Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 15 Giugno 2017

CATANZARO Angelino Alfano ha fatto la sua scelta. E non è scelta che sia caduta su un personaggio “comodo”. Il ministero degli Esteri, per le nomine di sua competenza all’interno dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) ha chiesto la disponibilità di Nicola Gratteri. E il procuratore capo di Catanzaro ha accettato di entrare nell’orbita della struttura creata agli inizi degli anni 70 con il nome di Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa. Erano altri tempi, il dialogo tra Est e Ovest era complicato e l’organismo si proponeva di creare piattaforme di discussione tra due metà dello stesso continente che erano molto difficili. Ora i compiti sono cambiati e l’Osce si è adeguata al nuovo contesto di sicurezza che si è creato in Europa. E affronta nuove sfide. Per Alfano queste nuove sfide hanno bisogno del contributo di esperienza e capacità di Nicola Gratteri.
Il magistrato, però, ha chiesto due rassicurazioni prima di offrire il proprio assenso. La prima: non dovrà percepire alcuna retribuzione. Rinuncerà, così, al generoso gettone di presenza previsto per la partecipazione alle riunioni dell’organismo. La seconda: la rassicurazione che il suo impegno avverrà in totale autonomia. Nessuna “gabbia” politica attorno alle sue idee, solitamente molto esplicite. Il ministro ha accettato e adesso manca soltanto l’ufficialità prima di aprire questa nuova fase nel rapporto tra Gratteri e le istituzioni. Il magistrato che ha “rischiato” di diventare ministro nel governo Renzi diventerà una sorta di inviato speciale del governo offrendo il proprio contributo “scomodo” alle attività  dell’Organizzazione. Questioni di centrale importanza in un contesto storico profondamente mutato rispetto agli anni 70, come la lotta al terrorismo e alla tratta degli esseri umani. Temi, questi, nei quali l’esperienza investigativa di Gratteri potrà essere molto utile.  

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello Il procuratore capo di Catanzaro scelto dal ministro degli Esteri per rappresentare l’Italia nell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Il procuratore chiede di rinunciare al gettone di presenza
Giovedì, 15 Giugno 2017 21:58

Scontro tra Sorical e Coldiretti

COSENZA «Il presidente della Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, tira in ballo maldestramente la Sorical, e l’accordo transattivo in via di avanzatissima definizione con Acquedotto Lucano, per giustificare la mancanza di acqua per uso irriguo per gli agricoltori dell’Alto Jonio Cosentino». È quanto si legge in una nota della società di gestione delle condotte idriche calabresi. Nel corso di una telefonata l’amministratore unico di Acquedotto Lucano, Michele Vita, ha spiegato al commissario liquidatore di Sorical, Luigi Incarnato, che a causa della forte siccità che interessa tutto il massiccio del Pollino, la società ha messo in atto misure per contenere i consumi dell’acqua per uso irriguo e idropotabile. 
«Sono molto rammaricato per la posizione assunta dalla Coldiretti - afferma il commissario liquidatore Incarnato - il presidente Molinaro strumentalizza Sorical pur avendo partecipato all’ultimo incontro tra le due società a Trebisacce, nella sede del Consorzio di Bonifica e sapendo bene che, anche sulla base dell’accordo firmato dai due presidenti di Regione Mario Oliverio e Marcello Pittella davanti al ministro Martina, non solo si sono instaurati rapporti di massima collaborazione tra Sorical e Acquedotto Lucano, ma in quella sede è stato definito l’accordo transattivo che sarà firmato nelle prossime ore che chiude una querelle iniziata nel 2004».
Di tutt’altro tenore la lettura della situazione offerta da Coldiretti. Il presidente Molinari ha messo nel mirino Sorical in una nota di giovedì scorso: «La Sorical – scrive –, doveva firmare un atto di transazione, tra l’altro favorevole, per debiti pregressi, con l’Ente di Irrigazione Puglia e Lucania. Ci risulta che ad oggi, dopo sette mesi, questo non sia ancora avvenuto». Questa impasse (che, secondo Incarnato sarebbe destinata a terminare a stretto giro), per Coldiretti, potrebbe causare danni all’agricoltura.  

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  • Occhiello Gli agricoltori: «Il mancato accordo con l’Acquedotto lucano causerà problemi nell’Alto Jonio». Incarnato: «Molinaro strumentalizza la società di gestione delle risorse idriche. Sa bene che un’intesa è già stata definita»

ROMA Il museo di Reggio Calabria torna in mano a Carmelo Malacrino. «Il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar sui direttori dei musei, che da domani tornano in servizio. A ottobre decisione definitiva». Lo scrive su Twitter il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, commentando la decisione del Consiglio di Stato di sospendere le sentenze del Tar che annullavano la nomina di cinque direttori. I siti coinvolti sono il museo archeologico nazionale di Napoli, il museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, il museo nazionale archeologico di Taranto, le Gallerie Estensi di Modena e il Palazzo ducale di Mantova. Il merito si discute il 26 ottobre.La Sesta sezione del Consiglio, con le ordinanze 2471 e 2472, ha fissato per il 26 ottobre l'udienza pubblica per decidere con sentenza le questioni relative alla legittimità delle nomine dei direttori dei musei. «Considerata la mancanza di pregiudizio nei confronti dei ricorrenti vittoriosi in primo grado - titolari di incarichi che durante il corso del processo continuano a svolgere» i giudici – si legge nelle ordinanze hanno deciso «in via cautelare, che i direttori, le cui nomine erano state annullate dalle sentenze del TAR, riprendano a svolgere le loro funzioni in attesa della sentenza, a tutela della loro posizione lavorativa e retributiva (venuta meno con effetto immediato a seguito dell'annullamento del TAR)».

PECCATO PER LA PROGRAMMAZIONE ESTIVA «Sono molto felice di poter portare avanti un progetto di valorizzazione al Museo che stava dando risultati incoraggianti» commenta Malacrino «Mi spiace solo - aggiunge - degli effetti di questo stop sulla programmazione estiva , ma lavoreremo al massimo per recuperare». 

 

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  • Occhiello A dare l'annuncio su Twitter il ministro del Mibact, Dario Franceschini. Il direttore reintegrato: «Sono molto felice di poter portare avanti un progetto di valorizzazione al Museo che stava dando risultati incoraggianti»

CATANZARO Il Presidente della Regione Mario Oliverio, ha convocato per domani, nella sede della Presidenza regionale, a Catanzaro, i direttori generali e i commissari delle Asp e Ao, insieme al dirigente generale del Dipartimento Presidenza, Riccardo Fatarella. La riunione – si legge in una nota – è stata convocata con urgenza «dopo le preoccupazioni esposte nei giorni scorsi per la grave situazione che si è determinata nel servizio sanitario calabrese a causa dell'impasse amministrativo interno alla struttura commissariale, che ha bloccato di fatto le assunzioni indispensabili per il mantenimento dei servizi sanitari» e  alla luce del «permanere di una situazione di immobilismo». Obiettivo dell’incontro, «esaminare le criticità relative alla carenza di personale e saranno assunte le iniziative e i provvedimenti necessari a garantire i servizi essenziali».

LE PRECISAZIONI DI SCURA In serata, anche il commissario Scura ha diramato una nota per spiegare che le 1104 della cosiddetta “proposta Urbani” «andrebbero a sostituire sia il DCA 50/2017 che il DCA 134 del 20 dicembre 2016 che autorizzava 544 assunzioni (ormai effettuate) per un totale, quindi, di 1136 assunzioni. Tanto perché almeno sui numeri ci si capisca».

 

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  • Occhiello Direttori generali e commissari delle Asp e Ao, domani "a rapporto" dal governatore insieme al dg Fatarella.«Necessari provvedimenti per garantire i servizi essenziali»
Giovedì, 15 Giugno 2017 19:46

Marra e i clan, un rapporto da (ri)spiegare

REGGIO CALABRIA «Giudici non siate pigri». È questa la sintesi brutale della decisione con cui la Corte di Cassazione, pur respingendo una serie di doglianze difensive, ha annullato con rinvio il provvedimento di conferma dell’ordinanza di custodia cautelare emesso dal Tdl nei confronti dell’avvocato Antonio Marra. Motivo? Le poco elaborate argomentazioni con cui sono state rigettate alcune delle eccezioni presentate dai legali di Marra, gli avvocati Francesco Calabrese e Giovanna Araniti. Morale, adesso la posizione di Marra - fermato l’estate scorsa nell’ambito dell’operazione Fata Morgana con l’accusa di essere il braccio operativo di Paolo Romeo, elemento di vertice della ‘ndrangheta reggina - dovrà tornare di fronte ai giudici del Tdl, chiamati a meglio precisare i motivi della loro decisione rispetto a una serie di questioni.

NON VI LIMITATE AL COPIA E INCOLLA Primo, la presunta «mancanza di autonoma valutazione da parte del gip degli indizi». Per i legali di Marra, il gip avrebbe accolto supinamente le tesi della pubblica accusa, senza esprimere una propria valutazione al riguardo. Lagnanze cassate dal Tdl, che però – a detta della Cassazione – non ha saputo ben indicare « in quali punti, passaggi o pagine della ordinanza del gip possa rinvenirsi quella "autonoma valutazione" che la legge pretende».

IL NODO PERLA DELLO STRETTO Il secondo punto è più complesso. Si riferisce alla turbativa d’asta, secondo i magistrati messa in piedi da Romeo e Marra per “addomesticare”, secondo quanto stabilito dalla direzione strategica della ‘ndrangheta, l’acquisizione degli immobili all’interno del centro commerciale Perla dello Stretto. Una manovra in cui sarebbero stati coinvolti anche gli imprenditori Frascati e Tortorella.

I DUBBI DEGLI ERMELLINI Per la Cassazione «il contesto di commissione degli affari illeciti, la sottostante realtà della Provincia di Reggio Calabria e il presunto coinvolgimento della 'ndrangheta nella ripartizione di appalti, competenze e territori nel settore della grande distribuzione dei supermercati non risultano sufficientemente delineati». Allo stesso modo, secondo gli ermellini, sebbene su di lui penda già una condanna definitiva per concorso esterno, «non sono indicati in modo sufficiente gli elementi su cui si fonda la presunta appartenenza a settori della 'ndrangheta dell'avv. Romeo, individuato nel provvedimento come soggetto propulsivo di interessi criminali sul territorio».

LAGNANZE IGNORATE Per questo, secondo la Cassazione «non risulta pienamente riscontrata la sussistenza dell'elemento oggettivo del delitto di turbata libertà degli incanti (art. 353 cod. pen.)», tanto meno si rinviene alcun «riscontro circa l'effettivo condizionamento della gara per l'aggiudicazione dell'immobile ex GDM». Al Tdl che dovrà riesaminare il provvedimento, gli ermellini dunque “consigliano” di tenere conto in futuro di «due aspetti evidenziati dalla difesa e apparentemente tralasciati dall'ordinanza impugnata», quali «la presenza di Marra esclusivamente all'inizio della lunga vicenda» e «la mancanza di un accordo sinallagmatico nell'estate 2013 (così come indicato nell'imputazione) tra Chirico e Frascati in base al quale il primo rinunciava alle offerte avanzate per i locali della SICA e i rami d'azienda GDM e il secondo rinunciava alla sua presenza nel Centro Commerciale "Perla dello Stretto”».

LA POSIZIONE DI MARRA È DA SPIEGARE Indicazioni che però non limitano la facoltà dei giudici del Tdl, tanto che è la stessa Cassazione a sottolineare che «l'intera vicenda dovrà essere nuovamente analizzata». La partita dunque è ancora aperta. Ma cos’è che non ha convinto la Suprema Corte? «La motivazione dell'ordinanza – si legge nel provvedimento - se è convincente nell'individuare l'obiettivo principale perseguito dal duo Chirico/Romeo ("controllo dell'esercizio commerciale ed estromissione di Noto dall'area villese"), non lo è affatto nell'attribuire a Frascati l'accordo su questo punto, senza considerarlo uno "sconfitto" in una controversia imprenditoriale, così come nel ritenere Marra "pienamente coinvolto nella trattativa"». Toccherà al nuovo Tdl spiegarlo meglio.

CHIARIMENTI SULL’ASSOCIAZIONE SEGRETA Allo stesso modo, i giudici dovranno chiarire perché condividano la tesi dell’accusa secondo cui Marra, insieme a Paolo Romeo, sarebbe elemento di peso di un’associazione segreta di stampo paramassonico. «Da una parte manca – sottolinea la Cassazione - ogni ricostruzione della struttura organizzativa della contestata associazione segreta, limitandosi l'ampia esposizione a descrivere singoli rapporti di amicizia o colleganza tra alcune persone; dall'altra le iniziative descritte, per la massima parte, non sono affatto attribuibili ad un gruppo organizzato, ma a singoli personaggi (in particolare Romeo e Marra), spesso attengono alla professione legale cui gli stessi sono dediti e, per di più, appaiono avere finalità lecite (o, quanto meno, non illecite)». Insomma, i giudici del Tdl non hanno saputo spiegare ai colleghi della Cassazione cosa sia e come operi l’associazione segreta e soprattutto perché quello di «mantenere l'avv. Paolo Romeo "baricentrico nella vita politica"» sia un progetto illecito. Tutte questioni che il Tribunale della Libertà dovrà affrontare con attenzione, anche perché – dice la Cassazione – «l’annullamento coinvolge anche la valutazione in punto di scelta delle misure cautelari».

Alessia Candito
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  • Occhiello La Cassazione chiede ai giudici del Tdl di argomentare meglio la decisione di non concedere la libertà all’avvocato indagato nell’operazione “Gotha”. Chiesti chiarimenti sull’appartenenza del legale e di Romeo all’associazione segreta
Giovedì, 15 Giugno 2017 19:01

Reggio, 64enne arrestato per stalking

«La Polizia di Stato svolge un lavoro quotidiano di monitoraggio delle criticità del territorio. Oggi i casi più diffusi di violenza di genere si verificano all’interno delle mura domestiche. Si tratta di episodi non segnalati per paura o scarsa consapevolezza. La violenza intra-familiare si verifica a volte in contesti familiari insospettabili e rimane spesso sconosciuta, salvo manifestarsi e irrompere allo scoperto negli episodi di violenza estrema. Si tratta di un problema sociale e culturale ancora radicato che per essere debellato necessita di una nuova cultura improntata sulla  legalità e sull’educazione. Le vittime di stalking e di violenza di genere devono trovare il coraggio di denunciare quanto da loro subito». Questo il commento del Questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, a seguito dell’arresto in flagranza di reato di uno stalker. Nel dettaglio, personale della Polizia di Stato in servizio presso l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Reggio ha proceduto all’arresto in flagranza del reato di atti persecutori aggravato dal mezzo telematico di un 64enne con diversi precedenti penali tra cui reati contro l’immigrazione clandestina e il patrimonio e con divieto detenzione di armi, munizioni e esplosivi. Lo stalker è stato arrestato a seguito di un’accurata operazione di polizia nella quale si è accertato che l’uomo stava perseguitando da molte settimane una giovane italiana. La donna riceveva oltre 300 messaggi indesiderati ed era oggetto di continui appostamenti sotto casa e nel luogo di lavoro. In passato si erano inoltre verificati episodi di violenza ed in un’occasione la persecuzione dello stalker era sfociata in una violenta aggressione fisica per strada nel corso della quale la donna è stata scaraventata per terra, davanti agli occhi increduli e terrorizzati dei figli. Le percosse procuravano alla vittima ecchimosi e contusioni in varie parti del corpo che richiedevano l’intervento del presidio sanitario. L’uomo è stato arrestato dal Nucleo Volanti della Questura di Reggio Calabria mentre stava per inviare l’ennesimo sms molesto alla vittima, che ha sporto formale querela dei fatti alle forze dell’ordine. L’Autorità giudiziaria competente ha disposto per l’uomo gli arresti domiciliari. L’intero intervento è stato gestito con il protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite), la procedura che ormai da tempo consente agli equipaggi di Polizia, chiamati dalle sale operative ad intervenire su casi di violenza domestica e di genere, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso contesto. Tutto questo attraverso una procedura che prevede la compilazione di checklist che, anche in assenza di formali denunce, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni, consentono di tracciare situazioni di disagio con l’obiettivo di tenerle costantemente sotto controllo e procedere all’arresto nei casi di violenza reiterate.

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  • Occhiello Da diverse settimane l’uomo perseguitava una giovane a cui ha inviato circa 300 sms indesiderati. L’appello del questore: «Le vittime trovino il coraggio di denunciare»

SOVERATO La Summer Arena per il sociale. Riconosciuta dai maggiori produttori come una delle dieci strutture più importanti d’Italia, ad appena l’inizio della sua seconda annualità, organizzata e gestita dalla Esse Emme Musica e consapevole della sua capacità di attrattiva nei confronti dei giovani e della possibilità di raggiungere un pubblico sempre più vasto, la Summer Arena ospiter al suo interno e nelle aree in prossimità della struttura l’Avis perché la sezione provinciale catanzarese possa promuovere anche durante la stagione di spettacoli la donazione del sangue. L’accordo fra i protagonisti di questa bella iniziativa – Esse Emme Musica, Avis Catanzaro e Comune di Soverato -, è stato illustrato questa mattina al Palazzo della Provincia.
Ospite di casa la dirigente Rosetta Alberto, e sottolineata a più riprese l’importanza dell’interazione fra pubblico e privato che permette che progetti come la Summer Arena, con appuntamenti con la musica dal vivo imperdibili e per tutti – in particolare da parte del sindaco di Soverato, Ernesto Alecci, presente in rappresentanza del Comune jonico insieme al consigliere con delega a Turismo Cultura e Spettacolo Emanuele Amoruso –, la collaborazione è stata spiegata dallo stesso Franco Pietro Parrottino, presidente dell’Avis provinciale catanzarese.
«Si tratta di un esperimento che ci permetterà una diretta comunicazione con i giovani – ha detto Parrottino –. Quelli della Summer Arena sono eventi per tutti, ma capaci di richiamare soprattutto i giovani: cerchiamo di sfruttarli utilizzando un nuovo modo di comunicare. Partendo dalla collaborazione con la Esse Emme Musica che già da qualche tempo ci supporta, abbiamo subito sposato l’idea della Summer Arena per il sociale con Avis. Saremo all’interno e al di fuori della struttura  – ha spiegato – con la promozione e cercheremo di rubare degli spazi anche per noi per promuovere la donazione, specie in questa campagna particolare, estiva, di emergenza sangue». «L’emergenza in realtà non finisce mai – ha aggiunto il presidente Avis –, le eccellenze della chirurgia chiedono sempre più donazione di sangue, per questo stiamo promuovendo la donazione periodica, costante».
«La Summer Arena sta crescendo, e già al suo secondo anno presenta molte novità – ha detto Maurizio Senese della Esse Emme Musica –. Abbiamo firmato contratti con artisti nazionali e internazionali, oggi, però, abbiamo siglato il contratto più importante: non si parla di spettacolo, ma si parla del sociale. La Summer Arena sposa questo progetto e la cosa ci inorgoglisce, me, la Esse Emme Musica e tutti i suoi collaboratori: pensare che questo tipo di promozione possa riuscire a portare anche solo una persona in più a donare del sangue e contribuire a salvare una vita, è un successo che non ha eguali».

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  • Occhiello Intesa per promuovere la donazione del sangue nel periodo degli spettacoli

RENDE La prosa è lunga e articolata, come si conviene ai documenti che debbono solo creare una cortina fumogena a protezione di accordi e inciuci politici difficilmente digeribili. Anzi, più è indigeribile l’inciucio, più deve essere adeguata la cortina fumogena. È il caso delle tre pagine vergate dal sindaco di Rende Marcello Manna per mimetizzare la sostanza dell’accordo politico, in omaggio al quale si rende necessario quello che il suo documento condensa nelle sue ultime tre righe: «ll sindaco si impegna ad azzerare la giunta, i ruoli istituzionali e di governo attivi e ad avviare con le forze che condividono tale percorso il nuovo assetto istituzionale».
Quale il “percorso” Manna non lo indica in termini politici ma, anche qui, ricorre a un libro dei sogni dove c’è di tutto, dalla pista ciclabile alla conurbazione Cosenza-Rende-Arcavacata, dall’ospedale alla rete fognaria. Insomma di tutto e di più, sia pure in ordine sparso e con un generico riferimento al fatto che attorno a tale progetto si sarebbero «già materializzate le più ampie convergenze tra le forze istituzionali».
Quali siano queste “forze istituzionali” e chi le abbia rappresentate al tavolo il documento del sindaco Manna non lo dice. Unico dato certo è che quel documento nasce da una sinergia (politica?) tra Marcello Manna e la deputata Enza Bruno Bossio.
Sempre lodevole l’incontro tra due mondi politici, ma nella fattispecie si tratta di stravolgere il risultato uscito dalle urne appena tre anni prima, quando Manna ha chiesto i voti ponendosi come alternativa al Pd e al centrosinistra strappandogli quello che per una vita è stato il feudo della famiglia Principe. Adesso, con un colpo di mano, il sindaco ha intenzione di cambiare l’attuale maggioranza, che pure circa tre mesi fa ha sottoscritto un accordo programmatico in forza del quale Manna aveva assegnato le deleghe di due assessorati e il ruolo di presidente del Consiglio ad “Alternativa Popolare”, mentre un altro assessorato è andato a “Forza Italia” e un’altro a “Rende bene Comune”. Non poteva pensarci tre mesi prima a questo “percorso” innovativo?
E soprattutto, con quali forze Manna intende inaugurare questa nuova fase? Forse con spezzoni che invece di un riferimento politico hanno una comune “appartenenza” a gruppi di potere? Se così fosse l’accordo si trasformerebbe in una sorta di “poltronificio” destinato a offrire un posto al sole a chi, come i consiglieri di minoranza Verre e Cuzzocrea, sono reduci dall’infruttuosa candidatura a sindaco in contrapposizione a Manna. Certo, sarà difficile spiegare come si fa a nominare assessori due antagonisti che, in campagna elettorale, hanno seguito una linea di attacco decisamente alternativa al programma dell’attuale primo cittadino. Proprio per questo serve un cortina fumogena capace di ammantare di larghe intese un accordo locale dagli obiettivi ancora tutti da chiarire.
E qui, sostengono in molti, c’è da cercare lo zampino di Nicola Adamo e dell’onorevole Bruno Bossio. Entrambi avrebbero indicato il loro uomo a garanzie dei futuri assetto rendessi in Fabrizio Totera al quale andrebbe uno degli assessorati “a garanzia”. L’altro verrebbe riservato a Maria Francesca Corigliano, esponente di spicco del centrosinistra cosentino, rimasta a bocca asciutta dopo il tramonto dell’ipotesi di una chiamata da parte di Mario Oliverio in giunta regionale.
Così anche Oliverio finisce cooptato nel “percorso” annunciato dal sindaco Manna. Potrebbe non bastare e potrebbe mettersi di traverso, rispetto al progetto Adamo-Manna proprio il Pd o meglio quel che resta dell’ala renziana del Pd attorno al segretario regionale Ernesto Magorno. Una eventualità che verrebbe scardinata con un ritorno della triade cosentina dalle parti della sinistra bersaniana e sotto l’ombrello di Giuliano Pisapia. Fantapolitica? Basterebbe chiederlo all’avvocatessa Anna Falcone, amica ed ex componente dello studio legale Manna oggi esponente di primo piano del rassemblement che sta nascendo a sinistra del Pd. Nelle scorse settimane, grazie ai suoi buoni uffici, Marcello Manna è salito a Roma per un incontro proprio con l’ex sindaco di Milano. Ci è andato da solo? Non proprio, lo avrebbe accompagnato Enza Bruno Bossio. A pensar male si fa peccato, ma molto spesso...

red. pol.

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  • Occhiello Il sindaco di Rende e la deputata del Pd intensificano la collaborazione e pensano a un futuro con l'ex primo cittadino di Milano. Obiettivo: spostare a sinistra l'asse della giunta a Rende e spingere fuori i partiti che sconfissero il fronte Principe

CATANZARO È comparso oggi davanti ai giudici del Tribunale della Libertà di Catanzaro Leonardo Sacco l'ex governatore della Misericordia arrestato dalla Dda di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta Jonny sulla gestione del centro d'accoglienza Cara di Isola Capo Rizzuto. Sacco, assistito dall'avvocato Giancarlo Pittelli, ha chiesto e ottenuto di rilasciare in aula spontanee dichiarazioni. Un intervento breve in cui l'ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto ha sostenuto di essere estraneo ai fatti che gli vengono contestati e, soprattutto, di essere estraneo a qualsiasi patto associativo. La Procura di Catanzaro, rappresentata dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e dal sostituto Domenico Guarascio, ha portato all'attenzione dei giudici nuovi elementi a carico di Sacco tra cui alcune intercettazioni. I giudici si sono riservati la decisione sulla richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa di Sacco.

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  • Occhiello L’ex governatore della Misericordia coinvolto nell’inchiesta sul Cara di Isola Capo Rizzuto è comparso davanti ai giudici del Tribunale della Libertà, che si sono riservati di decidere sulla richiesta di scarcerazione

Riceviamo e pubblichiamo:

Il percorso di ripristino delle condizioni di legalità nel settore degli alloggi popolari rischia di trasformarsi in un drammatico paradosso. Da quanto è emerso fino ad oggi, l'amministrazione comunale ha preferito agire in via principale al recupero di alloggi da assegnare attraverso lo sgombero di famiglie occupanti senza decreto di assegnazione. Sono stati già annunciati 18 imminenti sgomberi dei quali nulla è emerso circa le condizioni economico-sociali delle persone che dovranno abbandonare con la forza gli alloggi occupati, né tantomeno si ha notizia delle misure che verranno adottate per le famiglie "abusive" in condizioni di particolare vulnerabilità, secondo quanto previsto dalla delibera di Consiglio comunale n. 3 del 10 febbraio scorso. In tutta questa smania di legalità proclamata, con protocolli e tavoli su ordine e sgomberi, sembra infatti si voglia volutamente ignorare che spesso, anche se non sempre, l'occupazione abusiva degli alloggi popolari è stata dettata proprio dalla negazione del diritto alla casa e dalla parziale applicazione della legge regionale 32/96, in particolare dalla persistente assenza di verifiche dei requisiti sugli assegnatari. È da ribadire ancora una volta che un assegnatario di un alloggio popolare infatti non è per sempre ma soltanto fintantoché persistono le condizioni di necessità dettate dalla legge regionale. Ed ecco dunque il paradosso: l'amministrazione comunale sembra voglia colpire in via prioritaria chi ha occupato un alloggio per un effettivo ed urgente bisogno abitativo al quale lo stesso Comune non ha dato alcuna risposta e non chi invece mantiene un'assegnazione pur avendone perduti i requisiti di necessità, violando di fatto la principale finalità della normativa sugli alloggi popolari, volta alla tutela del diritto alla casa per le fasce sociali a basso reddito, tutela prevista dalla nostra Costituzione e dalle Convenzioni internazionali che, secondo il nostro ordinamento, sono al di sopra di qualsiasi altra norma interna di grado inferiore.  La parola "sgomberi" del resto non può che evocare alla memoria le azioni di forza perpetrate nel non lontano ottobre 2014, quando alcune famiglie prive di reddito e di una casa, furono sgomberate da alcuni alloggi popolari non abitati dagli assegnatari e lasciate letteralmente per strada. Per una famiglia in particolare, con quattro figli minori e in possesso di un decreto di assegnazione provvisoria, le forze dell'ordine effettuarono comunque lo sgombero, lasciando la famiglia a dormire in macchina per mesi, azione per la quale è oggi in corso una richiesta di risarcimento danni nei confronti del Comune. In quella situazione l'unica alternativa data alle famiglie con un effettivo bisogno abitativo, fu la proposta di separare la famiglia con il trasferimento dei minori e delle madri in una comunità di accoglienza a Cosenza, senza alcun minimo criterio di umanità ma anche economico, considerati gli elevati costi delle strutture di accoglienza che avrebbero gravato sull'intera collettività. C'è da domandarsi quindi se la volontà dell'ammimistrazione comunale sia quella di punire in via prioritaria le classi sociali più vulnerabili e non invece chi lucra sul bisogno altrui, preservando coloro che mantengono un'assegnazione di un alloggio pur non avendo la necessità di abitarlo e che pertanto lo adibiscono ad altri usi. Il rischio non è aleatorio senza un censimento preventivo del bisogno abitativo e un razionale programma di azione basato sulla reale mappatura della situazione complessiva.
Preoccupati per questi eventuali rischi, l'Osservatorio per il disagio abitativo (costituito dal Comitato Solidarietà Migranti, Centro sociale Cartella, Centro sociale Nuvola rossa, associazione Un Mondo Di Mondi e società dei Territorialisti) e il  Movimento Reggio non Tace, chiedono al sindaco Falcomatà, all'assessora alle politiche della casa Angela Marcianò e all'assessora alle politiche sociali Lucia Nucera, informazioni pubbliche sullo stato di vulnerabilità delle famiglie che hanno già ricevuto un ordine di sgombero e le eventuali azioni di tutela del diritto all'abitare che saranno adottate. Le famiglie che dovessero trovarsi nelle condizioni di sgombero imminente e che hanno i requisiti per avere l’assegnazione di un alloggio  potranno rivolgersi all'Osservatorio per essere sostenuti in un percorso di tutela del diritto all'abitare.  A tal fine  sará organizzata a breve un'assemblea pubblica per affrontare il tema del diritto all'abitare e degli sgomberi annunciati. 
Non è mostrando i muscoli con le classi sociali più vulnerabili che si potrà risolvere l'annosa questione dell'inefficiente e illegale gestione degli alloggi popolari. 

OSSERVATORIO SUL DISAGIO ABITATIVO
Cristina Delfino , Giacomo Marino – Un Mondo Di Mondi 
COSMI
CSC Nuvola Rossa 
CSOA  Cartella 
Società dei TERRITORIALISTI 

REGGIO NON TACE 
Avv.to Nicola Santostefano

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  • Occhiello Sei associazioni considerano inadeguata la politica dell’amministrazione sugli alloggi popolari: «Colpiscono chi ha occupato case per un bisogno rimasto senza risposta da parte delle istituzioni»
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