Comune Rossano-Corigliano ai primi passi

Varata dalla prima commissione di Palazzo Campanella la proposta di legge di istituzione del nuovo organismo: «Significativa testimonianza di democrazia rappresentativa». Bevacqua: «Termine preciso per la triade» Martedì, 23 Gennaio 2018 14:52 Pubblicato in Politica
I comuni di Rossano e Corigliano oggetto della recente legge sulla fusione I comuni di Rossano e Corigliano oggetto della recente legge sulla fusione

REGGIO CALABRIA  La prima Commissione consiliare “Affari istituzionali, Affari generali e normativa elettorale” ha approvato la proposta di legge di istituzione del comune unico Corigliano-Rossano. Lo comunica una nota dell’ufficio stampa del consiglio regionale che specifica come l’organismo presieduto da Franco Sergio, ha varato all’unanimità la proposta, con i relativi emendamenti, di iniziativa del consigliere G. Graziano (n.182/10^ ) che istituisce appunto il nuovo Comune.
«La seduta, alla quale ha partecipato il vicepresidente della Giunta Antonio Viscomi, - si legge nella nota - è stata aperta dalla relazione del presidente Sergio che ha illustrato spirito, contenuti e obiettivi della proposta che realizza un importante momento di semplificazione istituzionale e si muove nell’ottica di un miglioramento continuo dei servizi erogati e della promozione di forme avanzate di collaborazione tra i territori».
«I contributi dei consiglieri Bevacqua, Bova, Gallo e Nucera – prosegue il comunicato - hanno focalizzato l’importanza di questo  processo di fusione che parte dal basso, traducendo sul territorio la volontà - confermata successivamente dal referendum- dei consigli comunali di Corigliano e Rossano.  Una significativa testimonianza di democrazia rappresentativa – conclude - con una “nuova” comunità di 80mila calabresi e che può essere da guida per esperienze analoghe, rilanciando il tema delle fusioni nella regione Calabria e una nuova idea delle municipalità».

BEVACQUA: «SODDISFATTO» «Esprimo la mia piena soddisfazione per l’approvazione odierna, in I Commissione, della proposta di legge istitutiva del Comune unico Corigliano-Rossano». È quanto dichiara il consigliere Bevacqua, che ha partecipato ai lavori della seduta. «Con questa approvazione – continua Bevacqua – la commissione ha risposto in maniera chiara alla altrettanto chiara manifestazione della volontà popolare espressa nel referendum dell’ottobre scorso, assumendosi correttamente la responsabilità istituzionale che pertiene al legislatore coscienzioso».
«Come già nella seduta precedente – prosegue Bevacqua – ho voluto essere presente per riaffermare con forza le ragioni di un percorso rispetto al quale stavano emergendo ipotesi di dilazione e ingiustificabili tentativi di rinvio. Il che non vuol dire che la legge istitutiva sia di per sé sufficiente: ci aspetta un lungo e laborioso percorso che, innanzi tutto, toccherà la necessità di partecipazione attiva di tutte le componenti delle comunità interessate. Esse per prime, ne sono certo, sapranno continuare a dimostrare di essere in posizione più avanzata anche rispetto ai tentennamenti della politica locale».
«La fase commissariale – sottolinea Bevacqua – non potrà e non dovrà essere senza un termine preciso, così come, e anche in questo mi trovo d’accordo con quanto detto dal vicepresidente Viscomi, è possibile delineare una triade commissariale, di nomina prefettizia, affiancata dai due ex sindaci e dalla Consulta prevista dalla normativa emendata. L’importante, ed è questo il fattore che sancirà il buon esito della fusione nel medio e lungo termine, è che tutti i livelli istituzionali si sentano coinvolti e agiscano di concerto per concretizzare un progetto estremamente ambizioso e per il quale vale la pena spendersi sino in fondo. Da parte mia, continuerò a offrire il massimo sostegno affinché la nuova città possa diventare volano di sviluppo per tutta l’area ionica e modello da seguire per le altre esperienze che seguiranno». 
«Ringrazio – conclude Bevacqua – il presidente Sergio per la correttezza e la competenza con cui ha guidato i lavori, caratterizzati dalla opportuna ampiezza e qualità del dibattito».