Riforma welfare, Gallo: «A rischio servizi e migliaia di posti di lavoro»

L'allarme lanciato dal consigliere regionale: «La dotazione finanziaria delle strutture per disabili è insufficiente. Chiesti soldi anche alle famiglie senza reddito». Preoccupazione per 10mila dipendenti. «Oliverio si incateni a casa sua per contestare se stesso» Mercoledì, 06 Dicembre 2017 17:58 Pubblicato in Politica
Gianluca Gallo in Consiglio Gianluca Gallo in Consiglio

REGGIO CALABRIA «La riforma del welfare regionale rischia di rivelarsi un clamoroso bluff: sono in pericolo migliaia di posti di lavoro e l'erogazione di servizi essenziali». Lo sostiene il consigliere regionale Gianluca Gallo «alla luce delle allarmate segnalazioni – è detto in un comunicato – giunte dalle strutture operanti nel settore dell'assistenza a persone disabili, anziani e minori, sin qui rimaste inascoltate dal governo regionale».
«Un anno fa – afferma Gallo – la giunta presieduta da Mario Oliverio ha adottato una delibera, la numero 449 del 16 dicembre 2016, con la quale si ridisegna in sostanza il sistema del welfare, con effetti a partire dal 2018 ormai prossimo. Tuttavia, gravi potrebbero essere le conseguenze di alcune previsioni. A preoccupare, anzitutto la dotazione finanziaria, immutata rispetto al passato e ferma a 27 euro pro capite, da spendere per servizi in realtà molto più costosi poiché di alta qualità».
«Ma c'è di più, e peggio – dice ancora il consigliere regionale –. In allegato alla delibera c'è una tabella economica con la quale, in sostanza, si prevede la compartecipazione delle famiglie alle spese. Anche quella dei nuclei familiari con Isee pari a zero. Non bastasse, un'altra parte dei costi viene spalmata a carico dei Comuni. Scelte che potrebbero rivelarsi catastrofiche, poiché da un lato potrebbero indurre le famiglie a rinunciare a qualsiasi tipo di prestazione, con grave compromissione del diritto alla salute, e, dall'altro, potrebbero far saltare i conti dei Comuni, già provati dai continui tagli del governo centrale, dal momento che la compartecipazione è richiesta a tutti gli enti, anche quelli in dissesto o in stato di pre-dissesto. Una situazione per molti versi esplosiva, aggravata dalle potenziali ripercussioni di ordine occupazionale. Se il pur precario sistema del welfare calabrese si inceppasse, a farne le spese, un attimo dopo utenti e famiglie, sarebbero i circa diecimila lavoratori che prestano la loro opera alle dipendenze delle strutture del comparto».
«Pare di capire – aggiunge il consigliere regionale della Cdl – che il contrasto alla povertà non sia tra le priorità del governo regionale. Per questo chiediamo un'attenta verifica delle sollecitazioni che giungono dal mondo del welfare: è necessario invertire rotta, evitando di restare insensibili a istanze e proposte che giungono quotidianamente da forze sociali e politiche e, non ultimo, dalla Conferenza episcopale calabra, da tempo in campo per richiedere l'adozione di misure concrete e l'avvio di un confronto finora mai intavolato dalla giunta regionale. Che la situazione sia seria e per molti aspetti delicati lo dimostra un altro dato: a quanto pare, in occasione del passaggio di competenze tra Regione e Comuni in materia di politiche sociali, la Regione non si è curata di trasmettere, attraverso gli uffici competenti, i codici univoci per procedere al pagamento delle spettanze. Risultato? Da luglio, per non interrompere le prestazioni e non arrecare disagi ai cittadini, le strutture stanno lavorando senza convenzioni, sulla base di accordi taciti, e senza aver ricevuto neppure un soldo dopo cinque mesi. Non fosse per l'appunto questione seria, ci sarebbe da riderne».
«Confido che il governatore Oliverio, tornato da Roma senza catene – conclude Gianluca Gallo – possa decidere di incatenarsi magari nel tinello di casa sua per contestare a se stesso e alla sua amministrazione vicende ai limiti della realtà, forse già abbondantemente oltre».