Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 14 Giugno 2017

CATANZARO «Dalla Calabria una risposta di grande civiltà e umanità, contro ogni forma di razzismo e xenofobia. Le 11 madri che hanno perso i loro bambini nell'ultimo naufragio, resteranno nella nostra regione. Il sindaco di Cariati, Greco, è pronto ad ospitare queste donne nel centro Sprar del suo Comune». Lo affermano Giovanni Manoccio, delegato della Regione per l'immigrazione, e Franco Corbelli, coordinatore del movimento Diritti civili, delegato della Regione per la tutela e la promozione dei Diritti umani. «La missione umanitaria è compiuta - prosegue la nota - un'altra importante battaglia di civiltà è stata vinta. Ancora una volta la Calabria si conferma terra di accoglienza e di solidarietà. Le 11 giovani madri (6 dell'Eritrea e 5 della Somalia) che hanno perso i loro bambini nell'ultimo naufragio e che erano sbarcate, due settimane fa, nel porto di Crotone assieme ai loro bambini, resteranno in Calabria, vicine ai loro figlioletti, sepolti nella città pitagorica e in altri piccoli cimiteri della provincia crotonese. Queste povere donne dovevano essere trasferite in altre regioni e allontanate per sempre dai loro bambini. Siamo riusciti a scongiurare questa disumanità. Dopo la prefettura, oggi abbiamo avuto dalla Questura di Crotone le ultime informazioni necessarie su queste 11 donne. Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per questo importante risultato che siamo riusciti ad ottenere lavorandoci ogni giorno dal momento dell'arrivo. È questa la nostra risposta di grande civiltà contro ogni forma di razzismo e xenofobia, contro quanti per raccattare qualche volto in più si scagliano, ignobilmente e senza alcuna pietà, contro gli immigrati, calpestando i più elementari principi di civiltà e umanità, arrivando finanche a criminalizzare le Ong che salvano in mare ogni giorno migliaia di vite umane». 

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  • Occhiello Il sindaco di Cariati, Greco, è pronto ad ospitare queste donne nel centro Sprar del suo Comune

CATANZARO «Non faremo accordi con nessuno. E rifiuteremo qualunque tipo di posizione di governo o sottogoverno. Per quanto mi riguarda dichiaro già l’indisponibilità assoluta a qualsiasi ruolo che non sia quello del semplice consigliere d’opposizione». Firmato Nicola Fiorita. La lettera pubblica inviata dalla piazza di Palazzo Fazzari dal candidato sindaco di Cambiavento ha un destinatario, Vincenzo Ciconte, ma per conoscenza arriva anche a Sergio Abramo. Sono loro due, infatti, che si giocheranno al ballottaggio il governo di Catanzaro. Fiorita rimarrà, volontariamente, sugli spalti.
L’ormai ex candidato sindaco getta quindi acqua sul fuoco delle speranze di Ciconte di ottenere da lui tanto un apparentamento vero e proprio (nel qual caso le liste che sostenevano Fiorita sarebbero state maggiormente rappresentate in consiglio comunale, in caso di vittoria di Ciconte) quanto un semplice endorsement pubblico. Abramo, invece, al massimo  aveva provato a chiedere ai sostenitori di Fiorita di votare per il suo programma anziché per quello di Ciconte, senza di fatto mai proporre a Fiorita un appoggio formale.
Il popolo del 24% che lo ha premiato alle urne è in piazza lì con lui per l’evento organizzato appositamente per dire grazie a tutti i sostenitori e ufficializzare la sua posizione. E Fiorita, a chi gli chiede chiarezza e coerenza con quanto detto e fatto in campagna elettorale, risponde con dovizia di particolari e spiega: «Non faremo accordi perché non ci sono le condizioni politiche per farlo. Ciò che non era possibile fare ieri, infatti, non è possibile che si faccia oggi. In questi mesi di lavoro abbiamo dato vita ad un modo di fare politica diverso dagli altri, puntando sulle persone e partendo dal basso».
Il boato di soddisfazione che accompagna le parole di Fiorita, quasi oscura il prosieguo del discorso: «Il cambiamento non si promette - dice il docente Unical - il cambiamento si pratica e si mostra. Staremo all’opposizione, dunque, ma non saremo indifferenti a ciò che accade nella nostra città. E poi, perdonate la franchezza, pensare che tutti i candidati siano uguali è una boiata pazzesca: i due candidati non sono uguali e per questo, io, il 25 giugno andrò a votare». Riferimento neanche tanto velato a chi in queste ore ha provato a mettere sullo stesso piano un sindaco uscente con tre consiliature già concluse alle spalle e un consigliere regionale che sarebbe al suo primo banco di prova a Palazzo De Nobili.
A chi, però, ieri aveva provato ad intestare un’eventuale sconfitta in caso di mancato apparentamento, Fiorita risponde con vigore: «L’esito finale non dipende da noi. Nessuno si permetta mai di darci responsabilità senza prima aver fatto i conti con le proprie di responsabilità. C'è stato tempo e modo per fare tutte le scelte possibili. Abbiamo parlato con tutti e manifestato disponibilità. Chi ha scelto altre strade non ci chieda qual è la fine di questa storia».
Prima di congedarsi dalla piazza gremita, Fiorita rilancia: «Alle centinaia di persone che mi hanno scritto chiedendomi di non mollare, rispondo: “Non mollate voi, noi abbiamo appena iniziato!”. E staremo li dove il risultato ci ha collocato: all'opposizione. Intransigente quando servirà e ragionevole quando sarà possibile. Una forza attenta e dialogante. Con una sola stella polare da seguire: il bene della città».
Sulle note de “Il meglio deve ancora venire”, Fiorita si concede un attimo di commozione, stretto nell’abbraccio dei suoi compagni di avventura, dei rappresentati delle tre liste che lo hanno sostenuto, dei suoi elettori e della sua famiglia. 

Alessandro Tarantino
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  • Occhiello L'ex candidato sindaco non si schiera per il ballottaggio: «Non voglio alcun ruolo, farò il consigliere d'opposizione. Il cambiamento non si promette, si pratica». Poi annuncia: «Il 25 giugno andrò a votare»

LAMEZIA TERME Isabella Ragonese (interprete di Mia) vince il Globo d'Oro 2017 Migliore attrice per il film “Il Padre d'italia”. «Quando un’attrice riesce, in una sola stagione, a proporre al pubblico le più disparate sfaccettature dell’universo femminile, partendo dal ruolo di madre inconsapevole, ebbene questa attrice merita il nostro riconoscimento». Queste le motivazioni del riconoscimento assegnato dall'associazione della Stampa Estera oramai giunto alla 57°edizione. La pellicola diretta dale regista reggino Fabio Mollo è stata sostenuta nella fase di post produzione dalla Calabria Film commission.
Due belle notizie, dunque, per la Calabria Film Commission. I due film calabresi (il corto “Penalty” di Aldo Iuliano, Miglior cortometraggio Globo d'Oro 2017 e la protagonsita de “Il Padre d'Italia” di Fabio Mollo), sostenuti dalla Fondazione, hanno ottenuti due prestigiose statuette.
“Il Padre d'Italia” ( uscito nelle sale il 9 marzo 2017) è il secondo lungometraggio firmato dal giovane regista reggino all'indomani del successo internazionale de “Il Sud è niente” (2013). Un'opera sostenuta, nella fase di post produzione, dalla Calabria Film Commission.
“Il padre d'Italia” (2017) è una pellicola generazionale sul passaggio dall’essere figli a diventare genitori con le delicate interpretazioni di Isabella Ragonese e Luca Marinelli (reduce dai successi di “Lo chiamavano Jeeg Robot” e “Non essere cattivo”) alla continua ricerca di loro stessi da ogni punto di vista. Girato tra Torino, Roma, Napoli, Reggio Calabria e Gioia Tauro, è scritto a quattro mani da Fabio Mollo e Josella Porto. Un “on the road” dei sentimenti, che scandaglia tematiche come l’essere genitori al giorno d’oggi, che si sofferma su chi vuole esserlo e non può per natura, e chi lo sta per diventare ma non lo desidera. Paolo (Luca Marinelli) ha 30 anni e conduce una vita solitaria, quasi a volersi nascondere dal mondo. Il suo passato è segnato da un dolore che non riesce a superare. Una notte, per puro caso, incontra Mia (Isabella Ragonese), una prorompente e problematica coetanea al sesto mese di gravidanza, che mette la sua vita sottosopra. Spinto dalla volontà di riaccompagnarla a casa, Paolo comincia un viaggio al suo fianco che porterà entrambi ad attraversare l'Italia e a coprire il loro irrefrenabile desiderio di vivere.
Fabio Mollo, regista e sceneggiatore nato a Reggio Calabria. Nel 2011 è tra i dieci giovani registi internazionali selezionati dal Festival di Cannes all’Atelier della Cinéfondation. Vincitore del Cinemaster Universal presso gli Universal Studios di Los Angeles (2010), del premio “Giovane Regista Italiano” dell’Istituto di Cultura Italiano di New York (2011) e del Nipkow Programm di Berlino (2013). Nel 2013, esordisce con “Il Sud è Niente”, suo primo lungometraggio di finzione, con Vinicio Marchioni, Miriam Karlkvist e Valentina Lodovini, prodotto dalla b24film. Nel 2015 esce “Vincenzo da Crosia”, il suo primo lungometraggio documentario. Tra il 2015 e il 2016 segue il regista Paolo Sorrentino durante le riprese della serie TV “The Young Pope”, prodotta da Wildside per HBO e SKY, finalizzando per loro conto il Behind the Scenes e un documentario dal titolo “The Young Pope – a Tale of Filmmaking”, candidato ai Nastri d'Argento miglior documentario 2017.

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  • Occhiello A lei va il premio come miglior attrice. Nuovo riconoscimento per il film di Fabio Mollo

COSENZA «Non possiamo essere complici di un paradosso. Chi ha raccolto le firme contro la Metro in piena campagna elettorale, ha detto di essere contrario e ha chiesto i voti sulla base della sua contrarietà alla realizzazione di questa opera, è il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto». È quanto afferma Carlo Guccione, coordinatore della Grande Cosenza. «Invece i capisaldi – continua Carlo Guccione - del programma elettorale della Grande Cosenza erano e sono ancora Metro tranvia, comune unico e nuovo ospedale. Per questo riteniamo sia stata giusta la firma dell’accordo tra Regione, Comune di Cosenza e Comune di Rende per la realizzazione di un’opera in grado di cambiare il volto della città dei bruzi e dell’intera area urbana». «Ad altri spetta spiegare – sottolinea Carlo Guccione - il cambio di opinione rispetto a quanto affermato durante le ultime Amministrative del 2016. Noi siamo orgogliosi di avere avuto ragione, di essere stati coerenti in campagna elettorale e anche dopo, impegnandoci perché si realizzasse la Metro tranvia a Cosenza».
«Altra cosa ancora, voglio dire ai miei colleghi Greco e Giudiceandrea, sono le mancate risposte ai problemi dei territori – puntualizza Carlo Guccione - da parte della giunta regionale. Ma rispetto a questo tema evito di ribadire la mia posizione, credo che sia nota a tutti».

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  • Occhiello Guccione mette nel mirino il sindaco: «Era lui a raccogliere le firme per il no durante le amministrative del 2016». Poi riserva una stoccata anche a Oliverio

COSENZA Il sindaco di Rende Marcello Manna mercoledì mattina ha presentato istanza alla Procura di Cosenza con la richiesta di dissequestro dell’area dell'ex Legnochimica. Una richiesta motivata – spiega il sindaco – «dalle urgenti attività tecniche che dovranno effettuarsi nelle prossime settimane. Attività che servono a preservare l’area da ulteriori incendi in attesa della bonifica. Ed è proprio per questo che giovedì mattina Carlo Tansi, dirigente del dipartimento Protezione civile regionale, ha convocato un’altra conferenza di servizi più tecnica per decidere su come si deve intervenire sull’area in questione».   
Intanto in Procura si attende l'informativa della polizia giudiziaria intervenuta sull'incendio nell'area dell'ex Legnochimica di Rende. Le fiamme, in particolare, avevano interessato una delle vasche in cui venivano raccolti i residui di lavorazione della fabbrica. Il sindaco di Rende Marcello Manna, con l'ordinanza emessa a tutela della salute dei cittadini, aveva disposto che non venissero  aperte le finestre, né consumati cibi esposti all'aria nel raggio di un chilometro di distanza dall'ex Legnochimica, area mai bonificata dopo la chiusura della fabbrica. Si attendono ancora i risultati di ulteriori rilievi effettuati dall'Arpacal, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente della Calabria. Nell'immediatezza dei fatti, venerdì scorso c'è stato un sopralluogo dello stesso sindaco Manna; del prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, e del procuratore della Repubblica, Mario Spagnuolo, che hanno fatto il punto della situazione concordando i provvedimenti urgenti da adottare. L'area in cui sorge lo stabilimento dell'ex Legnochimica non è stata mai bonificata malgrado i pericoli che possono derivarne per la salute pubblica. L'incendio è stato poi spento nella giornata di domenica. 

Mirella Molinaro
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  • Occhiello Il sindaco di Rende ha presentato istanza alla Procura di Cosenza. Nella zona devono essere condotte analisi per evitare incendi come quelli della settimana scorsa

CATANZARO «Siamo arrivati alla vigilia della scadenza per la presentazione delle domande, con una situazione che vede ancora migliaia di produttori impossibilitati a presentare le Domande uniche e Psr in quanto, anche stamattina, come ieri e tutti gli altri giorni, il sistema non funziona e non consente alcuna lavorazione». Giuseppe Mangone, che guida l’Anpa-Liberiagricoltori Calabria aggiorna l’allarme già lanciato martedì. Nulla è cambiato. «Al direttore di Arcea, Maurizio Nicolai – scrive –, avevamo ufficialmente chiesto di procedere così come è stato fatto  nella Regione Emilia Romagna, dove Agrea con un atto del dirigente ha assunto una determinazione, in data 26 maggio 2017, per tutelare i produttori emiliani che, per responsabilità di Sin, non potranno presentare in tempo le loro domande». Questa determina, spiegano dall’Anpa, «consente ai produttori di presentare una manifestazione d’interesse utilizzando un  modulo messo a disposizione da Agrea, nelle more della presentazione delle domande. Il direttore di Arcea ha risposto comunicando la propria indisponibilità a procedere in tal senso». 
Di seguito quanto ribadito dal presidente di Anpa – LiberiAgricoltori con un’ulteriore lettera. 

 

Gentile  dottor Nicolai, la ringrazio per la sua tempestiva, quanto, purtroppo, inutile risposta rispetto ai problemi posti.
Sapevo come lei che, raggiunto il 75% delle superfici lavorate in modalità geospaziale, era stata attivata la possibilità di operare in formato alfanumerico e di consentire la procedura di cui all’art. 72 del Reg. 1306/2013. Ribadisco che il 75% delle domande grafiche è stato raggiunto attraverso interventi di Sian, che, così come più volte denunciato, sono stati maldestri e illegittimi. Un vero e proprio colpo di mano contro tutti gli operatori dei Caa i quali si sono trovati validati fascicoli e stampate domande anche ai deceduti. Se, nel caos di questi giorni, un operatore distrattamente rilascia queste domande chi ne pagherà le conseguenze?
Così come Lei, ero anche a conoscenza della circolare Agea e della successiva circolare Arcea fatta sulla falsa riga di quella di Agea.
Naturalmente, non è questo in discussione. Quanto fatto va sicuramente apprezzato. Il problema è che il sistema informativo funziona a tratti e in maniera molto lenta e non consente né di stampare i fascicoli in modalità grafica né in modalità alfanumerica, neanche in maniera incompleta come dice la circolare. Pertanto, non si possono fare le domande in base all’art. 72 del Reg. UE 1306/2016. Nasceva da qui la proposta di fare come Agrea, per consentire di poter fare le domande anche dopo il 15 giugno senza penalità per gli agricoltori.
Prendiamo atto della sua indisponibilità a fare un provvedimento uguale a quello dell’Emila Romagna, in quanto, come lei afferma, «le contestazioni degli Audit dei servizi della Commissione non consentono oggi di reiterare provvedimenti borderline da un punto di vista regolamentare»,  e le chiedo quale altre soluzioni propone per affrontare questo problema e tutelare gli agricoltori calabresi che entro il 15 giugno non riusciranno a presentare le domande.
Ho avuto notizia che, oggi 14 giugno, presso Arcea si è tenuto un incontro con le organizzazioni professionali agricole, alla quale, puntualmente, lei ha ritenuto che l’Anap non dovesse partecipare. Pertanto, per far conoscere le posizioni e le proposte dell’Anpa-LiberiAgricoltori, (a nome dei circa 10.000  agricoltori associati) prendo atto che devo continuare a farlo attraverso la stampa.
Concludo ribadendo la necessità e il diritto di tutti gli agricoltori che non riusciranno a fare domanda entro il 15 giugno, a causa del mal funzionamento del sistema informatico, ad essere tutelati attraverso atti e provvedimenti concreti.

Cordiali saluti
Giuseppe Mangone

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  • Occhiello Va a vuoto la richiesta dell’Anpa ad Arcea di aiutare gli imprenditori alle prese con i malfunzionamenti del sistema. Nuova lettera a Nicolai: «Quali soluzioni immagina?»

CATANZARO «Eravamo convinti che la lunga riflessione di Vincenzo Ciconte conducesse a una riflessione sugli errori commessi – dalla candidatura di molti dei consiglieri uscenti del centrodestra alla continua opera di denigrazione di Sergio Abramo –, a una analisi più rispettosa della volontà dei cittadini che hanno premiato la buona amministrazione del centrodestra e una proposta politica e amministrativa improntata alla chiarezza, alla coerenza e al rinnovamento». È quanto dichiara la consigliera regionale Wanda Ferro.
«Ciconte e il Pd – continua – hanno tentato di ribaltare la sconfitta presentandola come una vittoria, plasmando e rigirando i numeri per dimostrare che, in fondo, la gioiosa macchina da guerra guidata dal centrosinistra è riuscita a fermare la travolgente avanzata di Abramo in una città storicamente moderata. Probabilmente Ciconte ha portato nel suo esercito molti soldati, che fino a qualche giorno prima stavano dall’altra parte della barricata, e che evidentemente sono riusciti a capitalizzare un risultato personale senza però riuscire a convincere i propri elettori a sposare una battaglia politica che molti avevano ritenuto, incautamente, già vinta. È chiaro che non ha funzionato il tentativo di replicare l’impresa di Mario Oliverio, che alle regionali ha imbarcato tantissimi esponenti provenienti dal centrodestra. Diversamente da quanto avvenuto alle regionali, la possibilità di dare un voto disgiunto ha travolto Ciconte, poiché gli elettori moderati, anche quelli legati da un rapporto di fiducia ad un candidato consigliere, hanno rifiutato di esprimere la propria preferenza per l’aspirante sindaco della sinistra. Una coalizione ‘moderata’ non può essere costruita a tavolino, unendo simboli e liste sulla carta, cercando di adattare a proprio piacimento storie politiche ben note ai cittadini, che non si lasciano abbindolare e sono molto più attenti di quanto pensi una sinistra autoreferenziale».
«I catanzaresi – aggiunge Ferro – hanno premiato la buona amministrazione di Abramo, la sua capacità di ascolto, la sua capacità di stare nei quartieri e dialogare con la gente, utilizzando lo stesso linguaggio e calandosi nei problemi e nei bisogni dei cittadini. Una capacità che gli viene riconosciuta da tutti e che, nel turno di ballottaggio, sarà certamente apprezzata anche da quella sinistra che non ha smarrito il senso autentico del sociale: per questo sarà proprio Sergio Abramo ad avere, al secondo turno, una ulteriore espansione dei consensi.  E’ difficile piuttosto credere che Ciconte possa trovare consenso nell’elettorato di Nicola Fiorita - al quale rivolgo i miei complimenti per l’ottimo risultato ottenuto - che rappresenta un patrimonio che non deve essere disperso, ma anzi valorizzato per ciò che ha rappresentato in termini di volontà di crescita della città e della qualità della politica. Sono certo che da parte di Fiorita e dei consiglieri eletti nel suo schieramento arriverà un contributo prezioso in termini di proposte concrete e di controllo rigoroso e responsabile dell’operato dell’amministrazione.  Penso che la sfida di dare vita ad una minoranza di qualità sarà la strada da perseguire per Fiorita, al quale non può essere chiesto oggi di fare da salvagente e condividere una responsabilità di governo con quello stesso centrosinistra che gli ha negato la possibilità di guidare la coalizione, chiudendosi a riccio di fronte alla possibilità di un rinnovamento della propria classe dirigente. Infine l’altro dato politico da evidenziare è quello dello sforzo di rinnovamento compiuto nelle liste a sostegno di Abramo. Anche qui, le urne hanno restituito plasticamente l’immagine di un centrodestra che si appresta a portare il Consiglio tanti volti nuovi e ben sette donne, e di un centrosinistra che ripropone sempre le stesse facce». 
«Ora – conclude – si tratta di completare la sfida del rinnovamento. La certa vittoria di Abramo al ballottaggio porterà aria fresca in Consiglio comunale, con una maggioranza fatta di soli sette uscenti e ben tredici new entry. Le sette donne, alle quali rivolgo un grande abbraccio per lo straordinario risultato conseguito, saranno energia nuova per la città».

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  • Occhiello La consigliera regionale commenta i risultati elettorali di Catanzaro. E critica le prese di posizione del candidato sindaco del centrosinistra: aver imbarcato soldati che stavano dall'altra parte della barricata non ha pagato
Mercoledì, 14 Giugno 2017 17:21

Bruni saluta la Procura di Catanzaro

CATANZARO Due giorni prima del suo insediamento ufficiale come procuratore capo della Repubblica di Paola, il magistrato Pierpaolo Bruni ha salutato gli uffici di Catanzaro nei quali ha lavorato per lungo tempo. «Abbraccio molti dei presenti coi i quali sono cresciuto dal 2000 ad oggi», ha detto nel corso di una cerimonia che si è svolta nei locali della corte d’Appello alla presenza dei rappresentanti di tutti gli Uffici del Tribunale del capoluogo.
«Grazie a tutti i colleghi dell’ufficio di procura di Catanzaro che mi hanno consentito di lavorare in un gruppo coeso, affiatato e, mi permetto di dire, di amici – ha detto Bruni nel corso del suo saluto –. Grazie al personale amministrativo che di questo gruppo è stato parte integrante. Un pensiero particolare va a un pilastro di questo gruppo che purtroppo non c’è più ed è Elena Drosi. Un grazie alla polizia giudiziaria che ci ha sempre supportato». Infine, un interrogativo, da inquirente, accompagna il neo procuratore di Paola: «Si poteva fare di più si poteva fare meglio? Abbiamo sempre preso la direzione giusta nelle investigazioni? Io la risposta non ce l’ho. Sicuramente ciò che ha orientato il nostro lavoro è stata la ricerca della verità». (aletru)

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  • Occhiello Il magistrato prenderà servizio a Paola come procuratore capo: «Qui lascio un gruppo coeso, affiatato, di amici»

VIBO VALENTIA I carabinieri della Stazione di Vibo Valentia, in esecuzione di un'ordinanza del gip del tribunale dei minori di Catanzaro su richiesta della procura, hanno arrestato il 16enne di Vibo che si era accusato dell'agguato fallito ai danni del padre, di 41 anni, avvenuto domenica 4 giugno scorso. La richiesta è stata dettata dalla necessità di evitare una reiterazione del reato.
Subito dopo la confessione non era stato adottato alcun provvedimento a suo carico. Il giovane aveva raccontato ai carabinieri di avere sparato per spaventare il genitore da lui accusato di maltrattamenti nei suoi confronti ed in quelli della madre.

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  • Occhiello Eseguita l'ordinanza del Tribunale dei minori. Era stato il giovane a confessare. Ai carabinieri aveva raccontato di aver colpito il genitore per fermare i suoi maltrattamenti
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