Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 14 Luglio 2017

La Calabria conosceva, ieri, la sua giornata più nera sul fronte dell'emergenza incendi. I tg nazionali aprivano con la notizia che stavolta si contavano anche le prime vittime: due calabresi morti per asfissia mentre tentavano di avere ragione delle fiamme che devastavano case e terreni. Impietose, le telecamere di Sky riprendevano i cittadini di San Pietro in Guarano mentre, aiutati da polizia, carabinieri e Croce rossa, lasciavano le case. Imprecavano: «Da stamattina non si è visto nessuno. Ci hanno abbandonati tutti. Vergogna. Dove sono i nostri governanti?».
Già. Dove erano? Erano a Palazzo Chigi dove il governatore delle Calabrie, Gerardo Mario Oliverio, aveva chiesto di incontrare se non il presidente Gentiloni, almeno il sottosegretario alla presidenza Boschi, insieme alla deputazione calabrese del Pd.
Il Governo non si è fatto vedere, la deputazione calabrese sì, quasi al completo. La Calabria brucia, ma a Palazzo Chigi si parlava di sanità e dell'urgenza di rimuovere l'attuale commissario Massimo Scura. Un chiodo fisso per Mario Oliverio. Lo ha spiegato a due funzionari, mandati alla riunione dalla Presidenza del consiglio come “osservatori”, e ai parlamentari calabresi presenti: Barbanti, Magorno, Covello, Censore, Bruno, Bruno Bossio e Oliverio (Nicodemo). Assenti i deputati Aiello e Battaglia e il senatore Minniti, che come ministro dell'Interno era in quel di Tripoli.
In sede ufficiale, Oliverio ha pesato le parole: c'è una implosione dell'Ufficio del commissario e la sanità calabrese rischia il definitivo collasso. Non si accettano altri rinvii, va nominato un nuovo commissario. Il Governo si deve determinare rapidamente in merito, la Regione Calabria si riserva autonome determinazioni.
Prudentemente, Oliverio non si spinge oltre. Non che abbia abbandonato l'idea, ormai diventata una irrazionale fissazione, di assommare anche la sanità alle decine di deleghe trattenute (con le dimissioni dell'assessore Carmen Barbalace, il governatore aggiunge l'interim sulle attività produttive alle deleghe su Gioia Tauro, programmazione, fondi comunitari, Turismo, Cultura, Forestazione, Agricoltura, Lavori pubblici, Ricerca scientifica, Ambiente, protezione civile e Cultura). Ormai sa bene, Oliverio, che, diversamente dal suo collega De Luca, non otterrà la nomina a commissario e quindi ripiega, o almeno finge di farlo, verso una scelta diversa ma concordata.
Fuori dalla ufficialità dell'incontro, però, Oliverio lancia messaggi meno felpati: «Ci pensino bene tutti prima di portarmi alla rottura definitiva». E giù la minaccia di «fare come Loiero», vale a dire presentarsi alle prossime elezioni politiche con liste proprie.
Non pare abbia impressionato nessuno. Loiero certe sfide poteva permettersele: era al primo anno da governatore, a Roma le porte le trovava sempre aperte, in Calabria schierava un esercito tutt'altro che trascurabile. Non è tutto, quella operazione nasceva non “contro” ma “pro”, come dimostrerà il ruolo determinante svolto dal senatore Pietro Fuda, eletto dalle liste di Loiero, in difesa della presidenza di Romano Prodi.
Insomma, non basta ingerire molti liquidi per crescere di volume. Lo insegnavano le favolette della scuola primaria, raccontando di quel ranocchio che vedendo il bue abbeverarsi e volendo pareggiarlo in stazza, cominciò a bere. Bevve davvero tanto. Fino a scoppiare.

 

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  • Occhiello di Paolo Pollichieni
Venerdì, 14 Luglio 2017 16:21

OUTSET | Piccoli omicidi tra (clan) amici

VIBO VALENTIA Io uccido per te, tu uccidi per me. Tra i primi a raccontare i particolari dell’omicidio di Mario Franzoni – ucciso il 21 agosto del 2002 con 6 colpi di calibro 9 che lo avevano raggiunto mentre, con l’auto, era fermo a un incrocio nella frazione Porto Salvo di Vibo Valentia – è stato il collaboratore di giustizia di Lamezia Terme, Giuseppe Giampà, ex reggente dell’omonima cosca. La cosca lametina era stata convocata per vendicare un grave affronto che Mario Franzoni aveva commesso nei confronti dei figli dell’imprenditore edile Franco Barba. Li aveva picchiati – racconta un altro collaboratore, Andrea Mantella –, gli aveva puntato una pistola contro e con la stessa li aveva colpiti in faccia. Per questo motivo Barba aveva incaricato, per conto della cosca Lo Bianco, Mantella e il suo sodale Francesco Scrugli (ucciso nel 2012) di fare fuori Franzoni. Mantella contatta i Giampà e in cambio, afferma Giuseppe Giampà, il gruppo criminale di Mantella avrebbe dovuto uccidere Pasquale Torcasio detto “Carrà” e Francesco Zagami, esponenti della cosca avversa dei Torcasio. Sempre secondo Giampà i programmi omicidiari sarebbero poi saltati a causa di una perquisizione nei confronti di Domenico e Vincenzo Giampà che aveva fatto rinvenire le armi destinate ai delitti. Francesco Zagami, per inciso, verrà assassinato nel 2005 in seguito a un agguato ordito sempre all’interno della cosca Giampà.
Un altro pentito, Raffaele Moscato, riferisce invece di aver saputo che l’agguato andava a scontare altri omicidi che Scrugli aveva commesso per conto dei Giampà. In ogni caso, uno scambio favori alla base del sangue versato. «Scrugli – racconta Moscato – aveva sulla coscienza una quindicina venti di omicidi, ma mai quanto quelli che ha sulla coscienza Andrea Mantella; Scrugli in proposito mi disse che Mantella era irraggiungibile».

TI MANDO DUE RAGAZZI È a Pasquale Giampà che si rivolge Francesco Scrugli per “subappaltare” l’omicidio. In quel periodo Mantella era sorvegliato speciale e non poteva rivolgersi direttamente alla cosca lametina. «Io ho dato l’incarico a Domenico Giampà e a Vincenzo Giampà di effettuare l’omicidio», racconta lo stesso Pasquale Giampà, collaboratore di giustizia che ha saltato il fosso ad aprile 2016. 
Il 21 agosto 2002 Mario Franzoni si trovava in Calabria per le ferie, avendo ritardato la propria partenza verso la Brianza, dove si era trasferito con la famiglia. Sua moglie era già partita ma lui era rimasto e quel giorno era uscito con la macchina del fratello. Con sei colpi in corpo, tutti sul lato sinistro, morirà all’interno della sua vettura. Ad affiancarlo uno scooter guidato da Vincenzo Giampà e a sparargli contro Domenico Giampà. Secondo quanto riferisce Giuseppe Giampà, alcuni precedenti tentativi di agguato non erano andati bene e in quell’occasione a guidare lo scooter era Domenico Chirumbolo, detto “u batteru”.
A operazione compiuta i due killer avvertono il boss Pasquale Giampà che l’operazione era andata a buon fine. 

L’INCONTRO AL 501 Per una frazione di secondo Andrea Mantella aveva tentato di dissuadere i suoi mandanti di eseguire l’omicidio di Franzoni. Davanti a Carmelo Lo Bianco e a Franco Barba che glielo chiedono, seduti a pranzo all’hotel 501, in un primo momento Andrea Mantella chiede: «Ma perché? È un ragazzo che era con me in carcere, è bravo, non si può aggiustare sta cosa?». Ma Franco Barba non vuole sentire ragioni: «No, no, no, dice, se vuoi ci fai sto favore, ti faccio nu bello regalu». Il regalo erano due villette, una per Mantella e l’altra per Scrugli. «Guarda – racconta Mantella riportando le parole di Barba –, se tu c’hai quella terra lì a Cervo, dice Franco Barba, se tu ci fai sto fatto qua, io ti prometto che ti faccio fare due villette, una ppé ttia e l’altra ppé Ciccio, però avimu mu ammazzamu a chistu».

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello Tra Lamezia e Vibo, le cosche si scambiavano favori uccidendo l’una i nemici dell’altra. Il racconto dell’agguato a Franzoni e il tentativo di Mantella di salvargli la vita: «È un bravo ragazzo». Ma l’offerta delle due villette come controparte chiude la questione
Venerdì, 14 Luglio 2017 16:19

A Nocera la decima edizione del campus Afam

NOCERA TERINESE Cerimonia inaugurale della decima edizione del campus Afam, organizzato dall’istituto superiore di studi musicali "P. I. Tchaikovsky ". L’inaugurazione si terrà sabato - con inizio alle ore 11 - nell’aula magna dell’ex convento dei Cappuccini a Nocera Terinese. All’inaugurazione del Campus parteciperà anche il vicepresidente della giunta Regionale, Antonio Viscomi.
Dal 15 al 22 Luglio 2017  150 studenti provenienti dall’Italia, dal Brasile, dal Cile, dalla Russia e dalla Cina saranno  impegnati  in un percorso di studio intensivo rivolto a musicisti di tutte le età.
Il campus è articolato  in un full master della durata di sei giorni, un mini master della durata di tre giorni ed un master pensato per strumentisti/cantanti con la possibilità di perfezionare il proprio repertorio accompagnati dall’orchestra filarmonica della Calabria.

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  • Occhiello All’inaugurazione del corso di approfondimento musicale anche il vicepresidente della giunta regionale Antonio Viscomi. Parteciperanno 150 studenti provenienti non solo dall’Italia

Riceviamo e pubblichiamo: 

La tutela dei pazienti rappresenta lo scopo precipuo ed essenziale del Gruppo Citrigno. Quanto allo stato è dato sapere, dalle notizie di stampa, della inchiesta della magistratura ci lascia sorpresi e profondamente basiti; in quanto da anni vengono garantiti dalla struttura qualità assistenziali con professionalità e competenza riscontrate anche dai numerosi attestati di benemerenza  dai familiari dei pazienti.
Non si può mettere in discussione l’efficienza ed il grado assistenziale del centro clinico San Vitaliano, centro d’eccellenza e punto di riferimento per le malattie neuromuscolari e neuro degenerative.
Ogni responsabilità che dovesse emergere negli episodi allo stato all’attenzione della magistratura, ci vedono coinvolti nella denuncia e ci riteniamo soggetti offesi riservandoci sin da ora la possibilità di perseguire giudiziariamente eventuali colpe altrui.
Al fine di assicurare la continuità e la qualità dei livelli assistenziale si è provveduto tempestivamente a sostituire il personale inquisito con nuove figure professionali.
Da oltre due anni sono stati istituiti all’ interno del San Vitaliano i punti d’ascolto “Aisla” e “Aism” presso i quali due giorni a settimana i volontari delle associazioni sono presenti per soddisfare eventuali esigenze dei pazienti e dei  familiari.
Fin dall’apertura la proprietà, pur non essendo indicato dai requisiti organizzativi previsti dalle normative vigenti, garantisce ai pazienti l’assistenza medica notturna. Chi può testimoniare sulla qualità assistenziale e sui servizi della struttura, oltre ai pazienti e i familiari che sono stati e sono ricoverati nella clinica, sono i risultati dei momenti ispettivi che si sono succeduti negli anni.

 

Alfredo Citrigno, presidente del Gruppo Citrigno

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  • Occhiello Il presidente interviene dopo l’operazione della Procura di Catanzaro: «Abbiamo sostituito il personale inquisito con nuove figure. In questa storia ci riteniamo parte offesa»

CROTONE È giunta nel porto di Crotone la motonave "Olympic Commander", battente bandiera norvegese, con a bordo 1.200 migranti salvati nel Canale di Sicilia. Dalla nave, che fa parte parte del dispositivo internazionale "Frontex" stanno per avere inizio le operazioni di sbarco. Del gruppo arrivato oggi, fanno parte 846 uomini, 196 donne (15 delle quali incinte) e 158 minori. Tra questi ultimi 130 sono quelli non accompagnati per i quali i sindaci della zona hanno messo a disposizione strutture comunali. Per le operazioni di sbarco di accoglienza e' attivo il dispositivo coordinato dalla Prefettura di Crotone del quale fanno parte un centinaio di unita' delle forze dell'ordine 

A VIBO È giunto nel porto di Vibo Valentia il rimorchiatore Vos Hestia, di Save the Children, con a bordo 577 migranti di varia nazionalità.
Si tratta di 367 uomini, 107 donne, tra le quali 10 incinte e 103 bambini sotto i 5 anni di età, 57 dei quali non accompagnati.
Durante le visite a terra dopo lo sbarco sono stati riscontrati 60 casi di scabbia e tre sospetti di malaria per i quali sono state subito avviate le procedure di profilassi del caso. I migranti saranno poi trasferiti in base al piano di riparto predisposto dal ministero dell'Interno. 

ALTRI 900 Domani il delegato della Regione Calabria per l'immigrazione Giovanni Manoccio e Franco Corbelli, delegato per la promozione e la tutela dei diritti umani e fondatore del Movimento Diritti Civili, saranno al porto di Corigliano dove è previsto - informa l'ufficio stampa della giunta - un nuovo sbarco di oltre 900 migranti di cui più di 200 i minori non accompagnati. Corbelli e Manoccio, che hanno partecipato al vertice in prefettura a Cosenza, alla presenza del prefetto Gianfranco Tomao e del procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla, saranno a Corigliano per affrontare l'emergenza minori. A questo proposito Corbelli ha reso noto che l'assessore alle politiche sociali Marisa Chiurco, sentita anche oggi telefonicamente, ha riferito di aver scritto a tutte le autorità preposte per segnalare l'impossibilità del comune di far fronte al nuovo sbarco di minori essendo ancora presenti nel palazzetto dello sport altri 100 ragazzi arrivati con l'ultimo sbarco del 29 giugno, a cui non si riesce, nonostante gli sforzi, a trovare una sistemazione in strutture adeguate. 

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  • Occhiello Nella città pitagorica sono arrivati 1.200 profughi recuperati nel Canale di Sicilia. Altri 577 nel porto tirrenico. A bordo anche 107 donne, di cui 10 in stato di gravidanza. Altre 900 persone attese domani a Corigliano
Venerdì, 14 Luglio 2017 15:22

Paola Lemma commissaria dell’Udc reggino

REGGIO CALABRIA Il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa ha nominato l'avvocato Paola Lemma commissario provinciale di Reggio Calabria. Lo si apprende da una nota dell'ufficio stampa nazionale del partito. «Nell'ottica dell'organizzazione del partito sul territorio - afferma Cesa - su indicazione unanime dei dirigenti locali del partito, ho individuato una giovane professionista che ha esperienza politica e che avrà il compito di organizzare entro l'autunno la celebrazione del congresso per l'elezione degli organi statutari. Il neo commissario - continua Cesa - lavorerà in stretta sinergia con l'avvocato Pino Palmisani, vicesegretario regionale Udc in Calabria che ben conosce le dinamiche della città metropolitana di Reggio Calabria e che gode della mia piena fiducia. Continua l'impegno per la crescita del partito sul territorio: c'è una vasta area di moderati che cerca risposte concrete nella politica e il nostro partito deve essere il protagonista di quest'area. Tali sforzi ora proseguiranno con maggiore vigore e determinazione anche e soprattutto in vista delle prossime Elezioni politiche e amministrative», conclude Cesa.
L'augurio di buon lavoro al neo commissario Udc a Reggio Calabria viene espresso dal segretario regionale Francesco Talarico: «Sono certo, conoscendo bene le capacità politiche di Paola, che saprà interpretare al meglio il prestigioso incarico e in sintonia con gli amici dell'Udc in provincia lavorerà per avvicinare al partito i tanti democratici cristiani e moderati che vogliono reimpegnarsi in politica in un partito che in Calabria sta crescendo dopo i positivi risultati delle amministrative dello scorso giugno».
Il neo commissario Udc a Reggio Calabria, Paola Lemma, che si è candidata nell'area di centro alle ultime Regionali ed è consigliere comunale a Delianuova (Reggio Calabria), ha dedicato molto spazio nella sua attività politica ai temi del sociale, dei diritti delle donne: ha ricoperto infatti prima il ruolo di vicepresidente della Commissione pari opportunità al Comune di Reggio Calabria dal 2002 al 2010 e poi di componente della stessa Commissione dal 2010 al 2015.

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  • Occhiello L’avvocato è stata indicata dal segretario nazionale Cesa: avrà il compito di organizzare entro l'autunno la celebrazione del congresso per l'elezione degli organi statutari del partito

NICOTERA Ieri sera a Nicotera si è tenuto un concerto della Fanfara del 12° Battaglione Carabinieri “Sicilia” davanti a un pubblico numeroso e alla presenza delle autorità civili e militari del luogo. L’evento è stato promosso a Nicotera dall’Arma e dalla Commissione Straordinaria che amministra il Comune, allo scopo di lanciare un chiaro messaggio di vicinanza ai cittadini e riaffermare, in modo tangibile e non solo simbolicamente, la legalità e la presenza delle Istituzioni. Il concerto, infatti, si è tenuto nella stessa piazza ove il 14 settembre scorso atterrò abusivamente sulla “rosa dei venti” un elicottero noleggiato da una giovane coppia di sposi (lo sposo era contiguo ad una cosca locale). Il successivo 24 novembre il Consiglio dei ministri decretò lo scioglimento del consiglio comunale con insediamento di una Commissione straordinaria tuttora in carica.

Venerdì, 14 Luglio 2017 15:01

Caccavallo ritorna dai Lupi

COSENZA Il club rossoblù ha raggiunto l’accordo con il Venezia per il trasferimento in prestito – fino al 30 giugno 2018 –  del calciatore Giuseppe Caccavallo. Si tratta di un ritorno: l’attaccante, nato a Napoli l’11 aprile 1987, nell’ultima stagione ha conquistato la promozione con i lagunari di Pippo Inzaghi ritrovando la Serie B che aveva lasciato nel mese di gennaio trasferendosi dalla Salernitana. Durante la sua carriera ha militato anche nel Lecce e nel Crotone in Serie B e in diverse squadre di Serie C tra le quali anche il Cosenza nella stagione 2009/2010. Nel 2015/2016, con la maglia della Paganese, la sua migliore stagione in termini realizzativi: 26 presenze e 15 reti.
Il ds dei lupi, Trinchera è al lavoro per concludere altri due acquisti. Mancano solo le firme sui contratti, poi saranno ufficiali anche gli ingaggi di Gennaro Tutino, esterno offensivo classe ’96 del Napoli (nell’ultima stagione alla Carrarese) e Riccardo Idda, centrale difensivo classe ’88, dalla Virtus Francavilla.

 

 

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  • Occhiello L’attaccante arriverà dal Venezia con un prestito. Con i rossoblù aveva già militato nella stagione 2009-2010. Manca ancora la firma per l’esterno Tutino e il difensore Idda
Venerdì, 14 Luglio 2017 14:29

«Reggio deve dare il meglio»

In una ribollente e “caotica” estate destinata a lasciare il segno per le temperature da record e le criticità vecchie e nuove che si affastellano, non si può pensare che i cittadini trovino diletto appassionandosi ad una delle tante diatribe scoppiate, in questo caso, in uno schieramento politico. In un luogo dove poter fare una doccia o mantenere l'igiene di congiunti diversamente abili e bambini è divenuto un privilegio, in una città piegata su se stessa, dolente ed angosciata che non conosce pace, decoro e normalità, non insistono le condizioni sociali e civili per “farsi intrigare”, seguire e, soprattutto, comprendere il motivo del contendere che “turba” l'animus dei giovani piddini. La gente dopo l'onta dello scioglimento del comune per mafia, gli anni del duro castigo democratico e non solo, dovuto ad un scialbo commissariamento, comunque, ha affidato, in un impeto di generosità, ad una classe dirigente politica, il mandato di riportare alla normalità la comunità. Una delega chiara che non consente alibi e distinguo che non prevede “l'essere rimandati a settembre”, un mandato che assume i connotati di un rigoroso “esame di maturità” il cui esito sarà perentoriamente: promozione oppure bocciatura. Le condizioni generali in cui versa l'urbe sono talmente tristi e fatiscenti che il cittadino non può attardarsi a “tifare” per “Rivera” o “Mazzola”, permettersi il lusso accademico di discernere da quale parte sta il “torto” e da quale la “ragione”. In uno stato, altresì, di costante necessità è indubbio che anche la comunicazione possa subire in percezione, una significativa distorsione, con il rischio che le spigolosità tra il Sindaco e l'Assessore ai Lavori Pubblici ed alla Legalità vengano ricondotti a meri futili motivi, che ne prendano atto. La gente, inoltre, avvilita dal mancato soddisfacimento dei più elementari bisogni, è facile che semplifichi catalogando il tutto come “bega da pollaio” come “peccato” di superbia e, conseguentemente, bocci a prescindere da ruoli e funzioni. La nostra è una città fatta di grandi slanci emotivi e significativi attestati di fiducia nei confronti di chi dimostra di amarla e servirla, ma sa essere anche molto severa nei riguardi di chi la delude. Bisognerebbe velocemente “rientrare nei ranghi”, fare esercizio di umiltà, giungere ad annullarsi esaltandosi nella dimensione del servire il prossimo. È di questi giorni la presentazione della relazione del presidente dell'Inps alla Camera e il report dell'Istat dove è plasticamente risaltato un incipiente impoverimento della stragrande maggioranza degli italiani (5 milioni con il 9.8% al Sud), mentre in continuo e drammatico aumento risultano essere i reggini in stato di indigenza assoluta (basta chiederlo alla Caritas e alle associazioni di volontariato), immensi sono i problemi correlati alla disoccupazione giovanile, insopportabile l'angoscia del vivere che si è impadronita di tanti, troppi concittadini. Tale situazione impone agli amministratori un “modus agendi” improntato a maggiore sobrietà e disponibilità al dialogo partendo dal presupposto che da soli non si va da nessuna parte. Bisogna che le “energie migliori” non tergiversino oltre sciupando il loro ed altrui tempo in contrapposizioni che rischiano di divenire anacronistiche. I problemi economici e sociali, che stanno stritolando le famiglie con drammi inimmaginabili necessitano di un'amministrazione della res pubblica scevra da personalismi e protagonismi, urge abbassare i toni e rientrare in una logica fatta più di lavoro e perseguimento di obiettivi. Si interrompa responsabilmente questo confronto che sta degenerando in copione da soap opera, non è utile agli “attori” principali, soprattutto danneggia la città. 
Se è vero che “c'è un tempo per ogni cosa” questa non è sicuramente l'ora dell'egoismo, dell'autolesionismo, è il momento della rappresentazione del meglio della regginità, dell'affermazione del senso dell'unità. C'è un grande bisogno di buon esempio, di valori e di politica, di uomini e donne che conoscano il sapersi sacrificare per gli altri e sopratutto per i più deboli. Che Reggio riprenda il cammino.

*Segretario generale Uil Reggio Calabria

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  • Occhiello di Nuccio Azzarà*
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