Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 01 Giugno 2017

CROTONE È stato inaugurato questa sera, nella basilica cattedrale di Crotone, il restauro conservativo della cappella della Madonna di Capo Colonna che custodisce la venerata Icona mariana protettrice di Crotone e patrona dell'Arcidiocesi. Il restauro, curato dalla docente di Storia dell'arte Anna Carillo, è stato reso possibile grazie al contributo della Bper, la Banca popolare dell'Emilia Romagna. Nel corso dei lavori è stato anche predisposto un nuovo impianto di illuminazione del luogo sacro. Alla cerimonia di presentazione dei lavori di restauro, introdotta dal rettore della Basilica cattedrale, don Serafino Parisi, hanno partecipato il Capitolo Cattedrale ed il presidente della Consulta Territoriale istituita presso la Direzione territoriale Mezzogiorno di Bper Banca, Francesco Lucifero. 

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  • Occhiello Inaugurata oggi la struttura che custodisce l'icona della protettrice della città. Il lavoro è stato curato dalla docente Anna Carillo

MILETO «Da tutti amato, non sarai mai dimenticato... vola in alto capitano!». È lo striscione che campeggiava all'ingresso della Cattedrale di Mileto durante i funerali di Francesco Prestia Lamberti, il quindicenne ucciso lunedì scorso da un coetaneo a colpi di pistola e noto anche per il suo impegno con la squadra di calcio giovanile del paese. Centinaia le persone che hanno partecipato al rito funebre, in un'atmosfera di forte commozione. Nell'omelia don Salvatore Cugliari, parroco di località Badia, dove viveva la vittima, ha detto che «la morte di Francesco ci ricorderà quanto è importante imparare ad amare. Il tuo ricordo ci renda tutti migliori».
Il sacerdote ha anche sottolineato la necessità di «tornare a educare, una responsabilità che tocca la famiglia in primo luogo, ma anche la scuola, la Chiesa e lo Stato». Erano presenti anche i compagni di classe del minorenne e tanti suoi amici. A conclusione un lungo applauso e il lancio di palloncini bianchi e azzurri. 

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  • Occhiello I funerali del 15enne ucciso da un suo coetano si sono svolti nella cattedrale del paese vibonese. Centinaia le persone presenti. Il parroco: «Il suo ricordo ci renda migliori»

CATANZARO L’associazione La Kasbah Onlus, che si occupa di accoglienza e immigrazione, alla luce delle ultime indagini condotte dalle Procure di Cosenza e Catanzaro, che hanno messo in luce la violazione dei diritti dei migranti, ha «conferito procura speciale all’avvocato Eugenio Naccarato, del foro di Cosenza, per valutare l’opportunità di costituirci parte civile negli instauranti procedimenti, anche per evitare che queste brutte vicende vengano archiviate come già successo durante l’Emergenza Nordafrica». I procedimenti cui si riferisce la nota inviata da La Kasbah sono l’operazione condotta a Camigliatello con la quale la Procura di Cosenza ha contestato ad alcuni “gestori dell’accoglienza” il nuovo reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e l’operazione della Dda di Catanzaro, “Jonny” che ha messo in luce le storture nella gestione del Cara Sant’Anna di Crotone.
Per quanto riguarda l’indagine cosentina, «alcuni migranti – dice la nota – hanno finalmente trovato la forza di denunciare una situazione già nota alle autorità competenti, anche a seguito delle visite realizzate dagli attivisti della campagna lasciateCIEntrare. Complessivamente, nel territorio silano, una trentina i rifugiati sfruttati in nero per somme oscillanti tra i 15 e i 20 euro per una giornata lavorativa di 10 ore. Quello che è emerso dall’operazione di Camigliatello, tuttavia, è solo la punta dell’iceberg di una situazione generalizzata e diffusa in larga parte della nostra regione in cui i migranti, posti in condizioni di inferiorità giuridica dal nostro ordinamento, sono costretti a cedere a ricatti e minacce, a Camigliatello così come a Rosarno, nella piana di Sibari così come in quella di Gioia Tauro. Mano d’opera a bassissimo costo, ricattabile e senza diritti». 
Qualche settimana dopo, la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata dal procuratore Nicola Gratteri, nell’ambito della maxi-operazione “Jonny”, traeva in arresto 68 persone tra cui Leonardo Sacco, presidente della sezione Calabria e Basilicata della Confraternita Misericordia che da oltre 10 anni gestisce il Cara di Crotone, nonché il parroco del paese, don Edoardo Scordio, storico fondatore della Misericordia, entrambi accusati di associazione mafiosa. Sono loro, secondo gli investigatori della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza, i veri promotori dell’organizzazione criminale che faceva capo al clan Arena. Attraverso la Misericordia e Sacco, infatti, la cosca Arena, era riuscita ad aggiudicarsi gli appalti indetti dalla prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione al centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto e di Lampedusa. Appalti che venivano affidati a imprese appositamente costituite dagli Arena e da altre famiglie di ‘ndrangheta per spartirsi i fondi destinati all’accoglienza dei migranti, comunica la Onlus cosentina che sottolinea come l’operazione Jonny «rappresenta una sorta di triste risarcimento morale per centinaia di migliaia di migranti transitati da uno dei campi più grandi di Europa. Per oltre 12 anni, come associazione, abbiamo raccolto testimonianze, racconti di ordinaria repressione e di abusi, denunciando disordini, “incidenti” e trattamenti degradanti nei confronti dei richiedenti asilo trattenuti all’interno del centro, frutto di una gestione dell’immigrazione che calpesta e offende l’umanità tutta».
Ma i soprusi venuti alla luce con le recenti indagini, pur rappresentando una grave ferita all’accoglienza e «un danno anche nei confronti di chi quotidianamente si batte e si impegna» per la tutela dei diritti dei migranti, non fermerà associazioni come La Kasbah che comunica di avere dato procura all’avvocato Naccarato per valutare l’opportunità di costituirsi parte civile negli instauranti procedimenti e lancia un appello «alle realtà associative del territorio di valutare la possibilità di esercitare, al nostro fianco e a quello dei migranti, azioni civili al fine di tutelare i diritti dei richiedenti asilo e rifugiati che giunti nel nostro paese vorrebbero solo avere la possibilità di ricostruire le proprie vite, interrotte da guerre e persecuzioni».

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  • Occhiello Una di queste è La Kasbah onlus. L'obiettivo è tutelare i diritti dei migranti. Sempre più vittime dello sfruttamento del lavoro

CATANZARO Si è spenta a Catanzaro la signora Antonietta Scarfone, madre del collega, Maurizio D'Agostino, con il quale abbiamo condiviso un lungo tratto di strada al Corriere della Calabria. A Maurizio le condoglianze e l'abbraccio del Corriere della Calabria e degli amici di News&Com.

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  • Occhiello Si è spenta a Catanzaro la signora Antonietta Scarfone

CATANZARO «Da oltre un anno si sta utilizzando il bando 2016 per il sostegno alle iniziative teatrali con il chiaro obiettivo di sollevare polveroni e gettare ombre sulla nostra azione di governo. Si tratta di una campagna costruita sul nulla». Lo afferma, in una nota, il presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio. «Abbiamo già avuto modo di chiarire, un anno fa, con un comunicato pubblico - prosegue la nota di Oliverio - la regolarità delle procedure messe in atto dal dipartimento competente per il sostegno alle iniziative culturali. È bene ricordare che da parte di alcuni ricorrenti è stato proposto ricorso giurisdizionale al Tar della Calabria per richiedere l'annullamento della graduatoria e di alcuni aspetti del bando e che lo stesso Tar adito ha rigettato la richiesta di misura cautelare. L'azione di governo che ispira da sempre, con coerenza, la nostra condotta e' fondata sul rispetto della legalità, l'affermazione dei diritti, la lotta ai privilegi ed alle clientele che hanno segnato per un lungo periodo la vita della Regione alimentando, anche sulle risorse destinate alle attività culturali, cerchie ristrette di interessi che evidentemente non si rassegnano al fatto che l'intervento pubblico deve garantire diritto di accesso e pari opportunità a tutti. Sono questi principi e condizioni irrinunciabili. Le pressioni, o peggio le intimidazioni, che in modo subdolo, anche utilizzando la disinformazione e/o l'informazione distorta, si tentano di mettere in atto - conclude il presidente Oliverio - non hanno condizionato, né condizioneranno la nostra condotta improntata alla trasparenza, alla tutela e al rispetto del bene comune».

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  • Occhiello Il governatore dopo il servizio delle Iene: «Le intimidazioni, che in modo subdolo, anche utilizzando la disinformazione, si tentano di mettere in atto non condizioneranno la nostra condotta»
Giovedì, 01 Giugno 2017 17:05

Laratta nel cda del nuovo Ismea

CATANZARO Il ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina, ha nominato l’ex deputato calabrese Franco Laratta nel consiglio di amministrazione di Ismea-Sgfa-Isa. Con la Legge di stabilità 2016, infatti, sono stati incorporati in Ismea gli altri enti e società del ministero dell'Agricoltura. Laratta finora aveva svolto l’incarico di sub-commissario Ismea. Il cda è composto da 5 membri più il presidente, durerà in carica 4 anni, sarà chiamato a gestire Ismea (Istituto per i servizi nel mercato agricolo e alimentare), Isa spA (Istituto sviluppo agroalimentare), Sgfa ( Società gestione fondi agroalimentare).
In sostanza, un accorpamento di più enti che darà la possibilità di incidere con più forza ed efficacia nell'agricoltura italiana, nel credito per le piccole e grandi aziende agroalimentari, per favorire l'accesso dei giovani in agricoltura. Lo scorso anno Ismea ha segnato un boom di domande per l'acquisto di terreni e aziende agricole. Ottimi i risultati anche per il 2017. La Calabria è la seconda regione italiana per progetti presentati ad Ismea. 
«Ringrazio il ministro Martina per la fiducia accordatami. Lavoreremo di più e meglio di prima per far crescere la nostra agricoltura, sempre più un fiore all'occhiello dell'economia nazionale», ha affermato Laratta.

 

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  • Occhiello L'ex deputato è stato nominato dal ministro Martina. Il nuovo ente accorpa tutte le società che si occupano di fondi per l'agricoltura

REGGIO CALABRIA «Deve essere revocata immediatamente la delibera 187 del 21 aprile del 2017 sulla determinazione del livello dei servizi minimi in ambito del trasporto pubblico locale. Una delibera che lascia a piedi i calabresi, tagliando milioni di chilometri e isolando territori molto vasti della nostra regione». È quanto afferma Carlo Guccione, consigliere regionale del Partito democratico.
«I servizi minimi – sostiene Guccione – non sono garantiti non soltanto in materia sanitaria. Adesso pure nel Trasporto pubblico locale. Il paradosso di questa vicenda è che la giunta regionale della Calabria imita il comportamento del commissario per il Piano di rientro sanitario che viene sempre criticato dal governatore Oliverio in materia di tagli ragionieristici. Eppure, al pari della sanità, la mobilità è riconosciuta come un diritto costituzionale».
«In altre Regioni – puntualizza Guccione – è stata compiuta una chiara scelta politica. Sono state destinate ulteriori risorse, come in Campania, che hanno permesso di allargare il servizio e per le fasce più deboli sono state previste esenzioni negli abbonamenti e finanche la gratuità in certi casi. Perché deve essere riconosciuto e tutelato il diritto inviolabile alla mobilità di tutti i cittadini. Se non si vuole impedire ai calabresi di muoversi liberamente nella nostra regione (studenti, lavoratori e turisti) attraverso il Tpl, è necessario revocare la delibera e avviare un percorso di coinvolgimento di tutti gli operatori del settore, mettere in campo una scelta politica decisa, evitare gli sprechi e trovare le risorse necessarie per rilanciare il Trasporto pubblico locale».
«A proposito di sprechi, è il caso di ricordare – sottolinea Guccione – il progetto di Infomobilità sottoscritto tra Regione Calabria e Unical nel 2011, che aveva lo scopo di costruire una centrale operativa regionale (Core) per fornire servizi alle aziende concessionarie del Tpl e consentire l’analisi dei dati relativi all’effettivo svolgimento del servizio. Sono passati sei anni e spesi milioni di euro ma del servizio di monitoraggio delle corse effettivamente svolte non c’è traccia. E si continuano a sprecare risorse pubbliche con la sovrapposizione delle corse, con la Regione che firma le concessioni del Tpl e non è ancora in grado di controllare con certezza le corse effettivamente svolte».

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  • Occhiello Il consigliere regionale del Pd chiede l'annullamento dell'atto che determina i servizi minimi per il trasporto pubblico locale. «Quel piano lascerà a piedi i calabresi»

ROMA «È inaccettabile che ogni giorno gli studenti si rechino in scuole non sicure, che non rispettano le normative antisismiche vigenti». È quanto dichiara Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell'Unione degli Studenti, commentando i dati Miur, elaborati dall'Espresso, da cui emerge che 9 edifici scolastici su 10 sono a rischio sismico. «Molte scuole contengono amianto e mostrano segni di cedimenti strutturali. Noi denunciamo questi dati da anni, ma il governo risponde solamente con azioni spot e totalmente insufficienti. La conferma di questi dati da parte dell'anagrafe dell'edilizia scolastica rende sempre più necessario un piano straordinario di investimenti nell'edilizia scolastica», prosegue la nota. «Il dato della Calabria con il 94% delle scuole prive del certificato di agibilità statica, i 112 crolli in un anno ci dimostrano come gli investimenti del governo siano totalmente insufficienti», continua Francesca Picci. «È necessario un piano di investimenti straordinario che permetta realmente la messa in sicurezza delle scuole e 5 milioni di euro non sono che una goccia in un mare. Le reali necessità delle scuole, come stabilito anni fa dalla protezione civile, sono di 14,6 miliardi di euro. La messa a norma delle scuole non basta - conclude l'Unione degli Studenti - abbiamo la necessità di aule più spaziose, che ci permettano di svolgere didattica alternativa, di spazi dove fare assemblee d'istituto, di palestre, laboratori, biblioteche e di aulette autogestite. Non si può rischiare di morire andando a scuola». 

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  • Occhiello L'Espresso elabora i dati forniti dal Miur: la stragrande maggioranza degli edifici è privo del certificato di agibilità statica. L'Uds: «Necessario un piano di investimenti straordinario»

CORIGLIANO-ROSSANO Il consigliere regionale Giuseppe Graziano non vede di buon occhio il “Tedeschellum”, la nuova proposta di legge elettorale al vaglio del Parlamento. «Qual è – si chiede – la logica dei Collegi Calabria 1 e Calabria 2? La maggioranza di governo propone di rimodulare i collegi uninominali senatoriali calabresi recidendo, di fatto, il cordone ombelicale storico-culturale che da sempre unisce Corigliano e Rossano e incidendo, così, in modo drastico e preoccupante sull’esito della fusione dei due comuni. Rossanesi e coriglianesi, stando all’emendamento di Fiano, saranno costretti a scegliere i loro rappresentanti parlamentari da due diversi contenitori elettorali. E questa impostazione scinde due comunità che stanno lavorando per diventare insieme la terza città più grande della Calabria».  
È questo, in sintesi, il messaggio che oggi – a poche ore dalla pubblicazione dell’emendamento presentato da Fiano – il segretario questore del consiglio regionale ha trasmesso al presidente della Prima commissione Parlamentare Affari costituzionali,  Andrea Mazziotti di Celso (Gruppo Civici e innovatori), ai suoi componenti e, per conoscenza, ai quattro capigruppo presso la Camera dei deputati dei partiti che hanno manifestato convergenza sul cosiddetto “tedeschellum”: Ettore Rosato (Pd), Renato Brunetta (Fi), Andrea Cecconi (M5S) e Giulio Marcon (Sinistra italiana). «Dall’emendamento di Fiano – scrive Graziano nella missiva - emergono palesi incongruità e una non omogeneità territoriale e culturale che potrebbero determinare la pericolosa esclusione di rappresentanza del territorio Ionico-Sibaritide-Pollino… Mi riferisco, particolarmente al caso dell’area urbana Corigliano-Rossano e del suo hinterland, letteralmente “recisi” dalla proposta Fiano che, nel bel mezzo di questo territorio, crea due collegi senatoriali: Calabria 1 (Paola-Castrovillari-Corigliano calabro) e Calabria 2 (Rossano-Rende-Cosenza). Tra l’altro, un’altra scelta improbabile è stata attuata sul collegio plurinominale dove Corigliano risulta accorpata a Castrovillari e Rossano a Crotone. Una scelta incomprensibile e discutibile se si pensa che per il collegio uninominale della Camera dei deputati - che strutturalmente ha una rappresentanza numerica maggiore rispetto al Senato – è stato applicato il metodo dell’omogeneità territoriale creando un collegio unico Corigliano-Rossano, mentre per il Senato si è optato per una scissione elettorale-territoriale che creerà solo scompensi e difficoltà nell’elezione della rappresentanza parlamentare. Di fatto la nuova conformazione del Collegio senatoriale – spiega Graziano – andrà a neutralizzare la volontà di un comprensorio in cui vive e opera una popolazione residente di oltre 250mila persone e dove è in atto un delicato processo di fusione tra i due maggiori comuni del territorio (Corigliano Calabro e Rossano) sul quale è già stato indetto per la prossima domenica 22 Ottobre 2017 il referendum consultivo (proposta di Legge regionale 182/X). Spero – conclude Graziano -  che nella rimodulazione dei Collegi uninominali calabresi, specie quelli senatoriali di Calabria 1 e Calabria 2, prevarrà nella commissione Affari costituzionali la volontà dei cittadini che vogliono costruire un futuro insieme e migliore. La proposta, culturalmente, politicamente e oggettivamente omogenea è quella di unire nella scelta dei propri rappresentanti parlamentari, territori che hanno già storicamente intrapreso un cammino istituzionale e amministrativo sinergico. E quindi di rimodulare i due Collegi uninominali senatoriali in Calabria 1 (Cosenza-Rende- Paola) e Calabria 2 (Corigliano Calabro-Rossano-Castrovillari). Una proposta, questa, condivisa e sostenuta da subito da tutte le forze politiche, sociali e imprenditoriali del territorio e dal Comitato delle Cento associazioni, impegnato da tempo nella realizzazione del processo di fusione tra le due città dell’area urbana Corigliano-Rossano».

CONTRO ANCHE FDI «Le incongruità verso cui ci si avvia ad andare incontro con legge elettorale denominata “Tedeschellum” continuano a suscitare delle perplessità anche in quella che sarà la ripartizione dei Collegi uninominali denominati Calabria uno e Calabria due». È quanto affermano, in una nota, il portavoce regionale di Fratelli d'Italia, Ernesto Rapani, il consigliere regionale Fausto Orsomarso e l'ex deputato Giovanni Dima. «Quello che potrebbe avvenire per l'elezione dei nostri futuri senatori – affermano Rapani, Orsomarso e Dima – è la dispersione nel voto per quanto riguarda gli elettori del comprensorio dello Jonio Cosentino e di parte del Tirreno. Pensiamo agli elettori della Sibaritide e del Pollino, della Sila Greca, dell'Area urbana Corigliano-Rossano e agli elettori arbereshe, la cui presenza è numerosa nel citato comprensorio. Associare un elettorato geograficamente distante è fuori da ogni logica. Chiediamo anche da questo punto di vista unità e non divisioni per gli oltre 250mila elettori interessati e chiediamo una rivisitazione della proposta di legge firmata da Emanuele Fiano. Il Collegio “Cosenza uno” non può includere Corigliano Calabro con Paola e Castrovillari e il Collegio “Cosenza due” non può accorpare Rossano con Cosenza e Rende. Evitiamo inutili confusioni in quella che dovrà essere una corretta organizzazione e definizione dei Collegi elettorali e ristabiliamo regole semplici, precise ed eque».

BEVACQUA: «CON EMANUELE CI PARLO IO» «Apprendendo della illogica rimodulazione dei collegi senatoriali calabresi, contenuta nella bozza relativa alla ripartizione susseguente alla nuova legge elettorale, mi sono subito attivato presso i vertici nazionali del partito, interessando del problema anche il segretario regionale Magorno». Interviene così il consigliere Bevacqua in merito alla polemica nata dalla configurazione dei collegi 1 e 2. 
«La questione – afferma Bevacqua – è semplice: se per la Camera nulla quaestio, per il Senato, invece, si prevede di disarticolare l’omogeneità territoriale dell’area ionica, accorpando, da un lato, Corigliano a Paola e Castrovillari e, dall’altro, Rossano a Rende e Cosenza. Si tratta di un chiaro errore, anche in previsione del prossimo referendum che dovrà esprimersi sulla nascita della citta unica Rossano-Corigliano. I territori ionici in questione costituiscono, sotto i più diversi aspetti, un’area unitaria che, proprio all’insegna della sinergia, della unità di intenti e delle economie di scala, sta conducendo un processo di aggregazione finalizzato ad uno sviluppo finalmente robusto e sostenibile nel tempo». «La stessa amministrazione regionale guidata dal presidente Oliverio – prosegue Bevacqua – si sta muovendo in un’ottica organica e complessiva rispetto a questi territori: ne fa fede il recente finanziamento di 500 milioni per l’ammodernamento della ferrovia ionica. Facendo mie anche le preoccupazioni di altri consiglieri regionali e dei sindaci dello Ionio avrò modo, a breve, di interloquire con il relatore del provvedimento in questione, l’amico onorevole Fiano che, non più tardi di un mese fa, ho portato a Rossano per discutere delle problematiche locali».

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  • Occhiello Il consigliere regionale Graziano ha scritto alla commissione Affari costituzionali per chiedere la revisione dell'emendamento Fiano. Che divide Rossano e Corigliano. Insorge Fdi: «Regole poco eque». Bevacqua: «Con Emanuele ci parlo io»
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