Catanzaro, "nuova" Camera di Commercio «illegittima e inesistente»

La Regione blocca la nomina di Daniele Rossi alla presidenza e chiede l’intervento del ministero dello Sviluppo economico. Che ha già bocciato la procedura. La replica: «È un attacco alla democrazia» Mercoledì, 06 Dicembre 2017 15:41 Pubblicato in Politica
La Camera di Commercio di Catanzaro La Camera di Commercio di Catanzaro

CATANZARO Tanto per chiarire che i toni non sono per niente concilianti, la Regione segnala che «l’insediamento del Consiglio camerale della Camera di Commercio di Catanzaro deve ritenersi non esistente e comunque illegittimo». Quella di Daniele Rossi, presidente di Confindustria Catanzaro, al timone dell’ente camerale è dunque un’elezione “alla catalana”: perfettamente legittima per gli imprenditori “ammutinati” di Catanzaro, addirittura «non esistente» per il dipartimento Sviluppo economico della Cittadella. Per il semplice motivo che la nomina non rispetterebbe la legge. 
E proprio il dipartimento, in una nota spedita a ministeri (dello Sviluppo economico e dell’Economia), al Consiglio dei ministri, a Unioncamere e agli enti di mezza Italia (e di quasi tutta la Calabria) ripercorre i passaggi di uno scontro istituzionale che si è acceso a fine novembre. Quando la stessa Regione, dopo aver indetto il rinnovo del consiglio camerale (ignorando, di fatto, la legge che prevede l’accorpamento delle Camere di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia), ha dichiarato la nullità di quella convocazione. Un dietrofront che non è piaciuto ad alcune associazioni di categoria: hanno scelto di votare nonostante lo stop imposto dalla Cittadella e Rossi l’ha spuntata. Adesso, però, è un presidente “inesistente”. 

Il giro vorticoso di comunicazioni ufficiali inizia il 28 novembre. È il Mise (ministero dello Sviluppo economico) a comunicare alla Regione che l’eventuale insediamento del Consiglio «non appare legittimato alla luce delle disposizioni normative di cui al decreto dell’8 agosto 2017, in quanto le procedure di rinnovo dovevano ritenersi interrotte a decorrere dalla data di entrata in vigore del sopracitato decreto». A Catanzaro, però, fanno orecchie da mercante, nonostante – si legge sempre nella nota del dipartimento, firmata dal direttore generale Fortunato Varone – la Regione avesse «regolarmente notificato al segretario generale della Camera di Commercio di Catanzaro» il niet romano. 
Qualche giorno dopo, il 1° dicembre scorso, il ministero ha confermato la propria lettura degli atti: non bastava la convocazione della Regione per legittimare la nascita del Consiglio camerale. Ergo, «il procedimento deve essere interrotto». E va da sé che «l’insediamento del Consiglio della Camera di Commercio di Catanzaro, dopo la data del 19 settembre 2017, non possa considerarsi legittimo». 
Conclusione: per la burocrazia regionale il nuovo Consiglio e il nuovo presidente non esistono e l’unica autorità riconosciuta è quella del commissario straordinario Giorgio Sganga, invitato – assieme al segretario generale (che, però, ha avallato l’elezione di Rossi) – «a farsi garante dell’attuazione di quanto segnalato dal Mise e dagli atti adottati dalla Regione Calabria». Varone chiude rivolgendosi al ministero perché ponga in essere «tutte le azioni o iniziative necessarie e opportune a garantire il rispetto delle disposizioni normative». Non siamo alla richiesta di invio della Guardia civil per calmare i bollenti spiriti degli ammutinati di Catanzaro, ma poco ci manca. 

ROSSI: «ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA» La risposta di Daniele Rossi arriva nel pomeriggio. Il presidente provinciale di Confindustria utilizza i suoi canali social: «Apprendo dalla stampa che per il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, sarei "illegittimo", addirittura "inesistente". E assieme a me tutto il Consiglio che mi ha eletto a Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro. E questa cosa mi lascia abbastanza incredulo, perché reputo assurdo che la Regione Calabria voglia far finta che la mia elezione non sia mai avvenuta. Voglio essere molto chiaro: lo reputo un attacco alla democrazia. Per questo motivo, qualora necessario, provvederò a tutelare in tutte le opportune sedi giudiziarie l'immagine dell'ente camerale alla cui Presidenza sono stato chiamato dal mondo economico di tutta la provincia di Catanzaro.

Pablo Petrasso
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