Stumpo e Broccolo capilista, Leu in rivolta

L’ultimo vertice romano affida al deputato crotonese la guida dei due listini alla Camera. Il leader di Sinistra italiana sarà al primo posto per il Senato. Fiorita e Lo Schiavo si ritirano, mentre nel Cosentino si organizzano proteste contro Grasso. De Gaetano accetta e schiera Quartuccio a Reggio Lunedì, 22 Gennaio 2018 21:44 Pubblicato in Politica
Nico Stumpo Nico Stumpo

LAMEZIA TERME Passa la linea Stumpo. I vertici di Liberi e Uguali hanno deciso: il deputato crotonese sarà ricandidato come capolista in entrambi i listini proporzionali della Camera. L’altra certezza è il segretario regionale di Sinistra italiana, Angelo Broccolo, che sarà schierato al primo posto nel collegio unico del Senato. La protesta interna scoppiata a Reggio, Vibo e Cosenza non ha modificato di una virgola le direttive iniziali di Pietro Grasso, che in Calabria ha puntato forte soprattutto su Stumpo. Una scelta che ha scatenato una vera e propria rivolta nel partito e che ha causato due addii eccellenti, quello degli ex candidati a sindaco di Catanzaro e Vibo Nicola Fiorita e Antonio Lo Schiavo
La ratifica finale all’accordo sulle candidature è stata siglata oggi pomeriggio a Roma, nel corso di un vertice al quale, oltre allo stesso Stumpo, ha preso parte anche il vicepresidente della commissione Affari esteri del Senato Peppe De Cristofaro. I giochi sono ormai fatti. E le reazioni non sono mancate. Il primo a prendere posizione è stato Antonio Lo Schiavo, favorito per la candidatura nel collegio uninominale di Vibo, che sul suo profilo Facebook ha annunciato ufficialmente il suo passo indietro: «Alla fine, ho ascoltato tutti, ho valutato tutte le condizioni, e ho preso una decisione: non mi candiderò alle prossime elezioni politiche. Grazie a chi ha riposto in me la fiducia per questa candidatura, in primis ai tanti amici e compagni che mi sono da sempre vicini e che continueranno, come me, a volere cambiare il modo di intendere e di fare politica in Calabria». Una dichiarazione laconica ma dietro cui si nasconde tutta l’amarezza per il modo in cui i vertici di Leu hanno gestito l’intera vicenda. In serata è arrivato, ancora tramite Facebook, pure il ritiro di Fiorita: «Molti, generosamente, hanno detto che avrebbero appoggiato qualunque scelta avessi assunto, ma con orgoglio posso scrivere che Cambiavento ha deciso collettivamente di declinare l’offerta di una qualsivoglia candidatura. Noi siamo quello che scegliamo». Tace, al momento, uno dei leader di Leu, il consigliere regionale Arturo Bova.

COSENZA NON CI STA Le tensioni più alte si registrano però nel Cosentino. Pochi giorni fa tutti i rappresentanti locali di Mdp avevano manifestato il loro dissenso rispetto alle modalità di scelta dei candidati e chiesto di «dare rappresentanza a una parte importante e significativa del territorio calabrese afflitto da vecchi e nuovi problemi» attraverso un «criterio irrinunciabile» nella selezione dei candidati: «L’appartenenza al territorio di riferimento, oltre alle necessarie qualità morali, professionali, culturali che ogni candidato deve possedere». L’imposizione di Stumpo e Broccolo potrebbe dunque dare vita a uno strappo dalle conseguenze elettorali imprevedibili. Alcuni gruppi sarebbero pronti a inviare documenti di protesta a Roma e a procedere con autoconvocazioni per opporsi in modo plateale alle indicazioni del partito.     

REGGIO DICE SÌ La protesta nel Reggino, invece, è rientrata, ma con diverse eccezioni. Il gruppo che fa capo all’ex assessore regionale Nino De Gaetano ha accettato la presenza di Stumpo e sarebbe pronto a sostenere la campagna elettorale in pieno accordo con i vertici del partito. «Ci impegneremo al massimo per ottenere i risultati che ci siamo prefissi», conferma uno dei maggiorenti provinciali. E infatti arriva la conferma che a rappresentare il partito nel collegio uninominale di Reggio sarà il consigliere metropolitano Filippo Quartuccio, fedelissimo di De Gaetano.
In posizione fortemente critica, tuttavia, ci sarebbero due esponenti in corsa per una candidatura: l’ex commissario dell’Asp di Reggio Santo Gioffrè e il sindaco di Cinquefrondi Michele Conia. Ma ormai il dado è tratto: Stumpo ha avuto la meglio.

Pietro Bellantoni
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