Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 09 Giugno 2017

Il progetto di metro-tranvia che la Regione sostiene come la panacea dei problemi di trasporto nell’Agglomerazione Cosenza-Rende-Castrolibero (ACRC), risulta affetto da limiti evidenti e potrebbe indurre impatti economici, urbanistici, sociali ed ambientali negativi, che potrebbero acuirsi nel tempo.

Si propone qui di seguito una soluzione alternativa finalizzata al potenziamento del Sistema di Trasporto collettivo e della mobilità nell’ACRC, che permetterebbe di non sprecare le opportunità finanziarie (circa 160 Milioni di Euro) inserite nella programmazione regionale. Non una soluzione contro il trasporto pubblico, ma una soluzione per un assetto del trasporto pubblico più aderente al contesto territoriale, meno invasiva, non vincolante dal punto di vista ambientale ed urbanistico, comunque di elevata qualità, realizzabile in tempi brevi.

Prima di illustrare la soluzione alternativa occorre richiamare i principali elementi di debolezza del Progetto di Metro-tranvia; si ravvisa in particolare che:

1)    Le esperienze europee evidenziano che il tram è una soluzione efficace per agglomerazioni urbane robuste (250-400.000 abitanti), su corridoi ad intenso traffico ed in presenza di una fitta rete di linee di autobus di sostegno; l’ACRC conta oggi circa 105 mila abitanti, quindi appare fuori scala;

2)    Una linea di tram si giustifica per livelli di domanda dell’ordine di 100-200 mila passeggeri/giorno, per flussi orari di 5.000-10.000 passeggeri; nel Progetto per l’ACRC si stimano livelli di domanda dell’ordine di 38 mila utenti/giorno nel 2014, 48 mila nel 2020; e si stima un flusso di 2.500 passeggeri l’ora solo nella tratta più carica; evidentemente il Progetto appare ancora una volta fuori scala;  

3)    La soluzione TRAM risulta vantaggiosa in termini economici solo allorquando si registrino flussi superiori a 2500 pax/h-dir (http://wem.altervista.org/iltramdiemili/intro.html; R.Emili; A.Nuzzolo): “Quando l’intensità di traffico localmente arriva a 80-110 Autobus/ora per verso di marcia anche l’effetto del traffico pubblico diviene rilevante e si impone la questione di realizzare l’analoga capacità trasportistica con una diversa modalità, come appunto quella tranviaria, idonea a erogare la stessa capacità senza produrre smog, oltre che ad essere la più economica in termini di Life Cycle Cost quando si superano domande trasportistiche oltre i 2.500 pax/h per direzione”. Nel caso dell’ACRC questi flussi sono lungi dall’essere raggiunti, salvo che in alcune tratte e in ora di punta;

4) La domanda di mobilità assorbita dall’ACRC risulta sovrastimata come può evincersi dalla tabella seguente; si stima da Progetto un tasso di mobilità pari a 14,56 spostamenti per 100 mila abitanti, superiore di gran lunga ad altre realtà similari nazionali (Messina, Bergamo, Sassari, Cagliari) e addirittura superiore a città come Grenoble dove esiste una rete molto fitta di trasporto pubblico. Livelli di domanda evidentemente eccezionali e non giustificabili in un approccio che dovrebbe essere per sua natura prudenziale; 

 

   

 

5)    La Metro-tranvia è, per definizione,  “un sistema di trasporto che mantiene le caratteristiche della tranvia, ma che consente velocità commerciali e capacità di trasporto superiori grazie ad adeguati provvedimenti atti a ridurre le interferenze del sistema con il restante traffico veicolare e pedonale”; naturalmente anche i costi lievitano; ciò implica che qualora si adottasse questa soluzione di progetto (in Regione si continua a sostenere un Progetto di Metro), essa sarebbe ancora più fuori scala rispetto alle esigenze del territorio e ai parametri di convenienza economica;

6)    L’offerta di trasporto risulta contenuta in termini di veicoli (una decina) e frequenza  (una corsa ogni 10 minuti nell’ora di punta, una ogni 20 minuti nell’ora di morbida), il che potrebbe riverberarsi in una minore attrattiva per l’utenza. In effetti il tempo di viaggio in Tram dal centro di Cosenza ad Arcavacata, comprensivo di tempi di accesso/egresso e tempo medio di attesa, risulterebbe di circa 35-40 minuti, senza considerare eventuali fenomeni di congestione;

7)    Il costo medio di infrastruttura di una linea tramviaria in Europa è dell’ordine di 15-25 Milioni Euro/km (per una Metro-tranvia si arriva a 25-40 Milioni Euro/km); assumendo prudenzialmente una soluzione Tram e un costo medio pari a 20 Milioni Euro/km, per l’ACRC il costo della sola infrastruttura (considerando 11 km di linea) ammonterebbe a 220 Milioni Euro/km; il che significa che le risorse disponibili per tutto il Progetto (160 Milioni) non sono sufficienti per la realizzazione della linea e quindi sono ampiamente sotto-stimati; il rischio conseguente è che l’opera venga avviata e rimanga una grande incompiuta con tutti i riflessi negativi che si possono immaginare;

 

 

 

 

8)    Il costo di gestione ordinario di un Tram in Europa si aggira fra 6 e 10 Euro per veicolo-km; nel caso dell’ACRC sono preventivati 416.000 vetture-km/anno (63 coppie di treni/giorno feriale, con corse di 21 km A/R); il che si traduce in un impegno pari a 3,3  Milioni di Euro/anno (assumendo un costo medio pari a 8 Euro); ma se si assume una tecnologia Metro-tranvia come dichiarato nel Progetto, il costo unitario aumenta e supera i 10 Euro per veicolo-km; se ne deduce un valore annuo di 4,16 Milioni di Euro/anno; la stima di Progetto risulta dunque alquanto  sottostimata (indicata in una versione di Progetto pari a  3,1 Milioni di Euro/anno);

9)    La linea di Progetto presenta uno sviluppo piuttosto decentrato sul territorio di Cosenza;

10)    La linea su ferro in città si tradurrà inconfutabilmente in un elemento infrastrutturale rigido sia rispetto all’esercizio (un veicolo che si ferma per qualsivoglia motivo blocca l’intero sistema) sia rispetto al tessuto urbano con un effetto “taglio”  tanto più se si opta per l’opzione Metro-tranvia;

11)    I tempi di realizzazione della linea, in rapporto a numerose esperienze europee e al fatto che i lavori interesseranno la viabilità esistente, richiederà tempi rilevanti di realizzazione (non inferiori a 5 anni) e ciò pone una serie di interrogativi in relazione al rischio disimpegno delle risorse qualora le opere programmate non risultino terminate entro il 2020 (POR Calabria) e agli impatti sulla vita urbana; se poi i fondi per il completamento dell’infrastruttura si rivelassero insufficienti, come ravvisato al punto 5, la situazione risulterebbe drammatica;

 Alla luce di quanto sopra si ravvisa l’opportunità di assumere una soluzione progettuale alternativa, denominata BELS (Bus  ad Elevato Livello di Servizio; BHLS in inglese) paragonabile al tram per qualità e prestazioni, ma assai meno costosa: autobus ecologici, confortevoli, di 18 o 24 m di lunghezza, in sede riservata e protetta per quanto possibile, con priorità di transito agli incroci. Una soluzione non invasiva, ma di qualità, suscettibile di adeguamento di percorso in rapporto agli sviluppi del sistema insediativo nel tempo, caratterizzata da costi più abbordabili e tempi di realizzo molto più contenuti. La conseguente economia di risorse finanziarie potrebbe essere indirizzata su interventi complementari, ad esempio potenziamento parco autobus (il parco autobus operativo nell’ACRC è attualmente sotto gli standard di una media città italiana), servizi a domanda, car sharing, in modo da assicurare quel mixing di servizi integrati e coordinati che rappresentano una soluzione ideale per una conurbazione che guarda al futuro come quella cosentina.

 

Il BHLS – Bus High Level of Service è una tecnologia di trasporto pubblico che si è andata diffondendo con successo in numerose città europee negli ultimi 10 anni;  si tratta di linee di trasporto con autobus ad elevate prestazioni, su sede riservata e/o protetta, con circolazione a vista, con sistemi di controllo del tutto simili a quelli dei Tram, per corridoi urbani  a forte densità abitativa. I veicoli sono Bus ordinari, in genere articolati (18 m) o bi-articolati (24 m), con pianale ribassato in toto o parzialmente, ecologici (propulsione Ibrida o Elettrica), con stazioni/fermate,  equipaggiamenti e tecnologie controllo simili a quelle di un tram.

 

 

 

In sintesi il BHLS non è da considerare alla stregua di una linea di autobus classica, piuttosto un sistema di trasporto intermedio per caratteristiche fra Tram e Bus, che assume i vantaggi del Tram e del Bus, superando i limiti dell’uno e dell’altro. In sintesi esso presenta i seguenti vantaggi:  

·       Inserimento urbano non troppo  impegnativo (assenza rotaie)

·       Assenza di cavi aerei (bus ibridi, elettrici a batterie, metano).

·       Nel caso di Filobus è possibile ricorrere ad una alimentazione a batteria nelle tratte urbane

·       Riassetto rete TPL (linea maestra)

·       Miglioramento ambiente urbano

·       Pedonalizzazione spinta e protezione sede viaria

·       Aumento valori residenze e locali commerciali  attorno alle fermate (10-20%)

·       Prestazioni paragonabili a quelle di un Tram (v.Figura seguente)

·       Costi di investimento e di esercizio più contenuti di un Tram (v.Figura seguente).

 

 

Nel caso specifico dell’ACRC si ipotizza una soluzione di sistema imperniata su una linea BHLS urbana e su un insieme di altri interventi significativi da realizzare con le economie risultanti dalla tecnologia BHLS. Nello specifico:

Linea maestra BHLS (14 Bus articolati) 80 M. €

Potenziamento Flotta e Standard (30 bus) 10 M. €

Potenziamento Ferrovia  locale 20 M. €

Treni per servizio Agglomerazione (4 unità)  15 M. €

Interventi Mobilità dolce 15 M. €

ITS e attrezzature per la mobilità 20 M. €

TOTALE                              160 M. €

 

Nelle figure seguenti sono proposte alcune immagini circa il possibile tracciato di linea BHLS; esso si snoda entro l’area urbana (linee in neretto) e si ipotizza la possibilità di un prolungamento sino ad una nuova stazione ferroviaria di Montalto, secondo l’ipotesi di progetto prefigurata nel disegno originario della città universitaria (vedi figura Stampa, Anni 80). Il tracciato è proposto, sempre in linea indicativa, con maggior dettaglio attraverso le tre figure su google-map a seguire.

La linea BHLS impegnerebbe un finanziamento pari alla metà del Progetto di Metro-tranvia della Regione; la somma rimanente può essere dunque orientata al potenziamento della flotta di autobus ordinari, utile a coprire il deficit di standard esistente (30 nuovi mezzi) e produrre un effetto “rete” ben integrato con la linea maestra BHLS; ma anche al potenziamento del servizio ferroviario attraverso l’acquisto di treni di ultima generazione e un rafforzamento dell’infrastruttura ferroviaria FC prolungata da Vagliolise fino a Castiglione Cosentino e alla nuova stazione di Montalto (v.schema). Non ultimo, sono possibili interventi significativi per la Mobilità dolce (aree pedonali, zone a traffic calming, percorsi pedonali protetti, adeguamento delle infrastrutture in modo da facilitare l’accessibilità alle persone con disabilità, arredo urbano a vantaggio della vita di quartiere, piste ciclabili, ecc.) per un impegno di 15 Milioni di Euro; ed ancora interventi ITS (Sistemi Intelligenti di Trasporto) ed attrezzature per la mobilità di ultima generazione (20 Milioni di Euro): informazione all’utenza, tecnologie web, sistemi di monitoraggio dei servizi, bigliettazione integrata,  paline intelligenti, bike sharing diffuso, dispositivi atti a facilitare l’integrazione modale.

 

 

Numerosi sono i vantaggi della soluzione BHLS per l’ACRC; tra gli altri:

·       Pochi interventi infrastrutturali: essenzialmente sul percorso stradale Quattromiglia-Unical

·       Non intacca per nulla Viale Parco

·       Assenza di vincoli di binario

·       Costi di investimento e tempi di realizzazione contenuti (18-24 mesi)

·       Posto Centrale di Controllo e Priorità Bus agli incroci

·       Linea maestra con layout e immagine di risalto

·       Cucitura organica delle aree urbane di Cosenza, Rende, Castrolibero

·       Riassetto servizi su gomma, integrazione linee AMACO e Consorzio Autolinee (BHLS condiviso), disegno linee feeder, integrazione vettoriale e tariffaria

·       Nessuna perdita posti di lavoro

·       Rafforzamento offerta esistente su tutta l’area urbana

·       Possibilità di estensione Linea e/o modifiche di tracciato

·       Possibilità di dar vita a nuove linee BHLS integrative (Rete primaria).

 

In termini di programma di esercizio si possono  garantire servizi addirittura migliori rispetto al Progetto della regione in termini di frequenza e percorrenze; in sintesi:

•  LUNGHEZZA LINEA                                                   ~ 10 km

•  LUNGHEZZA PERCORSO A/R                                  20 km

•  TEMPO PERCORSO                                                    30 min

•  VELOCITA’ COMMERCIALE                                  15 km/h

•  ORARIO di SERVIZIO: 6:00-24:00                 18 ore                                                  

•  FREQUENZA PUNTA (6 ore)                                  10 corse/h

•  FREQUENZA MORBIDA (12 ore)                                    4 corse/h

•  CORSE GIORNALIERE                                                    108 corse

•  PERCORRENZA GIORNALIERA                                  2.160 veic-km

•  PERCORRENZA ANNUA:                                                   734.400 veic-km

•  PARCO VEICOLARE                                                    10 veicoli (+ 4 Ris)

•  CAPACITA’ CARICO VEICOLO                                  140 posti

•  CAPACITA’ ORA di PUNTA                                  1.400 posti/h-dir

•  CAPACITA’ ORA di MORBIDA                                     560 posti/h-dir

 

In rapporto ai tempi e costi di realizzazione, la soluzione progettuale proposta appare più abbordabile e fattibile senza grandi ripercussioni sul sistema viario esistente. Essa potrebbe essere realizzata, includendo anche le altre componenti di progetto (per un ammontare complessivo di finanziamento invariante) dalla stessa società aggiudicataria dell’appalto. E potrebbe essere facilmente approvata dalla Commissione Europea, anche in ragione delle considerazioni esposte in premessa sui limiti del Progetto di Metro-tranvia, a patto che si apra al più presto una procedura di negoziazione per la modifica/rimodulazione del finanziamento.

 

Si ipotizza un innesto della linea FC proveniente da Rogliano alla linea FS a Vagliolise,  assumendo un doppio scartamento con l'interposizione di una rotaia FC fra i due binari a scartamento ordinario della linea FS, permettendo ai treni FC di fruire della linea FS attuale anche in stazione Centrale. La linea prosegue così verso Castiglione Cosentino sempre in doppio scartamento, innestandosi sul tratto a doppio binario compreso tra Cosenza e Castiglione Cosentino, lungo 4,335 km. Da Castiglione si potrebbe diramare un  binario a scartamento ridotto FC diretto a san Fili e passante dall’estremo Sud dell'Unical. Tale tratto di binario percorrerebbe il sedime della ex linea FS per Paola, ancora armata e in buone condizioni. E da Castiglione la linea FC potrebbe proseguire fino alla stazione di Montalto, per ricollegarsi alla linea Sibari-Paola. Il tempo di viaggio da Cosenza Centro al Campus universitario sarebbe dell’ordine di 15 minuti; e si determinerebbe una cucitura anche con i quartieri Casali e Bosco di Rovito e, sulla dimensione extraurbana, con tutti i comuni del Savuto (Aprigliano, Piane Crati, Mangone, Rogliano, Marzi) e della Pre-Sila (Spezzano, Celico, Rovito, Casole Bruzio, San Pietro in Guarano) che andrebbero a trovare nel treno un mezzo di trasporto veloce e sicuro, libero dai rischi di congestione cui gli autobus ordinariamente vano incontro.

* ordinario di Trasporti Università Mediterranea di Reggio Calabria e coordinatore regionale Movimento Altra Calabria

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  • Occhiello di Domenico Gattuso*

CATANZARO «Entra in consiglio generale di Confindustria l’imprenditore calabrese Daniele Rossi».  È quanto comunica, in una nota, l’ufficio stampa di Unindustria Calabria. «Vicepresidente di Unindustria Calabria e presidente di Confindustria Catanzaro, Daniele Rossi – prosegue la nota - va ad arricchire la delegazione calabrese nel parlamentino di Viale dell’Astronomia a Roma, già rappresentata dal presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca e dal presidente della Piccola Industria di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara. Quarantuno anni, dal 1997 nell’azienda di famiglia, la Guglielmo SpA di Catanzaro, l’imprenditore Daniele Rossi ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità nel sistema confederale».
Il presidente degli industriali calabresi, Natale Mazzuca, esprime la propria soddisfazione per l’importante nomina: «Sono certo – afferma - che con l’esperienza che ha maturato in diversi consessi, il collega Daniele Rossi saprà apportare un valido contributo al lavoro che Confindustria realizza giorno dopo giorno per la crescita dell’economia nel Paese. Dall’altra parte – continua Mazzuca – questa nomina è frutto di una premialità che Confindustria ha inteso riconoscere e riconfermare alla Calabria per la validità del progetto Unindustria, la rete tra le Associazioni territoriali nella regione, che continua a costituire un punto di riferimento positivo per tutto il sistema».
La designazione di Rossi è stata decisa dal Comitato di Presidenza di Unindustria Calabria che, dopo essersi felicitato per la nomina, ha sviluppato un confronto serrato sulla situazione economica e proceduto a fare il punto sugli indirizzi lungo i quali sviluppare la prossima programmazione europea.
«L’evoluzione dei tempi – ha sottolineato il presidente Mazzuca - impone di guardare avanti e di lavorare al futuro della programmazione. Occorre essere in grado di prefigurare i prossimi anni. La parola d'ordine è saper arricchire la visione: le politiche di coesione non possono essere più intese come linee di intervento attraverso le quali poter attingere a fondi più o meno aggiuntivi con i quali realizzare interventi ordinari, devono acquisire valenza strutturale per diventare strumento di politica industriale».  Volgendo lo sguardo agli aspetti territoriali e contingenti, il consiglio di Unindustria Calabria ha sottolineato con forza la necessità di dare corpo, sostanza ed attuazione alle tante ottime previsioni del Por e del Patto per la Calabria.«Se da un lato apprendiamo con soddisfazione che finalmente la Calabria è una delle regioni più dinamiche in termini di impegni di spesa - ha aggiunto il presidente di Unindustria - dall'atro non possiamo che constatare con amarezza di come ancora si attenda che gli impegni diventino spesa effettiva, tanto in termini di incentivi e sostegno agli investimenti che di gare di appalto tese a far aprire cantieri".  "Risulta evidente - ha concluso il presidente Mazzuca - che occorre uno sforzo importante in direzione di un recupero di efficienza e di qualità dell'attività burocratica e realizzativa in termini di capacità di tradurre in atti concreti e tangibili programmi e progetti, magari implementando ed aggiornando il Piano di rafforzamento amministrativo che, per quanto lodevole e di non facile nella messa a punto, stenta a dare i risultati attesi».

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  • Occhiello Il presidente degli industriali catanzaresi entra nel direttivo nazionale. Mazzuca: «È un riconoscimento al nostro lavoro»

LAMEZIA TERME Tornano in libertà l’ex presidente della Sacal Massimo Colosimo e la dirigente dell’Ufficio legale e affari generali, Ester Michienzi, coinvolti nell’operazione Eumenidi che ha travolto nello scorso aprile, la Sacal, società di gestione dell'aeroporto lametino, sui presunti illeciti nella gestione dello scalo. Il Tribunale del Riesame in sede di Appello ha così accolto le istanze presentati dai legali dei due: gli avvocati Cantafora, Ioppoli e Scuteri. Venerdì mattina è stato depositato il provvedimento che revoca la misura degli arresti domiciliari e non dispone altra misura cautelare nei confronti dei due indagati. Poco meno di un mese fa il gip di Lamezia Terme aveva rigettato la richiesta di revoca dell'arresto. I due sono indagati a vario titolo per peculato, falso ed abuso d'ufficio.

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  • Occhiello Il Tribunale del Riesame accoglie in sede di Appello il ricorso dei legali dei due manager. Sono indagati a vario titolo per peculato, falso ed abuso d'ufficio

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Caro direttore,

questa è la storia di una lunga attesa, di sogni e aspettative infrante, di lavoro promesso e svanito, di inaccettabili complicazioni burocratiche. Riguarda una categoria professionale che di solito viene considerata fortunata e privilegiata, i farmacisti. Ne faccio parte e sono testimone di come l’intreccio, tipicamente italiano, di leggi e ricorsi, di deroghe, appelli e contrappelli, nella mia regione, la Calabria, diventa oppressivo. Potrei dire una beffa, se l’effetto non avesse il sapore amaro di una sconfitta cocente: i nostri diritti inghiottiti dagli interessi.
I fatti: con il decreto legge del 24 gennaio 2012 (decreto “Cresci Italia”) il governo Monti fissava un quorum unico su tutto il territorio nazionale ad una farmacia ogni 3000 abitanti. Da ciò le Regioni avrebbero dovuto approvare in tempi strettissimi la Pianta Organica e indire un concorso straordinario per soli titoli per tutte le sedi farmaceutiche neo istituite o vacanti. Qualora le Regioni non avessero rispettato i suddetti termini, il Consiglio dei ministri, avrebbe nominato un commissario ad acta per approvare la pianta organica ed espletare il concorso. Per agevolare l'occupazione il governo fece in modo che le associazioni di due o pù farmacisti in unica candidatura fosse agevolata. In effetti in tutta Italia ci fu un boom di compagini.
L'iter concorsuale doveva effettuarsi in contemporanea in tutta Italia, così non è stato. Ma questo è il meno. Cosa invece molto importante è che l'iter del bando regionale sarebbe dovuto terminare entro un anno dalla sua pubblicazione.
Il 22 gennaio del 2013 l'inizio del sogno. Finalmente la Regione Calabria pubblica il bando per l'assegnazione di 91 sedi farmaceutiche. Nel giro di un anno tutto doveva concludersi. Sono passati 3 anni e 4 mesi.
Eravamo in dirittura d'arrivo, la pubblicazione sul Burc certificava che finalmente il nostro sogno stava diventando qualcosa di reale, tangibile. Invece un altro stop. Il Tar di Catanzaro, sospendeva l'efficacia degli atti concorsuali per un ricorso. Nuovo stop fino alla trattazione nel merito fissata per il 7 giugno 2017.
La tenacia di alcuni colleghi, che hanno promosso un ricorso al Consiglio di Stato, ha portato i giudici a pronunciarsi contro la sospensiva, invitando la Regione ad assegnare celermente le sedi farmaceutiche.
Era davvero fatta, ma il colpo di teatro della Regione è eclatante. Fissa per il 7 maggio l'inizio dell'interpello, rinviandolo a pochi giorni dall'inizio per modificare in autotutela la graduatoria, al 4 giugno. Infine, storia recente, con un avviso che sa di presa in giro, comunica che per problematiche tecniche l'interpello è rinviato a data da destinarsi.
Questa è la cronistoria, caro direttore.  Questa regione piegata alle lobby e agli affarucci di qualcuno gioca con la vita, i sogni, i desideri delle persone. Quella regione, volutamente con la “r” minuscola, a guida Pd, partito in cui credo, o forse credevo, che dovrebbe tutelare tutti, non le lobby e gli amici degli amici, mi ha tarpato nuovamente le ali. Preferisce che i suoi figli migliori vadano via. La vicina  Puglia ha assegnato le sedi ed offerto un servizio alla cittadinanza. La delusione si è trasformata in frustrazione: mi sono sempre opposto al luogo comune di chi considera noi calabresi cittadini di serie B. Oggi dico che è vero, e chi ci ripaga dalla condanna di essere nati qui, dove le belle bandiere che sventolano sono solo quelle della resa?

Massimo Leporace
farmacista

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  • Occhiello Nelle parole di un professionista la storia di un bando regionale avviato nel 2013 e mai concluso. «Qui gli affarucci prevalgono sulla vita delle persone»

REGGIO CALABRIA «Aderisco con convinzione all'appello lanciato dalle associazioni per la mobilitazione contro il declassamento della sede reggina dell'Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata di Reggio Calabria. Auspico che l'intera comunità reggina, le associazioni, le istituzioni e l'intera classe dirigente cittadina, si pongano come obiettivo comune quello di mantenere questo presidio importantissimo per il nostro territorio che negli anni ha dimostrato di saper operare con grande incisività ed efficacia, collaborando con tutte le istituzioni locali e nazionali, trasformando il triste primato che ci vede come una delle città con il più alto numero di beni confiscati alla 'ndrangheta in un'opportunità per il nostro territorio». È quanto dichiara il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, rispondendo all'appello lanciato dalle associazioni reggine che hanno convocato un presidio per domani alle 17, contro lo spostamento della sede istituzionale dell'Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata. «Già quasi due anni fa - dice il sindaco - nel settembre del 2015, ebbi modo di affermare pubblicamente la nostra netta contrarietà all'ipotesi di spostamento della sede istituzionale dell'Agenzia. Un passo indietro dello Stato su questo fronte sarebbe un segnale devastante soprattutto in una terra di frontiera come Reggio Calabria dove è necessario affermare con forza la presenza delle Istituzioni. Altrimenti - spiega - il rischio è quello che si continuino a sollevare boati di indignazione di fronte ai baciamano fatti ai signorotti dei clan locali, salvo poi dimenticarci della questione il giorno dopo, quando si tratta di avallare l'ennesimo tentativo di spoliazione di un territorio che ha tanta sete di legalità e di giustizia e che non può sentirsi, neanche per un istante, né sul piano sostanziale né su quello dei simboli, abbandonato dalle istituzioni centrali. Qualche giorno fa ho rinnovato il mio appello alla comunità reggina a mettersi in moto per evitare l'ipotesi nefasta del declassamento dell'Agenzia - spiega ancora Falcomatà - un appello prontamente colto, a livello istituzionale, anche dal Consiglio della Città Metropolitana, che nell'ultima seduta ha approvato una mozione che investe le massime autorità nazionali di farsi carico di questa istanza. Non si tratta di una battaglia di campanile, né di bandiera».
L'Agenzia, secondo il sindaco Falcomatà, ha dimostrato in questi anni di poter operare perfettamente a Reggio Calabria e di conseguire importanti risultati su tutto il territorio nazionale. I dati delle assegnazioni lo dimostrano, cosi come gli splendidi risultati conseguiti sui vari territori grazie all'ottimo lavoro degli Enti territoriali e delle tantissime associazioni che hanno lavorato per restituire ai cittadini, attraverso progetti e iniziative sociali, i beni sottratti alla criminalità organizzata. Sono convinto che questo presidio di legalità vada mantenuto, che la riforma del codice antimafia contenga degli ottimi elementi migliorativi, in grado di offrire nuovi strumenti e risorse, soprattutto professionali, all'Agenzia Nazionale. È proprio questo che la nostra comunità sta chiedendo: un potenziamento dell'Agenzia, che può e deve essere ancora più incisiva nel suo ruolo di collettore, proseguendo sulla scia dell'ottimo lavoro fin qui svolto. Un obiettivo - conclude il primo cittadino di Reggio Calabria - che però non coincide in alcun modo con il declassamento della sede reggina, che va difesa, con prese di posizione pubbliche, soprattutto da coloro che rivestono importanti ruoli istituzionali, a livello nazionale, e conoscono benissimo le esigenze operative dell'ente e le necessità di un territorio come il nostro che non può assistere inerme all'ennesimo tentativo di scippo».

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  • Occhiello Il sindaco della Città metropolitana aderisce all’appello lanciato dalle associazioni reggine contro lo spostamento della sede dal capoluogo a Roma: suonerebbe come un ennesimo scippo

CATANZARO «Il governatore Oliverio afferma di non aver alcuna responsabilità rispetto alla gestione fallimentare degli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, ma dimentica dire che lui stesso è alla guida della Regione ormai da quasi tre anni, un lasso di tempo nel quale i due scali hanno conosciuto il peggior periodo della loro storia». È quanto afferma la deputata del M5S Federica Dieni. «Le giustificazioni del presidente della Regione, pertanto - aggiunge la parlamentare -, sono del tutto ridicole perché tendono a occultare una verità lampante: in quasi mille giorni Oliverio non solo non è riuscito a rilanciare i due aeroporti, ma con le sue politiche miopi ha contribuito fortemente al loro (speriamo non) definitivo affossamento».
«Invece di attribuire tutte le responsabilità alle passate amministrazioni - continua Dieni -, Oliverio dovrebbe uscire finalmente dall'ambiguità e spiegare con chiarezza quando verranno implementati i voli da e per il “Tito Minniti” e quando verrà riaperto il “Sant'Anna”. I calabresi non hanno voglia di assistere al solito gioco del scaribarile in cui il governatore eccelle, ma vogliono sapere se esiste un piano sostenibile ed effettivamente realizzabile per far uscire due intere province dall'isolamento».
«Oliverio, inoltre - insiste la deputata 5 stelle -, dovrebbe anche trovare il tempo per fornire i chiarimenti in merito alla vicenda dei “milioni fantasma”. Come abbiamo avuto modo di spiegare nei giorni scorsi, circola un'indiscrezione secondo cui il debito pregresso di un milione e 800mila euro vantato da Alitalia non sarebbe stato effettivamente saldato, a differenza di quanto lo stesso governatore aveva assicurato. È davvero così? È proprio per via di questo credito ancora pendente che l'ex compagnia di bandiera non intende aumentare il numero di voli dell'aeroporto di Reggio Calabria?». Dieni conclude: «Sono queste le domande a cui Oliverio dovrebbe dare una risposta. Tutto il resto sono solo chiacchiere e propaganda; e i calabresi non ne possono più». 

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  • Occhiello La deputata M5s attacca il governatore: chiarisca gli impegni della Regione sugli scali

CATANZARO Dopo due mesi di silenzio da parte del sub commissario, dopo le lettere dei ministeri che cercavano di convincere Scura a restare nel solco delle norme; dopo giorni di moral suasion per evitare che il conflitto istituzionale emergesse plasticamente, Andrea Urbani si è “arreso”. E ha inviato allo stesso commissario al Piano di rientro e al dg del dipartimento Salute Riccardo Fatarella la sua proposta di nuove assunzioni per la sanità calabrese. Sono 1.104, secondo uno schema «aderente alle indicazioni dei ministeri». E, va da sé, diverso da quello  che, invece, era stato firmato dal solo Scura, e rispedito al mittente dai funzionari romani con le osservazioni del caso. Attorno a quella proposta – il numero di assunzioni è praticamente uguale, è la distribuzione che cambia – si è radicalizzato lo scontro all’interno della struttura commissariale. Scura non si muove dalle proprie posizioni, Urbani vuole una proposta che possa superare l’esame dei tavoli tecnici. E giovedì l’ha messa nero su bianco. È un decreto pensato per rendere coerenti le autorizzazioni alle assunzioni con le valutazioni che il Tavolo interministeriale ha utilizzato per “smontare” l’impalcatura costruita da Scura. Il sottotesto è chiaro: così come immaginate dal commissario quelle assunzioni sono impossibili, cerchiamo di ragionare. Anche perché la metodologia con la quale i tecnici esaminano le proposte nel frattempo è cambiata e non considerare altre strade può solo ritardare le assunzioni di cui la Calabria ha disperatamente bisogno. Per Scura l’unica strada è quella di pubblicare il “suo” atto sul Bollettino ufficiale della Regione; per Urbani la via è quella di renderlo coerente con le norme e dunque modificarlo. Il sub commissario non è solo nel suo intento: esiste una robusta corrispondenza Roma-Catanzaro nella quale il commissario al Piano di rientro viene invitato a trovare una quadra e intervenire sui due decreti che plasmeranno la sanità calabrese del futuro. Lui ha risposto con una serie di uscite pubbliche, lettere al vetriolo e un esposto in Procura. 

IL PIANO URBANI La bozza di “decreto Urbani” è arrivata in Cittadella e a Palazzo Alemanni nella serata di giovedì. I grandi numeri sono simili a quelli contenuti nei due atti che cerca di mettere insieme e armonizzare secondo i dettami del ministero (gli ormai famigerati decreti 50 e 134): il sub commissario prevede un totale di 1.104 assunzioni da autorizzare. Quello che cambia sono le valutazioni “puntuali”. Esempio: per Cardiologia nell’area dell’emergenza-urgenza, il “decreto Scura” chiede 46 nuove assunzioni. I ministeri affiancanti, chiamati a esaminare tutte le carte della sanità, hanno bocciato la richiesta ritenendo che ci sia addirittura un surplus di specialisti in questo settore. È un fatto, giusto o sbagliato che sia. Davanti a questo fatto, il piano del sub commissario rimodula il fabbisogno. E chiede 33 posti in Medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza (più 4 primari) e 75 posti in Terapia intensiva e Anestesia (ai quali si aggiungono anche in questo caso 4 primari). Il totale di nuovi medici per l’emergenza-urgenza fa 116. Ai quali si sommano 110 professionisti per le altre specialità, 261 infermieri, 60 ostetriche e 472 operatori socio-sanitari. Una nuova dotazione che, secondo le valutazioni di Urbani, rispetta il limite di spesa (era un’altra delle obiezioni sollevate per il “piano Scura”). Non è tutto: c’è una valutazione a parte – sempre nel “decreto Urbani” – che riguarda le assunzioni (o stabilizzazioni) di figure professionali non valutate dalla metodologia dei Tavoli di verifica. Si tratta di 13 dirigenti biologi, 30 tecnici di laboratorio biomedico e 42 tecnici di radiologia medica. I numeri portano il corpus delle assunzioni a 1.104. E non è la loro unica funzione. Perché fanno emergere un contrasto palese nella struttura commissariale e spiegano perché Urbani non abbia firmato gli atti programmati da Scura. Quei numeri hanno anche un pregio: dimostrano che tutti vogliono far partire le assunzioni di cui le strutture sanitarie hanno bisogno. La sostanza è simile ma la forma istituzionale e tecnica è diversa. L’ultima valutazione spetta ai tavoli romani: che hanno già considerato non ricevibile la “forma” scelta da Massimo Scura.

Pablo Petrasso
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  • Occhiello Il sub commissario ha inviato la propria proposta alla Regione e a Scura: «È aderente alle indicazioni dei ministeri». Ecco i numeri del decreto con il quale il tecnico “boccia” gli atti del collega che guida il Piano di rientro

TORINO Non è più in coma Francesca M., la 26enne di Monasterace ferita in piazza San Carlo. La giovane, ricoverata nella Rianimazione universitaria dell'ospedale Molinette per un grave trauma toracico, è stata estubata. Respira spontaneamente ed è sveglia e cosciente.
Lo si apprende da fonti sanitarie. A quasi una settimana dalla notte di panico e di paura, la prognosi resta però riservata. La sindaca di Torino, Chiara Appendino, è tornata questa mattina a far visita in ospedale ai feriti.

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  • Occhiello La donna era rimasta era rimasta ferita calpestata dalla folla in piazza San Carlo. Respira spontaneamente ed è cosciente
Venerdì, 09 Giugno 2017 10:01

Reggino fermato al confine svizzero con coca

TRASQUERA Aveva con sé oltre cento grammi di cocaina l'uomo, originario della provincia di Reggio Calabria, arrestato dalla guardia di finanza al confine italo-svizzero di Iselle di Trasquera (Verbano-Cusio-Ossola). A tradire l'uomo, numerosi precedenti penali, l'eccessivo nervosismo, che ha insospettivo le fiamme gialle.
La droga è stata trovata dal cane antidroga “Saco”. L'uomo è ora in carcere a Verbania.

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  • Occhiello L’uomo è stato arrestato dalla guardia di finanza. Aveva oltre cento grammi di droga

CATANZARO Chiusura di campagna elettorale in chiave sentimentale per Sergio Abramo che per congedarsi dalla sua quarta volta a caccia dello scranno più alto di Palazzo De Nobili, si rifugia in un luogo a lui caro sin da bambino, quella villa Margherita che, casualmente, è proprio il giardino del palazzo comunale. Davanti a lui, in mezzo al pubblico, i suoi principali sostenitori: Mimmo Tallini, Wanda Ferro, Claudio Parente, Piero Aiello e Baldo Esposito.
Una chiusura “soft”, in cui il sindaco dismette i panni del pragmatico contabile con cui ha affrontato tutta la campagna elettorale, per vestire quelli del paladino dei giovani con voglia di lanciare, sin da subito, le nuove leve candidate a suo sostegno nella gestione della cosa pubblica.
«Nelle liste che mi sostengono - dice - ci sono tantissimi giovani bravi, capaci e competenti. Molti di loro li ho sentiti parlare, ho ascoltato il loro modo di ragionare e sono convinto che siano già pronti a governare questa città assieme a me e assieme ai sei consiglieri uscenti che sono sicuro saranno rieletti in caso di vittoria. In questi lunghi 15 anni che mi hanno visto sindaco di questa città ho acquisito una grande esperienza che voglio trasmettere a loro».
Il sindaco uscente punta i riflettori anche sui giovani che non sono candidati: «Nei prossimi cinque anni, voglio creare occupazione per i giovani della nostra città. In questi mesi ho studiato e so come farlo», spiega.
Ma non ci sono solo toni morbidi durante l’ultimo comizio pubblico di Sergio Abramo. Anzi, è a tratti rabbioso il sindaco uscente quando parla dei consiglieri uscenti che dalla sua maggioranza sono transitati nella coalizione che ora sostiene Enzo Ciconte: «In questi anni sono stato tradito. Ma credo che chi ha lavorato male in questi cinque anni, non meritasse la riconferma e quindi la rielezione. Voglio quindi dire grazie alla bellissima squadra che mi ha sostenuto in questi anni, che non mi ha mai abbandonato e con cui sono sicuro di avere la possibilità di riscattarmi dopo essere stato tradito nonostante sia stato sempre in buonafede. Spero di ripagare tutti coloro che mi sono stati vicini».

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  • Occhiello La stoccata del sindaco uscente di Catanzaro nei confronti dei transfughi approdati col dem Ciconte: «Con me tanti giovani competenti. Insieme possiamo governare la città»
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