Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Giovedì, 06 Luglio 2017
Giovedì, 06 Luglio 2017 22:25

Cosenza, Campanella nuovo dirigente comunale

COSENZA Il sindaco  Mario  Occhiuto  ha nominato Mario Campanella dirigente del settore Educazione  del Comune. Laureato in Scienze politiche e Scienze della Comunicazione,  con un master in  diritto amministrativo, Campanella è stato commissario Corecom-Agcom con delega ai minori, dirigente di strutture partecipate ed è autore di diversi libri e di pubblicazioni scientifiche. È da sempre impegnato nel mondo del Welfare e del sostegno ai minori. 

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  • Occhiello L'ex commissario Corecom-Agcom con delega ai minori è stato nominato da Occhiuto a capo del Settore Educazione

CROTONE Si fa più dura la protesta a Crotone dei tre operai ex dipendenti dell'Akros, società in fallimento che si occupava della raccolta dei rifiuti nel Crotonese, che chiedono di essere assunti dalla società municipalizzata Akrea in coincidenza con l'avvio della raccolta differenziata. I tre operai, che ieri erano saliti su una gru alta 30 metri sulla quale hanno trascorso la scorsa notte, hanno raggiunto un livello superiore della stessa gru, ad un'altezza di 50 metri. Inutili, al momento, i tentativi di convincere i tre operai a sospendere la protesta.

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  • Occhiello Sono saliti a un'altezza di 50 metri gli ex dipendenti dell'Akros, società in fallimento che si occupava della raccolta dei rifiuti nel Crotonese

REGGIO CALABRIA La Polizia di Stato, ad esito di una articolata attività investigativa di natura patrimoniale coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia - Sezione misure di Prevenzione di Reggio Calabria, ha dato esecuzione ad un provvedimento di confisca emesso dal locale Tribunale che ha interessato beni riconducibili al 40enne Michele Crudo, attualmente detenuto e condannato in via definitiva alla a dieci anni di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione nell’ambito del procedimento scaturito dall’operazione “Agathos”. Si tratta dell'inchiesta che portò alla cattura di Giovanni Tegano, allora latitante, capo dell’omonima cosca e suocero dello stesso Crudo.
Le indagini patrimoniali condotte dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Reggio hanno dimostrato la sproporzione tra i redditi percepiti da Crudo e il patrimonio a lui direttamente o indirettamente riconducibile, che sarebbe frutto del reimpiego di capitali illeciti.
Il Tribunale - Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo le risultanze investigative, ha disposto la confisca dei seguenti beni: 2 unità immobiliari in località Archi di Reggio Calabria; 2 unità immobiliari in località San Gregorio di Reggio Calabria; quote sociali, intero capitale e intero patrimonio aziendale della “Ditta San Michele & C. S.a.s.” di Michele Crudo, operante nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di generi alimentari. Il valore del patrimonio confiscato ammonta complessivamente a circa 1 milione di euro.

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  • Occhiello La Polizia ha dato esecuzione al provvedimento emesso dal Tribunale su richiesta della Dda. Sigilli a quattro case tra Archi e San Gregorio e al patrimonio aziendale di una ditta che commercia generi alimentari

Da tempo ormai si discute sulle prospettive del centrosinistra in Italia. Troppo spesso però, in queste analisi, è mancata una vera consapevolezza sul malessere del Paese, tanto da non accorgersi che attorno a noi stava crescendo un deserto.
Un deserto di precarietà e di povertà, di vite, giovani per lo più, espropriate della possibilità di decidere su se stesse e costrette a chiedere aiuto alle famiglie.
Per ogni critica al “renzismo” come metodo di governo, Renzi aveva 80 euro, un “Jobs act” o un voucher da offrire agli italiani. Aveva riforme da elargire e la promessa “smart” di garantire a ciascun individuo la possibilità di diventare imprenditore di se stesso, contro i sindacati e la burocrazia, i meridionali piagnoni e tutte le vecchie idee di sinistra: il Welfare State o un lavoro dignitoso, per esempio.
Vecchie che fossero, le idee di avere la sanità pubblica e gratuita e perfino dei diritti sul lavoro - e non le precarie tutele crescenti - non dovevano dispiacere agli italiani. I quali, infatti, ci hanno fornito un messaggio che non possiamo ignorare. Dopo il 4 dicembre e le ultime amministrative, non abbiamo più alibi.
Vi è la necessità di creare un campo progressista ampio, che come in tutti i paesi occidentali, riscopra nella sinistra una nuova radicalità di fronte alle enormi disuguaglianze prodotte dalla globalizzazione. E questa nuova sinistra non si materializza nel nostro Paese se non andiamo alla radice: dagli uomini e dalle donne che hanno sofferto i costi sociali della crisi, e chiedono oggi protezione.
Di fronte alle crescenti disuguaglianze essere radicali significa, in altri termini, decidere da che parte stare. Senza esitazioni e con nettezza. Su questo saremo giudicati dagli elettori. Da che parte stiamo mentre una rivoluzione tecnologica senza precedenti si è abbattuta sulle nostre società e algoritmi e piattaforme rendono il lavoro evanescente e frammentato, incatenano gli individui ad “app” senza volto come succede ai facchini di Foodora?
Da che parte stiamo mentre si aprono scenari inediti nei settori più disparati, dalla produzione ottimale di beni di prima necessità alla cura di malattie oggi considerate inguaribili? Da che parte stiamo sulla ridistribuzione delle ricchezze e sulla progressività dell’imposizione fiscale? E ancora, da che parte stiamo sulla riforma del mondo del lavoro, su quella della scuola, sul tema dei servizi universalistici e sulle politiche economiche degli investimenti pubblici?
Sono queste le domande radicali che esigono risposte. Provare a rispondere è il nostro compito, sapendo che dietro ognuna di quelle domande ci sono uomini e donne in carne e ossa.
Proprio qui sta la sfida di questo “movimento unitario” della sinistra italiana. Unirsi, superando le divisioni, per un nuovo campo progressista che eviti al Paese una nuova vittorie delle destre, prima che sia troppo tardi.

*Articolo 1-Mdp Vibo Valentia

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  • Occhiello di Antonio Lo Schiavo*

VIBO VALENTIA Il gup di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, ha accolto la richiesta di rito abbreviato presentata dai difensori di Alex Orfei, di 32 anni, titolare di un circo, accusato dell'omicidio di Werner De Bianchi, di 36 anni, anche lui titolare di un'attività circense, avvenuto il 12 agosto dello scorso anno in un parcheggio a Santa Domenica di Ricadi, nel vibonese.
Il gup Lupoli ha anche rinviato a giudizio tre romeni, impiegati nel circo di Orfei ed accusati di concorso nell'omicidio di De Bianchi, per i quali, invece, il processo si svolgerà con rito ordinario. Werner De Bianchi fu ucciso con una coltellata all'addome ed alcuni colpi infertigli con una spranga.
Movente dell'omicidio, secondo quanto è emerso dalle indagini, alcune questioni di carattere economico.
Per quanto riguarda Orfei, la prima udienza del processo davanti al gup di Vibo Valentia è stata fissata per il prossimo 12 ottobre, mentre il dibattimento con rito ordinario per i tre romeni suoi presunti complici comincerà il 28 settembre davanti la Corte d'assise di Catanzaro. 

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  • Occhiello Per l’omicidio è accusato il 32enne Alex Orfei. Avrebbe ucciso in un parcheggio di Santa Domenica di Ricadi il titolare di un circo rivale
Giovedì, 06 Luglio 2017 18:32

Il Tg Salute e Sanità

REGGIO CALABRIA «Il Pd deve fare squadra», dice Renzi. «Bene, ma bisogna anche sapere con che modulo andiamo in campo e se ci disponiamo a uomo o a zona», risponde Falcomatà. L’idillio tra il segretario del Pd e il sindaco di Reggio – suggellato pochi mesi fa da una passeggiata informale sul lungomare della città dello Stretto – si è spezzato da alcune settimane, ma la rottura definitiva potrebbe essersi consumata oggi, nel corso della Direzione nazionale del partito al Nazareno. Un incontro blindato, a “porte chiuse”: per la prima volta da quando Matteo Orfini è alla presidenza il dibattito interno non viene trasmesso in diretta streaming. Ma le lamentele di Falcomatà superano ogni schermatura («non fate tweet e post nel corso della direzione», la richiesta dello stesso Orfini) e sembrano destinate a modificare i rapporti tra l’ex premier e il primo cittadino che aspirava a un posto in segreteria nazionale. Lo spartiacque risale a qualche settimana fa, quando Renzi nomina l’assessore Angela Marcianò al posto di Falcomatà. Eccola, la frattura. Il sindaco – l’unico esponente calabrese del Pd a prendere la parola – attacca Renzi su tutta la linea. Un attacco “totale”, per restare al gergo calcistico. E se Matteo spiega che «bisogna giocare di prima», Giuseppe replica che senza una buona organizzazione tattica non si va da nessuna parte. Ad ascoltare c’è tutto lo stato maggiore democratico: il premier Paolo Gentiloni, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, quello per i Beni Culturali Dario Franceschini.

I CONGRESSI Falcomatà, durante il suo intervento, avrebbe affrontato anche la questione congressi: «Giusto ripartire dai territori, ben vengano le assise provinciali (convocate per il prossimo autunno, ndr), ma ci sono zone del Paese in cui il Pd è poco più di un comitato elettorale». Parla il sindaco della Città metropolitana, dunque ogni riferimento a Reggio è tutt’altro che casuale. In riva allo Stretto, sembra dire Falcomatà, il partito di Renzi non esiste. Proprio per questo è quanto mai necessario «ricostruire un rapporto con la base». E, ancora, serve «trasformare la disputa in un confronto politico».    

LEGGE ELETTORALE Un passaggio, poi, Falcomatà lo avrebbe dedicato alla futura legge elettorale, che dovrà «garantire la governabilità e la legittimazione popolare dei candidati», ovvero le preferenze. Il sindaco, in sostanza, riporta in Direzione i temi già affrontati nell’intervista pubblicata questa mattina dalla Gazzetta del Sud, nella quale ha anche auspicato l’uso delle primarie per la scelta dei candidati per Camera e Senato.

IUS SOLI E IMMIGRAZIONE Renzi, in apertura di direzione, ha ribadito l’importanza dello Ius Soli («è un principio di civiltà, dobbiamo andare avanti») e ricordato come sulla scuola gli ultimi governi pd abbiano investito 4,7 miliardi («ma se noi parliamo di alleanze i cittadini non se ne accorgono»). Anche su questi punti, la replica di Falcomatà non è stata tenera: «Serve un programma serio per tutto il Sud, a partire dall’immigrazione e passando per il lavoro, le opere pubbliche e la mobilità». Come dire: quanto fatto dal governo finora non è assolutamente sufficiente. E quando Renzi ha affrontato il tema della sconfitta ai ballottaggi («il risultato va analizzato senza dargli una lettura nazionale»), Falcomatà non avrà potuto fare a meno di ricordare che in Calabria «abbiamo perso tutte le province ma sembra che tutto sia normale». 

LE CARRIERE L’ex premier si è anche soffermato su quanto già espresso durante la riunione dei circoli a Milano: «Non sono interessato né alla mia né alla vostra carriera personale. Il mio obiettivo è portare il Pd sempre più in alto. Si andrà a votare nel 2018, sarà una campagna elettorale lunga 10 mesi. Per questo bisogna concentrarsi sui contenuti. Per i prossimi 10 mesi sarò in giro per il Paese. Ma voi dovete essere classe dirigente». Tradotto: basta litigi. Ma Falcomatà, anche stavolta, ha qualcosa da dire: «Il Pd deve essere un partito tondo nel quale non ci sono angoli in cui rifugiarsi o in cui relegare qualcuno». Impossibile non pensare proprio a lui, sedotto e abbandonato da Renzi, che gli ha preferito Marcianò, l’assessore che, in un’intervista a Repubblica, dopo aver ammesso di non avere la tessera del Pd, ha spiegato che «dirsi di sinistra o di destra oggigiorno è anacronistico, conta la coerenza degli atti. La gente guarda la persona, non più l'ideologia». No, tutto questo a Falcomatà non sta bene. E a Renzi lo ha detto in faccia, forse rompendo ufficialmente l’idillio: «Il partito è una comunità nella quale si condividono valori e una certa visione del bene comune».  

Pietro Bellantoni
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  • Occhiello Intervento critico del sindaco di Reggio al Nazareno. Che striglia l'ex premier su tutta la linea, dalla legge elettorale fino all'organizzazione interna: «Nel partito non ci devono essere angoli in cui relegare qualcuno». Pesa la nomina di Marcianò nella segreteria nazionale

COSENZA Un grosso incendio ha causato la chiusura del traffico ferroviario sulla linea Cosenza-Paola. Le fiamme stanno divampando, da giovedì pomeriggio, lungo i binari, nei pressi della stazione ferroviaria di Castiglione Cosentino.
Al lavoro diverse squadre dei vigili del fuoco. Si sospetta che le fiamme siano di origine dolosa. Sono centinaia le richieste di intervento arrivate anche oggi ai vigili del fuoco di Cosenza. Da questa mattina diverse squadre stanno operando a Mormanno, sul Pollino, dove le fiamme sono arrivate a lambire alcune abitazioni.
Sul posto sono impegnati anche due canadair giunti da Roma. Un altro grosso incendio è divampato ad Orsomarso, anche qui con qualche rischio per il centro abitato. Alle porte del capoluogo, nella frazione di Donnici, sono poi impegnate tre squadre dei vigili del fuoco di Cosenza che stanno tentando di tenere lontane le fiamme dalle abitazioni. Il denso fumo e l'odore di bruciato si avvertono anche nel centro cittadino. 

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  • Occhiello Un incendio di grandi dimensioni ha costretto gli operatori a chiudere il traffico ferroviario. Roghi anche a Mormanno, Orsomarso e Donnici
Giovedì, 06 Luglio 2017 17:40

Reggina, per l'attacco c'è Sciamanna

REGGIO CALABRIA La Reggina 1914 comunica di aver acquisito le prestazioni sportive di Jacopo Sciamanna. L’attaccante classe ’90 ha sottoscritto un contratto biennale.
Nell’ultima stagione, Sciamanna ha indossato la maglia della Correggese (serie D) realizzando 23 reti su 31 presenze. Nel corso della propria carriera il calciatore di Viterbo ha vestito anche le maglie di Gubbio, Lavagnese, Campobasso, Flamina Civita Castellana, Ostiamare, Celano e San Marino.
Ma il mercato degli amaranto è in fermento, e nelle prossime ore potrebbe essere ufficializzato un altro acquisto. Si tratta di Daniel Bezziccheri, esterno offensivo che arriverebbe in prestito dalla Lazio. Classe ’98, Bezziccheri, ha messo a segno 5 reti in 26 presenze nell’ultimo campionato Primavera giocato con la maglia biancoceleste.

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  • Occhiello Firma un biennale l'attaccante che arriva dalla serie D. Piace Bezziccheri, centrocampista della Primavera della Lazio
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