Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 16 Luglio 2017

 

CATANZARO «Ho sentito il sindaco di Scilla, colpita oggi da un violento nubifragio. La Regione sarà a sostegno della comunità di Scilla per ripristinare, nei tempi strettamente necessari, l’agibilità e le attività di un centro turistico trai più belli della nostra regione. La città di Scilla e la sua amministrazione comunale non saranno lasciati soli». È quanto ha affermato, in una nota, il presidente della giunta regionale, Mario Oliverio, dopo essere stato costantemente aggiornato, nel corso dell'intera giornata, sulla situazione della bella cittadina reggina colpita da un improvviso e devastante nubifragio. Oliverio, inoltre, domattina, alle ore 10.30, sarà a Corigliano, presso l'hotel Sybaris, per incontrare i bambini non accompagnati sbarcati nelle scorse ore nel porto dello Jonio.

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  • Occhiello Il presidente della Giunta ha seguito l'evolversi della situazione della cittadina reggina. «Ripristinare presto l'agibilità». Il governatore domani a Corigliano per incontrare i minori non accompagnati sbarcati nei giorn scorsi

 

CASTROVILLARI Nella “Grande raccolta della Corsa Rosa”, come l’hanno battezzata gli organi d’informazione, Castrovillari s’impone tra le più attive nel progetto ecosostenibile dedicato all’ambiente e alla raccolta differenziata durante la centesima edizione del Giro d’Italia. Così dopo il ringraziamento da parte dell’organizzazione del Giro d’Italia per il supporto organizzativo, l’accoglienza e il calore trovato e ricevuto a Castrovillari, 7^ Città Tappa del Giro , da cui i ciclisti hanno raggiunto Alborobello, in Puglia, il capoluogo del Pollino, il 13 luglio scorso, nel Centro Congressi Eataly Smeraldo di Miano, ha ottenuto il riconoscimento per essersi piazzato tra i primi nella graduatoria – dei luoghi di partenza - che meglio hanno risposto al progetto Ride Green, iniziativa di eco sostenibilità legata al Giro d’Italia.
Lo richiama, al di là delle tante notizie rilanciate in questi giorni ed a più livelli, immediatamente dopo la conferenza stampa svoltasi nel capoluogo lombardo con la presentazione dei risultati e le premiazioni dei Comuni virtuosi, la stessa amministrazione comunale che, per il particolare evento, opportunamente ha inviato, a ritirare il premio, l’assessore all’Ambiente, Pasquale Pace. La consegna ha riguardato quelle Città di Tappa che si sono distinte per aver raggiunto una elevata percentuale di raccolta differenziata durante le giornate della manifestazione sportiva partecipando al concorso, organizzato da Rcs Sport ed E.R.I.C.A.. L’iniziativa era finalizzata a ridurre l’impatto ambientale in tutti i luoghi che accoglievano la Carovana, e Castrovillari si è classificata al secondo posto «grazie ad un più che soddisfacente risultato pari all’ 84% - spiega l’assessore Pace - di raccolta differenziata» nella categoria e tra le 21 che accoglievano la partenza. Per l’amministrazione comunale «questo risultato si è potuto ottenere per la preziosa collaborazione di quanti, a diverso titolo, hanno a cuore le problematiche ambientali; in particolare gli ispettori volontari, che sono stati impegnati in prima linea nella corretta gestione delle postazioni di raccolta installate per l’evento, i responsabili ed i dipendenti dell’ufficio Ambiente, che hanno coordinato le operazioni sul territorio con puntualità e precisione, e la ditta Calabra Maceri che, attraverso i suoi operai, ha offerto un particolare sostegno prima, durante e dopo l’evento per fare in modo che a poche ore dalla fine della Tappa tutto fosse in ordine e pulito come prima che la città venisse invasa da migliaia di persone. Abbiamo sperimentato - ha richiamato l’amministrazione - come le cose possano funzionare e diano frutti, che diventano anche esempio, soltanto se si lavora insieme perseguendo degli obbiettivi comuni che facciano riscoprire il senso nel condividere non solo gli spazi ma anche i momenti». «Quanto è stato assaporato durante la Tappa e offerto da questo importante riconoscimento di valore sociale ed ambientale - sottolinea il sindaco, Domenico Lo Polito - saranno lo stimolo per continuare e fare meglio nelle prossime sfide che potremo affrontare solo con l’aiuto e la partecipazione di tutti». 

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  • Occhiello La cittadina del Pollino, che ha ospitato la settima tappa, è stata la seconda classificata al concorso dedicato all'ambiente e alla raccolta differenziata in occasione dell'evento sportivo. L'assessore Pace: «È il risultato di tutti»

 

ZUNGRI Una donna di nazionalità romena è rimasta gravemente ustionata nell'incendio del casolare di campagna a Zungri nel quale vive con il compagno. Quest'ultimo ha riportato ferite lievi. Per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri, nel casolare si è sviluppato un incendio. La donna, subito soccorsa, è stata portata nell'ospedale di Vibo Valentia. Vista la gravità delle sue condizioni è stato poi deciso il trasferimento nell'ospedale di Bari nel reparto Grandi ustioni. Le sue condizioni sono al momento stazionarie ma gravi.

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  • Occhiello Subito soccorsa, è stata trasferita nell'ospedale di Bari. Ferite lievi per il compagno che si trovava con lei. In corso gli accertamenti per capire le cause

 

CATANZARO «Leggo la nota con cui gli assessori della Giunta Abramo mi invitano a dismettere i panni del professore universitario a calarmi in quelli di consigliere di minoranza. È un invito che raccolgo volentieri, in perfetta continuità con quanto ho fatto in campagna elettorale, dove mi pare di aver indossato con una certa capacità i panni del candidato a sindaco. Una piccola lezione di democrazia, però, questa volta mi tocca proprio darla». È quanto dichiara, in una nota, Nicola Fiorita in risposta al comunicato congiunto dei nei assessori nel quale lo invitano a lasciare il suo incarico di docente e dedicarsi al nuovo ruolo di consigliere comunale. «Intanto – spiega -, si possono, ovviamente, non condividere i giudizi politici che ho espresso ed esprimerò così come si possono criticare le posizioni che ho assunto ed assumerò, ma non si può mettere in discussione il mio diritto di esprimere quei giudizi. Non ho mai eccepito nulla sulla legittimità della vittoria elettorale del sindaco Abramo, non ne ho mai disconosciuto il ruolo, né il diritto di nominare gli assessori che ritiene più idonei, così come non ho mai proferito parola sulle qualità delle singole persone chiamate ad amministrare la città. Ho, al contrario, sottolineato la scelta del sindaco Abramo – esplicitamente rivendicata in una intervista su Catanzaro Informa – di puntare sull’affidabilità più che sulla competenza delle persone, non ritenendo egli necessaria la formazione di una Giunta di alto livello. Scelta a mio avviso del tutto criticabile, perché lontana dalle reali esigenze di ripresa di autorevolezza della città. Così come ho evidenziato la contraddizione tra questo criterio e quella rivendicazione di adeguate competenze nella propria squadra posta alla base della ulteriore scelta di trattenere alcune rilevanti deleghe». «Stiano tranquilli gli assessori-operai – conclude Fiorita -, so bene che Abramo ha vinto e che noi abbiamo perso. Ma in democrazia perdere le elezioni non significa perdere il diritto di esprimere le proprie opinioni, non significa perdere il diritto di critica e non significa perdere il diritto di fare politica. E stiano tranquilli gli assessori tutti che sono ben consapevole della dignità e della rilevanza del ruolo di consigliere di minoranza, postazione da cui – come si vede da questa scomposta reazione – si può con la forza della parola dare fastidio a chi ha una visione assolutistica e muscolare della politica. Voi la chiamate inesperienza, io la chiamo diversità».

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  • Occhiello L'ex candidato a sindaco Nicola Fiorita risponde agli assessori. «Mai disconosciuto il ruolo di Abramo e della sua vittoria». E sulla nomina della Giunta: «L'affidabilità a discapito della competenza è stata una scelta criticabile»

CATANZARO «L'inesperienza politica del professore Fiorita, entrato in consiglio comunale come candidato sindaco non eletto, non giustifica la gravità delle sue affermazioni e dei suoi saccenti giudizi sulla qualità della Giunta Abramo. Egli, evidentemente, non riesce a distaccarsi dal suo ruolo di docente universitario, abituato a dare i voti ai suoi studenti e non si è accorto che l'aula del consiglio comunale è qualcosa di ben diverso dalle aule di Arcavacata. La mancanza di rispetto verso gli avversari è uno dei difetti peggiori della malapolitica che Fiorita, solo a parole, dice di volere combattere». Lo affermano, in una nota congiunta gli assessori comunali Ivan Cardamone, Alessio Sculco, Modestina Migliaccio (Forza Italia), Concetta Carrozza, Alessandra Lobello, Danilo Russo (Catanzaro da Vivere), Lea Concolino (Obiettivo Comune), Giampaolo Mungo (Officine del Sud) e Franco Longo (Federazione Popolare per Catanzaro). «Abbiamo l'impressione - proseguono - che il Fiorita non abbia ancora accettato la netta vittoria elettorale di Sergio Abramo e soprattutto del suo progetto di governo. Gli ricordiamo che nel primo turno, con un'alta percentuale di votanti, a confrontarsi non erano solo quattro aspiranti sindaci, ma altrettanti progetti politici che i cittadini hanno giudicato liberamente. Prenda atto Fiorita che a vincere, nettamente, è stato il progetto di Sergio Abramo e che il suo progetto, benché abbia raccolto un certo consenso, non è approdato nemmeno al ballottaggio. È la dura legge del gol, recitava anni fa una canzone. La Giunta Abramo, bollata da Fiorita come “governicchio rattoppato” e “di basso profilo”, è invece il frutto di un gioco di squadra, in cui tanta gente, provenendo in buona parte anche dalla cosiddetta società civile, ci ha messo la faccia, sottoponendosi al giudizio degli elettori. Noi ci poniamo una domanda. Perché Fiorita non ha presentato in campagna elettorale la sua Giunta “stellare”? Presentando alla gente una Giunta “di alto profilo”, probabilmente formata da curriculum accademici di prestigio provenienti dalle migliori università italiane e straniere, magari avrebbe convinto la gente a votarlo. Gli assessori della giunta Abramo sono fieri, a prescindere dai loro singoli titoli accademici e dalle loro esperienze professionali, di sentirsi “operai” e solo in base alle loro “opere” e al loro lavoro intendono essere giudicati. Siamo grati al sindaco Abramo per la fiducia che ha riposto in noi e ai partiti che ci hanno indicati per la considerazione che hanno espresso. Faremo di tutto, senza risparmio di energie, per essere all'altezza del compito che ci è stato assegnato». «Da Fiorita, che nonostante tutto continuiamo a rispettare - concludono gli assessori - ci attendiamo maggiore umiltà e atteggiamenti che contribuiscano ad alzare il livello e la qualità del dibattito in consiglio comunale, attraverso le proposte e ovviamente l'attività di controllo che la legge assegna alle minoranze. Smetta i panni del docente “tuttologo”, accantoni la delusione per non essere arrivato al ballottaggio e si dedichi al ruolo di consigliere comunale di minoranza che non è meno importante, ci creda, di quello di sindaco o di assessore».  

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  • Occhiello Una nota dei neo assessori invitato l'ex candidato a sindaco di Catanzaro a dedicarsi al nuovo ruolo e abbandonare quello di docente. «L'aula del Consiglio non è quella dell'università». Secondo l'Assemblea: «Non ha accettato la sua sconfitta e la vittoria di Abramo»

COSENZA In vista della direzione provinciale del Pd di Cosenza di domani, Tommaso Guzzo, segretario del IV circolo Pd e componente della stessa direzione, insieme ad altri componenti ha diramato un documento sull'attuale situazione del partito in Calabria. Non risparmiando critiche al governo regionale e al governatore Oliverio. «Veniamo fuori da oltre due anni segnati da sconfitte elettorali e amministrative: le Comunali del 2015 a Vibo Valentia e Lamezia Terme, successivamente quelle di Crotone e Cosenza, il Referendum del 4 dicembre e, per ultimo, la debacle di Catanzaro. Sconfitte che – si legge nel documento - richiedono un'analisi attenta ed una discussione approfondita sull'evidente frattura del rapporto con la società calabrese da parte del Pd e dell'esperienza del governo regionale. Il futuro del nostro campo appare incerto e denso di nubi. La "strategia" della rimozione delle "sconfitte" è il preludio di una prevedibile disfatta alle prossime elezioni politiche del 2018». «Il Pd si è cacciato in una condizione di totale isolamento, privo di una proposta politica programmatica capace di instaurare relazioni e alleanze. Assistiamo – proseguono - ad un rapporto di sudditanza tra Roma e il governo regionale che, attraverso una serie di atti, ha mortificato la nostra Regione e i calabresi. La debolezza politica ed istituzionale della giunta regionale ha fatto sì che il rincorrere sin dall'inizio della legislatura l'obiettivo di nominare il governatore come commissario della sanità calabrese abbia alimentato un'enorme conflittualità istituzionale tutta interna al Pd e ha, di fatto, peggiorato notevolmente la sanità calabrese». «Oggi siamo al punto di non ritorno. Il paradosso di tutto ciò è che dopo sette anni di blocco del turn over nella sanità calabrese, le diatribe tra il dipartimento Salute della Regione e l'ufficio del commissario impediscono l'assunzione di 700 nuovi operatori sanitari (medici, infermieri e oss). È evidente a tutti – spiegano - che il programma di cambiamento e di netta discontinuità con il passato è stato, ancora ad oggi, palesemente disatteso. Il piano straordinario per il lavoro e per il contrasto alla povertà è rimasto lettera morta. Come non vedere il fallimento che si sta verificando al Porto di Gioia Tauro, che invece doveva rappresentare il punto più avanzato dell'azione di rilancio della nostra regione e dell'intero Mezzogiorno. Oggi siamo al paradosso: il sito portuale di Gioia Tauro conosce centinaia di licenziamenti». «È il tempo delle decisioni – concludono gli esponenti cosentini del Pd - e di una netta e chiara inversione di rotta sia per quanto riguarda il Partito sia per quanto riguarda l'esperienza di governo regionale»

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  • Occhiello Il segretario del IV circolo Pd di Cosenza, Tommaso Guzzo, insieme ai membri della direzione provinciale critica Oliverio e l'esecutivo. «Rapporto di sudditanza tra Roma e il governo regionale». A un punto di non ritorno la questione sanità. «Si è solo alimentata una conflittualità istituzionale interna»

 

CATANZARO «Spero che il collega Salvini non venga a diffondere solo demagogia xenofoba in Calabria, visto che in Parlamento quando si parla di questi temi è spesso assente». Così l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Laura Ferrara, commenta in una nota la visita di Matteo Salvini a Vibo Valentia. «L'emergenza migranti in Calabria - prosegue la Ferrara - è un tema serio e come tale va affrontato. I principali approdi e fra questi Vibo sono al collasso, Comuni senza risorse si trovano a fronteggiare sbarchi di centinaia e centinaia di uomini, donne e soprattutto minori spesso non accompagnati. Quelle di Salvini sono solo passerelle da campagna elettorale. Un campione di selfie nei luoghi caldi dell'emergenza, assente però quando al centro del dibattito a Bruxelles c'è da discutere proprio sul tema immigrazione. Come mercoledì scorso in cui si discuteva di sbarchi con il direttore di Frontex e le Ong e per la Lega non c'era nessuno. Si spacciano per paladini dei confini nazionali e non hanno proposto nemmeno degli emendamenti per la modifica del regolamento di Dublino per cancellare il principio del paese di primo arrivo». «Ai calabresi che lo accoglieranno - conclude l'europarlamentare 5 Stelle - va ricordato che fino a ieri il suo partito era promotore del secessionismo fondando le proprie politiche sugli insulti ai meridionali e ai calabresi in particolare. Il richiamo elettorale lo porta ora a sud di Roma, una visita che non porta nulla di costruttivo per la Calabria e i calabresi. Fomenteranno la paura dello straniero senza alcun aiuto concreto ai nostri territori».  

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  • Occhiello L'eurodeputata del Movimento 5 Stelle sulla visita del leader leghista a Vibo. «Spero non venga diffondere demagogia xenofoba». E sul tema dei migranti: «Quando a Bruxelles si discute di sbarchi lui è assente al dibattito»

BUDAPEST Avanti al cosentino Giovanni Tocci - prossimo ai 23 anni che compirà il 31 agosto, tesserato per l'Esercito e Cosenza Nuoto ed allenato da Lyubov Barsukova - ci sono solo i due cinesi e neanche tanto lontani. Peng d'oro con 448,40 e Chao d'argento con 447,20. Dieci anni dopo l'exploit di Christopher Sacchin, l'Italia dei tuffi torna sul podo iridato nel trampolino 1m maschile. È la prima volta che bissa il podio della specialità dopo il bronzo conquistato da Elena Bertocchi.

COME SE FOSSE UNA MEDAGLIA D'ORO «Non ci credo. All'ultimo giro non ho pensato molto al podio quanto al tuffo. Lo sentivo abbastanza sicuro, ma dovevo farlo bene per conquistare la medaglia. Ci sono riuscito e sono contento». Così Giovanni Tocci ha commentato la conquista della medaglia di bronzo nel trampolino da 1 metro ai Mondiali di tuffi di Budapest. «La considero una medaglia d'oro vinta in un contesto perfetto, all'interno di una squadra unita, insieme ai compagni che mi aiutano ad affrontare le gare in maniera corretta - ha analizzato il cosentino -. Dopo i preliminari ero contento di aver centrato la finale ed essere tra i migliori 12 al mondo, ma nei due giorni che mi separavano dalla finale ho pensato tanto al risultato». «Ho scritto a Tania Cagnotto - ha svelato l'azzurro - per chiederle se anche a lei passavano tutte queste cose per la testa nell'attesa della finale. Mi aveva già dato dei consigli a Bolzano, mi ha aiutato molto anche in questi giorni. Pensavo di poter ottenere un buon risultato, ma il terzo posto va oltre le aspettative». «La gara - ha proseguito Tocci - è stata molto bella; superato il terzo tuffo che più mi preoccupava ho acquisito sicurezza e ho saltato con fiducia. I due nove presi nel doppio e mezzo rovesciato sono stati una spinta per crederci e alla fine sono riuscito a completare la prestazione con un ottimo doppio e mezzo ritornato».

OCCHIUTO: LO ASPETTIAMO A COSENZA «Esprimo la gioia più sentita per l’exploit di Giovanni Tocci, medaglia di bronzo ai Mondiali di tuffi, dal trampolino di un metro». Lo dichiara il sindaco Mario Occhiuto manifestando grande soddisfazione per il risultato ottenuto oggi a Budapest dal giovane cosentino che, in occasione di questo podio, Eurosport ha definito “primo degli ‘umani’ alle spalle dei cinesi”. «Siamo orgogliosi – aggiunge Occhiuto – che un nostro concittadino regali tanto lustro a Cosenza attraverso un talento coltivato grazie all’impegno costante. Ci auguriamo che Giovanni prosegua il suo brillante percorso di crescita arrivando al prossimo obiettivo delle Olimpiadi del 2020. Intanto – conclude il sindaco – lo aspettiamo a palazzo dei Bruzi per celebrarne quest’ultimo importante successo».

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  • Occhiello Il cosentino conquista il terzo posto nel trampolino da 1 metro dietro ai cinesi Peng e Chao. «Per me è un oro vinto in un contesto perfetto». Il sindaco Occhiuto: «Ha dato lustro alla nostra città. Lo aspettiamo»

COSENZA «La Regione Calabria ha pubblicato, in data 24 novembre 2016, una manifestazione di interesse per la concessione di contributi finalizzati all’esecuzione di interventi di adeguamento sismico o eventualmente di demolizione e ricostruzione di edifici di interesse strategico, per un importo complessivo di oltre 50 milioni destinato alle amministrazioni comunali che hanno presentato 125 istanze progettuali. Stranamente, la Regione Calabria, senza aver pubblicato alcun decreto che l’illustrasse l’istruttoria delle istanze presentate dai Comuni, in data 20 giugno 2017 ha pubblicato sul sito istituzionale della Regione stessa l’elenco dei Comuni ammessi al finanziamento e quello dei non ammessi. Da tale istruttoria risulta che cento istanze non sono state ammesse e solo 25 risultano essere ammesse al finanziamento. La motivazione di esclusione è generica e identica per tutti i progetti non ammessi». È quanto sostiene Carlo Guccione, consigliere regionale del Partito democratico che ha presentato in merito una interrogazione scritta al governatore della Calabria.
«La cosa grave – afferma Carlo Guccione - è la mancanza di chiarezza e interlocuzione istituzionale da parte della Regione Calabria, elementi che rischiano di creare un contenzioso giuridico tra l’Ente stesso e le decine di Comuni che hanno notificato, via pec, istanza di ricorso in autotutela per ottenere l’annullamento della graduatoria nella parte in cui li esclude dai finanziamenti. Ma la cosa più paradossale è che la Regione Calabria - in tutta fretta e senza aspettare l’esito dei ricorsi presentati da decine di Comuni alla precedente manifestazione di interesse - in data 27/06/2017 ha pubblicato sul proprio sito web una nuova manifestazione di interesse utilizzando le somme non assegnate nel precedente bando. E così molti Comuni hanno manifestato la volontà di presentare ricorso anche dinnanzi al Tar Calabria».
«Ma è evidente – aggiunge Carlo Guccione - che in Regione regna un po’ di confusione e pressapochismo, anche in relazione all’altra manifestazione di interesse pubblicata il 3/12/2016 per l’adeguamento sismico degli edifici scolastici, nella quale sono pervenute oltre 330 domande. Risulta assai strano che nella fase in cui è in corso l’istruttoria (oltre otto mesi), il presidente della giunta regionale annunci un nuovo bando per la sicurezza degli edifici scolastici in una dichiarazione del 4/7/2017 sul sito istituzionale della Regione Calabria».
«Quali iniziative intende adottare il governatore Oliverio – si legge nella interrogazione presentata da Carlo Guccione - per scongiurare, il rischio che la Regione Calabria si trovi ad affrontare decine di contenziosi giudiziari con i Comuni calabresi esclusi dal finanziamento previsto nella manifestazione d’interesse per l’adeguamento sismico degli edifici strategici, il cui unico risultato consisterà in un allungamento dei tempi per l’utilizzo delle risorse. Risulta strano che la giunta regionale, invece di privilegiare la filiera e il dialogo istituzionale tra Regione e sistema delle autonomie locali calabresi, costringa i Comuni a rivolgersi all’autorità giudiziaria».
«Inoltre, si chiede al governatore Oliverio – è scritto nella interrogazione presentata da Carlo Guccione - di chiarire in merito alla dichiarazione, pubblicata sul sito istituzionale della Regione Calabria in data 04/07/2017, circa la imminente uscita di un nuovo bando sull’edilizia scolastica, quando risulta ancora in corso l’istruttoria di un analogo bando pubblicato in data 13/12/2016, che ha le medesime finalità ed una dotazione finanziaria molto inferiore alle domande pervenute».

 



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  • Occhiello Il consigliere regionale pd Carlo Guccione ha presentato un'interrogazione ad Oliverio. «Motivazione uguali e generiche per i Comuni esclusi. Rischio contenziosi». E sul nuovo bando: «Ancora in corso l'istruttoria di quello precedente»

MILANO Lavorano sodo le ruspe della 'ndrangheta in Lombardia. Un tesoro pubblico da oltre 100 milioni di euro in 6 anni per la costruzione delle più importanti opere e infrastrutture di Milano e dintorni. Gare e appalti pubblici nei quali la 'ndrangheta, insieme a mafia e camorra, è riuscita a mettere le mani rendendo quasi nulle anche le with list. La cifra è contenuta in un dossier in mano alle autorità giudiziarie milanesi ed è stata svelata nei giorni scorsi da Il Fatto Quotidiano. Tanti i lavori al centro degli interessi criminali: delle nuove tratte della metropolitana in vista di Expo, all'A35 meglio nota come BreBeMi, alla Teem (Tangenziale est esterna di Milano), alla Pedemontana. Non sono rimasti immuni neanche la Ferrovie Nord, considerata una delle partecipate più ricche d'Italia e l'Atm, la società comunale che gestisce il trasporto pubblico.
L'excursus di interdittive che viene riproposto dal quotidiano diretto da Travaglio parte dal 2010 e giunge al novembre 2016 e la maggior parte parlano calabrese. Società legate ai Barbaro di Platì, infatti, si sono aggiudicate lavori sulla Teem e sulle nuove fermate della metro per l'Expo del 2015. Mentre le famiglie di Siderno avevano allungato i tentacoli su alcune società bergamasche impegnate nei lavori delle Ferrovie Nord.
Sono in tutto 22 le famiglie criminali che in 6 anni si sono spartite 106 appalti tra cui anche le nuove linee della metropolitana. Se i siciliani controllavano la metro lilla, i Santaiti-Gioffrè si sono dedicati alla linea 4 (ancora incompleta) tra il Policlinico e l'aeroporto di Linate.
Tanti anche gli interessi sulle infrastrutture della rete autostradale che circonda Milano. Due i milioni dell'appalto sui cui hanno messo le mani le famiglie Aquino-Mazzaferro per i lavori sull'autostrada dei laghi e gli svincoli che avrebbero portato ad Expo. Gli Arena di Isola Capo Rizzuto hanno gestito invece un appalto di 600 mila euro tra la Pedemontana e la Brebemi. Così come i Grandi Aracri di Cutro, che sono riusciti ad entra in una gara di circa 11 milioni. E poi c'è chi, come il clan Cataldo è riuscito a giungere fino in centro, in particolare per il rifacimento della Darsena, riaperta nell'aprile del 2015 proprio in occasione di Expo.
L'elenco è ancora molto lungo ma sembra destinato ad allungarsi e le ruspe dei boss non accennano a spegnersi. Sia per la poca efficacia delle with list, che vedevano azienda criminali presentare “immacolati” certificati antimafia e sia, soprattutto, per i nuovi progetti per ridisegnare la città. Infatti, come viene raccontato, sono già in cantiere opere per il rilancio delle strutture pubbliche che interesseranno questa volta la sanità, un settore non nuovo agli interessi criminali.  

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  • Occhiello Il Fatto Quotidiano svela numeri al vaglio dell'autorità giudiziaria. Un tesoro pubblico di oltre 100 milioni, 106 gli appalti e 22 le famiglie criminali che hanno gestito le nuove costruzioni per l'Esposizione universale (e non solo) tra il 2010 e il 2016. E i progetti non sembrano finire
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