Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 18 Giugno 2017
Domenica, 18 Giugno 2017 22:54

Oriolo, scoperti affreschi del ‘400

ORIOLO Durante i lavori di pulitura di un'area comunale ad Oriolo, nel Cosentino, sono stati scoperti una serie di affreschi, probabilmente un vero e proprio ciclo, e alcune strutture murarie e architettoniche. «Il sito - afferma Vincenzo Diego, assessore ai beni culturali del comune - è quello di un antico convento del Terzo ordine regolare di S.Francesco d'Assisi, il primo costruito in Calabria per iniziativa di fra Biagio Margioni nel 1439. Gli affreschi dovrebbero rappresentare, anche se gli addetti ai lavori non si sbilanciano, un ciclo pittorico con protagonista il Santo di Assisi, databili probabilmente tra la fine del 1400 e la prima metà del 1500. Molte le raffigurazioni da conservare al più presto e da restaurare. Un lavoro - prosegue - che dovrà vedere protagonisti più soggetti, la sezione archeologica dell'Unical, diretta da Giuseppe Roma, la Soprintendenza di Cosenza, quella calabrese e il Mibact. Una scoperta inaspettata per certi versi e interessante per quello che sta venendo fuori». 

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  • Occhiello Il rinvenimento nel corso dei lavori di pulitura di un’area comunale della cittadina cosentina

AMANTEA La Guardia costiera di Vibo Valentia Marina ha salvato tre naufraghi dopo che la barca sulla quale viaggiavano è affondata. È accaduto a 7 miglia dalla costa, nelle acque antistanti il porto di Campora San Giovanni a largo di Amantea. I tre hanno chiamato il numero di emergenza segnalando che la loro barca - di circa cinque metri - stava imbarcando acqua. Sul posto sono state inviate due motovedette della Capitaneria di porto. Telefonicamente una delle tre persone in difficoltà, ha fatto sapere che la barca era ormai affondata e che loro erano in acqua con i giubbotti salvagente indossati. Nonostante le avverse condizioni meteo marine, ed una forte corrente, i militari della motovedetta sono riusciti ad individuare i naufraghi ed a recuperarli a bordo. 

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  • Occhiello La motovedetta ha soccorso gli uomini che erano finiti in acqua dopo l’affondamento della loro imbarcazione al largo del porto di Campora San Giovanni

LAMEZIA TERME Non sono tardate ad arrivare le reazioni del mondo della politica e delle istituzioni all’intimidazione che ha subito la nostra collega Alessia Truzzolillo destinataria di una busta con un proiettile. Tra i primi ad intervenire il presidente del consiglio regionale della Calabria Nicola Irto che, in una nota, esprime «preoccupazione e ferma condanna per l’inquietante atto intimidatorio avvenuto ai danni della giornalista Alessia Truzzolillo». «Alla cronista del Corriere della Calabria, alla sua famiglia e all’intera redazione del giornale – prosegue - rivolgo piena solidarietà. Si tratta di una minaccia grave, che allarma soprattutto per la delicatezza e la complessità del lavoro che Alessia Truzzolillo svolge in un territorio difficile. Sono certo – aggiunge il rappresentante di Palazzo Campanella – che la magistratura e le forze dell’ordine compiranno ogni sforzo per fare luce nel più breve tempo possibile su una vicenda che riaccende i riflettori sui rischi a cui sono esposti gli operatori dell’informazione in Calabria. Ad Alessia Truzzolillo – conclude Irto – rivolgo l’invito ad andare avanti con la determinazione e la scrupolosità che hanno contraddistinto finora la sua attività professionale, senza cedere alle vigliacche minacce di quanti cercano di ostacolare il pieno dispiegarsi dei principi di democrazia che solo una stampa libera può garantire». «"Vigliacchi", non c'è altro modo per definire  coloro che hanno attuato il grave atto intimidatorio nei confronti della giornalista Alessia Truzzolillo, lasciando una busta con proiettile nel giardino dei suoi genitori». È quanto afferma, in una nota, il presidente della giunta regionale, Mario Oliverio. «Sono sicuro - prosegue la nota - che chi ha agito nell’ombra e in maniera così vile ha già fallito il suo obiettivo. Esprimo la mia vicinanza ad Alessia ed alla sua famiglia  e condanno duramente il deprecabile atto. Auspico che le forze inquirenti riescano ad individuare il prima possibile i responsabili». «Non è più accettabile – conclude il presidente Oliverio - assistere a simili gesti che mortificano un'intera comunità».
Anche Flora Sculco, consigliera regionale di “Calabria in Rete esprime «solidarietà alla giornalista Alessia Truzzolillo, per il vile messaggio di minaccia e a tutta la redazione del Corriere della Calabria». «Sono pronta a sostenere ogni iniziativa per ribadire l’importanza della libertà di stampa – aggiunge Sculco - che è culturalmente, prima ancora che politicamente, strategica in una fase istituzionalmente convulsa e socialmente difficile qual è quella che la nostra regione  sta attraversando. Per andare oltre il disorientamento generale del nostro tempo, il lavoro dei giornalisti calabresi è prezioso per qualsivoglia progettualità di sviluppo nella legalità. La Calabria delle intimidazioni alla libertà di stampa - finisce Flora Sculco -  è la Calabria che cova rancore e non accetta la verità, ma deve rassegnarsi. Alessia, per fortuna non è sola. Ha con sé una redazione battagliera e coraggiosa, ma non dubito che anche la Calabria perbene sia tutta accanto a lei e in questo frangente chiede che si faccia di tutto per individuare i responsabili di questa vergognosa intimidazione».
E il consigliere regionale Mario Magno sottolinea la « ferma condanna per il vile gesto intimidatorio perpetrato ai danni della giornalista del Corriere della Calabria, Alessia Truzzolillo». «La libertà d’informazione - osserva Magno - non può essere ostacolata da simili deprecabili episodi che devono essere assolutamente ripudiati da tutta la comunità calabrese. Mi auguro che le forze inquirenti facciano piena luce sull’episodio e invito tutta la redazione del Corriere della Calabria e la giornalista Alessia Truzzolillo a continuare nel loro attento lavoro a beneficio della collettività». Anche la parlamentare del Pd Stefania Covello ha inviato un messaggio: «Solidarietà umana ed istituzionale alla giornalista Alessia Truzzolillo vittima di in vile atto intimidatorio. La libertà di stampa è indicatore fondamentale della qualità della democrazia. L'auspicio è che si faccia piena luce sull'inquietante episodio e che  dalle autorità competenti venga assicurato alla Truzzolillo di poter svolgere il proprio lavoro».
Mentre i deputati  Jole Santelli e Roberto  Occhiuto di Forza Italia e il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, esprimono «convinta e piena solidarietà ad Alessia Truzzolillo, apprezzata cronista del Corriere della Calabria, alla redazione e al direttore Paolo Pollichieni per il vile e gravissimo atto di intimidazione subita, con l'invio di un proiettile per busta». «Ognuno nelle nostre sedi - dicono i due deputato e il sindaco - che sono  il Parlamento e l'Anci, ci impegneremo affinché venga fatta luce su questo grave episodio e venga assicurata la massima sicurezza ai giornalisti di un quotidiano online prestigioso e libero». 
Un messaggio giunge anche dalla sottosegretaria ai Beni culturali Dorina Bianchi: «Solidarietà ad Alessia Truzzolillo per il vile atto intimidatorio ricevuto. La libertà di stampa è un caposaldo di uno Stato democratico che difendiamo senza se e senza ma. La condizione dei giornalisti minacciati dalle mafie richiede interventi urgenti. Il governo, con l’approvazione della relazione della Commissione Parlamentare Antimafia, ha preso un chiaro e preciso impegno in questo senso con un gesto concreto per aiutare i giornalisti a tenere la schiena dritta e a non cedere alla paura. Come propone la relazione è necessario introdurre al più presto l’aggravante dei reati commessi dai mafiosi nei confronti dei giornalisti o la creazione di condizioni di maggiore sicurezza economica soprattutto nei territori marginali». 
Dal parlamentare del Partito democratico Ferdinando Aiello arriva una nota di sostegno: «Sappia chi ha ritenuto di spaventare Alessia Truzzolillo che il tentativo andrà a vuoto. Perché è una cronista coraggiosa e, soprattutto, non è sola. Faremo di tutto perché su questo gesto vigliacco sia fatta chiarezza».  
E il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno con un tweet esprime «la mia vicinanza e quella del Pd Calabria alla giornalista del @CorrCalabria che ogni giorno svolge un lavoro prezioso per la nostra regione». «La segreteria regionale e il partito tutto – scrive Magorno in un breve messaggio – sono vicini ad Alessia Truzzolillo, la giornalista de “Il Corriere della Calabria” che in queste ore è stata destinataria di un inquietante messaggio intimidatorio. Siamo tutti con Alessia e con la sua testata, assolutamente fiduciosi nell’azione delle forze dell’ordine e magistratura e certi che questa vicenda non inciderà nella determinazione di una professionista dell’informazione».
Come il consigliere regionale del Pd Antonio Scalzo che in una nota, esprime «ferma condanna per il vile atto intimidatorio e piena solidarietà alla giornalista Alessia Truzzolillo e a tutta la redazione del Corriere della Calabria». «Desta preoccupazione - afferma l'esponente politico - la grave minaccia alla sicurezza della cronista lametina, destinataria di un messaggio tanto vigliacco quanto sfrontato e allarmante. Credo che attorno al tema della liberta' di informazione in Calabria e delle ripetute minacce ai giornalisti si debba fare fronte comune, senza divisioni di sorta, a tutela della salvaguardia di un diritto costituzionale, quello garantito dall'articolo 21, che incide direttamente sulle libertà democratiche dei cittadini. Quanto accaduto ad Alessia Truzzolillo è un episodio che indigna e su cui auspico un celere accertamento delle responsabilità da parte delle autorità inquirenti. Alla giornalista del Corriere della Calabria rivolgo un invito ad andare avanti nel suo lavoro, nella consapevolezza che non resterà sola e che la parte sana della Calabria saprà fare quadrato attorno a chi, come lei, si batte quotidianamente per la riaffermazione dei principi di legalità e democrazia nella nostra regione».
Solidarietà anche dal consigliere regionale del gruppo Democratici e progressisti Arturo Bova: «Alla giornalista del Corriere della Calabria Alessia Truzzolillo e a tutta la redazione del giornale giunga la mia più sincera solidarietà e vicinanza per il vile gesto subito. Comprendo bene lo stato d’animo di queste ore di Alessia Truzzolillo, per questo rivolgo innanzitutto ai suoi cari un appello a sostenerla nel suo lavoro con ancora più convinzione, affinché lo strumento della paura non possa avere alcun effetto. Sono comunque sicuro che Alessia Truzzolillo non si farà intimidire da questo deprecabile gesto. L’ennesima intimidazione ai danni di un giornalista in Calabria mette in evidenza quanto lavoro ci sia ancora da fare nella nostra regione per eradicare il metodo mafioso dalla vita di tutti i giorni».
Sempre dal Pd arriva la solidarietà dal capogruppo in seno al Consiglio Sebi Romeo. «Ancora una volta – afferma -  ancora una giornalista, ancora un attacco alla libertà di stampa. La grave e vile intimidazione subita da Alessia Truzzolillo riporta al centro del dibattito una delicatissima questione per il nostro ordinamento democratico; l’esigenza di tutela del diritto all’informazione. Già in passato ho interessato il Consiglio Regionale su questa tematica ed intendo procedere con ulteriori atti che possano diventare utili strumenti di garanzia per chi svolge liberamente la professione giornalistica». «Ad Alessia ed alla redazione – prosegue Romeo - il mio sostegno e la mia solidarietà, so per certo che non sarà un gesto vigliacco a fermarne lo spirito di abnegazione verso il diritto ed il dovere di informare e di informarsi. Nell’attesa che i colpevoli vengano individuati, mi auguro di poter incontrare quanto prima i vertici regionali dell’ordine dei giornalisti e del sindacato di categoria per poter discutere delle esigenze di cui la politica si può occupare».
«Il grave atto intimidatorio perpetrato ai danni della giornalista del Corriere della Calabria Alessia Truzzolillo – ha affermato Wanda Ferro, consigliere regionale del Gruppo Misto - suscita rabbia e sdegno, e merita la ferma e decisa condanna di tutti i calabresi. Si è trattato di un gesto vile e odioso, ancor più perché volto a turbare la serenità degli affetti familiari, compiuto nei confronti di una giornalista competente, che svolge quotidianamente un lavoro difficile e sempre ispirato a quei principi di rigore professionale e libertà dai condizionamenti che devono caratterizzare una corretta informazione. È un episodio che si unisce alla lunga lista di intimidazioni nei confronti di giornalisti in Calabria, e che non deve essere in alcun modo sottovalutato». 
«Ad Alessia Truzzolillo, ai suoi cari ed alla redazione tutta del Corriere della Calabria – prosegue Ferro - esprimo con forza tutto il mio sostegno e la più incondizionata solidarietà e vicinanza, nella certezza che non arretrerà di un passo sulla strada del suo difficile quanto prezioso lavoro, continuando a perseguire, con il consueto coraggio, la ricerca della verità e la corretta e puntuale informazione del cittadino. Un lavoro – conclude - che deve essere difeso dalle istituzioni come dall'intera società civile, perché poter contare su una stampa libera ed indipendente è un fondamento irrinunciabile della democrazia». 
«Ancora una volta viene preso di mira vigliaccamente chi fa il proprio lavoro con passione e impegno e soprattutto in maniera onesta e trasparente, e che raccontando i fatti senza condizionamenti fornisce un servizio fondamentale alla comunità e alla democrazia». Sono parole del presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, che esprime la propria solidarietà alla giornalista Alessia Truzzolillo. «Un atto vile e sconcertante che colpisce una cronista preparata e coraggiosa e tutta la redazione del Corriere della Calabria, diretto da Paolo Pollichieni, ai quali si estende la vicinanza mia e dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro – ha detto ancora il presidente Bruno –. La solidarietà non basta, ne siamo consapevoli: serve la concreta vicinanza delle istituzioni nella legalità e nella correttezza dell’operato amministrativo e politico. Siamo certi che gli inquirenti e le forze dell’ordine individueranno in tempi rapidi i responsabili di questo gesto, mentre noi dobbiamo fare la nostra parte per dare sostegno concreto all’invito a non lasciarsi fermare da chi utilizza il linguaggio della prepotenza e della violenza per mettere il bavaglio all’informazione in una regione come la nostra dove c’è bisogno di conoscere per reagire. La libertà di raccontare le cose come stanno, per contribuire a cambiarle in meglio – conclude Bruno - deve essere tutelata nell’interesse di tutti».
Ad intervenire anche il segretario generale aggiunto della Federazione nazionale della Stampa, Carlo Parisi, che nell'esprimere ad Alessia Truzzolillo, alla sua famiglia ed alla redazione del Corriere della Calabria «la massima vicinanza della Fnsi e del sindacato Giornalisti della Calabria», condanna «l'ennesimo, vigliacco, tentativo di intimidire chi, con serietà, professionalità e, soprattutto, senza grandi tutele contrattuali, con passione e coraggio tiene alta la qualità dell'informazione, pubblicando notizie vere, pertanto per alcuni scomode». «E lo fa - prosegue - attraverso inchieste giornalistiche che hanno rappresentato l'unica bandiera credibile della professione in un Paese nel quale criminalità organizzata, poteri forti, ma anche pezzi importanti delle istituzioni tentano, non solo con la violenza, ma anche con leggi sempre più restrittive, di imbavagliare i giornalisti tarpando le ali alla libertà di stampa». Anche il presidente regionale dell'Ordine dei giornalisti Peppe Soluri ha fatto sentire, con una telefonata, la propria vicinanza alla cronista. Si aggiunge al coro di solidarietà anche l'associazione "Giornalisti d'Azione": «L’ogiva del proiettile ricevuto dalla collega Alessia Truzzolillo, del “Corriere della Calabria”, è, ancora una volta, il segno che c’è chi crede di poter intimidire i giornalisti e frenare la stampa libera. Siete sulla strada sbagliata, fatevene una ragione! Ci sono giornalisti che non arretreranno mai. Anzi, le minacce altro non fanno che sottolineare come il lavoro di quei giornalisti come Alessia sia importante ed efficace. Ad Alessia "Giornalisti d’Azione" esprime la più completa solidarietà; alla Redazione del “Corriere della Calabria” e al suo direttore Paolo Pollichieni diciamo che noi ci siamo».
Molto condiviso su Facebook anche l'appello di Sandro Ruotolo, che proponiamo integralmente: «Alessia è una giovane cronista, cronista cronista. Lavora al Corriere della Calabria, la cui redazione si trova a Lametia Terme. La solita busta chiusa e dentro l'ogiva di un proiettile. L'hanno trovata i genitori della giovane collega. Le ho scritto un messaggio e spero che voi lo condividiate: "Cara Alessia, immagino il tuo stato d'animo, le preoccupazioni dei tuoi genitori, ma devi sapere che siamo in tanti ad esserti vicino. Loro sono dei quaqquaraqqua. Se ci pensi, un anonimo è meno di zero. E dunque hai la mia solidarietà e quella di tante persone che vogliono essere informate. Noi siamo di più". La mafia è una montagna di merda».
Ad esprimere solidarietà anche il candidato sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, il sindaco di San Giovanni in Fiore, Giuseppe Belcastro e gli attivisti del Meetup 5 Stelle Lamezia Terme-Amici di Beppe Grillo. 
Solidarietà anche da Costantino Fittante: «A nome mio e del Centro "Riforme - Democrazia - Diritti" che presiedo – scrive –, esprimo la solidarietà e la vicinanza ad Alessia Truzzolillo e al Corriere della Calabria. La minaccia ad Alessia è l'ulteriore  dimostrazione che la 'ndrangheta, come tutte le mafie, vorrebbe imporre  il silenzio. Teme le parole, le narrazioni dei suoi atti e tenta di intimorire quanti, sopratutto i giornalisti, impegnati sul versante della legalità. Alle minacce bisogna reagire con più determinazione, alzando di più la voce e organizzando il contrasto democratico contro ogni forma di violenza e di potere mafioso».
«In relazione al gravissimo atto intimidatorio compiuto nei confronti della giornalista del Corriere della Calabria – è il commentato del coordinatore cittadino di Lamezia di Alternativa popolare, Massimiliano Carnovale –, esprimo piena solidarietà alla giornalista per le minacce ricevute. La gravissima intimidazione perpetrata ai danni di chi svolge la propria missione con professionalità non disgiunta da onestà intellettuale e rispetto della verità e con grande impegno al servizio della collettività  rappresenta un episodio sconcertante che va duramente condannato. Purtroppo la categoria dei giornalisti continua a essere esposta a gravi attacchi e vili intimidazioni che comprimono gli spazi della libertà d’informazione. A tutta la redazione, al direttore e alla destinataria di questo gravissimo episodio giunga la vicinanza dell’intero gruppo di Alternativa Popolare di Lamezia Terme».
Anche Angela Napoli ha fatto giungere la propria vicinanza: «Sento il dovere di esprimere sincera solidarietà alla giornalista Alessia Truzzolillo ed a tutta la redazione del Corriere della Calabria. Ancora una volta la 'ndrangheta e i suoi collusi tentano di intimidire la libera stampa e i giornalisti che con coraggio informano correttamente tutti i cittadini. Sono certa che questo nuovo e vile atto intimidatorio non modificherà la coraggiosa e professionale linea giornalistica della Redazione». Arriva una nota anche dal parlamentare del Pd Sebastiano Barbanti: «Massima solidarietà e vicinanza ad Alessia Truzzolillo per il grave atto intimidatorio subito. È sconcertante che chi compie con efficienza e liberamente il proprio lavoro si ritrovi a subire tali atti. Confido in un celere intervento delle forze che ancora una volta dimostreranno che lo Stato c'è e che pochi delinquenti non possono tenere sotto scacco una popolazione onesta». 
«Condanniamo il grave messaggio intimidatorio rivolto alla giornalista Alessia Truzzolillo, del Corriere della Calabria, che si aggiunge ad altri tentativi di condizionare, ostacolare e fermare la libertà di informazione nella nostra terra». Lo affermano, in una nota, i deputati M5s Dalila Nesci e Paolo Parentela, che proseguono: «Siamo vicini alla professionista e alla sua testata, ma la solidarietà non basta, è insufficiente, benché necessaria a scoraggiare la ripetizione di simili avvertimenti dal linguaggio mafioso». «Bisogna pur riconoscere – continuano i parlamentari 5stelle – che nella nostra regione la dignità e la libertà della stampa sono calpestate ogni giorno anche dal potere politico, che non tollera la diffusione di notizie scomode, che non le smentisce, che non spiega a livello pubblico e che risolve col rumore mediatico e l'attacco delegittimante ai giornalisti». «Posto – concludono Nesci e Parentela – che quanto avvenuto alla giornalista Truzzolillo non può passare nel silenzio, dobbiamo rilevare una pericolosa recrudescenza delle intimidazioni nei confronti di chi racconta i fatti. Nel contempo, la politica ha da riflettere sullo stato dell'informazione in Calabria, confermata dal diffuso silenzio di parte della stampa rispetto alla bocciatura, del governo centrale, delle nomine dei vertici di Sacal. Ciò significa che in diverse redazioni si pratica l'autocensura per non subire ritorsioni dai palazzi, il che è altrettanto nocivo per la democrazia e per il futuro della comunità». Solidarietà anche da Sinistra Italiana: «Lo spregevole atto intimidatorio nei confronti della giornalista lametina Alessia Truzzolillo segna un’altra pagina buia per la democrazia e la libertà di informazione nella nostra terra. Siamo vicini a lei, alla sua famiglia, ai giornalisti del Corriere della Calabria e a tutti i giornalisti calabresi che ogni giorno, mettendo a rischio la propria vita, raccontano i fatti che le realtà criminali e spesso non solo criminali vorrebbero mettere a tacere; e lo fanno senza guardare in faccia nessuno. Alessia è un’eccellente professionista, che ha dimostrato di fare il suo lavoro per quello che è il giornalismo: una missione per raccontare la verità e aprire agli occhi ai cittadini. Diciamo ad Alessia che non è sola. Chiediamo che la politica e la società civile calabresi diano sostegno incondizionato ai giornalisti che come Alessia rompono il muro del silenzio e dell’omertà per mobilitare le nostre coscienze e rendere questa terra più libera e democratica». 
«Esprimo piena vicinanza ad Alessia Truzzolillo, validissima giornalista del Corriere della Calabria, vittima di un vigliacco atto intimidatorio. I proiettili recapitati alla giornalista tendono a ledere la libertà di pensiero e parola di cui la stampa è prima espressione». Lo dice il sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro. «Condanno con vibrante disprezzo – prosegue Mascaro – chi ha cercato in maniera brutale di condizionare la professionalità di tanti giornalisti che, come Alessia, quotidianamente lavorano con impegno e passione a servizio dei cittadini, nel rispetto della verità e del senso civico. La nostra città è un territorio complesso per la fitta trama della criminalità che la oscura, ma è anche e soprattutto patria natia di illuminati ed illuminanti giornalisti che, in seno alla propria vocazione, si spingono con dedizione alla ricerca della obiettività e veridicità dei fatti. Rivolgo ad Alessia ed a tutta la redazione del Corriere della Calabria la mia solidarietà, ringraziando per il prezioso quotidiano lavoro reso ed invitando a superare con serenità questo grave episodio, affidandosi al prezioso lavoro della Magistratura e delle forze dell’ordine e lasciando che la libertà sia sempre musa ispiratrice del loro scrivere».
La Segreteria Regionale della Cisl esprime solidarietà e vicinanza alla cronista del “Corriere della Calabria” Alessia Truzzolillo vittima di un grave atto intimidatorio nei giorni scorsi. Quanto accaduto – afferma Tramonti - rappresenta l’ennesimo atto di violenza che si registra nella nostra Regione nel tentativo di condizionare quanti hanno responsabilità nelle istituzioni, nella politica, nell’imprenditoria, nel sociale e nel mondo dell’informazione. Quest’ultimo episodio - per la Cisl – è ancor più grave perché mirato a colpire un diritto fondamentale quale è appunto quello dell’informazione. La Cisl Calabria – conclude Paolo Tramonti –, nell’esprimere fiducia nell’operato delle autorità competenti, stigmatizza con forza tali azioni ed esprime solidarietà e vicinanza ad Alessia Truzzolillo. 
Anche il presidente di Confindustria Catanzaro, Daniele Rossi, insieme agli organi direttivi dell'Associazione, esprimono piena solidarietà alla giornalista del Corriere della Calabria , Alessia Truzzolillo, per il grave atto intimidatorio subito. Continuano le aggressioni in una Regione – ha affermato Rossi – in cui episodi del genere avvengono, purtroppo, con una preoccupante frequenza, cercando di destabilizzare e  turbare  la serenità e  l'equilibrio di coloro che profondono tutte le energie per svolgere con pieno senso del dovere il proprio lavoro. La reazione non può che essere quella di continuare, con determinazione e senza condizionamenti, per la propria strada e, siamo  certi, che la dott.ssa Truzzolillo non arretrerà di un solo passo nelle battaglie civili che conduce,   anche perché potrà contare sul sostegno di  quella schiera di persone oneste che, in Calabria, lavorano  sodo per il bene della propria terra e per il suo riscatto. Siamo, altrettanto, convinti che le forze dell’Ordine e la Magistratura, conclude Rossi, si adopereranno a fondo per scoprire chi sia stato l’autore di questa intimidazione, fornendo  un  segnale inequivocabile a chi pensa di destabilizzare ed intimidire, con questi atti, la libertà di stampa, un patrimonio prezioso  da salvaguardare, che va, quotidianamente difeso e rafforzato. Nessuno, pertanto, può sentirsi disinteressato rispetto a questa vicenda ma, al contrario, è necessario una forte e decisa presa di posizione da parte di tutti ed, in particolare,  dalle stesse forze politiche e sociali che hanno, infatti, il dovere  di condannare fermamente tali vili episodi, contribuendo a mantenere sempre viva ed alta l'attenzione.   
Secondo il consigliere regionale Vincenzo Pasqua (Oliverio presidente) si tratta di «un gesto inquietante che non indebolirà certo la libertà di stampa e il bisogno di verità». «Ad Alessia Truzzolillo, al direttore Paolo Pollichieni ed ai giornalisti tutti del Corriere della Calabria – dice Pasqua - rinnovo non soltanto la stima per il loro lavoro, ma ribadisco il mio convinto sostegno affinchè in questa nostra regione si affermi sempre di più la pluralità dell’informazione come necessità indispensabile per la circolazione delle idee e la qualità della democrazia».

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  • Occhiello Le reazioni della politica e delle istituzioni dopo l'intimidazione subita dalla collega Truzzolillo. Oliverio: «Vigliacchi». Irto: «Atto inquietante». Parisi: «Massima vicinanza della Fnsi e del sindacato Giornalisti della Calabria». Magorno: fiduciosi nelle forze dell'ordine. Santelli e Occhiuto: ci impegneremo perché venga fatta giustizia. Su Facebook l'appello di Sandro Ruotolo
Domenica, 18 Giugno 2017 18:46

A Catanzaro è partito il countdown

Sette giorni. Tanti ne mancano prima che i catanzaresi ritornino nei seggi elettorali per esprimere il loro voto di preferenza che, questa volta, sarà quello definitivo, senza appello: o il centro-destra o il centro-sinistra che, semplificato, significa o Sergio Abramo o Vincenzo Ciconte.
A Catanzaro il voto fa il paio con il Parlamento; arriva carico di veleni: a Roma è naufragata la legge elettorale e l’intesa tra Pd, Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Forza Italia, a Catanzaro, pur se gli accordi reggono tra le forze politiche che compongono i due grandi schieramenti, sembra assistere all’indebolimento della propaganda politica e di quella elettorale con i partiti che danno l’impressione di voler stare alla finestra in attesa non si comprende di cosa.
Si preferisce lasciare manovrare i “galoppini” che si muovono come ruspe stringendo mani e facendo accordi specie in quel particolare mondo carico di bisogni e, pertanto, più permeabile battendo a tappeto le periferie e facendo promesse. È pressoché debole, invece, la presenza dei partiti, la loro azione tangibile, l’impegno dal quale risulti una connotazione determinata al candidato.
Eppure per Catanzaro che è la città capoluogo di regione, quello di domenica prossima sarà un test elettorale molto significativo più di qualsiasi altra città calabrese perché arriva anche dopo 15 anni di amministrazione Abramo, in cui la città ha fatto registrare più di un passo all’indietro, e con la candidatura alternativa di Vincenzo Ciconte sorretta da un’ampia coalizione di centro-sinistra e di liste civiche. Ma, nonostante si sappia che un successo alle amministrative quasi sempre può costituire un volano per le politiche, si ha l’impressione che manchi la presenza fisica dei partiti almeno così come se la ricordano i cittadini. La fede, l’attaccamento, la passione alla politica forse sono finite. O forse si sono assopite.
Sarà la mutazione dei tempi, il cambiamento profondo delle abitudini, quello che Pasolini nei suoi “Scritti corsari” soleva definire la “mutazione antropologica” che riguarda i cambiamenti profondi a seguito dell’avvento della società dei consumi. E anche se le riflessioni pasoliniane hanno poco in comune con i partiti politici, rimane il fatto che il potere del consumismo ha gettato via cinicamente i vecchi valori determinando, appunto, il cambiamento. Diversamente sarebbe inspiegabile capire come e perché da una parte (quella di Abramo) si aneliti di raggiungere il famigerato traguardo del “ventennio” del potere e, dall’altra, di avere un giusto supporto ideologico e reale al proprio candidato.
È comunque un dato che, smaltiti gli effetti del primo turno, la fisionomia del voto sia cambiata in città dove non si ragiona più solo sui nomi, ma si sarebbero inserite riflessioni più dirette sulle persone che hanno attinenza con le capacità di assicurare un nuovo modo di governare la città e di condurla verso il pieno recupero delle sue capacità e delle aspettative. 
Tim Cook, il numero uno di Apple parlando ai neo laureati a Boston li ha invitati al coraggio e alla speranza. Ha detto loro: «Credete in una causa? Abbiate la forza di difenderla». Forse qualcuno gli ha raccontato di Catanzaro…
La Città si accingerebbe così a sostenere una delle sfide politiche tra le più probanti tra un candidato forte del suo consenso, Ciconte, che secondo gli osservatori potrebbe essere il prossimo sindaco nonostante il distacco registrato al primo turno, e Abramo per il quale è però voce corrente che sia ormai inevitabile la chiusura di un’era.

 

*giornalista

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  • Occhiello di Franco Scrima*

CATANZARO «Sento forte il dovere di ringraziare gli elettori che ci hanno riconosciuto la loro fiducia e ci hanno già votato una prima volta. Il risultato elettorale del primo turno, con la bocciatura dell'amministrazione uscente di centrodestra, ci consegna la responsabilità di iniziare una nuova fase nel governo della città». Lo afferma, in una nota, il candidato sindaco di Catanzaro del centrosinistra Vincenzo Ciconte, che domenica sfiderà al ballottaggio il candidato di centrodestra e sindaco uscente Sergio Abramo. «La forte affermazione delle ragioni di chi ha scelto le proposte alternative all'attuale giunta comunale - prosegue - non deve andare dispersa. È mio dovere e della coalizione che rappresento coinvolgere ed assumere concretamente le istanze programmatiche anche delle altre compagini che sono rimaste fuori dal ballottaggio, con risultati importanti, per realizzarle nel futuro governo del capoluogo di Regione. Ciò che conta più di ogni altra cosa, oggi, è iniziare un nuovo percorso nella storia della città, dare una spinta al rilancio di una Catanzaro che possa essere realmente guida ed esempio di buona amministrazione per tutta la Regione. Il mio impegno principale e' quello di premiare la competenza e la serietà al governo della città. A tutti i cittadini, ai simpatizzanti e militanti del centrosinistra, a quegli elettori del Partito democratico, che non si sono riconosciuti al primo turno nella nostra proposta, alle libere forze civiche e associative, ai movimenti e alle componenti dei moderati e dei riformisti che sono tanti e operosi in questa città, voglio dire che quella del 25 giugno e' l'unica possibilità che abbiamo per i prossimi cinque anni di invertire la rotta e condurre la nostra Catanzaro nella direzione del riscatto, spezzando le catene del malgoverno che tutti noi abbiamo fortemente criticato. La città che abbiamo sotto gli occhi oggi è indebolita dall'assenza di programmazione, da scippi continui, da uno sviluppo disordinato e a macchia di leopardo, che ha visto abbandonare intere aree del suo territorio, anche nel centro storico un tempo vivo e pulsante, una città in cui è difficile fare impresa se non impossibile, dove sono state sprecate infinite opportunità. Oggi assumo l'impegno di governare con l'assillo di includere e non di escludere, di non sacrificare i servizi essenziali, di lavorare per cementare lo spirito di comunità della nostra città troppo frammentata, di alzare la testa di fronte al governo regionale e nazionale per non sciupare alcuna occasione di riscatto per il capoluogo. Non possiamo sprecare l'occasione che ci offre il ballottaggio. Dimostriamo, insieme, che una nuova Catanzaro è possibile e che la Calabria potrà avere finalmente un capoluogo di Regione efficiente, riqualificato e più giusto. Dove si può scegliere di vivere per quello che offre e per cio' che rappresenta». «Il 25 giugno - conclude Ciconte - la partita sarà tra il passato e il futuro. Tra chi ha drammaticamente fallito e chi può offrire qualcosa di diverso. Tra la certezza di un fallimento e una nuova possibilità. Mi appello a tutti i cittadini, ritroviamoci per il bene della città. Rialziamo la testa e uniamo le forze civiche e democratiche per il presente e il futuro della nostra Catanzaro».

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  • Occhiello Il candidato sindaco del capoluogo lancia un appello in vista del turno di ballottaggio di domenica prossima: il 25 giugno la partita sarà tra il passato e il futuro
Domenica, 18 Giugno 2017 17:59

Non ci lasciamo condizionare

Non è la prima volta, probabilmente non sarà l’ultima. Ma non ci si abitua mai ai tentativi di sopraffazione. Eppure, ormai, dovrebbero saperlo tutti: al Corriere della Calabria si lavora in gruppo. Dovrebbe bastare soltanto questo a far capire quanto sia sciocca, oltre che vile, l’intimidazione ordita ai danni della nostra Alessia. È anche noto che analoghi episodi, in passato, non hanno scalfito minimamente la determinazione e la passione per il lavoro quotidiano che anima la redazione tutta. Né hanno mai condizionato una linea editoriale che resta ancorata ai fatti e alla verità. Capiamo bene che il gesto, che pure non sottovalutiamo, non fa altro che testimoniare quello che, imprudentemente, molti politicanti spesso dicono riferendosi al Corriere della Calabria: è possibile un altro modo di fare giornalismo. Magari più accomodante, addirittura omissivo. Capiscano bene che un altro modo di fare giornalismo per chi lavora al Corriere non è, invece, concepibile. Alessia, in questo contesto, è una autorevole e apprezzata firma. Ma non è certamente isolata né si può immaginare che tentando di intimidirla si possa intimidire la redazione. Qui si lavora in gruppo, si danno notizie, non si nasconde nulla. È l’unico modo che conosciamo. 

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  • Occhiello Il direttore e la redazione
Domenica, 18 Giugno 2017 17:59

Il TG dell'Agricoltura

LAMEZIA TERME Una busta stropicciata con il destinatario in evidenza, “per Alessia”, e dentro l’ogiva di un proiettile. È il messaggio recapitato questa mattina a Lamezia Terme alla cronista del Corriere della Calabria Alessia Truzzolillo. La lettera, che non conteneva alcun messaggio, è stata lasciata all’interno del giardino in cui abitano i genitori della giornalista, presumibilmente nella notte tra sabato e domenica. La giornalista è stata ascoltata dai carabinieri, che stanno conducendo approfondimenti investigativi sul materiale loro consegnato. Del fatto è stata informata anche la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Il procuratore capo Nicola Gratteri ha avuto un colloquio telefonico con la giornalista nel quale si è detto certo che lo sgradevole episodio non inciderà sulla sua determinazione.

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  • Occhiello Intimidazione ad Alessia Truzzolillo. Ogiva consegnata nella notte tra sabato e domenica. Informata la Dda di Catanzaro, indagano i carabinieri di Lamezia Terme

LAMEZIA TERME «Rispetto alle interessanti novità emerse dall'incontro di cui abbiamo appreso attraverso un comunicato stampa di sabato 17 giugno, chiedo che il delegato regionale per la sanità, il presidente ed il vicepresidente della commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di previdenza ed assistenza sociale, il direttore generale dell'Asp di Catanzaro partecipino ad un pubblico incontro in Lamezia Terme». Lo afferma in una nota il deputato Pd Sebastiano Barbanti. «Non si tratta solo di assicurare la data dell'apertura che continua a slittare, ora a fine anno 2017. Si tratta - prosegue - di dire alla città le funzioni che in quella struttura si intendono attuare perché non può bastare cambiare il nome in “Polo Riabilitativo sanitario integrato Inail-Regione Calabria” che viene dopo “Centro di riabilitazione”, “Centro di riabilitazione protesi e ricerche”, “Polo integrato Asp di Cz-Inail”. In una pubblica assemblea, ancor meglio, nella sede istituzione del consiglio comunale, si dovrà chiarire cosa sia e che funzioni avrà il “Centro diagnostico polispecialistico (Cdpr)” e che significato ha l'annuncio della presenza dell'officina protesica, che sembra proprio in contrasto con la denominazione. Se le funzioni sono ancora quelle previste dopo la visita del 12 dicembre 2015 degli stessi attori dell'attuale tavolo istituzionale, compreso il presidente della commissione parlamentare, Di Gioia, il vicepresidente Galati, il presidente Oliverio, con la presenza anche del sindaco, allora dobbiamo dire che si tratta dell'ennesimo annuncio che intende fuorviare l'attenzione dell'intera città sulla questione Centro protesi Inail di Lamezia Terme. Le spese effettuate per costruirlo di 10 milioni di euro e quelle imprecisate che si continuano a spendere per modifiche alla struttura appena completata. Le spese di affitto e di manutenzione che sembra superino 15mila euro al mese, trattandosi di risorse pubbliche, devono trovare motivazioni di interesse collettivo, che continuiamo a non vedere. La Regione decida rapidamente perché l'indirizzo attuale porta all'apertura di una sede di riabilitazione a gestione dell'azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e le spese che si stanno assommando vanno nella stessa direzione. Se la decisione è che vanno attivati i 40 posti di riabilitazione, disponibili da tre anni, bisognerebbe anche chiarire definitivamente e pubblicamente se ci sarà bisogno di spostare anche il reparto di riabilitazione ora operante nel nostro ospedale e costringere i pazienti a raggiungere una sede a 19 chilometri di distanza, isolata e lontana del presidio ospedaliero, oppure se tutto possa rimanere inalterato nel presidio ospedaliero. Infatti, l'attivazione dei posti letto, che avrebbe già dovuto essere attuata, sarebbe immediatamente possibile nei locali del presidio ospedaliero che nella struttura ha anche un locale destinato alla riabilitazione. Anche l'Inail, se deve espletare attività ambulatoriali, potrebbe trovare spazi adeguati nel presidio ospedaliero. La struttura Centro protesi Inail di Lamezia Terme ha funzione, significato e giustificazione delle spese solo se è presente l'officina protesica, cioè una fabbrica di protesi, come viene oggi detto».
«Perciò - conclude Barbanti - è molto importante che venga data conferma in una pubblica assemblea, che sono sicuro troverà unanime consenso». 

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  • Occhiello Il parlamentare del Pd chiede trasparenza sul Centro diagnostico polispecialistico: vengono spesi soldi pubblici senza capirne la finalità
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