diventano 2,5 milioni nell’arco di una legislatura. E dire che, solo pochi mesi fa (ad agosto), il governatore Mario Oliverio aveva deciso di dare un supporto esterno ai membri dell’ufficio stampa con la nomina dei 4 membri nel Tavolo tecnico del Comitato per l’informazione. Tra loro solo uno è un giornalista professionista; gli altri, invece, come caratteristica principale hanno quella di appartenere al mondo che gravita attorno al Pd. Nel decreto firmato da Oliverio non veniva specificata l’entità del loro compenso, che – secondo quanto risulta dall’ultima variazione di bilancio della Regione – dovrebbe comunque aggirarsi sui 67mila euro complessivi.

L’ALTRA GAFFE Che la comunicazione non fosse il piatto forte di questa amministrazione lo si era capito anche in occasione della campagna pubblicitaria sui voli Ryanair. Quella volta fu la giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli a definire «peracottari» i grafici della Regione, colpevoli di aver realizzato un prodotto scadente e pieno zeppo di errori, finanche ortografici. «Ha ragione Selvaggia Lucarelli», replicò subito Oliverio, che promise rapidi interventi: «Di fronte a questa ennesima porcheria frutto di una burocrazia sciatta e indolente disporrò immediatamente una indagine conoscitiva per accertare ogni responsabilità. La Calabria merita altro». Quella (presunta) «indagine conoscitiva» non ha tuttavia prodotto effetti né individuato “colpevoli”.
«Questa pagina pubblicitaria – aveva aggiunto il governatore – rischia di fornire una immagine distorta della Calabria e delle bellezze del territorio, a danno del turismo locale». Ma stavolta qualcosa di positivo c’è: magari dalle parti di Rabat apprezzeranno il calabrese col fez.

Pietro Bellantoni
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