Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 04 Giugno 2017

COSENZA Non sono bastati al Cosenza gli oltre 10mila cuori rossoblu presenti al “Marulla” per centrare la qualificazione alle semifinali dei playoff promozione di Lega Pro. Il Pordenone, infatti, forte della vittoria per 1 a 0 conquistata nella sfida di andata, costringe i calabresi ad un pareggio a reti inviolate che costa l'eliminazione per la squadra di mister De Angelis. 
A nulla, dunque, è servita la scelta del tecnico rossoblu di affidarsi ad un modulo offensivo come il 4-3-3, con il tridente d'attacco formato da Letizia, Mendicino e Statella. I rossoblu hanno provato in tutti i modi a ribaltare il risultato dell'andata e a conquistare il pass per le semifinali, sostenuti per l'occasione da un mare di gente che, fino alla fine, ha incitato i propri beniamini. Alla fine, però, a gioire è il Pordenone che, in semifinale, affronterà il Parma (gli emiliani hanno espugnato con il risultato di 2 a 1 il campo della Lucchese, stesso risultato con il quale i gialloblu hanno concluso il match di andata in casa al “Tardini”). Per il Cosenza, quindi, l'amara consapevolezza di averci provato anche se stasera il cuore rossoblu non è bastato per mantenere acceso il sogno serie B.
Il tabellone delle semifinali vedrà da un lato la sfida tra Parma e Pordenone e, dall'altro, quella tra Alessandria e Reggiana.

 

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  • Occhiello Il Pordenone costringe i calabresi ad un pareggio a reti inviolate e grazie alla vittoria dell'andata va in semifinale. Gli oltre 10mila sostenitori rossoblu non bastano per mantenere acceso il sogno serie B

PAOLA «La legge elettorale, nonostante le modifiche, continua ad avere problemi enormi». Lo ha detto il coordinatore nazionale di Articolo 1-Mdp Roberto Speranza, parlando con i giornalisti a margine di un incontro elettorale a Paola. «Dicono di aver tolto i capilista bloccati - ha aggiunto - ma in realtà ci sono le liste bloccate. Oggi è stato bocciato un nostro emendamento che chiedeva di far scegliere ai cittadini attraverso il voto di preferenza. Sembra che ci sia un patto tra Berlusconi, Renzi, Grillo e Salvini per sequestrare ai cittadini la possibilità di scegliere i propri eletti».
«Il centrosinistra esiste solo se è capace di superare le politiche fatte dal Pd in questi anni, perché sono state politiche di centrodestra - ha detto ancora Speranza -. Con Pisapia - ha aggiunto - dobbiamo costruire al più presto un campo largo alternativo alle politiche del Pd di questi anni. Penso che questo campo largo vada costruito a partire da alcuni valori di fondo come l'uguaglianza e il lavoro. Dobbiamo farlo nel più breve tempo possibile».

 

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  • Occhiello Il coordinatore nazionale di Articolo 1-Mdp nel Cosentino: «Con Pisapia dobbiamo costruire al più presto un campo largo alternativo del centrosinistra»

VIBO VALENTIA Si spara di nuovo a Vibo, e si spara in pieno centro abitato. Sembra infatti essere un vero e proprio agguato fallito quello consumatosi nel pomeriggio di domenica nel popoloso quartiere Affaccio. Diversi colpi d’arma da fuoco, probabilmente una pistola, sono stati sparati contro un 41enne che è riuscito miracolosamente a salvarsi. Secondo quanto si apprende a sparare sarebbe stato qualcuno giunto sul luogo a bordo di uno scooter: il malvivente – non è ancora chiaro se ci fossero dei complici – dopo aver suonato al citofono ha atteso la vittima designata sotto la sua abitazione e poi ha aperto il fuoco. Il 41enne però ha probabilmente intuito le sue intenzioni con tempestività ed è riuscito a fuggire via rimanendo illeso. Sul luogo del tentato omicidio sono intervenuti i carabinieri del Comando provinciale.  

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  • Occhiello L’uomo ha intuito le intenzioni del killer che lo attendeva sotto casa ed è riuscito a mettersi in salvo. La sparatoria è avvenuta in pieno centro abitato
Domenica, 04 Giugno 2017 19:31

Magazzino in fiamme nel Catanzarese

CATANZARO Nella mattinata di domenica i Vigili del fuoco del comando provinciale di Catanzaro sono intervenuti nella frazione Sant’Elia di Pentone a causa dell’incendio di un magazzino. Il rapido intervento delle squadre dei Vigili del fuoco ha evitato che le fiamme si propagassero alle abitazioni adiacenti all’edificio. Sul posto sono intervenuti 7 vigili de fuoco con 3 automezzi. Il contenuto del magazzino è andato completamente distrutto insieme a parte del tetto in lamiera. Le cause dell'incendio sono in corso di accertamento.

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  • Occhiello I Vigili del fuoco sono intervenuti a Pentone, nella frazione Sant’Elia, evitando che l’incendio si propagasse anche alle abitazioni vicine. Le cause sono in corso di accertamento

GUARDAVALLE I carabinieri di Guardavalle hanno arrestato Vincenzo Vasile, di 28 anni, e Piero Folino (44), entrambi di San Sostene, per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante un posto di controllo sulla statale 106, alle porte di Guardavalle, i militari hanno visto un'auto transitare a velocità sostenuta e l'hanno inseguita. I carabinieri hanno poi notato il passeggero, identificato nel Folino, abbassare il finestrino e gettare all'esterno una busta bianca che è risultata contenere 60 grammi di cocaina. Dopo poche centinaia di metri, con l'ausilio di un'altra pattuglia, i carabinieri hanno bloccato l'auto ed arrestato gli occupanti. Nelle successive perquisizioni sono stati trovati 570 euro in banconote di vario taglio, e un assegno in bianco ed un block-notes con nomi e cifre. Il Tribunale ha poi convalidato gli arresti disponendo l'obbligo di presentazione alla pg per Vasile e l'obbligo di dimora a San Sostene e di non allontanarsi dalla propria abitazione per Folino. 

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  • Occhiello Un 28enne e un 44enne di San Sostene sono stati bloccati dai militari a Guardavalle. Avevano tentato di disfarsi di 60 grammi di droga

CATANZARO «Pensare a tutto quello che ha valore, vedere una ragazza di 17 anni accoltellata a terra lì, a 50 cm da te, prestandole aiuto per come si può, anche dando solo una pillola di paracetamolo». Così un giovane catanzarese, che lavora in un pub a Londra, racconta su Facebook gli attimi terribili vissuti durante l'attacco terroristico che ha colpito la capitale inglese provocando 7 morti e 48 feriti. Il giovane, Vincenzo Marino, stava festeggiando il compleanno con la fidanzata giunta appositamente da Catanzaro, ed una coppia di amici quando si è scatenato l'inferno. I due giovani sono stati ritratti in una foto scattata dopo l'attacco mentre, incolonnati con altre persone e con le mani sopra la testa, vengono fatti allontanare dalla polizia. «Questo - scrive - non è il migliore dei modi per festeggiare il mio 23esimo compleanno. Vedere la tua ragazza a Londra per celebrarlo insieme a te e finire all'interno dell'attentato non è bello. È tutto terribile tutto un tremolio, di voce di gambe di braccia. Solo chi vive certe cose può provarla». «Gridare il nome di Allah prima di pugnalare con quei grandi e grossi coltelli da cucina - scrive ancora Vincenzo - non è la miglior cosa uno potesse sentire. La paura dei colpi di pistola, la gente che continua a piangere e a farsi il segno della croce.. Il senso della vita io l'ho capito ieri, quando fingendo di essere l'uomo più forte della terra, ho sperato di poter riabbracciare i miei fratelli, i miei amici i miei cari ed uscire da quell'inferno illeso». «Volevo assicurare tutte quelle persone che continuano a scrivere - aggiunge - che il mio telefono è morto, quindi l'unico mio modo di comunicazione è Facebook, volevo assicurarvi che io e la mia fidanzata stiamo bene, distrutti stanchi, adrenalinici, ridiamo e piangiamo nello stesso momento, stati confusionali e occhi rivolti verso il vuoto. Attimi che non augurerei neanche al mio peggior nemico. Come sono arrivato a casa ieri ho voluto abbracciare mio fratello, temevo di non poterlo più fare. È stato orribile, brutto e pauroso ma per fortuna avevo con me persone importanti. Un abbraccio a voi, e un buon compleanno a me, sperando questa volta di poter almeno mangiare un pezzettino di torta..». 

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  • Occhiello La testimonianza di Vincenzo Marino, 23enne di Catanzaro, che stava festeggiando il compleanno con la fidanzata e si è ritrovato nell’inferno degli attentati che hanno colpito la capitale inglese

LONDRA È originario di Reggio Calabria, ha 25 anni e si chiama Gabriele Sciotto il fotografo che stanotte ha immortalato l'immagine di due degli aggressori di Londra colpiti dalla polizia e distesi sul selciato nella zona di Borough Market. Sciotto, che è un foto-documentarista e vive e lavora nella capitale britannica, è stato intervistato dalla Bbc e ha raccontato la sua avventura. Ha spiegato che si trovava per caso nella zona di Borugh Market, piena di caffè e locali, e che vi era andato per guardare in un ristorante la finale di Champions League essendo «tifoso della Juventus». Poi, quando ha capito che qualcosa era accaduto, ha deciso di provare ad andare in giro per documentare se possibile un pezzo «di verità». Finché non s'è imbattuto nella scena della sparatoria fra la polizia e i due presunti terroristi. Sciotto ha aggiunto di non essersi fatto fermare dalla paura neppure dopo aver visto che uno dei due uomini agonizzanti sull'asfalto indossava una cintura, che poteva apparire esplosiva, con dei contenitori fissati da adesivi. «Non sono un esperto, ma non mi è sembrata una vera cintura esplosiva», ha detto il fotografo. 

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  • Occhiello Gabriele Sciotto, 25enne originario di Reggio Calabria, si trovava per caso a Borough Market mentre avveniva la sparatoria tra la polizia e i due assalitori

Si è concluso alle 15:30 un trasporto sanitario d'urgenza in favore di una bimba di 5 anni in imminente pericolo di vita. Un Falcon 50 del 31 Stormo di Ciampino ha trasportato nel primo pomeriggio di oggi la piccola paziente insieme ad un'equipe medica e ai familiari da Reggio Calabria a Firenze, dove la bambina è stata trasferita all'ospedale pediatrico Meyer. La missione, richiesta dalla Prefettura di Reggio Calabria, è stata disposta dalla Sala Situazioni di Vertice di Comando della Squadra Aerea, la sala operativa da dove vengono coordinati anche questo tipo di interventi. Gli aeromobili da trasporto e gli elicotteri dell'Aeronautica Militare, tra i quali appunto quelli del 31 Stormo, vengono ogni giorno utilizzati per i trasporti di Stato e per missioni di pubblica utilità, quali, come in questo caso, il trasporto sanitario d'urgenza di ammalati, di traumatizzati gravi e di organi per trapianti, nonché per interventi a favore di persone in situazioni di rischio. Questo servizio viene svolto su tutto il territorio nazionale, isole comprese. L'attività di trasporto sanitario, dato l'imminente pericolo di vita delle persone trasportate, impone un livello di prontezza ventiquattr'ore al giorno, 365 giorni all'anno. 

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  • Occhiello La piccola paziente e i suoi familiari sono partiti da Reggio Calabria assieme ad un'equipe medica. La bambina, in pericolo di vita, è stata trasferita all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze

«Sembra sparito nel nulla il decreto 50, firmato il 14 marzo scorso dal commissario Scura, che autorizzava l’assunzione di 600 persone nella sanità calabrese. E cosa più grave è che nessuno ne parla più. Non ne parla il contestato commissario e nemmeno la strabica politica calabrese, sia di maggioranza, sia d’opposizione che pure su quel decreto ha inzuppato, per l’ennesima volta, il veleno della polemica». È quanto afferma in una nota Teresa Papalia, segretaria aziendale della Cgil Medici all’Azienda ospedaliera di Cosenza. «Eppure – prosegue la nota – avrebbe dovuto dare una boccata d’ossigeno alla traballante sanità pubblica regionale: distribuite tra personale medico, tecnico, infermieristico e altre diverse figure professionali ritenute necessarie. Nel frattempo, sempre più sguarniti di personale medico e paramedico,gli ospedali scoppiano e i livelli essenziali di assistenza, meglio noti come  Lea, vengono garantiti a botte di turni aggiuntivi, grazie cioè a prestazioni extracontrattuali che oltre a essere più costosi per le casse regionali fanno lievitare il debito orario degli operatori oltre le 48 ore lavorative settimanali sancite dalla legge 161. Con i rischi collegati, per gli operatori e per i pazienti».
«E dire che questo decreto della discordia,aveva suscitato più di una levata di scudi. Sia da parte dello stesso commissario Scura che l’ha redatto – aggiunge Papalia – e che non è riuscito a costringere i direttori generali di Asp e aziende ospedaliere ad applicarlo (e ora se ne dimentica quasi per punire i suoi contestatori), sia da parte del Dipartimento salute della Regione Calabria che, dal canto suo, l’ha dichiarato non valido perché non sottoscritto dal sub commissario Urbani. Lo stesso Ministero della Salute, di concerto con quello dell’Economia, ha richiesto una rettifica tramite una relazione tecnico illustrativa per dimostrare la coerenza del provvedimento con le valutazioni operate sul fabbisogno del personale dai Tavoli tecnici, con la cornice finanziaria del Programma operativo 2016-2018 e con i vincoli specifici sulla spesa del personale. Scura non corregge, non protesta più la Regione, non interviene il Ministero. Le strombazzate assunzioni sono finite nel dimenticatoio. E mentre abbiamo assistito all’ormai arcinoto rimpallo di responsabilità tra la politica e la struttura commissariale (non cede l’una e non cede l’altra), tra il commissario e il ministero della Salute, tra i direttori generali e il commissario Scura che non li autorizzerebbe nemmeno ad assunzioni a tempo determinato per colmare le tante gravi carenze di personale, col rischio così di dover negare ai calabresi il diritto alla salute, è in corso un preoccupante scadimento dei livelli assistenziali a scapito dei cittadini e degli operatori sanitari che ormai vengono presi in giro quotidianamente da chi invece avrebbe  ben altri compiti, tra cui quello di lavorare seriamente per una normalizzazione della Sanità, a salvaguardia dei bisogni di salute dei calabresi».
«In una regione come la nostra, tutto ciò potrebbe anche non stupire più visto che dopo tanti anni di piano di rientro il risparmio sulla spesa sanitaria è stato ottenuto con il taglio del 50% del personale e con un aumento delle tasse per i cittadini. In questi ultimi due anni tra la Regione e la struttura commissariale è mancata qualsiasi interazione anzi è prevalsa una logica antagonista e una contrapposizione tra la politica e il Commissario, alimentata da atteggiamenti conflittuali da entrambi le parti che sicuramente non ha giovato ai cittadini calabresi. In poche parole mentre tutti hanno mostrato i muscoli, gli ospedali si sono dequalificati, l’emigrazione sanitaria è cresciuta anche per trattamenti banali, sono aumentati gli incentivi dati all’offerta privata, e i calabresi continuano a subire le conseguenze dell’inefficienza della sanità nostrana. A coloro che del succitato decreto hanno fatto un fantasma o uno specchio per le allodole – conclude la segretaria della Cgil Medici – è ora di chiedere anche che fine hanno fatto anche le reti assistenziali, tipo la rete nefrodialitica che riguarda una categoria di pazienti le cui cure sono a elevato impatto sociale. Continuare con questo scaricabarile oltre a offendere la dignità dei singoli, indebolisce ulteriormente un tessuto politico e sociale già allo stremo».

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  • Occhiello Teresa Papalia, segretaria della Cgil Medici all’Ao di Cosenza, richiama l’attenzione sulle “guerre” nella sanità calabrese: «Continuare con questo scaricabarile oltre a offendere la dignità dei singoli, indebolisce ulteriormente un tessuto politico e sociale già allo stremo»

CATANZARO «L’amministrazione comunale che uscirà dalle urne l’11 giugno non dovrà avere alcuna ombra. È per tale motivo che ho chiesto al candidato Domenico Schiavello, che viene tirato in ballo in un articolo giornalistico per presunti contatti con ambienti riferibili alla criminalità organizzata che risalirebbero a molti anni fa, di fare un passo indietro e uscire ufficialmente dalla campagna elettorale». È quanto si legge in una nota del sindaco uscente Sergio Abramo, candidato per la riconferma alla guida di una coalizione di centrodestra. Il riferimento di Abramo riguarda un articolo del Fatto Quotidiano. «Ho ottenuto dallo stesso Schiavello, che comunque non risulta indagato, la piena disponibilità – aggiunge Abramo – a ritirarsi dalla competizione elettorale. Nell’augurare a Domenico Schiavello di potere chiarire la sua situazione, riaffermo con convinzione la necessità che l’amministrazione comunale sia totalmente impermeabile rispetto al rischio di infiltrazioni mafiose e il mio incondizionato impegno a tenere fuori dalle istituzioni ogni possibile condizionamento da parte della criminalità organizzata».

SCHIAVELLO: MACCHINA DEL FANGO, SONO ONESTO È lo stesso Schiavello, con una nota, ad annunciare il suo ritiro dalla campagna elettorale: «Respingo con indignazione ogni insinuazione pubblicata in data odierna da alcuni organi di stampa, perché destituita da ogni fondamento giuridico – si legge nella nota – e finalizzata al solito, ed ormai abusato, modus di azionare la mediatica macchina del fango. Questa volta è toccato a me. Ribadisco la mia totale onestà, sin dalla mia nascita, sia come persona che come lavoratore, ed altresì come candidato alle comunali, lontano da ogni distorta logica criminale cui sono stato assimilato. Ho già conferito mandato ai legali per esperire ogni adeguata azione giudiziaria sia in sede penale che in sede civile contro coloro che saranno ritenuti responsabili delle infamanti condotte realizzate ai miei danni. Al fine di chiarire ogni profilo di tale vicenda, informo tutti – è la conclusione – che ho accettato l’invito del sindaco Abramo a lasciare la competizione elettorale per difendere la mia persona da qualsivoglia condizionamento».

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  • Occhiello L’annuncio del sindaco uscente dopo le notizie sui contatti tra l’aspirante consigliere comunale e il genero del boss: «L’amministrazione comunale che uscirà dalle urne l’11 giugno non dovrà avere alcuna ombra». Schiavello: «Contro di me la macchina del fango. Sono una persona onesta»
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