Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 13 Novembre 2017

CROTONE Una nuova mazzata si abbatte sul Comune di Crotone. La sezione civile della Corte di appello di Catanzaro, con una sentenza del 31 ottobre scorso, ha condannato l’ente al pagamento di 2.625.171,14 euro, a cui vanno anche aggiunti 5.000 euro di spese legali. 
La sentenza ha accolto la richiesta avanzata da Grazia Rizzo, Giuseppe Rizzo e Maria Giuseppina Rizzo, eredi di Maria Caputo. I fatti risalgono al lontano 1993, quando il Comune di Crotone aveva proceduto all’esproprio di un terreno di proprietà di Maria Caputo. Dal canto suo all’epoca la Provincia di Catanzaro, che aveva competenza in merito, ha emesso i decreti «di occupazione di urgenza delle aree da occupare». 
I terreni espropriati a quel punto sono stati assegnati alle cooperative edilizie Giove, Consorzio Montedison città di Crotone, Impresa consorzio città di Crotone e Scintilla arl, che hanno proceduto alla realizzazione di interventi di edilizia residenziale finanziati ai sensi della legge 457/78. Il proprietario dei terreni «non si era avvalsa della facoltà di convenire la cessione volontaria dei beni ed aveva rifiutato l’indennità provvisoria». L’ente espropriante avrebbe dovuto, a questo punto, procedere alla «determinazione dell’indennità definitiva di esproprio», determinazione che non c’è stata. Sulla base di questi presupposti, gli eredi della proprietaria del terreno hanno deciso di avvalersi nei confronti del Comune di Crotone e della provincia di Catanzaro chiedendo il pagamento del valore del terreno. 
La Corte di appello ha accolto la richiesta condannando il Comune pitagorico al pagamento di: «Indennità di esproprio in euro 754.116,94; indennità di occupazione del terreno euro 175.926,19; indennità di esproprio dei beni immobili euro 1.374784,51; indennità di occupazione legittima euro 320.343,50».  A questo punto il Comune, così come è già successo, per altre due vertenze simili (Ciliberto e Berlingeri) potrà presengare ricorso e avviare una transazione. 
Nel 2013 la transazione Ciliberto ha consentito al Comune di risparmiare circa il 50% della somma che era stato condannato a pagare: 23 milioni di euro sono stati abbattuti e alla fine, in tre tranche, sono stati pagati 12.018.496,46 euro comprensivi di spese legali. La transazione Berlingieri si è chiusa, nel 2014, con il pagamento di circa 2.300.000 euro, sempre divisi in tre tranche. L’ultima condanna rischia di fare saltare il banco, perché negli ambienti politici cittadini si parla già di pericolo di dissesto per il Comune. 

Gaetano Megna
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  • Occhiello La Corte d’appello di Catanzaro condanna l’amministrazione al pagamento di 2,6 milioni di euro per un terreno incamerato nel 1993. Un vecchio errore che può mettere in crisi la tenuta finanziaria dell’ente
Lunedì, 13 Novembre 2017 19:15

Morto l'avvocato calabrese Titta Madia

ROMA Un avvocato raffinato, sobrio ed elegante, mai sopra le righe. Titta Madia aveva tutte le caratteristiche per essere definito uno dei principi del Foro di Roma. Un infarto lo ha stroncato all'età di 70 anni, quando era ancora nel pieno delle forze per tentare di tirare fuori dai guai Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini, nei confronti del quale pende un ordine di arresto internazionale nell'ambito di un'inchiesta per riciclaggio. I colleghi, ma non solo, piangono la morte di questo "signore" operatore della giustizia. Un avvocato che sapeva essere un punto di riferimento non solo per altri difensori, ma anche per gli stessi pubblici ministeri ed i giudici. Un "mattatore" delle serate nei salotti buoni della Capitale, un "catalizzatore" di attenzioni nei cortili e corridoi della città giudiziaria. Di origine calabrese, figlio di Nicola, altro esponente di spessore dell'avvocatura, e nipote di Giovanni Battista, a sua volta penalista di successo, maestro di oratoria e parlamentare del Regno d'Italia, Titta Madia è stato protagonista in tanti processi eclatanti, da quelli sul terrorismo, come difensore di Renato Curcio, uno dei fondatori delle Brigate Rosse, a tangentopoli. Per rimanere all'ultimo decennio, Madia, zio della ministra Marianna, padre di Nicola, altro avvocato di grandi prospettive, ha difeso il generale Nicolò Pollari, Clemente Mastella e Salvatore Parolisi. Nella vicenda delle presunte appropriazioni attribuite all'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi è stato esponente di parte civile per conto del partito. «La morte di Titta Madia è un evento dolorosissimo - ha commentato Francesco Rutelli - perdiamo un galantuomo e un grande giurista. E io perdo un amico, divenuto come un fratello. Sono certo che suo figlio Nicola raccoglierà degnamente una eredità così importante ed impegnativa». Il funerale si terrà mercoledì 15 novembre, alle 11, nella chiesa del Cristo Re di viale Mazzini, a Roma.

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  • Occhiello Considerato uno dei principi del Foro di Roma, stava difendendo Giancarlo Tulliani nell'inchiesta per riciclaggio. Fu protagonista in importanti processi dal terrorismo a tangentopoli. Tra i tanti, rappresentò Renato Curcio, il generale Nicolò Pollari, Clemente Mastella e Salvatore Parolisi

CATANZARO «Il Movimento 5stelle ha già sostenuto che non è un traguardo la mera acquisizione, da parte della commissione parlamentare Antimafia, degli elenchi dei massoni calabresi e siciliani raggiunti da provvedimenti o condanne per reati di mafia, ovvero sottoposti a indagine per concorso esterno in associazione mafiosa». Lo affermano, in una nota, i deputati M5s Dalila Nesci e Paolo Parentela. «Intanto - proseguono - è giusto che la commissione Antimafia, che ha i poteri per farlo, acquisisca gli elenchi dei massoni delle altre regioni con rapporti certi o probabili con organizzazioni mafiose. È indispensabile, poi, che sulla pubblicazione di tali elenchi si riapra in parlamento una riflessione politica a viso aperto, con l'obiettivo di tutelare la necessaria neutralità delle istituzioni dello Stato, spesso violata. In Calabria è noto un preoccupante condizionamento massonico-mafioso delle istituzioni pubbliche, come dimostrano importanti inchieste giudiziarie. Tuttavia non si può pensare che tale tipo di condizionamento sia confinato alla regione». «Pertanto - concludono Nesci e Parentela - è indispensabile un vero passo in avanti nella direzione suggerita, superando le resistenze politiche che finora si sono registrate».

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  • Occhiello I parlamentari del M5s Nesci e Parentela chiedono alla Commissione parlamentare antimafia di approfondire l'indagine
Lunedì, 13 Novembre 2017 18:48

Cosenza ha tre nuovi cittadini onorari

COSENZA Sono tre i nuovi cittadini cosentini. Il consiglio comunale della città bruzia ha conferito la cittadinanza d’onore ad Alfredo Ansalone, ex questore della città di Cosenza, a Raffaele Cannizzaro, già prefetto cittadino e al colonnello Francesco Ferace ex comandante della compagnia dei carabinieri della provincia di Cosenza. La scelta di insignire i tre cittadini, massimi rappresentanti delle istituzioni sul territorio, arriva dalla proposta dei consiglieri di maggioranza Alessandra De Rosa, Gisberto Spadafora e dall’assessore Michelangelo Spataro. Ognuno di loro ne ha individuati meriti e prestigi. «Il dottore Raffaele Cannizzaro – spiega Alessandra De Rosa – è stato un punto di riferimento per i momenti difficili che nel suo periodo di servizio ha vissuto la nostra città. Voglio solo ricordare l’impegno profuso nella delicatissima vicenda dell’incendio al campo rom». I meriti e le onorificenze del colonnello Francesco Ferace sono la base secondo l’assessore Michelangelo Spataro dalla quale partire «L’impegno lavorativo, esula dal ruolo rivestito del dovere, tutto ciò che va aldilà del normale è speciale. Il colonnello Ferace – spiega Spataro - nel corso dell’attività ha dimostrato vicinanza alla cittadinanza, con interventi e operazioni volte all’ordine pubblico e alla sicurezza». Al consigliere Gisberto Spadafora è toccato invece chiarire all’assise tutto riunito i motivi della scelta dell’ex questore Alfredo Ansalone. «Dopo aver valutato lo spessore umano e il curriculum non ho potuto fare a meno di notare ciò che il questore ha fatto per la città. Un uomo – continua Spadafora - che non si è posto dietro le scrivanie e ha guardato la città dal palazzo ma è entrato nel tessuto sociale della compiendo importanti operazioni di polizia».

 

IL SINDACO Per Mario Occhiuto le tre onorificenze sono un tassello che «rinsalda e rinvigorisce il rapporto tra le istituzioni e l’amministrazione comunale». Occhiuto torna indietro nel tempo, al suo primo mandato e alle ordinanze e ai protocolli che nel periodo in cui i tre, oggi cittadini onorari, svolgevano nella città. «Abbiamo sempre lavorato – dice il sindaco – di comune accordo e di ottima intesa. Il lavoro che abbiamo fatto non è poco. E tra tutti quello che ricordo più volentieri riguarda i protocolli per la riorganizzazione delle cooperative».

 

I NUOVI CITTADINI «Sono felice di aver sbagliato, ero convinto che ci saremmo persi di vista per sempre». Ringrazia così il prefetto Cannizzaro, che sottolinea come nel periodo di lavoro a Cosenza ci sia stato un lavoro estremamente corale che non ha trovato in nessun’altra città. Sull’unità insiste anche il colonnello dei carabinieri Ferace, che a tratti anche un po’ commosso ricorda come le sinergie lavorative a Cosenza siano state straordinarie. Telegrafico il questore Ansalone, attualmente a Potenza, che ha ringraziato di cuore tutta la città prima di congedarsi all’inno nazionale e ai saluti.

 

 

mi.pr.

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  • Occhiello Si tratta dell'ex questore Alfredo Ansalone, l'ex prefetto Raffaele Cannizzaro e il colonnello Francesco Ferace. La proposta dai consiglieri di maggioranza De Rose, Spadafora e Spataro. Il sindaco Occhiuto: «Abbiamo sempre lavorato di comune accordo e con ottima intesa»

FIRENZE L'ex presidente di Banca Monte dei Paschi Giuseppe Mussari starebbe per lasciare Siena, dove era arrivato ai tempi dell'università, per tornare in Calabria. Lo scrive oggi il Corriere di Siena spiegando che ad annunciarlo, con un messaggio inviato a pochi amici, sarebbe stato lo stesso Mussari, da tempo fuori dalla scena pubblica. L'ex presidente, ancora sotto processo a Milano e in appello a Firenze, starebbe valutando di tornare, scrive ancora il quotidiano senese, ad esercitare la professione di avvocato nella sua regione d'origine.

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  • Occhiello L'ex presidente del Monte dei Paschi valuta di tornare a esercitare la professione di avvocato nella sua regione d'origine

LOCRI Mancano poco più di 24 ore alla manifestazione organizzata dai sindaci della Locride, in programma domani mattina alle ore 12, davanti a Palazzo Chigi a Roma, contro la chiusura dell’ospedale Spoke di contrada Verga e per sottoporre all’attenzione del governo centrale le ataviche criticità che attanagliano il presidio sanitario, a partire dalla situazione di emergenza riscontrata in alcuni reparti (con personale medico sottoposto a turni massacranti) nonché la scarsa qualità dei servizi sanitari erogati fino ad oggi ai cittadini.
Intanto, il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, in queste ore ha diramato una nota stampa per lanciare a nome suo e degli altri primi cittadini, un vero e proprio grido di battaglia, a difesa dell’ospedale cittadino.
«Il viaggio della speranza - si legge nella nota - che i sindaci della Locride hanno fortemente voluto per domani rappresenta una decisione forte e coraggiosa, ma, nel contempo, anche un grave momento di frattura tra le istituzioni dello Stato. Tale dolorosa determinazione giunge dopo anni di continue denunce e proteste dei sindaci, dei sindacati e dei cittadini sulle gravi condizioni in cui versa l’unico presidio ospedaliero della Locride e che oggi, a causa proprio dell’evidente disinteresse della politica, è fortemente a rischio chiusura. La temeraria determinazione assunta dai primi cittadini della Locride è la conferma che gli interlocutori che avrebbero dovuto farsi carico della drammatica situazione, in particolar modo il governo nazionale che ha inviato un commissario governativo che ha instaurato un braccio di ferro con la Regione Calabria e con il presidente Oliverio, e dall’altra proprio la stessa Regione Calabria che ha più volte commissariato l’Azienda sanitaria provinciale reggina non individuando mai un adeguato amministratore capace di affrontare le gravi, ataviche ed evidenti criticità, non hanno mai operato per il bene della collettività e quindi in maniera corretta per affrontare in maniera serie e decisa il problema».
Calabrese quindi, insiste sul ruolo dell’attuale direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria, Giacomino Brancati e di come più volte, sia stato chiesto al presidente della Regione Calabria, di rimuoverlo dall’incarico «considerata - è scritto nella nota - la più volte verificata incapacità nella gestione delle criticità. Purtroppo, oggi, la Regione Calabria, a guida Pd, invece di intervenire con la revoca immediata di Brancati si accoda, tardivamente, alla protesta dei sindaci con l’obiettivo che il governo rimuova Scura e lo sostituisca, come avvenuto in Campania, con il presidente della Regione; aspettativa assolutamente legittima, considerato che il bilancio regionale è per l’80% assorbito dalla sanità. È evidente che, oltre al circuito istituzionale tra governo centrale e governo regionale che parlano lingue diverse, anche alla luce del velenoso scontro dialettico tra il governatore Oliverio ed il ministro Lorenzin, vi siano enormi responsabilità della deputazione parlamentare del Pd guidata da Magorno che, a Roma asseconda con il proprio voto le scelte e decisioni di Renzi/Gentiloni, mentre in Calabria minaccia l’ammutinamento con “l’incatenamento di tutto il Pd contro il governo nazionale". È chiaro che il Pd calabrese guidato dal brillante Magorno da Diamante, è affetto dalla sindrome del “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”».
Infine, l’invito dei sindaco ai democrat affinché «smettano di giocare sulle spalle dei calabresi, individuando altresì una rapida soluzione per la sanità calabrese, richiedendo provvedimenti urgenti e straordinari per salvare l’ospedale di Locri che, seguendo le procedure ordinarie visti i ritardi accumulati, chiuderà, purtroppo, per mancanza di personale nel giro di qualche mese».

Francesca Cusumano
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  • Occhiello Il sindaco alla vigilia della protesta a Roma contro la chiusura dell'ospedale spoke. «Governo nazionale e regionale non hanno mai operato per il bene della comunità». Il primo cittadino critica la mancata revoca del dg Brancati: «Il Pd smetta di giocare sulle spalle dei calabresi»

CATANZARO La corte d’Appello di Catanzaro, riguardo al processo di secondo grado “Insula” – che vede imputati tra gli altri l’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole, suo marito Franco Pugliese e diversi esponenti del clan Arena, tra i quali il boss Nicola Arena e i figli Pasquale e Massimo Arena – ha accolto la richiesta del procuratore capo di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, applicato come procuratore generale, di rinnovare l’istruttoria dibattimentale ammettendo le prove richieste dall’accusa e anche quelle della difesa (testi e intercettazioni).
Il prossimo 22 gennaio verranno ascoltati in aula i collaboratori di giustizia Giuseppe Giglio, imprenditore crotonese arrestato nell'ambito dell'operazione Aemilia condotta dalla Dda di Bologna, e Giuseppe Liperoti, genero di Antonio Grande Aracri, fratello del boss di Cutro Nicolino Grande Aracri. Non sono state ammesse a dibattimento le intercettazioni avvenute nell’auto di Maurizio Greco e l’interrogatorio di Pasquale Arena.
In primo grado Carolina Girasole e suo marito sono stati assolti, rispettivamente per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste, dal Tribunale di Crotone dalle accuse di corruzione elettorale, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. In primo grado andò il boss Nicola Arena e i figli Pasquale e Massimo Arena e Antonio Demeco (accusati di associazione mafiosa) furono condannati, invece, per la sola turbativa d’asta a 3 anni e 6 mesi di carcere. L'ex sindaco Girasole, che è stata per anni un simbolo dell'antimafia, venne posta agli arresti domiciliari nel dicembre del 2013 nell'ambito dell'operazione "Insula", coordinata dalla Dda di Catanzaro. Secondo l'accusa sarebbe stata eletta con i voti del clan Arena e in cambio avrebbe assicurato «il mantenimento di fatto del possesso dei terreni confiscati a Nicola Arena, la loro coltivazione a finocchio e la relativa raccolta dei prodotti inerenti all'annata agraria 2010». 

ale. tru.

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  • Occhiello Il 22 gennaio la corte ascolterà i pentiti Giglio e Liperoti. L'ex sindaco di Isola Capo Rizzuto è stata assolta in primo grado «per non aver commesso il fatto»
Lunedì, 13 Novembre 2017 17:02

Klaus Algieri eletto presidente di "Si.Camera"

ROMA Klaus Algieri eletto presidente nazionale di “Si.Camera” nell’assemblea di stamane, lunedì 13 novembre, a Roma. Il presidente della Camera di Commercio di Cosenza guiderà la società nazionale in house a maggioranza Unioncamere. «Ho ricevuto un mandato ampio da parte dell’assemblea. Tutto questo aumenta il mio senso di responsabilità rispetto al compito da svolgere. Ringrazio il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, i colleghi e il segretario generale di Uniocamere, Giuseppe Tripoli. Ripartiamo dalle potenzialità liberate dal Sistema camerale. Continuiamo a muoverci lungo il sentiero dell’innovazione e della comunicazione nel solco della mission di “Si.Camera”».
E’ quanto ha affermato Klaus Algieri, neo presidente nazionale di “Si.Camera”. "Si.Camera" è una società partecipata del Sistema Camerale che eroga servizi coerenti con le funzioni ed i compiti che la Legge 580/93 e s.m.i. assegna alle Camere di Commercio, alle loro Unioni Regionali ed all’Unioncamere nazionale.
Unioncamere coordina le iniziative che interessano tutti gli enti camerali, può stipulare accordi di programma, intese e convenzioni con le amministrazioni centrali dello Stato, con enti pubblici nazionali o locali.
Il 18 luglio 2014 la società ha incorporato, con atto di fusione, le società Camere di Commercio d’Italia srl - Universitas Mercatorum società consortile a responsabilità limitata e Mondimpresa – Agenzia per la Mondializzazione dell’Impresa società consortile a responsabilità limitata, portando al suo interno le relative professionalità e competenze e mettendole a disposizione dei propri committenti. La realizzazione dei progetti, prodotti e servizi di “Si.Camera” è assicurata da specifiche aree di competenza; ciascuna area rappresenta un aggregato omogeneo di professionalità, know-how, sistemi e strumenti, in grado di garantire il presidio tecnico sulle tematiche strategiche ed operative di interesse del Sistema Camerale e del mercato. “Si.Camera” concentra la sua attività sugli studi economici e statistici, la comunicazione e il Web, i mercati globali, la proprietà industriale, la regolazione del mercato, l’organizzazione e assistenza tecnica, filiere e sviluppo dei territori.
La mission aziendale pone particolare attenzione alla realizzazione di progetti integrati, che possono beneficiare delle varie competenze professionali tutte disponibili nella società. 

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  • Occhiello Un ruolo nazionale nella società in house a maggioranza Unioncamere per il presidente della Camera di Commercio di Cosenza. «Ho ricevuto un ampio mandato dall'assemblea. Continueremo a muoverci lungo il sentiero dell'innovazione»

TERRANOVA DA SIBARI «Una forza popolare e sociale con un forte radicamento nel Sud che faccia da argine al populismo sempre più dilagante e porti avanti sui territori un progetto di identità politica, di governabilità e capacità amministrativa». Con queste premesse – in linea con i contenuti emersi nel corso della recente conferenza programmatica di Alternativa popolare (Ap) con a capo il sottosegretario Antonio Gentile e il dirigente nazionale di Ap, Mario Carelli, annunciano la prossima apertura a Terranova da Sibari della nuova sede comprensoriale del partito (Terranova da Sibari, Tarsia, Spezzano Albanese, San Lorenzo del Vallo). «Contestualmente – dichiara Massimo Rago, coordinatore di Laboratorio politico popolare – il nostro raggruppamento confluirà in Alternativa popolare». Il nuovo scenario politico, e nello specifico del nuovo meccanismo elettorale, apre la possibilità di misurarsi con la propria autonomia su ogni territorio con l’obiettivo di rappresentare quel vasto mondo di centro la cui aspirazione sia garantire la governabilità del Paese e l’uscita dalla crisi attraverso un grande piano di investimenti e lotta alla burocrazia. Per tutto questo da Terranova ci sarà con un contributo di idee e di squadra, soprattutto grazie all’evidente trazione meridionale del nuovo partito con la prospettiva di nuove occasioni di sviluppo e progresso per questa zona d’Italia con grandi potenzialità lungamente e ingiustamente inespresse.

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  • Occhiello La conferenza programmatica si è svolta a Terranova alla presenza del sottosegretario Antonio Gentile e il dirigente nazionale di Alternativa popolare, Mario Carelli

CATANZARO Restano in carcere Marco Gallo e sua moglie Federica Guerrise, accusati dell’omicidio del fruttivendolo di etnia rom Francesco Berlingeri. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Catanzaro che ha rigettato l’istanza presentata dagli avvocati dei due indagati, Teresa Bilotta e Antonello Mancuso. Secondo l’accusa – rappresentata dal procuratore capo di Lamezia Salvatore Curcio e dal sostituto procuratore Marta Agostini – l’omicidio di Berlingeri sarebbe stato materialmente eseguito da Gallo con la complicità di sua moglie, sulla quale pende l’accusa di concorso morale e materiale in omicidio. Secondo le indagini condotte dalla Squadra mobile di Catanzaro e dal commissariato di Lamezia Terme su ordine della locale Procura, la giovane avrebbe accompagnato il marito nelle attività di perlustrazione sul luogo del delitto il giorno prima dell’agguato, 18 gennaio. Lui a bordo della sua moto da enduro e lei alla guida di una Fiat 600. E il giorno dell’omicidio lei avrebbe fatto da specchietto, aspettando nella macchina e avvisando il marito con una telefonata del rientro della vittima nel suo negozio di frutta e verdura. Due minuti dopo, è la ricostruzione degli investigatori, arriva Gallo, a bordo di una moto da enduro, sorprendendo Berlingeri che sta scaricando gli ortaggi comprati nel mercato ortofrutticolo di Catanzaro. Gallo si affianca all’uomo e, sostiene l’accusa, lo fulmina con quattro colpi che lo centrano alla testa. Uno di questi ferirà il nipote del rom, di 11 anni, che stava aiutando lo zio. Si aspettano ora le motivazioni dei giudici del Tribunale della libertà.

ale. tru. 

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  • Occhiello Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha rigettato l'istanza degli avvocati di Marco Gallo e Federica Guerrise, accusati di aver ucciso Francesco Berlingeri a Lamezia Terme lo scorso 18 gennaio
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