Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 16 Giugno 2017

MILETO «Chi sa, parli». Questo il monito di mons. Luigi Renzo, vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, che si rivolge alla cittadinanza esortandola a farsi avanti per aiutare le indagini sull'omicidio di Francesco Prestia Lamberti, il 15enne ucciso a colpi di pistola da un amico coetaneo. Il presule ha aggiunto: «Avete visto gli striscioni che ricordavano questo ragazzo ma questo non serve a tranquillizzare le coscienze. Faccio mio l'appello della famiglia, chi sa parli, questo è il modo di essere coerenti con la nostra fede cristiana, non dobbiamo avere paura della verità, dobbiamo avere la capacità di assumere le responsabilità di quello che facciamo».    

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  • Occhiello Il presule invita la cittadinanza a farsi avanti per aiutare le indagini. Il 15enne è stato ucciso a colpi di pistola da un coetaneo

«Il ministro Angelino Alfano deve scegliere cosa fare nella vita: la politica dei due forni, che gli è tanto cara e che interpreta alla perfezione insieme ai suoi amici di partito calabresi, la rispediamo al mittente. Alla luce delle sue dichiarazioni, rilasciate agli organi di informazione calabresi, ci aspettiamo atti conseguenti. Non accettiamo alcun tipo di lezione, né sul piano politico, né su quello dell’efficienza amministrativa. A quali soldi non spesi dalla Regione fa riferimento? Quali le messe di finanziamento portate in Calabria dal senatore Gentile non sarebbero state utilizzate?». È quanto si legge in una nota del Pd calabrese, che affida la replica alle critiche di Alfano e Gentile al responsabile organizzativo del partito, Giovanni Puccio.
«Parole, parole liberate al vento – prosegue la nota – per piegare la funzione istituzionale ai propri interessi di parte. Assuma informazioni il ministro Alfano dalla sua collega di partito e di governo Beatrice Lorenzin su quali sono le condizioni della sanità in Calabria? Sa Alfano che, a causa dell’immobilismo del ministero alla Salute, da mesi la sanità calabrese è bloccata per via degli scontri dei due commissari, impegnati in uno incomprensibile rimpallo di responsabilità fra di loro e, nel frattempo, sono bloccate centinaia di assunzioni all’interno degli ospedali, i livelli minimi di assistenza non riescono ad essere garantiti e il diritto alla salute di milioni di calabresi irresponsabilmente compromesso? In quale paese dei balocchi vive Alfano, quando evoca i successi – chiede ancora Puccio – sul nosocomio di Praia a mare? Ricorda che è stato l’ex governatore Scopelliti, all’epoca compagno di partito di Alfano nel Pdl, a chiudere gli ospedali?».
«Ci risparmi, Alfano, le sue ridicole lezioncine. Non siamo magnanimi – è la conclusione – come il nostro segretario nazionale, Matteo Renzi, che è un autentico innovatore, altro che urlatore, un leader riformista riconosciuto in Europa e negli scenari politici internazionali: di cattivi maestri, dunque, non sentiamo proprio il bisogno».

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  • Occhiello Il responsabile organizzativo del partito calabrese, Giovanni Puccio, risponde così alle critiche del ministro degli esteri e di Gentile: «Ci risparmi le sue ridicole lezioncine, di cattivi maestri non sentiamo proprio il bisogno»

CROTONE Si sono concluse le indagini sull'omicidio di Antonella Lettieri, la commessa di 42 anni uccisa la sera dell'8 marzo scorso a Cirò Marina. Il sostituto procuratore della Repubblica di Crotone, Alfredo Manca, ha emesso l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di un unico indagato: Salvatore Fuscaldo, di 50 anni di Cirò Marina, vicino di casa della vittima, accusato di omicidio aggravato. Antonella Lettieri era stata uccisa nella sua abitazione a Cirò Marina con numerosi colpi alla testa sferrati con un corpo contundente e con alcune coltellate. Vengono dunque escluse le altre persone indagate nell'immediatezza del fatto, la moglie ed il figlio di Fuscaldo ed una terza persona che era considerata lo spasimante della commessa uccisa. Fuscaldo, che era stato fermato pochi giorni dopo il delitto, aveva poi confessato di aver ucciso la donna.

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  • Occhiello Il 50enne vicino di casa della vittima ha confessato l’omicidio, commesso a Cirò Marina la sera dell’8 marzo. Escluso il coinvolgimento di altre persone
Venerdì, 16 Giugno 2017 20:06

Minniti all'Unical, pronta la contestazione

CATANZARO «I direttori generali delle Aziende ospedaliere e territoriali si sono riuniti, con il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio e il dirigente generale del Dipartimento Tutela della Salute, Riccardo Fatarella, per esaminare la preoccupante situazione di stallo nel settore sanitario in presenza di un dissidio interno alla struttura commissariale in relazione all'assunzione di personale indispensabile per garantire i servizi». Lo riferisce una nota dell'ufficio stampa della giunta regionale. «Nel corso della riunione - riporta la nota - è stata esaminata la bozza di un decreto, rielaborato dal direttore generale del Dipartimento, tenendo conto delle due precedenti proposte formulate da parte del commissario e del sub-commissario per il piano di rientro. Tale rielaborazione si è resa indispensabile per superare i contrasti interni alla struttura commissariale e per rendere coerente (e quindi immediatamente applicabile) il decreto alle indicazioni e disposizioni ministeriali. Nel testo del nuovo decreto sono indicate, d'intesa con i rappresentanti delle Aziende ospedaliere e territoriali, le necessità di personale per fronteggiare l'emergenza e sbloccare l'iter delle assunzioni. Il direttore del Dipartimento Fatarella ha trasmesso in data odierna ai commissari Scura ed Urbani ed al Ministero della Salute la proposta del nuovo decreto. In caso di perdurante inerzia, il presidente della Regione, Mario Oliverio, come ha già preannunciato nei giorni scorsi, adotterà i necessari e consequenziali provvedimenti per affrontare una obiettiva e grave emergenza sanitaria ed i rischi che potranno determinarsi per la salute dei cittadini calabresi».

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  • Occhiello Il dg illustra la nuova proposta ai manager di Asp e Ao. Oliverio promette battaglia: «In caso di inerzia dei commissari adotterò i necessari e consequenziali provvedimenti»

LAMEZIA TERME Angelino Alfano sbarca in Calabria all’indomani di un risultato elettorale lusinghiero per Alternativa Popolare. Con percentuali che sfiorano la doppia cifra e un ruolo di primo piano conquistato a Catanzaro, dove Piero Aiello e Baldo Esposito trascinano Sergio Abramo al ballottaggio e offrono al sindaco uscente la concreta possibilità di una rielezione. Ci sono Scalea e Lamezia Terme tra le tappe di questa parentesi calabrese. Ma, nel breve soggiorno in questa regione del ministro degli Esteri, c’è anche spazio per un’intervista esclusiva rilasciata al direttore del Corriere della Calabria, Paolo Pollichieni, per la trasmissione Hashtag, che sarà trasmessa venerdì sera su Rtc (canale 17 del digitale terrestre) alle 20.55. Successivamente sarà possibile visionare la trasmissione sul nostro sito. «La Calabria – spiega il titolare della Farnesina – ci ha regalato un bellissimo risultato e io sono qui a portare avanti degli impegni che abbiamo assunto nel corso di questi anni. Mi riferisco alla vicenda dell’ospedale di Praia a Mare che grazie all’intervento della ministra Lorenzin e del sottosegretario Gentile ha avuto un lieto fine».
Alfano ha poi rivendicato la validità dell’offerta politica di Alternativa Popolare: «Io credo che il punto essenziale è che si può essere lottatori senza essere urlatori. Noi abbiamo dei leader che hanno utilizzato parole come ruspa e vaffa o rottamazione». Ogni riferimento polemico all’ex alleato Matteo Renzi è puramente voluto.
In questo quadro, dunque, assumono un ruolo centrale i moderati, «quelli che provano a offrire soluzioni concrete e praticabili». Rispetto alla prospettiva politica, il leader di Ap non ritiene esportabile a livello nazionale il “modello Palermo”, dove la coalizione che ha sostenuto il sindaco Leoluca Orlando andava dai moderati a Sinistra italiana. 
Avanti, insomma, con una linea di autonomia. «Qui in Calabria – dice Alfano – abbiamo la fortuna di avere una classe dirigente di spessore. D’Ascola, Aiello, Gentile sono personalità in grado di dare qualità alla nostra azione politica». Spazio poi alla scelta di nominare il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri nell’Osce, come rappresentante del governo italiano: «Nel 2018 avremo come Italia la presidenza dell’organizzazione della sicurezza per la cooperazione in Europa, io credo che l’esperienza del procuratore Gratteri sia straordinaria nella lotta alla criminalità e per questo gli ho chiesto di dare una mano al Paese nella cooperazione con l’Europa. Dal Csm è arrivato il nulla osta, per questo sono contento perché credo che potrà dare un contributo importante». Perché proprio Gratteri? «Sono stato ministro della Giustizia e ho una discreta conoscenza delle professionalità dei nostri magistrati». 
Quanto alle prospettive politiche, Alfano assicura non di voler alimentare ulteriori polemiche con il Pd targato Renzi: «Abbiamo lavorato duro in questi anni in cui siamo stati al governo: eravamo in recessione e ora registriamo segnali di crescita. Queste sono soddisfazioni che vanno oltre le delusioni».
La stoccata sulla Calabria arriva sul finale: «Gentile dice di avvertire la contraddizione di essere il sottosegretario che a Roma si batte per ottenere soldi per la Calabria e poi quello che qui si batte per ottenere che qui vengano spesi. Una buona politica non dovrebbe essere messo in questa drammatica contraddizione. Io spero che tutto ciò che viene dato alla Calabria venga speso fino all’ultimo centesimo».

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  • Occhiello Il ministro degli Esteri ospite della nostra trasmissione Hashtag: «Il sottosegretario Gentile si batte a Roma per ottenere fondi che poi rischiano di rimanere inutilizzati. Grazie al nostro impegno l'ospedale di Praia a Mare vivrà. La nomina di Gratteri all'Osce? È molto preparato» - VIDEO INTERVISTA INTEGRALE

COSENZA «Il business del falso danneggia e penalizza fortemente le nostre aziende. Basti pensare che solo nel settore della panificazione – più volte da noi denunciato – è cresciuto enormemente e ha raggiunto livelli allarmanti. Al peso già enorme di una crisi economica e finanziaria si aggiunge quello di una concorrenza sleale e dilagante: il danno è evidente e non riguarda solo le tantissime imprese del settore e i loro dipendenti, che svolgono la loro attività nel rispetto rigoroso delle leggi, ma anche la salute del consumatore visto che stiamo parlando di un bene primario come il pane». Ad affermarlo il presidente di Confapi Calabria, Francesco Napoli che oggi ha partecipato all’incontro sulla contraffazione promosso dal Mise presso la Prefettura di Cosenza. All’incontro, in cui sono stati presentati i dati del Censis sugli effetti nella Provincia di Cosenza, hanno partecipato anche Roberto Bonofiglio, amministratore delegato di PalaExport e delegato nazionale di Confapi, il maestro orafo Gerardo Sacco e l’imprenditore a capo di Uniorafi Sergio Mazzuca. 
Importante la testimonianza del maestro orafo Gerardo Sacco che ha raccontato la sua esperienza da imprenditore di un marchio conosciuto e, per questo, molto spesso copiato. «È un furto che, come altri reati, dovrebbe essere perseguito in maniera esemplare. Un furto perpetrato ai danni di un marchio faticosamente costruito in cinquant’anni di lavoro, frutto della reputazione di un’impresa che si è sempre distinta e si caratterizza per credibilità, innovazione, ricerca e creatività. Chi copia ruba profitti e lavoro a chi lavora all’insegna della qualità e per la qualità».
Per Roberto Bonofiglio, è soprattutto nel settore agroalimentare che si registrano le maggiori contraffazioni. «Dalla nostra esperienza nel campo dell’export e dell’internazionalizzazione abbiamo toccato con mano l’enorme quantità di prodotti alimentari spacciati per italiani e che invece non hanno nulla a che vedere con il nostro Paese. Le stime parlano di circa 60 miliardi di euro, con quasi 2 prodotti di tipo italiano su 3 in vendita sul mercato internazionale che in realtà non hanno nulla di Italiano».  
Sergio Mazzuca, imprenditore nel settore orafo e a capo della sezione Unionorafi di Confapi Calabria ha focalizzato la sua attenzione principalmente sul mercato degli abusivi che sembra dilagare nella città di Cosenza ed in provincia. «L'abusivismo – ha detto – è un problema serio sia per gli esercenti corretti, che subiscono una concorrenza sleale, che per gli utenti che acquistano in maniera impropria oggetti di dubbia provenienza».
Il presidente Francesco Napoli ha concluso: «Desidero ringraziare il Mise, il Censis e la Prefettura per aver voluto coinvolgere e ascoltare le esperienze e le testimonianze di Confapi Calabria su un tema di così stringente attualità e di grande interesse per le aziende. La partecipazione della nostra associazione datoriale assieme a prestigiosi imprenditori che fanno parte del nostro gruppo, è stato  per noi motivo di orgoglio e conferma l’importanza che le aziende associate di Confapi Calabria rivestono nel tessuto socio-economico della regione».

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  • Occhiello Il presidente regionale Napoli ha partecipato alla presentazione del nuovo studio Mise-Censis a Cosenza. La denuncia di Gerardo Sacco: «Il mio marchio danneggiato da fenomeno incontrollato»

REGGIO CALABRIA «Sono contento di poter ritornare a lavorare al MArRC». Con queste parole il direttore del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino, commenta la decisione del Consiglio di Stato di accogliere in sospensiva il ricorso del Mibact per bloccare gli effetti della sentenza del Tar del Lazio, con la quale erano state annullate le nomine dei direttori di alcuni musei italiani.
«Dobbiamo adoperarci molto per far ripartire la programmazione bruscamente interrotta - commenta Malacrino. Il Museo di Reggio non può mancare l’occasione di offrire ai visitatori, nel corso di questa stagione estiva e turistica, le migliori opportunità per ammirare le meraviglie del nostro patrimonio artistico e culturale, nel quadro più ampio di un paesaggio straordinariamente suggestivo. Abbiamo sempre operato alacremente per riuscire nei nostri intenti, e sono certo che metteremo tutto l’impegno possibile per recuperare il tempo purtroppo perduto. Voglio ringraziare tutti coloro che in questa fase mi sono stati vicino, soprattutto il personale del Museo che ha accolto con sollievo la decisione del Consiglio di Stato. Aspetto fiducioso negli esiti della vicenda e la sentenza di merito del prossimo 26 ottobre. Ora non resta che rimboccarci le maniche e riprendere con entusiasmo i tanti progetti avviati».

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  • Occhiello Il direttore del MarRc dopo la sospensione della sentenza del Tar disposta dal Consiglio di Stato: «Ci sforzeremo di riavviare la programmazione bruscamente interrotta»
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