«Altro che ferie, abbiamo cambiato il Dna del Consiglio» - VIDEO

Irto illustra i numeri della sua "rivoluzione": tagli alle strutture dei politici per 350mila euro, tre milioni e mezzo di risparmio complessivo. «E 87 leggi approvate in due anni, di cui soltanto due impugnate dal governo. Candidarmi alle politiche? Non ci penso proprio» Giovedì, 07 Dicembre 2017 12:48 Pubblicato in Politica
Nicola Irto Nicola Irto

REGGIO CALABRIA I giorni di ferie saranno pure una settantina, però il consiglio regionale calabrese è al «secondo posto per numero di leggi approvate nel 2016, 47, e al quinto nel 2015, con 40». È questa la premessa che permette al presidente Nicola Irto di presentate “a cose fatte” la rivoluzione già operativa nella massima assemblea regionale. Al pregiudizio demagogico contro il palazzo dei privilegi, contro la roccaforte della Casta, Irto contrappone la forza dei numeri, in qualche modo stupefacenti al confronto con altre stagioni del regionalismo. Le misure che più colpiscono riguardano i tagli degli incentivi per le strutture dei politici, meno 400mila euro (383mila, per la precisione), e lo stop alle consulenze esterne (sia per forniture beni che per servizi), per un risparmio monstre di quasi 3,5 milioni nel solo 2016 (dato già certificato dai revisori dei conti). Per Irto questi interventi sono la prova che la «politica riesce a riformare se stessa», sono piccoli passi nel segno della riduzione dei privilegi e verso «l’avvicinamento ai cittadini» nel tentativo di «riacquistare credibilità». Come? Con la razionalizzazione della spesa, la ridefinizione degli assetti burocratici, la trasparenza e l’informatizzazione dei processi interni. 
Il presidente di Palazzo Campanella mostra le slide ed elenca gli altri risparmi: i 4 milioni per l’adesione al “Salvaroma” per l’annualità 2015-16, la cessazione dei comandi dei dipendenti e la rimodulazione della contrattazione decentrata integrativa, per economie che sfiorano i due milioni (1,8). C’è poi la soppressione di 6 postazioni dirigenziali, che passano da 22 a 16, per un risparmio di 260mila euro all’anno. «Questa modifica non solo porterà risparmi futuri, ma renderà più efficace l’intera attività del Consiglio. Siamo tra i primi ad aver migliorato la struttura e ci siamo messi in linea rispetto a eventuali nuovi modifiche imposte dal legislatore». 
Senza contare i tentativi di imprimere un cambiamento in chiave etica dei “portaborse”, da pochi mesi obbligati anche loro – come tutti i dipendenti della pubblica amministrazione – a timbrare le presenze. 

I TAGLI I risparmi, spiega Irto, serviranno per nuovi interventi a favore della cultura e per finanziare nuove leggi rivolte ai giovani. «Spesso quando si parla del consiglio calabrese la prima cosa che si dice è che lavora poco», ma quelle 87 leggi approvate in due anni sono lì a dire che la lettura non è poi così semplice. «Tutto questo certamente non basta, ma vuol dire che abbiamo fatto lavorare meglio le commissioni, i consiglieri e la struttura burocratica. Il numero di leggi impugnate dal governo nel 2017 è pari zero, nel 2016 è di due. Solo per fare un confronto, che non vuole essere di tipo politico ma solo tecnico, negli anni dal 2010 al 2014 il contenzioso costituzionale era di 16 leggi impugnate. Dal 2014 a oggi sono solo 4». Cioè: aumenta il numero di leggi ma al contempo diminuiscono gli interventi della Corte costituzionale: «Significa – dice ancora Irto – che abbiamo migliorato la qualità legislativa. Siamo abituati a raccontarci solo cose negative, ma questi sono dati importanti che ci danno fiducia per il prosieguo della legislatura». 

I DIPENDENTI È pur vero che i tagli vanno a incidere su pratiche consolidate. E dunque, come la prenderanno i burocrati di Palazzo Campanella? Irto non si preoccupa: «Abbiamo rivisto metodi che nessuno ha mai voluto toccare. Se fossi un dipendente del Consiglio, cercherei di capire che un mondo è definitivamente cambiato, così come il regionalismo, che deve finalmente mutare pelle. Una nuova struttura efficiente, i tagli, rappresentano un beneficio per l’oggi, ma anche un investimento per il futuro della Calabria». 

ELEZIONI E SANITÀ Irto coglie l’occasione per fare chiarezza anche su un suo possibile impegno alle prossime politiche: candidatura alla Camera? «Assolutamente no, le elezioni mi vedranno impegnato solo come uomo di partito». Ma il tema caldo è quello sanitario, dopo l’incontro di Oliverio e Scura con il ministro della Salute Lorenzin. Irto annuncia che il prossimo 12 dicembre il governatore illustrerà al Consiglio i contenuti dell’incontro romano su cui potrà pronunciarsi l’intera assemblea. «Ma – precisa – non sarà una seduta dedicata esclusivamente alla sanità: approveremo la legge sugli incendi boschivi, attesa da 17 anni, quella sui campi scuola per i bambini diabetici e e quella, importantissima, sull’edilizia sociale».
Le ferie, forse, sono davvero finite.

Pietro Bellantoni
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.