Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 19 Giugno 2017

COSENZALa Camera di commercio e la Camera penale di Cosenza “Avvocato Fausto Gullo” hanno firmato oggi un protocollo d’intesa per la reciproca collaborazione in tema di garanzie per i soggetti del procedimento penale. Al centro dell’accordo, la possibilità per gli avvocati difensori di ottenere il rilascio da parte della Camera di commercio di atti e documenti pubblici depositati presso il Registro imprese, in maniera maggiormente semplificata, attraverso l’utilizzo di servizi telematici dedicati o della posta elettronica certificata.
«L’intesa con la Camera penale – afferma Klaus Algieri, presidente della Camera di Commercio – rientra tra gli obiettivi strategici dell’Ente nella sua volontà di collaborare con altri soggetti istituzionali del territorio e di snellire il più possibile le procedure amministrative che le competono, in questo caso, in particolare, con riferimento alla tutela dei diritti costituzionali degli individui che si trovano ad affrontare una situazione così delicata come il procedimento penale».
Accanto all’avvocato Roberto Le Pera, segretario della Camera penale, firmatario dell’accordo su delega del presidente, Antonio Feraco, sono intervenuti alla conferenza stampa l’avvocato Francesco Rosapane, responsabile dell’Osservatorio “Rapporti con le Istituzioni”, e l’avvocato Giuseppina Carricato, responsabile dell’Osservatorio “Investigazioni Difensive”, della Camera penale di Cosenza.
Tra le azioni previste dal protocollo d'intesa anche l’impegno a perseguire ogni possibile sinergia volta a valorizzare studi e approfondimenti su tematiche culturali e scientifiche collegate alla sicurezza e alla legalità, per l’arricchimento del territorio anche attraverso l’organizzazione di progetti, convegni, seminari e la partecipazione a bandi comunitari e nazionali come il Pon Legalità.

 



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  • Occhiello Siglato un accordo a tutela dei soggetti coinvolti in procedimenti giudiziari. Il presidente dell'ente camerale Algieri: «Sinergie con soggetti istituzionali per snellire le procedure amministrative e tutelare i diritti degli individui»
Lunedì, 19 Giugno 2017 22:00

Il Cosenza riparte con mister Fontana

 

 

COSENZA Gaetano Fontana sarà il prossimo allenatore del Cosenza. La società rossoblù ha deciso di affidare la panchina al tecnico ex Juve Stabia. Nelle ultime ore oltre al nome dell’ex centrocampista dell’Ascoli, nato a Catanzaro, sono stati valutati altri profili: Padalino e Sottil. Alla fine però, il presidente Guarascio ha deciso di puntare su Fontana. Chiuso il rapporto con Stefano De Angelis che aveva guidato il Cosenza nella seconda parte di stagione, dopo l’esonero di Fabio Roselli.Il nuovo allenatore ha firmato un contratto annuale.
Il tecnico avrebbe già richiesto al nuovo ds rossoblù Trinchera un fedelissimo: si tratta di Paolo Capodaglio. Il mediano romano è di proprietà della Juve Stabia e diventerebbe l’uomo chiave del centrocampo calabrese.
Fontana sarà presentato alla stampa nei primi giorni di luglio insieme al Direttore Sportivo.

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  • Occhiello La scelta del presidente Guarascio è ricaduta sull'ex tecnico della Juve Stabia. Subito una richiesta al ds rossoblù: Paolo Capodaglio per il centrocampo

 

VILLA SAN GIOVANNI Il rilancio del turismo nel Mezzogiorno e le opportunità legate ai fondi comunitari. Federturismo, Confindustria e Unindustria Calabria hanno fatto il punto della situazione riguardo allo stato dell'arte dei principali canali di finanziamento europei e le diverse modalità di accesso nel corso di un convegno ospitato a Villa San Giovanni. '«E' motivo di grande soddisfazione - ha detto il referente Confindustria Reggio Calabria per la sezione Turismo di Unindustria Calabria, Giuseppe Nucera - poter avviare una riflessione e un confronto operativo con i vertici nazionali di Federturismo. Il tema dei fondi europei è cruciale per le sorti dell'economia del territorio e, in modo particolare, del settore chiave, ovvero il turismo. Il contesto calabrese ha potenzialità enormi che, tuttavia, sono ancora largamente inespresse. Occorre rilanciare una strategia strutturata di marketing territoriale, attraverso incontri e tavoli tecnici sulle tante azioni da intraprendere».
«In Italia - ha ricordato il sottosegretario di Stato al ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dorina Bianchi - manca un ministero del Turismo ma questo settore a mio avviso deve essere considerato un segmento industriale, non a caso abbiamo voluto che fosse inserito nel Piano Industria 4.0. I dati sul turismo descrivono in modo esemplare le potenzialità del settore turistico del Paese. Abbiamo una capacità attrattiva pari al 10,2% del pil nazionale e 2,6 milioni di occupati totali. Il Sud e la Calabria in particolare, devono però riflettere con attenzione sulle criticità ancora esistenti». «Sul sistema aeroportuale, ad esempio, va detto chiaramente che questa regione non può rinunciare agli scali di Reggio e Crotone. Come governo siamo impegnati per il Sud dal patto per il Mezzogiorno alle risorse destinate attraverso il Pon ma un ruolo importante lo svolgono gli operatori del settore a cui chiediamo maggiore protagonismo e spirito progettuale'», ha aggiunto.
«E' molto importante - ha evidenziato Francesco Caracciolo, dell'Ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Reggio Calabria - potersi confrontare con la politica su questi argomenti. Dal nostro osservatorio crediamo sia opportuno avviare un confronto sui bandi regionali e su possibili correttivi come, ad esempio, impedire il divieto di cumulo e la possibilità di istituire un fondo ad hoc per l'emissione minibond che in altre regioni si sono rivelati strumenti di grande aiuto».
«Non è vero che ci sono poche risorse per il turismo - ha sottolineato il vicedirettore Confindustria Veneto, Italo Candoni Candoni - e che si tratta di una materia per soli esperti. Sono miti da sfatare. I fondi a gestione diretta, Sie e Pon, gli strumenti finanziari Bei-Fei più altre misure correlate, dimostrano che le opportunità sono numerose. E' fondamentale, come opportunamente ribadito dal presidente Nucera, l'istituzione di un tavolo che faccia chiarezza su tutti i portafogli e i fondi disponibili».
«E' importante avere un approccio vincente su queste materie - ha rimarcato il consulente Federturismo Confindustria, Silvia Barbone - e nella pianificazione di un progetto. Imparare a fare l'autovalutazione di sé stessi e del contesto in cui intendiamo operare. Competenza, capacità progettuale, idee innovative sono poi fattori irrinunciabili specie in contesti territoriali, come quello calabrese, dove ancora insistono criticità e carenze in diversi settori».
«Guardiamo al turismo con grande fiducia - ha affermato il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio - perché è un settore in fortissima espansione. Il governo centrale sta profondendo uno sforzo notevole per creare nuove opportunità di crescita del mercato, dopo una fase di stagnazione. Il ruolo del Sud appare ancora inadeguato in questo contesto, a dispetto delle sue enormi potenzialità. La Calabria in particolare deve recuperare da una condizione di forte ritardo, specie sui fronti dell'attrattività, della destagionalizzazione, della ricettività e, soprattutto, dell'accessibilità». «Basti pensare - ha chiarito - al sistema aeroportuale in cui alcuni modelli gestionali, Reggio e Crotone, si sono rivelati fallimentari. In tal senso stiamo lavorando per ridare stabilità a questo asset strategico, a cominciare da una governance e una strategia industriale unitarie e a breve sbloccheremo risorse importanti per nuove rotte da e verso i nostri scali. Analogo discorso sul fronte ferroviario in cui stiamo creando le condizioni per l'alta velocità fino a Reggio Calabria e per il rilancio della dorsale jonica. Diversamente dal passato stiamo operando con risorse concrete e obiettivi chiari».
«Lo sviluppo dell'industria del turismo nel Mezzogiorno - ha dichiarato il presidente di Federturismo Confindustria, Gianfranco Battisti - è al di sotto delle sue potenzialità eppure è un comparto che, se adeguatamente accompagnato con politiche mirate e una programmazione coordinata, può generare nei prossimi anni occupazione e ricchezza per territori e imprese». «Federturismo - ha continuato - presidia il tema da tempo realizzando da due anni il ''Rapporto sulla programmazione turistica regionale, un documento di analisi sullo stato di avanzamento delle diverse politiche regionali in tema di utilizzo dei fondi strutturali per il turismo con l'obiettivo di aumentare, attraverso una mappatura delle risorse comunitarie sulla progettualità, la conoscenza da parte delle imprese delle risorse che si hanno a disposizione». «I fondi comunitari diretti e indiretti - ha aggiunto - il fondo sviluppo e coesione sono solo alcuni degli utili strumenti e percorsi agevolativi per le imprese che vogliono investire per migliorare la propria offerta ricettiva. Dobbiamo avere tutti la consapevolezza che il sostegno alle attività turistiche non è una prerogativa riservata a pochi, che l''Italia cresce se cresce tutto il Mezzogiorno e che la Calabria può recitare un ruolo importante in questo processo economico e culturale».

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  • Occhiello A Villa San Giovanni Federturismo, Confindustria e Unindustria hanno fatto il punto sui finanziamenti comunitari. Oliverio: «Ritardi sul fronte accessibilità, puntare sugli aeroporti». D'accordo il sottosegretario Bianchi: «Non si può rinunciare agli scali di Reggio e Crotone»

COSENZA Un'idea nuova di città. È quella che fotograferà il nuovo Piano strutturale comunale, strumento attraverso il quale si prefigureranno e disciplineranno gli sviluppi futuri del territorio di Cosenza. Un Piano che ridisegnerà la città di Telesio dopo oltre 40 anni, è stato presentato lunedì pomeriggio a Palazzo dei Bruzi, nel salone di rappresentanza del Comune, alla presenza degli Ordini professionali.
E' questo un atto che precede l'adozione dello strumento urbanistico nella prossima seduta del consiglio comunale che sarà fissata probabilmente il 26 giugno. L'assessore alla Pianificazione urbana e alla mobilità sostenibile Michelangelo Spataro ha invitato a partecipare alla presentazione i rappresentanti degli ordini professionali (architetti, ingegneri, geologi, agronomi e forestali, geometri e periti industriali). L'invito è stato rivolto anche al dipartimento di Ingegneria dell'Università della Calabria, alla Federazione provinciale della Coldiretti, all'Ance (Associazione nazionale costruttori edili, sezione di Cosenza) e all'Ente Parco nazionale della Sila. 
Alla presentazione del Psc hanno partecipato oltre all'assessore Spataro, il sindaco Mario Occhiuto, il responsabile del dipartimento tecnico del Comune, Carlo Pecoraro, il dirigente del settore Infrastrutture e Mobilità, Francesco Converso, e l'estensore del Piano, l'architetto Ignazio Lutri.

I PUNTI DI FORZA DEL PIANO «Il Piano - ha spiegato il sindaco - è incentrato su due obiettivi: rendere la città innovativa e creare nuovi posti di lavoro. Si tratta di un progetto che riguarderà la città costruita e che andrà fuori dalle logiche speculativa. Dobbiamo riqualificare la città che già esiste. Anche in Calabria assistiamo al fenomeno migratorio, ma ci sono pure persone che restano qui. Ma esiste comunque un calo demografico e altro dato negativo è l'indice di povertà».
Il primo cittadino ha sintetizzato - anche da tecnico (e sfoderando la sua esperienza di architetto) quale saranno i nodi principiali su cui si svilupperà il nuovo Piano: «Dobbiamo insistere sulla competitività dei territori. Ecco perché dobbiamo creare lavoro. Il nuovo Piano è incentrato sui programmi e sui progetti che abbiamo sulla città».

“UN PIANO DI ATTACCO” «Si passa - ha aggiunto Occhiuto - da un Piano più complesso a un Piano per progetti: dalla riqualificazione del centro storico a quella di via Popilia, alla Cittadella dello sport che si svilupperà a via degli Stadi. Tra qualche anno ciò dovrà rendere la città veramente attrattiva. Il Parco che verrà creato sarà l'unico polmone verde del Mezzogiorno. Non sarà un Piano di difesa ma di attacco. I giovani vanno via perché non trovano lavoro». Occhiuto - smessi i panni di architetto e vestiti quelli da sindaco - ha ribadito più volte cosa bisogna fare per rendere più competitivi i territori: «Migliorare la qualità della vita e creare lavoro». Altra parola chiave è innovazione che fa da sfondo a tutta una serie di progetti che l'amministrazione sta portando avanti da tempo. Alcuni sono già una realtà come i BocsArt e il Museo all'aperto ma non solo. Si aprono "nuovi scenari" che per il sindaco «coinvolgeranno anche i privati».
Una serie di slide hanno illustrato plasticamente il Piano. Che sono state spiegate, nei diversi aspetti, dall'architetto Lutri. Un Piano che tiene conto della legge urbanistica regionale. «La struttura dei fiumi - ha detto l'architetto Lutri - è fondamentale per questa città. Mancano, però, a Cosenza parchi di grandi dimensioni». Pianificazione e servizi sono alcuni dei punti centrali. «Eliminare alcune cose - ha spiegato l'estensore del Piano - è stato necessario per la messa in sicurezza della città. Una città in cui si può fare una bella passeggiata in bicicletta è una bella città». Un'attenzione particolare sarà rivolta al centro storico. Che andrà riqualificato tenendo conto delle aree da urbanizzare ma dove la parola d'ordine sarà qualità della vita.

 

 Mirella Molinaro
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  • Occhiello Presentato a Palazzo dei Bruzi il Piano strutturale comunale che ridisegnerà la città dopo 40 anni. Il sindaco-architetto Occhiuto: «Riqualificare la città che già esiste». Tra i progetti un Parco tra i più grandi del Mezzogiorno. E un'attenzione particolare al centro storico

CATANZARO «Il vicepresidente della giunta regionale e assessore al personale Antonio Viscomi, su richiesta del dirigente sindacale Cisal, Gianluca Tedesco, ha incontrato, oggi una delegazione di dipendenti regionali appartenenti originariamente, fin dagli anni '90, al bacino Lsu/Lpu e poi stabilizzati dalla Regione nel 2008 con inquadramento nella categoria B1, che corrisponde, di fatto ad una delle categorie più basse della scala di inquadramento del contratto collettivo per il personale delle Regioni». Lo comunica una nota stampa della giunta regionale.
«La delegazione di dipendenti – si legge nella nota - era accompagnata, oltre che dal segretario Tedesco anche dalla componente Rsu Rosa Critelli, anch'essa dirigente sindacale Cisal. Oggetto centrale della discussione: lo stato giuridico ed economico di questa categoria di lavoratori, fermo da molti anni in una posizione talvolta non coerente con la professionalità posseduta, molto spesso certificata dal possesso di laurea e titoli post laurea, e spesso asimmetrica rispetto alle funzioni quotidianamente svolte. Si tratta - spiega la nota - di una situazione determinata dalle scelte effettuate ormai più di dieci anni fa, quando agli stessi lavoratori fu proposto di uscire da bacino del lavoro precario per via di un inquadramento in una categoria inferiore non confacente, già allora, con le attività svolte ma per la quale era prevista la selezione presso il centro per l'impiego e non già la più defatigante procedura concorsuale. Questa circostanza ha di fatto congelato il percorso professionale di tale personale, composto da laureati e diplomati, e si è incancrenita anche per il blocco delle progressioni poi introdotto dalla legge statale. Per tutte queste ragioni, si è venuta a creare una situazione veramente paradossale con conseguenze pesanti tanto sulla professionalità non riconosciuta di molti dipendenti quanto sulla stessa organizzazione degli uffici. Basti pensare che un dipendente pur essendo, ad esempio, un ingegnere assegnato agli uffici del genio civile non può formalmente svolgere le relative funzioni, e firmare i relativi atti, solo perché inquadrato in categoria non coerente».
Il vicepresidente Viscomi ha condiviso pienamente la necessità di trovare strade praticabili e soluzioni possibili per assicurare - ha detto - in via generale e per tutti una adeguata correlazione tra mansioni svolte e professionalità posseduta, segnalando di aver richiesto al dipartimento competente l'avvio di un progetto per la realizzazione di uno specifico bilancio delle competenze del personale regionale».
«Il vicepresidente ha, poi, evidenziato - prosegue la nota - le timide aperture della recente riforma Madia per il triennio 2018-2020 e i permanenti vincoli ancora stringenti della disciplina nazionale ed ha assicurato il suo impegno per trovare, in modo equilibrato, al fine di evitare conflitti tra le varie categorie di lavoratori, una possibile soluzione, sottolineando la necessità di adottare una logica di azione caratterizzata, per un verso, da programmazione e pianificazione pluriennale e, per altro verso, da una sinergia di intenti tra organizzazioni sindacali, da un lato, e tra strutture dipartimentali, dall'altro lato, auspicando anche che i dirigenti generali abbiano una particolare attenzione per le situazioni critiche indicate, anche nella prospettiva degli incentivi di produttività».
«Pur consapevoli di tutti i limiti giuridici ed economici - ha concluso il vicepresidente Viscomi -, l'obiettivo di chi gestisce le risorse umane di una pubblica amministrazione non dovrebbe essere diverso da quello di un imprenditore privato: consentire a ciascuno di dare il meglio di se stesso per la crescita dell'organizzazione. Con tutte le difficoltà è quello che la Regione Calabria cercherà di fare anche per i lavoratori ex Lsu/Lpu inquadrati nella categoria B1».

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  • Occhiello Il vicepresidente della giunta ha incontrato una delegazione di dipendenti regionali inseriti nella categoria B1 nonostante le qualifiche personali

L’assessorato regionale alla pianificazione territoriale ed urbanistica Franco Rossi ha incontrato – informa l’ufficio stampa della Giunta – i rappresentanti dell’Università della Calabria, del Cnr, dell’Archivio di Stato di Cosenza, del Parco della Sila, dell’Ordine degli ingegneri di Cosenza e dell’Ordine degli agronomi e forestali di Cosenza, della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone per avviare la costituzione di un Centro di documentazione che renda disponibili, ed aggiornati, tutti i contributi che provengono dai soggetti istituzionali e professionali coinvolti a vario titolo nella programmazione e nella gestione del territorio e del paesaggio. Lo scopo è di affermare una precisa impostazione metodologica e sostanziale, concepire il paesaggio quale elemento identitario ma anche come cornice e scenario territoriale all’interno del quale attuare strategie di crescita e di sviluppo delle comunità. Durante la riunione si è parlato dell’individuazione dei percorsi attraverso i quali poter mettere a disposizione della politica e dell’amministrazione della Calabria le conoscenze, i documenti, i saperi, gli aggiornamenti disponibili sui temi del territorio e del paesaggio.
«Oggi – ha sottolineato l’assessore Rossi – i temi del territorio e del paesaggio passano necessariamente attraverso approcci interdisciplinari ed è di tutta evidenza che proprio questa circostanza impone di collegare le conoscenze che si hanno e le scelte operative che vengono compiute. È solo attraverso questo metodo, che determina come necessaria una reciproca condivisione, che è possibile far compiere alla politiche regionali destinate al paesaggio un deciso salto di qualità. Riteniamo – ha aggiunto l’assessore regionale – il territorio, l’ambiente ed il paesaggio parametri essenziali per definire il volto di una Calabria migliore; sotto questo profilo, ad esempio, i Piani d’Ambito del Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico (QTRP) ed i Contratti di Fiume sono fasi centrali di una moderna azione amministrativa. Dopo la pausa estiva – ha concluso l’assessore Rossi – sarà necessario consolidare e rilanciare un confronto a più voci ed attraverso il quale elaborare una strategia condivisa sapendo bene che l’obiettivo del consumo di suolo zero, la valorizzazione di bellezze straordinarie ed il contrasto a fenomeni di allarmante degrado paesaggistico non possono essere lasciati ad iniziative, programmi ed azioni che non abbiano un carattere generale e condiviso».
All’incontro hanno partecipato, per la Regione, Emilia Manfredi e Antonio Nicola De Marco, Massimo Veltri Università Calabria, Giovanni Battista Scalfari Beni Culturali, Rita Fiordalisi Beni Culturali, Giuseppe Taganelli CNR, Francesco Vonella Beni Culturali, Giorgio Matteucci CNR, Francesco del Filippis Ordine Ing. CS, Stefania Basile ente Parco Sila, Francesco Cufari presidente Ordine agronomi e forestali.  

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  • Occhiello L'iniziativa dell'assessorato regionale alla Pianificazione territoriale e urbanistica. Rossi: «Necessario consolidare e rilanciare un confronto a più voci ed attraverso il quale elaborare una strategia condivisa»

CATANZARO Era arrivato in Italia il nove agosto del 2012, Hussien Abss Hamyar, 29 anni, con uno sbarco clandestino sulle coste baresi. Aveva già fatto richiesta di asilo Norvegia nel 2008, in Finlandia nel 2009, in Germania nel giugno 2010 e, infine, in Danimarca nel novembre 2010. 
All’interno dello Spar di San Nicola dell’Alto, in provincia di Crotone, gestito dalla cooperativa Agape viene fuori la personalità di Hussien. Intransigente, aggressivo, aveva un atteggiamento minaccioso nei confronti di coloro che «mantenevano una condotta di vita non rispettosa dei più integralisti precetti religiosi musulmani». Ma c’è di più, ci sono episodi che hanno fatto sì che l’indagato instaurasse un regime di timore nei confronti degli altri ospiti della struttura. «Addirittura, nei confronti di un ospite che aveva manifestato il proprio disprezzo verso l’Isis, l'indagato recandosi in cucina, aveva prelevato un coltello e, appoggiandolo alla gola di un operatore, aveva mostrato all'ospite che cosa gli sarebbe capitato se avesse continuato a denigrare l'organizzazione terroristica islamica», scrive il gip Assunta Maiore riportando le risultanze dell’indagine della Procura di Catanzaro e della Digos di Crotone. 
E ancora, aggredisce un altro ospite Hassan Sayed Ajmal con una  penna, colpendolo al volto perché questi lo avrebbe schernito durante la lettura del Corano per via della sua lunga barba.
Hussein non nasconde il suo credo e lo professa e non fa mistero di ritenere l’Isis «una cosa buona» come testimonia anche un assistente sociale dello Sprar. «Ha una chiara e spiccata indole violenta e una personalità assolutamente pericolosa», scrive il gip nell’ordina di custodia cautelare che condurrà Hussein in carcere con l’accusa di apologia dello Stato islamico e di associazione con finalità di terrorismo internazionale.

IL CONTROLLO DELLA MOSCHEA Ma Hussien non aveva generato paura solo all’interno dello Sprar di di San Nicola dell’Alto. Anche all'interno della moschea di Crotone, presso la quale è solito recarsi con frequenza settimanale, in occasione della preghiera del venerdì, aveva creato delle tensioni. Nelle conversazioni che gli agenti captano l’indagato si vanta di avere predicato davanti all’imam e a un gruppo di fedeli che «che sono rimasti ad ascoltarlo sino al termine del suo intervento». E pure critica l’imam al quale, a parere dello stesso, non piacerebbero i mussulmani. Ma, soprattutto, è convinto di avere il controllo della moschea e di incutere timore. «Qui ho il controllo di una moschea, parlo davanti ad altre persone... se non fai così qui non ti rispettano... io alla luce del sole dico le cose già loro alla luce del sole hanno paura di guardarmi…». Ma con l’imam di Crotone Hussien non è in sintonia. Questi, infatti lo avrebbe apostrofato come un pazzo, contestandogli di avere dei problemi psicologici per il fatto di essere un fervido osservante dell'ideologia mussulmana. Una considerazione che suscita la rabbia e l’indignazione dell’indagato, ferito nel proprio estremismo religioso.

LA “MISSIONE” Tra le cose più preoccupanti che gli inquirenti notano, inoltre, vi è una conversazione che il 29enne ha con la sorella a marzo scorso. Riferisce, infatti, che «nonostante qualcuno gli abbia chiesto di rientrare nel suo paese d'origine per fare la guerra santa, è necessario che in questo momento egli rimanga dove si trova, in quanto la sua missione, come sopra detto, è quella di redimere gli infedeli, riferendo espressamente che a queste persone dovrebbe essere tagliata la gola». «Sono cosi impuri che anche se leggi il Corano - dice Hussien – loro non hanno voglia di ascoltarti... posso raccontarti tanto fino a domani... e anche lui dice (ndt, riferito a Dio) che queste sono persone macchiate, timbrate alle quali dovrà essere tagliata la gola…».

DIVENTARE MULLAH Ad un suo interlocutore Hussien rivela di esser in contatto con un non meglio precisato mullah Ali col quale avrebbe discusso dell’auto proclamato Stato Islamico. Ma, soprattutto, il mullah Ali avrebbe proposto a Hussien il percorso per diventare mullah, ossia un imam. «Lo sa chi sono io... l'altro ieri ho parlato, mi ha detto: se tu vuoi seriamente ti aiuto io per ottenere la licenza e diventare mullah».

I VIDEO SU FACEBOOK «Questi martiri del profeta Muhammad ha parlato di loro, qualsiasi persona che fa la guerra fa la jihad, ammazza le persone in nome di Dio, solo il nostro Dio è il più grande! Innalza queste parole e mettile sopra tutti i programmi sopra tutte le parole. li profeta Muhammad ha detto questi sono martiri e non c'è bisogno di chiedere a nessun maestro o mullah, e non c'è bisogno di chiedere a nessun scienziato, ha confermato il profeta Muhammad quello che dico!». Questo è parte del discorso di un Mullah che Hussien aveva pubblicato su un profilo Facebook riconducibile all’indagato. Si approva il martirio e si precisa, come sintetizzano gli inquirenti: «che solo i veri combattenti, ovvero coloro i quali professano l'islam nella sua reale essenza, potranno considerarsi dei martiri e pertanto saranno gli unici a poter ambire ai benefici del paradiso». 

Alessia Truzzolillo
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RENDE L’allarme, nell’area che sta al confine tra Cosenza, Rende e Castrolibero è tanto. L’incendio che va avanti da due giorni, minaccia l’abitato di Sant’Agostino (una frazione di Rende) e si è propagato nella zona vicina alla vecchia discarica mai bonificata. C’è chi si sbilancia, come il consigliere comunale rendese del Movimento Cinquestelle Domenico Miceli e parla di «disastro ambientale» e chi, invece, seppure più cauto, rimane molto preoccupato.


(Il rogo a Sant'Agostino è ben visibile anche dalla zona industriale di Rende)


I primi focolai sono iniziati dal tardo pomeriggio di domenica, adesso l’area brucia da quasi 24 ore nonostante l’intervento dei Vigili del fuoco, probabilmente anche per via del forte vento. Ciò che suscita l’allarme è il levarsi di una densa colonna di fumo nero; un evento che lascia presagire che non stia bruciando soltanto un pezzo di bosco. Il timore – ma lo stabiliranno gli approfondimenti del caso – è che il fuoco sia arrivato all’interno della vecchia discarica. «Ora aspettiamo l'ordinanza del sindaco – scrive Miceli su Facebook –, ma ci chiediamo, anche in questo caso, se il sito era in sicurezza oppure no, se era stata portata avanti la manutenzione ordinaria, se le erbacce erano state tagliate, se il cancello e le reti che avrebbero dovuto impedire l'accesso a persone non autorizzate erano stati aggiustati».

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  • Occhiello Una densa colonna di fumo nero si è levata tra Rende, Cosenza e Castrolibero. Allarme tra i residenti

REGGIO CALABRIA Un cittadino di origine marocchina, Abdeljalil El Aslani, pregiudicato per immigrazione clandestina, stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione, falsità materiale, lesioni personali e omicidio colposo, è stato espulso dalla Questura di Reggio Calabria. Con il decreto di espulsione dal territorio nazionale l'uomo è stato accompagnato presso il Cpr di Brindisi.

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  • Occhiello L’uomo di origine marocchina è stato accompagnato presso il Cpr di Brindisi
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