Tirocinanti, convenzione sottoscritta. Ma Cgil e Uil protestano

Il dipartimento Lavoro annuncia lo sblocco delle procedure per i pagamenti. I sindacati: «È chiaro che dalla Regione non avevano detto la verità. Se non arriveranno risposte ci sarà una mobilitazione ancora più incisiva» Giovedì, 07 Dicembre 2017 10:36 Pubblicato in Politica

CATANZARO «Dopo un confronto con Regione e Inps, sembrerebbe che la convenzione per il pagamento dei tirocini negli enti locali sia solamente oggi (6 dicembre) in dirittura d'arrivo. Pertanto appare chiaro che la nota diramata dal dg settore Lavoro della Regione Calabria in cui diceva che il 27 novembre era stata completata ogni operazione non era veritiera, come non era veritiero l’impegno del pagamento assunto dal governatore entro il 16 novembre». È quanto si legge in un comunicato congiunto di Cgil e Uil Calabria, che commentano così la vicenda dei tirocinanti ex percettori di mobilità in deroga. «A dimostrazione – continuano i sindacati – che chi opera per la disintermediazione sindacale e divisione tra i lavoratori crea solo confusione e non fa il proprio bene, né quello dell'ente che rappresenta, né ai lavoratori, né alla Calabria tutta». 
«Ci interessa poco la polemica sterile, preferiamo dedicarci a rappresentare i bisogni dei calabresi, ma risolto il “pagamento dei tirocini” – proseguono Cgil e Uil – sarà il tempo della verità, della trasparenza e della legalità. Fermo restando che in assenza di risposte certe metteremo in campo azioni di lotta ancor più incisive, valutando azioni legali che mettano in mora la Regione Calabria, vera responsabile di questo ritardo».
«La Regione Calabria – conclude la nota dei sindacati – ha dimostrato superficialità nella gestione della questione e inadeguatezza. Riteniamo fondamentale, come già proposto il 16 novembre, la definizione di un Piano straordinario per il lavoro in Calabria, per dare risposte in termini di “lavoro vero” a migliaia di calabresi. Rimaniamo in attesa di conoscere la volontà del governatore della Calabria in merito».