Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Martedì, 13 Giugno 2017

LAMEZIA TERME Si stanno succedendo frequenti, negli ultimi giorni, le riunioni della maggioranza in seno al consiglio comunale di Lamezia Terme. Dopo l’insediamento della Commissione d’accesso nominata dalla Prefettura in seguito alle risultanze dell’operazione antimafia “Crisalide” che ha coinvolto anche tre rappresentanti dell’assemblea cittadina (l’ex vicepresidente del consiglio Giuseppe Paladino e l’ex consigliere d’opposizione Pasqualino Ruberto, indagati per concorso esterno in associazione mafiosa e la consigliera Marilucia Raso, fidanzata di Alessandro Gualtieri oggi ai domiciliari dopo l’arresto dello scorso 23 maggio), la maggioranza sta cercando un nuovo centro di gravità permanente. 

E mentre i componenti della commissione sono al lavoro – il vice prefetto Massimo Mariani, il colonnello Alceo Greco comandante del reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri di Catanzaro e il capitano Alberto Mollica, capo ufficio operazioni del comando provinciale della Guardia di finanza di Catanzaro – in Municipio si lavora per recuperare credibilità.

LA POSIZIONE DI DE SARRO Un passo indietro dalla propria carica di presidente del consiglio comunale potrebbe arrivare da Francesco De Sarro, il cui padre Luigi deve rispondere in processo all’accusa di compravendita dei voti per il figlio. Una questione imbarazzante, venuta a galla a marzo 2016, davanti alla quale, fino a questo momento non era stato preso nessuno provvedimento. Ma oggi stanno cambiando molte cose all’interno della maggioranza e il passo indietro pare sia stato maturato sia dal diretto interessato che dai consiglieri.

LE DIMISSIONI DELLA RASO Su un argomento, poi, il sindaco Paolo Mascaro non transige: le dimissioni di Marialucia Raso, 25 anni, eletta un una delle liste a sostegno del sindaco, Lamezia Unita. La sua posizione è tra quelle prese in considerazione dalla Prefettura nell’atto del suo insediamento. Il 29 maggio la consigliera si è autosospesa «fino al chiarimento della vicenda giudiziaria dall'attività politica del gruppo di Lamezia e dall'attività istituzionale del Comune di Lamezia Terme», ha scritto in una nota. Ma l’autosospensione al primo cittadino non basta, chiede le dimissioni.

L’ASSESSORE ASTORINO Riserve sembrano, infine, esservi da parte della maggioranza sulla possibilità di chiedere una defezione da parte dell’assessore alla Cultura Graziella Astorino, sorella di Angelina Astorino responsabile del Centro per l’impiego di Lamezia Terme indagata, con l’accusa di abuso d’ufficio e corruzione, nello scandalo sulla gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme esploso con l’operazione “Eumenidi”. Le riserve nascerebbero dal fatto che il tribunale del Riesame ha di recente annullato l’ordinanza del gip e revocato la misura interdittiva disposta nei confronti dell’indagata.
Su questi argomenti, tra gli altri, si giocano le riunioni della maggioranza in queste ore che potrebbero sortire cambiamenti all’interno degli assetti del consiglio comunale. Mentre, nel frattempo, la commissione d’accesso è al lavoro.

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello La maggioranza cerca un nuovo assetto dopo gli scandali e l’insediamento della Commissione d’accesso. Chiesto un passo indietro al presidente del consiglio comunale De Sarro e alla consigliera Raso. A rischio anche l’assessore Astorino, la cui sorella è indagata per il caso Sacal

AMANTEA Graziano Aloisio guidava senza patente e sotto l’effetto di droghe quando ha invaso la corsia di marcia opposta ed è andato a sbattere contro l’auto di Maria Notti, che è morta sul colpo.
I carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Paola lo hanno arrestato questo pomeriggio con l’accusa di omicidio stradale. Aloisio, 46enne di Amantea, era già noto alle forze dell’ordine.
Le indagini, condotte dai carabinieri di Paola, hanno permesso di accertare che Aloisio, lo scorso 7 giugno, a cui in precedenza era stata sospesa la patente, era alla guida in stato di alterazione psicofisica dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti. L’auto di Aloisio ha invaso la corsia di marcia opposta causando un impatto frontale con la Fiat Punto di Maria Notti, 76enne di Lamezia Terme. A bordo con la donna c’era un altro passeggero, che ha riportato lesioni guaribili in 30 giorni. Aloisio è stato trasferito nel carcere di Paola.

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  • Occhiello In manette Graziano Aloisio. Lo scorso 7 giugno la sua auto ha invaso la corsia opposta ad Amantea causando la morte di una donna di Lamezia. La patente dell'uomo era sospesa

CATANZARO Torna a parlare a quasi 48 ore dalla chiusura dei seggi, Enzo Ciconte, candidato sindaco della larga coalizione di centro-centrosinistra a Catanzaro, che sfiderà al ballottaggio il sindaco uscente Sergio Abramo nel secondo round delle amministrative previsto per il prossimo 25 giugno.
Quasi 48 ore in cui, riferiscono voci di corridoio, l’ex vicepresidente della giunta regionale ha attraversato parecchi stati d’animo, una girandola di emozioni contrastanti seguite al risultato elettorale non certo entusiasmante per lui e per le sue 11 liste.
Ma dopo una lunga riflessione, un’interpartitica e – dicono – un tentativo di abboccamento con l’altro candidato sindaco Nicola Fiorita, titolare di un 23% raccolto solo con le proprie forze, Ciconte ha deciso finalmente di tornare in pista per lanciare il proprio messaggio agli elettori in vista del ballottaggio. Al suo fianco, una fetta di coalizione: Pino e Francesco Pitaro per le liste Catanzaro in Rete e Salviamo Catanzaro, Fabio Guerriero e Maurizio Mottola di Amato per S&D e Tony Sgormo per l’Udc. 
«Abbiamo portato per la prima volta Abramo al ballottaggio – ha detto Ciconte – facendo sì che si fermasse al 39% perdendo più del 10% rispetto a cinque anni fa. Noi ora dobbiamo fare una battaglia forte, intensificheremo la nostra azione per recuperare il voto di quel 61% di persone che non hanno votato Abramo al primo turno». 
Nei numeri, una grande verità: Abramo ha perso il 10% rispetto a cinque anni, la stessa percentuale di voti raccolti dai consiglieri all’epoca candidati con lui e ora candidati a sostegno di Ciconte.
Com’era normale aspettarsi, destinatari del cuore del messaggio di Ciconte sono stati proprio Fiorita e il mondo che lo ha sostenuto in forze al primo turno: «Voglio fare i complimenti a Nicola Fiorita per l’ottimo risultato ottenuto, un interlocutore con il quale dobbiamo ragionare al fine di costruire una coalizione di centrosinistra che batta la coalizione di centrodestra. Parlo di una collaborazione sana e trasparente che vada nella direzione del coinvolgimento diretto nel governo della città. È chiaro che ora spetta a lui e alla sua coalizione decidere di partecipare al governo della città per cambiare la città stessa. Le forze che sono animate dalla voglia di cambiare la città, devono stare insieme attorno a un progetto condiviso. Ci sono tutte le condizioni, con accordi alla luce del sole, per far sì che questa città possa cambiare».
Rispetto al ballottaggio, poi, Ciconte ha detto: «Il 25 giugno ci giochiamo una partita diversa. Partiamo da zero a zero e il dato certo è che Abramo non ha spazi di espansione a destra, mentre noi abbiamo tutto un mondo ampio a cui fare riferimento. Non c’è solo il 23% di Fiorita, c’è anche il 6% del Movimento 5 Stelle. Io sono sicuro che riusciremo a convincere i cittadini che il nostro programma è quello migliore per la città».
Quanto al dato sul voto disgiunto che lo ha fortemente penalizzato rispetto alle sue liste, Ciconte ha minimizzato: «Con due candidati di centrosinistra forti, un dato sul voto disgiunto del genere è normale. È stato leggermente superiore alle attese, ma non ci ha spaventati. Ricorderete invece come nel 2011, Michele Traversa, prese più del 16% in meno delle sue liste…».
L’autocritica di Ciconte si ferma però ad ammettere solamente «qualche errore, altrimenti non saremmo qui ma avremmo vinto al primo turno», subito soppiantata dalla speranza: «Sono convinto che potremo andare a confermare, quantomeno, il voto alle liste (il 44% circa, ndr) e da lì ripartiremo per superare il 50% dei voti».
L’analisi sui numeri, però, se si considera l’eventualità che a votare ci vadano solo gli elettori di Abramo e di Ciconte, confermando la propria preferenza al sindaco, dice che si partirebbe da un ipotetico 56-44% a favore del sindaco Abramo. Come pensa, Ciconte, di portare al voto gli elettori di Fiorita e del M5S? «È una domanda che non ha una risposta perché parte da una base sbagliata. Stiamo lavorando affinché le liste si compattino per il voto al sindaco, dopodiché dovremo parlare a tutti coloro i quali non hanno votato per Abramo e di fatto lo hanno sfiduciato».

Alessandro Tarantino
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  • Occhiello Il candidato sindaco chiede la collaborazione del leader di Cambiavento in vista del ballottaggio. Appello anche agli elettori del M5S. «Riusciremo a convincere i cittadini»

OSIMO Ha ricevuto la maglia rosa Davide Nicola, l'allenatore che dopo la salvezza del Crotone sta tornando a Torino in bicicletta. È stato il giornalista sportivo Marino Bartoletti a consegnarla al passaggio da Osimo (Ancona) dove oggi faceva tappa il giro d'Italia Under 23. Un'occasione che ha permesso al ct della nazionale di ciclismo Davide Cassani di accompagnare in bici Nicola verso Ancona. Il ct lo ha elogiato non solo per la sua impresa con il Crotone ma anche per la prestazione in bici: «Lo convoco in nazionale. Complimenti un vero e proprio giro d'Italia. Una grande impresa», ha detto a Sky. A Civitanova Marche Nicola ha incontrato Marina Romoli, vice campionessa mondiale in linea tra le juniores nel 2006 che nel 2010, per un incidente in allenamento, ha perso l'uso delle gambe e oggi è impegnata sui temi della sicurezza. Il tecnico si è recato a Filottrano dove è morto Michele Scarponi. «Un'emozione forte anche nel vedere la gente qui e il tributo che gli viene riconosciuto», ha detto a Sky. 

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  • Occhiello L'allenatore del Crotone ha ricevuto il "premio" a Osimo, una delle tappe del suo tour post-salvezza. Il ct Cassani: «Lo convoco in nazionale»

CATANZARO Il delegato del presidente Oliverio per le Politiche sanitarie regionali, Franco Pacenza, e il direttore generale del dipartimento Infrastrutture, Lavori pubblici e mobilità della Regione Calabria, Domenico Pallaria, hanno reso noto che oggi, 13 giugno, è stata emanata la determinazione di conclusione positiva della Conferenza dei servizi per l’acquisizione dei pareri sul progetto definitivo del nuovo ospedale della Sibaritide.
I lavori della Conferenza – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta – erano stati avviati nei primi giorni del mese di ottobre 2016, a seguito della consegna del progetto definitivo da parte del concessionario; in data 7 novembre 2015, in seduta pubblica, sono stati illustrati ai rappresentanti delle amministrazioni e degli enti convenuti, i contenuti degli elaborati progettuali più significativi, resi disponibili sulla piattaforma digitale di condivisione del progetto».
«I lavori della conferenza – continua la nota – si sarebbero dovuti concludere in data 3 gennaio 2017, termine perentorio entro il quale le amministrazioni/enti coinvolti dovevano rendere le proprie determinazioni relative alla decisione oggetto della Conferenza di Servizi. Tuttavia, la direzione generale “Archeologia, belle arti e paesaggio” del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, pur emettendo un parere positivo di compatibilità paesaggistica del progetto, ha ritenuto di sospendere il parere di competenza in materia archeologica e di prescrivere l’esecuzione di saggi archeologici».
«Per assicurare una sufficiente campionatura dell’area interessata dal progetto e previo concordamento con i competenti uffici della Soprintendenza – prosegue il comunicato –, sono state eseguite 39 trincee di scavo, di profondità pari a circa 2m, che hanno evidenziato solo la presenza di pochi frammenti di laterizi e di ceramica di incerta attribuzione cronologica. Pertanto, previo sopralluogo, in data 9 giugno la Soprintendenza, ha trasmesso alla Regione Calabria il proprio parere favorevole, comunicando di non ravvisare motivi ostativi alla realizzazione dell’opera di progetto e prescrivendo, durante le fasi di scavo, la sorveglianza da parte di personale archeologo in possesso di adeguata formazione, sotto la Direzione Scientifica della stessa Soprintendenza. La determinazione di conclusione positiva della Conferenza dei servizi, ai sensi e per gli effetti della Legge n. 241/1990 e s.m.i., sostituisce, ad ogni effetto di legge, gli atti di assenso, comunque denominati, di competenza delle amministrazioni e dei gestori di beni o servizi pubblici interessati e verrà notificata a tutti i soggetti invitati ai lavori della Conferenza. Entro la prossima settimana verranno ultimate le attività di verifica finale del progetto definitivo da parte del soggetto deputato, Rina Check S.r.l., e subito dopo si procederà all’approvazione del progetto definitivo ed all’emanazione dell’ordine di servizio di avvio della progettazione esecutiva dell’intervento, prioritariamente per la parte relativa alla cantierizzazione dell’opera ed ai movimenti di terra. Appena approvato il progetto definitivo, si darà il via ad un tavolo tecnico relativo agli interventi di risoluzione delle interferenze, con i Concessionari interessati, e ad uno relativo agli interventi sulla viabilità, in stretta collaborazione con Anas e il Comune di Corigliano Calabro».     
«Le normative vigenti in Italia – ha dichiarato Franco Pacenza – in materia di lavori pubblici nonché di tutela del patrimonio archeologico e paesaggistico, sono sicuramente garantiste dell’interesse pubblico alla salvaguardia delle nostre ineguagliabili bellezze e ricchezze. Grazie alla disponibilità del concessionario e dei progettisti del nuovo ospedale della Sibaritide, faremo in modo di accelerare al massimo sul fronte della progettazione esecutiva dell’opera, per arrivare, in poche settimane, all’allestimento del cantiere ed all’avvio dei lavori di scavo». 
«Coloro che in queste settimane hanno decantato il de profundis del nuovo ospedale – conclude la nota – devono prendere atto che, grazie alla proficua collaborazione tra gli uffici regionali, il concessionario e la Soprintendenza, nonché al monitoraggio settimanale che ormai da mesi si sviluppa sotto la guida del presidente Oliverio, si è concluso positivamente il percorso della Conferenza di Servizi, proiettando definitivamente l’intervento verso la fase di cantierizzazione dell’opera».

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  • Occhiello Emanato l'atto che acquisisce i pareri sul progetto definitivo. Il prossimo step è la cantierizzazione dell'opera

LAMEZIA TERME Perseverare è diabolico. E alla Sacal – nonostante il terremoto giudiziario ancora in corso – ci riescono benissimo. Perché se è vero che l’esperienza di Arturo De Felice può inciampare sul bando per la nomina del direttore generale, allora siamo davanti a un déjà vu che si sperava di evitare. Premessa: cosa vuole fare l’ex prefetto? Lo ha spiegato a più ripetizioni; anche di recente, nell’intervista andata in onda ad “Hashtag”: «Costruiremo una squadra con le migliori professionalità». È l’approccio di un manager – e dire che a De Felice è stato proprio contestato di non esserlo in senso stretto – che vuole fare il meglio e si accosta all’azienda con un atteggiamento super partes. Come dire: conta la Sacal e l’opportunità che essa può rappresentare per la Calabria, non c’è spazio per i particolarismi. Tanto, forse troppo per gli standard ai quali era abituata la società di gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme (e ora di scali dovrà gestirne altri due, quelli di Reggio Calabria e di Crotone). L’ex prefetto di Caserta va in minoranza proprio sulla scelta dei criteri utili a individuare chi lo affiancherà nel lavoro quotidiano. Vuole un direttore generale di prima scelta, abituato a fronteggiare le difficoltà di governare uno scalo che vuole crescere e diventare centrale per il Mezzogiorno. Vuole un professionista capace per affrontare una fase esaltante («è come ripartire da zero», diceva De Felice nella stessa intervista) e complessa. Ingenti finanziamenti sono in arrivo: potrebbero trasformare il volto dell’aeroporto ma anche essere oggetto di mire poco raccomandabili. Insomma, l’idea di De Felice («prendiamo i migliori») è l’unica provvista di senso. E se la sua visione del bando viene messa in discussione c’è poco da stare allegri. Vale, piuttosto, la pena ricordare cosa sia accaduto la volta scorsa, nel 2013, con la scelta del precedente dg. Un passaggio che il Corriere della Calabria – ai tempi in cui era anche un settimanale cartaceo – ha analizzato nel dettaglio in una storia di copertina intitolata “Confinciucio”.
Il riferimento era ai giochi di potere – un misto politica-imprenditoria nel quale era la seconda ad agire a viso aperto – che si erano materializzati nel consiglio d'amministrazione per concretizzare la nomina di Pierluigi Mancuso, imprenditore che, all'epoca, sedeva nel cda di Sacal. Nessuno aveva obiettato, a parte il Comune di Lamezia Terme – a quei tempi il sindaco era Gianni Speranza – che si era ritagliato il ruolo di rompiscatole in stanze dei bottoni abituate a procedere a colpi di unanimità. I fatti raccontati in quell’inchiesta sono finiti anche nelle carte dell’operazione “Eumenidi”. Per i pm, l’ex presidente Massimo Colosimo e gli allora membri del cda Floriano Noto (imprenditore nel settore della grande distribuzione), Giuseppe Gatto (uno dei più importanti costruttori catanzaresi), e Giampaolo Bevilacqua (ex consigliere provinciale di Catanzaro, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa) si sarebbero messi d'accordo per scegliere con una finta selezione proprio Mancuso, nominato il 19 febbraio 2013. La contestazione arriva dopo una approfondita lettura del regolamento interno di "selezione del personale" che, per le figure apicali, prevedeva prove scritte di cultura generale, test di lingua straniera, test psicoattitudinali e assessment di gruppo, «nonché un secondo colloquio di tipo tecnico». Troppo disturbo per il cda, che ha scelto invece di nominare Mancuso «attraverso una mera selezione dei curriculum pervenuti effettuata dal solo presidente Massimo Colosimo, il quale arbitrariamente selezionava i profili ritenuti idonei (2 su 54) senza compilare alcuna griglia di valutazione, senza indicare i criteri utilizzati per la scelta». Una selezione "agile". D'altra parte chi scegliereste per dirigere il più importante aeroporto calabrese: un manager che ha già una buona esperienza nel settore o un ex commissario straordinario dell'Afor con una condanna della Corte dei conti nel curriculum? Le seconda che hai detto, avrebbe risposto Quelo, il celebre personaggio interpretato da Corrado Guzzanti. Già, ma la seconda che hai detto rischia di finire in Tribunale. 
Perché in quel caso, secondo l’accusa, i criteri del bando sono stati ignorati o, nella migliore delle ipotesi, manipolati. Quattro anni dopo, il tentativo è quello di bocciare le idee del presidente cercato da Oliverio e accolto (anche dal Cda) come il salvatore della Sacal. L’inizio non è dei migliori. 

Pablo Petrasso
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  • Occhiello L’aeroporto inciampa di nuovo sulle procedure per la scelta del direttore generale. C’è un precedente poco rassicurante. I tentativi di manipolare lo Statuto e l’indagine della Procura di Lamezia
Martedì, 13 Giugno 2017 18:49

Ma dov’è stato fino a oggi Oliverio?

Le pesanti eredità del passato si sommano, ogni giorno che passa, alle pesantissime scelte sbagliate del presente. Possiamo sintetizzarla così la presidenza della Regione Calabria di Gerardo Mario Oliverio. Ha ereditato un porto, quello di Gioia Tauro, di fatto in mano a lobbisti privati. Ha consentito, oggi, la privatizzazione, di fatto, del sistema aeroportuale calabrese.
In quale altro Paese tutto ciò sarebbe possibile? A quali diverse latitudini accadrebbe ciò che sta capitando a Lamezia Terme e, di riflesso, anche a Crotone e a Reggio Calabria? Quale altro territorio civilizzato avrebbe consentito, restando inerte, alla gestione domestica di un aeroporto internazionale e di due scali sussidiari di importanza strategica per lo sviluppo? Il bubbone che oggi esplode con le dimissioni del prefetto De Felice ha radici profonde e pregresse imperdonabili omissioni. Dov'era il governatore della Calabria quando la famiglia Caruso scalava le quote di Sacal? Ha mosso ciglio quando si è ritrovato un Cda dove basta che padre e figlia trovino un accordo qualsiasi con un ente territoriale qualsiasi per avere il totale controllo dell'intero sistema aeroportuale calabrese? Quale fiera del gusto teneva distratto Oliverio quando i soci privati “storici” e blasonati, parliamo di Aeroporti di Roma e di Banca Intesa, che pure avevano resistito a tante tempeste, lasciavano il campo e smontavano le tende?
In questi anni quali report ha chiesto ai suoi rappresentanti dentro la Sacal? Eppure fin quando la polizia giudiziaria non ha fatto irruzione sulla scena, nel Cda di Sacal a rappresentarlo non cera un oscuro personaggio ereditato di suoi predecessori, sedeva il suo capo di gabinetto Gaetano Pignanelli.
Non si è accorto di nulla? Non ha registrato nulla? Non ha riferito nulla? E i report che gli arrivavano, invece, dal presidente della Provincia, Enzo Bruno, al quale va riconosciuto di essere stato il primo a sottolineare che c'era “del marcio in Danimarca”, che sorte hanno avuto? E le richieste di aprire un tavolo su Sacal, infrantesi tutte davanti alla porta della mitica “signora Carmela”?
Poi, dopo lo scandalo largamente e lungamente annunciato, ecco la mossa del cavallo con la nomina del prefetto Artuto De Felice a presidente della Sacal.
Per Gerardo Mario Oliverio, il bicchiere è sempre pieno, le emergenze si superano con colpi a sorpresa e allora annunciò roboante: «Il nostro obiettivo è quello di rilanciare, attraverso una sana, oculata e intelligente gestione della Sacal, il sistema aeroportuale calabrese. De Felice ha la competenza e le qualità per realizzare questo obiettivo e per contribuire, così, alla crescita della nostra terra».
A rileggerle oggi queste parole non si può certo negare che Oliverio, nel suo cinismo, sia anche onesto: «De Felice ha la competenza e le qualità». Non ha mica detto che avrà anche i poteri necessari a rendere concrete queste sue doti.

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  • Occhiello di Paolo Pollichieni

Il 16 giugno il ministro Angelino Alfano, accompagnato dal sottosegretario Antonio Gentile, inaugurerà alcune sedi di Alternativa popolare in Calabria. Si comincia da Scalea, dove alle 11.30, presso l’Hotel Continental, sarà inaugurata la sede di Ap ed a seguire Alfano nella sede del Comune incontrerà i cittadini. Alle ore 16 sarà la volta di Lamezia Terme dove, in corso G. Nicotera, alla presenza anche dei senatori Piero Aiello, Nico D’Ascola e degli altri parlamentari calabresi e consiglieri regionali del partito, sarà inaugurata un’altra sede. Infine, sarà la Catanzaro del 10% di preferenze alle Comunali ad accogliere Alfano alle ore 18.00, presso la sede del Comune di via Iannoni, per il Convegno sui Diritti umani organizzato dal professor Raimondi con l’alto riconoscimento della Presidenza della Repubblica. L’evento vedrà la partecipazione di illustri cattedratici stranieri dell’Iran e dell’Iraq e del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. 

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  • Occhiello Il ministro degli Esteri il 16 giugno sarà a Scalea e Lamezia Terme. Poi a Catanzaro per un convegno sui diritti umani alla presenza del presidente del Parlamento europeo Tajani

LAMEZIA TERME Il prefetto Arturo De Felice è ad un passo dalle dimissioni dalla presidenza della Sacal. Anzi, per essere più concreti, le sue dimissioni le avrebbe già consegnate lunedì al presidente della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio che gli avrebbe chiesto di soprassedere qualche giorno, e subito dopo ha convocato gli altri rappresentanti degli enti pubblici presenti nel Cda della Sacal, vale a dire la Provincia di Catanzaro, la Camera di commercio ed il Comune di Lamezia.
Ma è proprio l'asse lametino ad aver portato alla decisione di rassegnare le dimissioni il prefetto De Felice. Nel corso dell'ultima seduta del consiglio di amministrazione, infatti, i due soci privati, Renato Caruso e sua figlia Adele, insieme a Manlio Guadagnuolo, nominato dal sindaco di Lamezia Paolo Mascaro, hanno sottoscritto un documento che nei fatti sfiducia il presidente. Non bastasse, a ormai un mese dal suo insediamento, De Felice attende ancora che l'assemblea dei soci gli conferisca i poteri, secondo le attuali norme statutarie. In assenza De Felice può solo scaldare la poltrona ma gli è preclusa ogni attività, anche di mera rappresentanza.
L'ultima occasione di scontro arriva con la bocciatura del bando proposto dal prefetto De Felice per la nomina del nuovo direttore generale: la griglia di requisiti scelta precludeva ogni possibilità di partecipazione al bando, a meno di non essere dotati di particolari competenze tecniche e di ben precise esperienze nel settore della gestione dei servizi aeroportuali. Nelle more, invece, la maggioranza deliberava la nomina ad amministratore delegato della società di handling della Sacal il consigliere Guadagnuolo, e se in passato per tale incarico non era mai stato previsto alcun compenso, ecco ora comparire una remunerazione fissata in 50mila euro annui.
A tal punto, Arturo De Felice ha ritenuto che non era possibile sopportare oltre: «Non sono venuto qui per fare da foglia di fico ai potentati locali», si lasciava sfuggire con i suoi più stretti collaboratori. Ciò detto, ieri mattina ha avuto un lungo incontro con il prefetto di Catanzaro, Luisa Latella, informandola della situazione e delle conseguenti determinazioni. Subito dopo De Felice è stato a Germaneto dove ha incontrato il governatore Mario Oliverio, il presidente della provincia Enzo Bruno e il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro. All'incontro, De Felice si è presentato in compagnia di un avvocato di fiducia dello studio romano Ripa di Meana e del presidente del collegio sindacale.
Dell'andamento dell'incontro esistono varie versioni, le accomuna il dato che non si è trattato di una “chiacchierata fra amici”. Richiesto dal governatore Oliverio di attendere ancora qualche giorno, il tempo necessario per un “chiarimento” tra i soci pubblici, De Felice avrebbe replicato presentando un documento, elaborato dai suoi legali, per la convocazione immediata dell'Assemblea dei soci e il conferimento al presidente dell'incarico di amministratore delegato nonché dei pieni poteri di rappresentanza dell'ente. Un documento subito sottoscritto da Enzo Bruno, presidente della Provincia, e da Giorgio Sganga, commissario della Camera di Commercio. È data per certa anche l'adesione del governatore Mario Oiverio, non potrebbe fare diversamente, mentre rimane da capire cosa farà il sindaco di Lamezia Paolo Mascaro.
Quanto sta capitando non fa che confermare gli enormi e certamente non incomprensibili interessi che ruotano attorno alla Sacal, già stravolta dal ciclone giudiziario che recentemente ha portato all'arresto del suo ex presidente e dell'ex direttore generale, in uno con pezzi del management della società.

 

(Pa.Po.)

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  • Occhiello L’asse lametino (in testa i soci privati Caruso) sfiducia nei fatti il presidente. Che è ancora senza poteri a un mese dall’insediamento. Intanto il suo bando per la nomina del dg viene bocciato e, per il rappresentante del comune di Lamezia arriva un costoso incarico. L’ex prefetto sbotta: «Non sono qui per fare da foglia di fico ai potentati locali»

CATANZARO «Commentando il rapporto Bankitalia sull’economia della Calabria nel novembre del 2015, il presidente Oliverio esultava, esaltando il lavoro della giunta regionale». È quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale della Calabria Wanda Ferro (Gruppo Misto). «Già all’epoca – sottolinea - avevamo contestato la capacità del governatore di cogliere i reali contenuti di quel rapporto, che evidenziava solo un rallentamento della caduta dell’attività economica, ed una timida ripresa comunque più debole rispetto al resto del Paese. Tutt’altro che un’inversione di tendenza, ma gli effetti di una congiuntura positiva che si è confermata nel 2016, secondo quanto spiegano gli esperti della Banca d’Italia, con un andamento del Pil che ha beneficiato dell’annata particolarmente positiva del settore primario e dell’afflusso di fondi pubblici legato alla chiusura del ciclo di programmazione comunitaria 2007-2013. Insomma, una Calabria che si era appena messa sulla giusta rotta, mentre le altre regioni già veleggiavano lontano dalla crisi». 
«L’ultimo rapporto – prosegue la consigliera regionale - evidenzia un rallentamento dell’economia regionale, che mantiene ampi i “divari negativi rispetto ai livelli pre-crisi”. Rilevano il continuo calo nel settore delle costruzioni e la diminuzione nel 2016 degli investimenti pubblici dopo il picco registrato nella fase di chiusura del ciclo di programmazione comunitaria 2007-2013. Cala anche un settore trainante dell’economia regionale quale quello dell’agricoltura, mentre la crescita delle presenze turistiche non sembra comunque evidenziare la capacità di cogliere in pieno le potenzialità del territorio.  Ma soprattutto è allarmante la situazione occupazionale, con un lavoro che diventa sempre più precario e a tempo parziale, e che esclude in maniera sempre più grave giovani e donne dal mercato. Non si può ignorare il dato dei “neet”: sono quasi 42 su cento i giovani calabresi che non lavorano, non studiano e non seguono un percorso di formazione per il lavoro, certificando così il fallimento delle politiche regionali dedicate, a partire dal programma Garanzia Giovani.  È naturale quindi – conclude Ferro - una considerazione: se il governo Oliverio ha avuto, un anno e mezzo fa, il merito di una ripartenza dell’economia, oggi deve assumersi, allo stesso modo, le responsabilità di questa brusca frenata. Uno stop certificato da Bankitalia, ma certamente percepito dai cittadini e da tutti gli attori economici del territorio.  Ma tutto va bene per chi abita i piani alti della Cittadella». 

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  • Occhiello La consigliere regionale attacca il governatore dopo la presentazione del rapporto Bankitalia sulla Calabria: certificato il fallimento di “Garanzia Giovani”
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