Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 08 Giugno 2017

CATANZARO Nicola Fiorita ha archiviato il primo dei due eventi conclusivi della sua campagna elettorale per la corsa a sindaco di Catanzaro. Il candidato indipendente del movimento “Cambiavento” si è infatti congedato dal centro storico della città con un singolare comizio itinerante che si è snodato per le vie e I vicoli di corso Mazzini.
Preceduto da una jazz band e seguito da qualche centinaio di sostenitori, Nicola Fiorita ha fatto tappa in tre piazze, ognuna delle quali ha visto il candidato sindaco parlare alla città ripercorrendo I capisaldi del programma elettorale per il recupero del centro storico passando per un breve excursus sulla storia della città curato dall’archeologo Francesco Cuteri.
La conclusione nella piazza ai piedi dello storico Palazzo Fazzari, ha invece visto Fiorita parlare ai presenti la lingua dell’entusiasmo e dell’impegno politico per la città, senza alcuna retorica da campagna elettorale, ma con parole nette soprattutto sul tema della legalità: «Catanzaro è pronta per cambiare ed è pronta a dire no ai condizionamenti sul voto. Imporre il voto ai propri dipendenti, costringerli a pratiche di voto riconoscibili è mafia. Chi ricatta il proprio dipendente, chi chiede il numero di sezione, compie un gesto mafioso. Essere contro la mafia non è solo chiedere ad un proprio candidato di ritirarsi, è battersi perché il voto sia realmente libero per tutti. Senza libertà non c’è democrazia».
«Non sono d’accordo – ha continuato – con chi punta il dito contro il voto disgiunto definendolo come una pratica scorretta: è un’opzione che ha l’elettore ed è giusto che possa esercitarla. Il voto disgiunto è un voto di libertà. Piuttosto noi siamo fermi e convinti nel dire “no” ai voti inquinati, sono proprio quelli I voti che non vogliamo ma che anzi respingiamo con forza. Non ci interessa vincere a tutti i costi, ci interessa farlo con voti puliti».
«Il nostro percorso – ha proseguito Fiorita – sta arrivando alla meta. O meglio, al primo traguardo che ci eravamo prefissati. E se già ieri non avevamo paura di perdere, oggi non abbiamo alcuna paura di vincere e di governare questa città con giustizia ed equità. Hanno cercato di etichettarci come una forza che sta da una sola parte, come un’élite. Non hanno capito, invece, che noi siamo una cosa nuova e io voglio essere il sindaco di tutti».
Prima di congedarsi, Fiorita ha lambito il tema Catanzaro calcio: «Chi mi conosce, sa quanto sia tifoso del Catanzaro e sa quanto io abbia accuratamente evitato di trattare in campagna elettorale questo argomento. Eppure, alla luce dei fatti, una cosa voglio dirla: se vinceremo, avremo l’obbligo di affrontare questa vicenda con estrema serietà, creando le condizioni migliori affinché imprenditori seri possano mettere in campo un progetto concreto e di lunga durata».
Infine, una battuta, Fiorita l’ha riservata ai suoi principali avversari. Sul sindaco uscente ha detto: «Sergio Abramo, in questa campagna elettorale, ha parlato sempre e solo di cantieri, mai di persone. Le opere  pubbliche sono importanti, certo, ma le persone lo sono di più. Ci chiede altri cinque anni per completare il suo lavoro? No, grazie, questa città preferisce vivere». Mentre l’analisi su Enzo Ciconte è stata impietosa: «Ciconte definisce la sua candidatura come un progetto nato dal basso. Strano, perché lui stesso è un consigliere regionale in carica, una consigliera regionale come Flora Sculco e un parlamentare come Pino Galati hanno costruito due liste a suo sostegno. E nonostante sia l’emblema di una candidatura dall’alto, a dirla tutta, la verità è che persino il Pd non vuol saperne di supportarlo. Tanto è vero che non si sono visti i ministri Dario Franceschini, Marco Minniti e Maurizio Martina e il sottosegretario Davide Faraone, annunciati nel capoluogo per testimoniare la bontà della scelta».

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  • Occhiello Preceduto da una jazz band e seguito da qualche centinaio di sostenitori, l’aspirante sindaco di “Cambiavento” ha fatto tappa in alcune piazze del centro storico ripercorrendo i capisaldi del suo programma elettorale

COSENZA La Corte di Cassazione ha rigettato in parte il ricorso presentato dalla difesa di Mario Baratta, il presunto killer del clan Perna di Cosenza, che in Appello era stato condannato a 14 anni di carcere. La Suprema Corte ha infatti annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente all'aggravante dell'art. 61 n.2  del codice penale che esclude e rinvia ad altra sezione della Corte di assise di appello di Catanzaro perché proceda a nuovo giudizio di comparazione delle residue circostanze eterogenee. Ma gli ermellini hanno rigettato nel resto il ricorso. Il ricorso era stato presentato dopo la sentenza di secondo grado nel nuovo processo perché il pm della Dda, Pierpaolo Bruni, aveva fatto appello contro la sentenza di assoluzione, per intervenuta prescrizione, emessa il 16 dicembre del 2014 a carico di Baratta, imputato nell'inchiesta "Garden", uno dei più importanti processi di 'ndrangheta del Cosentino. Il presunto killer del clan è accusato di omicidio aggravato per la morte di Mariano Muglia, dei tentati omicidi di Franco Pino e di Marcello Calvano e di associazione a delinquere di stampo mafioso.
La riapertura del procedimento, che ha portato alla sentenza del 2014, nasce da una decisione della Corte di Cassazione che dispose la remissione in termini per Baratta nell'ambito del processo "Garden". Fuori dai tecnicismi: la Suprema Corte aveva dato la possibilità alla difesa di Baratta di impugnare la sentenza "Garden", emessa nel 1997, con la quale Baratta venne condannato all'ergastolo. Il suo avvocato, Piergiuseppe Cutrì, nel 2012 impugnò quella sentenza dimostrando che all'epoca del procedimento giudiziario Baratta era latitante in Brasile. La Corte d'assise d'appello accolse le eccezioni di nullità della difesa stabilendo che il procedimento dovesse essere ridiscusso a Cosenza in sede di primo grado. In quell'occasione, il pm ha chiesto nuovamente l'ergastolo, ma la difesa ha rivendicato le attenuanti generiche facendo emergere anche l'avvenuta prescrizione per l'omicidio perché si tratta di fatti commessi prima della riforma del 2005. Così la Corte d'assise di Cosenza ha disposto il non luogo a procedere per Baratta per intervenuta prescrizione. Il pubblico ministero aveva appellato la sentenza evidenziando che l'imputato non poteva avere le attenuanti e la prescrizione per aspetti che attengono alla gravità del fatto. Ma, dopo un anno, la Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro aveva riformulato la condanna a 14 anni di reclusione riconoscendo però le attenuanti generiche. Baratta non andò in carcere perché aveva già scontato la pena.

 

Mirella Molinaro
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  • Occhiello La sentenza impugnata dai difensori del cosentitno Mario Baratta è stata annullata solo limitatamente alla contestazione di un’aggravante. In Appello era stato condannato a 14 anni di carcere

L’assessore regionale alle infrastrutture, Roberto Musmanno, e il dirigente generale del Dipartimento programmazione nazionale e comunitaria, Paolo Praticò, hanno incontrato, oggi pomeriggio, nella sede della Cittadella regionale, Beatrice Covassi, capo della rappresentanza in Italia della Commissione europea. Un confronto - informa l’ufficio stampa della Giunta - a tutto campo sul Por Calabria, Piano trasporti e immigrazione.
«La Commissione europea - ha detto Beatrice Covassi -  non è solo Bruxelles. Si muove nelle regioni per incontrare i rappresentanti istituzionali ma anche per ascoltare le istanze dei territori e conoscere le realtà che attraverso i fondi europei hanno saputo creare sviluppo». Dopo aver ascoltato l’assessore Musmanno e il dirigente Praticò, ha espresso il suo apprezzamento «per la valenza europea che la Regione Calabria e il presidente Oliverio danno all’Europa e per  il sistema di comunicazione che il dipartimento regionale ha messo in atto anche con il portale web per i fondi regionali ed europei Calabria Europa». Ha raccontato anche della visita a Riace e dell’esperienza d’integrazione positiva del sindaco Mimmo Lucano. Al termine è stata accompagnata per una visita guidata al Parco archeologico Scolacium di Roccelletta di Borgia.
L’assessore Musmanno si è soffermato sui finanziamenti Por per i collegamenti compresi nel Piano regionale dei trasporti ed in particolare sull’azione 7 che comprende 10 misure operative, con un offerta infrastrutturale nodale e lineare per un totale di 100 misure. «La strategia della Calabria per il settore dei trasporti e della logistica – ha specificato – si concretizza in 10 obiettivi e azioni e 10 misure per ogni azione. Tra questi figurano la sicurezza e la legalità, la formazione e la ricerca, il sistema portuale e Gioia Tauro, la sostenibilità, la mobilità dei passeggeri». Musmanno è, poi, entrato nello specifico degli interventi a lunga percorrenza e in area urbana, dei progetti per il collegamento multimodale dell’aeroporto con la stazione ferroviaria di Lemezia Terme, Germaneto e Catanzaro Lido, delle metrotranvie di Cosenza e Catanzaro, dell’adeguamento e della velocizzazione della rete ferroviaria jonica e ha ricordato che nei prossimi giorni saranno aperti i cantieri  per la Catanzaro Lido-Sibari. L’assessore alle infrastrutture ha anche parlato dell’adeguamento sismico degli edifici scolastici, partendo dalla percentuale, diffusa dal settimanale l’Espresso,  del 6% di edifici agibili. «Devo evidenziare che gli edifici presenti nel sistema nazionale dell’anagrafe dell’edilizia scolastica sono l’81,74%. Ad oggi – ha concluso l’assessore Musmanno -, ponendo come vincolo del bando la presentazione, entro tre mesi, dei progetti sull’anagrafe di edilizia scolastica, abbiamo 357 scuole finanziate per l’adeguamento sismico».
Il dirigente Paolo Praticò ha parlato dell’importanza dell’ufficio di partenariato «che – ha spiegato – ha ribaltato la logica della costruzione dei bandi perché, partendo dall’ascolto delle proposte, si è data la possibilità alle imprese di partecipare attivamente alle politiche di coesione. Tenendo conto dell’indirizzo politico del Presidente Oliverio, stiamo puntando molto sull’innovazione e sulla ricerca, abbiamo messo in pratica un approccio partecipato basato sulla conoscenza dei fondi comunitari. Perciò abbiamo lavorato anche all’innovazione interna del sistema regionale di comunicazione utilizzando il portale Calabria Europa come veicolo d’informazione ma anche per la presentazione delle domande, per raccogliere suggerimenti, utilizzando un linguaggio diretto e una grafica semplice e accessibile a tutti. Le tantissime richieste per i bandi sull’innovazione – ha infine evidenziato Praticò – ci dicono che siamo sulla strada giusta: a fronte di 15 milioni di bandi  finanziati abbiamo avuto richieste per 100 milioni».
All’incontro in Cittadella erano presenti anche i dirigente del dipartimento Programmazione Yvonne Spadafora e Tommaso Calabrò.

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  • Occhiello Alla riunione con Beatrice Covassi hanno partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Roberto Musmanno, e il dirigente generale del Dipartimento programmazione nazionale e comunitaria, Paolo Praticò

La Consob ha comminato una sanzione da 400mila euro alla finanziaria Cooperfin con sanzioni amministrative accessorie di 100mila euro a carico del presidente Marco Limoncelli, del presidente del collegio sindacale Pasquale D'Avino, e dei sindaci Giuseppe Sarno e Francesco Coscarella. Secondo la Consob la finanziaria ha offerto in opzione ai propri soci le azioni relative all'aumento di capitale a pagamento deliberato dall'assemblea straordinaria senza attivarsi per adempiere all'obbligo della preventiva pubblicazione del relativo prospetto informativo. Il nome della finanziaria è comparso nell'ambito dell'inchiesta “Robin Hood” della Dda di Catanzaro sulla gestione dei fondi del “Credito sociale” che ha portato all’arresto dell’ex assessore regionale Nazzareno Salerno.

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  • Occhiello La finanziaria, che avrebbe proposto un aumento di capitale senza prospetto informativo, è coinvolta nell’inchiesta “Robin Hood” della Dda di Catanzaro

CROTONE Nove tappe in nove giorni, pedalando da Crotone a Vigone, provincia di Torino, per mantenere la promessa fatta in caso di salvezza. Davide Nicola è pronto, e la bicicletta rossa col suo nome è spettacolare. Partirà venerdì, in tarda mattinata, dallo stadio Ezio Scida, quello che ha visto un'intera città impazzire di gioia il 28 maggio scorso per una salvezza praticamente miracolosa. «Ho fatto questa promessa sportiva - ha detto Nicola - e la mantengo. Anche perché ormai tutti mi chiedevano quando sarei partito, e mi sono arrivate migliaia di email di persone che volevano conoscere il percorso per venirci a trovare. Tra loro c'è anche Francesco Guidolin, ma lui va forte davvero, magari lo avvisiamo negli ultimi chilometri così non ci fa fare brutta figura». Con lui partiranno altri tre ciclisti, il collaboratore tecnico Elmiro Trombino, il cognato di Nicola, Paolo, e suo nipote Alessio, assistiti sotto il profilo tecnico dall'ammiraglia con Giuseppe Aiello e Giuseppe Macirella della Ciclofficina di Crotone. «Vedremo - dice Nicola - quante persone raccoglieremo durante il percorso, e penso che saranno tante. Tengo a ricordare a tutti - dice sorridendo - che non è una gara. È un anno che non vado in bici, non so se ce la farò ma ci metterò tutto il mio impegno, come ho fatto con la squadra che ho allenato. Mi inventerò qualcosa...». Da Crotone a Taranto, poi Bari, Pescara, Ancona; quindi il trasferimento a Livorno, direzione Genova e poi finalmente Torino. «Non è un percorso casuale, perché ho voluto toccare città che ho conosciuto per averci giocato o allenato». Sulla base di un progetto pensato dal Crotone, il viaggio in bici di mister Nicola avrà anche un risvolto sociale, grazie al patrocinio di Aifvs (associazione italiana familiari vittime della strada) e di Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta). «Un patrocinio di cui sono orgoglioso perché ci offre la possibilità di veicolare un messaggio legato al buon senso e al rispetto delle regole sulla strada. Avremo modo di ricordare Michele Scarponi e Nicky Hayden, perché attraverso loro si possono ricordare tutte le altre vittime, magari meno conosciute». Infine Davide Nicola farà anche in un certo senso da "cavia", perché testerà una innovativa bicicletta con pedalata assistita realizzata da una start-up crotonese, la Irenova.

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  • Occhiello Nove tappe per celebrare l'impresa del Crotone su una bici innovativa. E il viaggio servirà a ricordare le vittime della strada
Giovedì, 08 Giugno 2017 19:22

Acri, lo show del candidato diventa virale

GIOIA TAURO La Protezione civile regionale, su indicazione della Prefettura di Reggio e di concerto con “Aterp” Calabria e con l’amministrazione comunale, da qualche giorno, ha avviato – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta - le attività di bonifica del quartiere “Ciambra” di Gioia Tauro, con personale specializzato ed adeguati mezzi. In particolare, la “Prociv” regionale sta svolgendo le seguenti attività: sistemazione della rete fognaria e delle acque bianche, che versavano in totale stato di abbandono; rimozione, mediante idrovore, dai seminterrati dei circa venti edifici popolari, dei reflui fognari di cui erano invasi; rimozione mediante mezzi meccanici di rifiuti che erano disseminati per il quartiere e organizzazione del loro smaltimento quotidiano. «Nel quartiere “Ciambra” – dice la Protezione civile regionale - da circa 30 anni vivono centinaia di persone, prevalentemente di etnia rom, in condizioni di grave degrado. Attualmente nel quartiere abitano circa 220 persone, di cui 60 bambini, che vivono in condizioni disumane in 20 edifici popolari mai completati. Per la mancanza di condotta di collegamento alla rete principale, gli scarichi fognari si riversano direttamente nei seminterrati degli edifici,  che sono stati trasformati in pozzi neri a cielo aperto, a pochi passi da aree in cui giocano decine di bambini corrono il serio rischio di cadervi dentro. Questo quadro determina anche condizioni igienico-sanitarie molto gravi data la presenza di ampie aree del quartiere a rischio malattie infettive (per la diffusione di colibatteri fecali e di altra natura), marcate per di più da un olezzo insopportabile che pervade l'intero quartiere Ciambra. Il tutto è aggravato dalla presenza di cumuli di rifiuti, alti fino a tre metri, disseminati per tutto quartiere che, insieme ai reflui fognari, sono responsabili di una diffusa presenza di topi. Si ringrazia il  Centro Italiano Protezione Civile comitato provinciale di Vibo Valentia - nella persona del presidente Francesco Di Leo - per il costante e qualificato contributo fornito. Si esprime infine soddisfazione per la concreta collaborazione degli abitanti del quartiere Ciambra che stanno supportando in modo encomiabile gli operatori nell'espletamento delle attività». 

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  • Occhiello Nell’area vivono in condizioni di degrado centinaia di persone. Tra palazzi mai completati e pozzi neri a cielo aperto in cui i bambini rischiano di cadere ogni giorno 

COSENZA L'accordo sulla metroleggera di Cosenza – dopo mesi di tira e molla e un muro contro muro che sembrava impossibile da scalfire – è vicino. Deve essere vicino, perché lunedì prossimo i due Mario (il sindaco di Cosenza Occhiuto e il governatore Oliverio) si vedranno a Palazzo dei Bruzi. L'appuntamento è alle 10,30 e segna un passo fondamentale verso la realizzazione dell'opera da 160 milioni di euro. Si tratta, come recita la pubblicistica istituzionale di un «incontro propedeutico alla firma dell’accordo con la Regione Calabria per il progetto di “Realizzazione di un sistema di collegamento metropolitano tra Cosenza, Rende e Università della Calabria” e per le altre opere complementari che sono state inserite nel suddetto accordo». Comunicazione secca, ma il sottotesto filtra dall'entourage del primo cittadino: la Regione ha accolto le richieste del Comune, sia sul tipo di infrastruttura da realizzare (il nodo è il passaggio su viale Parco) sia sulle opere accessorie. E anche, aggiunge qualcuno, sul luogo in cui siglare l'accordo (Occhiuto ci teneva molto che fosse Cosenza) L'intesa, insomma, è stata trovata. Anche grazie alla mediazione del presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci, il primo a scendere in campo cercando di mettere d'accordo i due Mario. Una volta trovata definitivamente la quadra, la firma del comune bruzio si affiancherà a quella del comune di Rende – all'incontro parteciperà anche il sindaco Marcello Manna. E i lavori potranno iniziare. Questa volta davvero. 

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  • Occhiello Fissato l'incontro propedeutico per la firma che darà il via libera alla realizzazione dell'opera. Ci saranno anche Iacucci e Manna

LAMEZIA TERME Il gip distrettuale di Catanzaro Pietro Scuteri ha emesso l’ordinanza riguardante l’inchiesta “Crisalide”, che lo scorso 23 maggio portò al fermo di 52 persone considerate sodali della cosca “Cerra-Torcasio-Gualtieri” di Lamezia Terme. Sei dei fermati sono stati scarcerati, per venti di loro il giudice ha disposto i domiciliari ma sette nuovi soggetti sono stati raggiunti da ordinanza di custodia in carcere. Si tratta di Luigi Vincenzini, Pietro De Sarro, Cosimo Marco Passalacqua, Antonio Stella, Francesco Gigliotti, Davide Belville e Saverio Torcasio classe ’86. Ai sette nuovi indagati, che erano reclusi per altra causa, viene contestata l’associazione a delinquere, traffico illecito di stupefacenti, possesso illegale di armi ed esplosivi ricettazione e rapina. 
La scarcerazione è stata notificata a Emmanule Fiorino, Daniele Grande, Daniele Amato, Concetto Pasquale Franceschi, Guglielmo Mastroianni e Flavio Bevilacqua. Sono stati destinati alla custodia cautelare ai domiciliari Mattia Mancuso, Salvatore Luca Torchia, Paolo Strangis, Carlo Alberto Gigliotti, Vincenzo Brizzi, Alessandro Gualtieri, Vincenzo Strangis, Alex Morelli, Antonio Torcasio, Davide Cosentino, Alfonso Calfa, Di Bello Ivan, Pino Isaac Esposito, Esmeraldo Davoli, Antonio Perri, Antonio Muoio, Giuseppe De Fazio, Francesca De Biase, Giuseppe Costanzo, Maurizio Caruso.
Dei fermati a maggio in 26 restano in carcere.

L’OPERAZIONE L’operazione “Crisalide”, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Catanzaro e della compagnia di Lamezia Terme, coordinati dalla Dda del capoluogo, ha portato il 23 maggio fa all’arresto di 52 persone considerate sodali della cosca “Cerra-Torcasio-Gualtieri”. Al vertice della consorteria vi sarebbe Antonio Miceli che organizzava, secondo l’accusa, le nuove leve nelle varie attività illecite. Partita con lo spaccio di sostanze stupefacenti, la cosca avrebbe poi allargato le proprie attività alle estorsioni e alle intimidazioni contro gli esercizi commerciali del quartiere di Nicastro, a Lamezia Terme. Per poter mantenere in città una strategia del terrore, Miceli e i suoi avevano fatto sì in modo di procurarsi un vero e proprio arsenale, costituito da materiale esplosivo e armi tra cui kalashnikov e bazooka. Fare “tremare tutta Nicastro” era l’obbiettivo del clan che nel corso dei mesi aveva eseguito diversi atti intimidatori quali bombe di piccolo e medio potenziale, incendio di auto e vetrine, minacce tramite cartucce e “pizzini”.
Senza contare che la cosca si era organizzata nel corso delle amministrative 2015 per sostenere due candidati. Secondo la Dda, che li ha indagati, si tratta di Pasqualino Ruberto, ex consigliere comunale, e Giuseppe Paladino, ex vicepresidente del consiglio comunale. Indagato anche il padre di quest’ultimo, Giovanni. 

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello Nuovo step dell'operazione Crisalide. Nell'ordinanza emessa dal gip di Catanzaro coinvolti altri esponenti della cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri. Altre 6 persone, invece, escono dal carcere, 20 ai domiciliari

COSENZA Si è svolto oggi in prefettura, a Cosenza, un ulteriore incontro con alcuni sindaci della provincia finalizzato a sollecitare gli stessi a presentare progetti Sprar, al fine di assicurare l'accoglienza, diffusa sul territorio provinciale, di migranti richiedenti asilo. Attualmente, è scritto in una nota della prefettura, sono 45 i Comuni in cui sono stati attivati Centri di accoglienza finanziati con il "Fondo ex art. 12, comma 2, del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193", mentre altri 11 Comuni sono stati ammessi al finanziamento per l'anno 2016-2017, come risulta dal decreto di approvazione della graduatoria dei progetti Sprar, firmato dal ministro dell'Interno Marco Minniti il 30 maggio 2017. Nel corso della riunione, il prefetto ha più volte ribadito come sia assolutamente necessario procedere ad attivare Centri Sprar in ogni comune, in modo da assicurare una migliore gestione del fenomeno e una più adeguata accoglienza dei migranti. Ha altresì evidenziato, è scritto nella nota, «come i continui sbarchi e l'assegnazione di migranti richiedenti asilo, impongono al momento la necessità dell'apertura di altri Cas, con la conseguente presenza, nei territori dei singoli comuni interessati, di un numero di migranti superiore a quello indicato dalla direttiva del ministro dell'Interno dell'11 ottobre 2016, contenente le regole per l'avvio di un sistema di ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo e rifugiati sul territorio nazionale attraverso lo Sprar. Il prefetto ha posto in risalto che sarà possibile invertire tale tendenza solo se ogni comune farà la propria parte e ospiterà il numero previsto dalla citata direttiva ministeriale, ricordando come nei Comuni ove sono stati aperti centri Sprar l'esperienza risulti, per come riferito dai sindaci dei relativi territori, sicuramente positiva. Ha inoltre evidenziato come l'apertura di centri Sprar comporta ricadute positive, sia sotto il profilo del ripopolamento di quei Comuni che hanno visto drasticamente diminuire il numero dei propri abitanti, sia per evitare la chiusura degli istituti scolastici per il decremento degli alunni, nonché per i riflessi di natura economica per il territorio.
Il prefetto ha altresì precisato che nei Comuni in cui non sono attivi gli Sprar si dovrà necessariamente tenere conto della disponibilità ad aprire i centri manifestati dai privati, anche in considerazione del fatto che non vi sono più posti disponibili nei centri di assistenza già autorizzati. Tutti i Comuni partecipanti hanno espresso l'intenzione di presentare progetti Sprar, ritenendo che l'accoglienza diffusa e più razionalmente distribuiti su tutto il territorio provinciale, poiché consente il contenimento del numero di migranti ospitati in ogni Comune, sia l'unico strumento per assicurare una vita dignitosa a chi raggiunge le nostre coste, garantendo la piena integrazione nel tessuto sociale e, nel contempo, sia utile a far accettare alle collettività locali la presenza dei migranti». Sono previsti a breve, conclude la nota, «altri incontri con gli altri sindaci della provincia, affinché si possa realizzare tempestivamente il sistema dell'accoglienza diffuso».

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  • Occhiello La ricetta di Tomao illustrata ad alcuni sindaci: in questo momento è possibile frenare lo spopolamento e il dimensionamento delle scuole
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