Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 08 Luglio 2017
Sabato, 08 Luglio 2017 22:04

Manoccio "rompe" con Renzi sui migranti

COSENZA «Perché il nostro segretario Matteo Renzi insegue il modello della destra xenofoba e usa l'espressione aiutiamoli a casa loro?». Si è aperto così l'Intervento di Giovanni Manoccio, membro dell'assemblea nazionale Pd e delegato per l'immigrazione alla Regione Calabria, all'assemblea nazionale di Fronte Democratico. Un intervento forte, più volte citato nel corso del discorso di Michele Emiliano, e molto apprezzato dalla platea che ha dedicato al vicesindaco di Acquaformosa la standing ovation nel momento in cui si è soffermato a parlare di un'accoglienza basata sui progetti Sprar. Per Manoccio si tratta di «un sistema garanzia di buona accoglienza e integrazione, l'unica strada possibile per affrontare la grave crisi di questi giorni. Una crisi - ha continuato Manoccio - che ha una situazione ancor più drammatica: quella dei minori non accompagnati il cui numero è in crescendo e per i quali servono delle soluzioni immediate, bisogna dare pieni poteri ai sindaci per individuare strutture, anche se non autorizzate, per togliere questi adolescenti dalle palestre e dai capannoni. Urge inoltre - ha concluso Manoccio - aiutare Calabria e Sicilia che da sole stanno accogliendo il 60% dei nuovi arrivati». 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Duro intervento all'assemblea nazionale di Fronte democratico da parte del delegato all'accoglienza della Regione: «Perché il segretario insegue la destra xenofoba?». Il plauso di Michele Emiliano
Sabato, 08 Luglio 2017 20:24

Quattro giorni di Innesti a Squillace

SQUILLACE Innesti Contemporanei, il festival di teatro e arti performative ideato da Nastro di Möbius con la direzione artistica di Saverio Tavano, in partenariato con il Comune di Squillace e con il sostegno della Regione Calabria, dal 27 al 30 luglio animerà le principali vie del Paese. Anche quest’anno, si conferma quartier generale del Festival il Castello Normanno, patrimonio storico e artistico di Squillace. Innesti Contemporanei nasce con l'intento di “innestare”, sul territorio una nuova realtà culturale, che possa nel tempo diventare un appuntamento fisso d’interesse culturale e turistico. Per la seconda edizione il cartellone si arricchisce di appuntamenti con una programmazione artistica che spazia da spettacoli a workshop, da istallazioni site specific a mostre e a concerti.
Apre il sipario Teatro della Maruca con Bollari di e con Carlo Gallo. Lo spettacolo narra la contesa di mare tra due anziani pescatori e le vicissitudini di quella che fu la “Cecella”, il miglior peschereccio dello Jonio, negli anni del fascismo fino alle porte della seconda guerra mondiale. Tratto da racconti orali di anziani calabresi, Bollari è una storia di mare che si chiude sopra il deserto dei valori di un mondo travolto dal regime e dalla guerra. 
A seguire un'altra storia calabrese, quella di Rocco Gatto messa in scena da Nino Racco: Opera aperta. Lo spettacolo nasce dalla necessità di lavorare e rappresentare il contesto generale e il complesso entro cui avviene il delitto di mafia. Rocco Gatto fu ucciso dalla mafia a Gioiosa Jonica il 12 marzo 1977 per motivi plurimi e coincidenti e il processo per la sua uccisione si è concluso senza colpevoli per insufficienza di prove. 
Chiude la prima serata di Innesti il Castello di Sancio Panza con Un uomo a metà, diretto da Roberto Bonaventura, spettacolo vincitore dell’ E45 Napoli Fringe Festival 2015. Giuseppe, interpretato da Gianluca Cesale, lavora come rappresentante di articoli religiosi ed è fidanzato da sempre con Maria. Il giorno prima delle sue nozze scopre in maniera rocambolesca la propria sessualità. Questa rivelazione lo porta a realizzare una parte di sé nascosta che metterà in luce e rivoluzionerà il rapporto col mondo che lo circonda fino alle estreme conseguenze. 
La compagnia regina Scena Nuda porta in scena Icaro. L’ultimo volo, lo spettacolo diretto da Filippo Gessi e interpretato da Luca Fiorino. Vanni è un Icaro moderno: un uomo che aveva lavoro e pane, una moglie, un figlio e che adesso vive nella piazza di un paesino. Non ha il tempo per pensare, per riflettere, per ricordare...Così Vanni sopravvive in un turbinio di immagini, di visioni, di voci. Il suo corpo agisce in questo labirinto portato senza volontà come una piuma portata dal vento. 
La seconda serata si chiude con i romani Timpano/Frosini. Daniele Timpano scrive, dirige e interpreta Dux in scatola: l’attore, solo in scena con l’unica compagnia di un baule che viene spacciato come contenente le spoglie mortali di “Mussolini Benito”, racconta in prima persona le rocambolesche vicende del corpo del duce. Timpano, costretto ad avvicinare la materia da una lontananza cronologica e ideologica immensa, gioca una identificazione posticcia con l’oggetto del suo racconto. 
Il terzo giorno si apre con Doppio legame della compagnia Retablo. Lo spettacolo di Maria Piera Regoli e Turi Zinna è una testimonianza sorprendente costruita sui verbali del maxiprocesso alla mafia istruito nel 1986 da Giovanni Falcone. La storia tragicomica di Enzuccio, pentito privo di credibilità e uomo che non conta nulla, che, per aiutare il fratello a pagare i debiti di un commercio di acciughe andato male, fa una rapina al bar della sorella di un mafioso infilandosi in una spirale inarrestabile di conseguenze senza vie di fuga.
Tino Caspanello porta in scena Mari, premio speciale della giuria al Premio Riccione 2003. Mari è quasi una partitura musicale nella struttura e nel suono delle parole accompagnate dal lento ritmo di un calmo mare notturno. Per scoprire di quale materia siamo fatti un uomo invita la compagna a toccare il mare, quell’elemento che ha permesso loro di parlarsi. E quando la donna, arrivata là apparentemente per caso, comincia ad avvicinarsi all’uomo che ama e che se ne sta solo a pensare sulla spiaggia, ecco che i due sciolgono finalmente i nodi che nessuna lingua potrà mai sciogliere, in parole che nessun suono potrà mai restituirci.
L’ultima giornata di Innesti Contemporanei vede tra i protagonisti Scena Verticale con lo spettacolo Và pensiero che io ancora ti copro le spalle, diretto e interpretato da Dario De Luca accompagnato, alle tastiere, da Paolo Chiaia. Il fortunato progetto musicale di Giuseppe Vincenzi, rinasce oggi remixato grazie alla complicità di Dario De Luca, che vede i due impegnati nel rinnovamento del genere teatro-canzone. Un omino entra in scena raccontando i propri fallimenti. Senza volerlo, parlando e cantando, con le sue cronache così profondamente e tragicamente comiche, inventa una morale, che evidenzia bisogni e desideri di una società oramai in mutande. 
Chiude il cartellone degli spettacoli Angelo Colosimo con Bestie rare, la storia di un bambino che si trova catapultato in una situazione paradossale. Da una semplice marachella dai risvolti tragicomici, emerge un substrato culturale cinico e spietato di un piccolo paesello della Calabria. Quello che all’inizio può sembrare un semplice gioco “pericoloso” da ragazzini, si rivelerà un gesto calcolato di vendetta. Una vendetta dovuta a soprusi, stupri e storie di pedofilia consumate da un Prete, uomo apparentemente virtuoso e rispettato dalla comunità, che servendosi di persone con disturbi mentali, adesca bambini per i suoi giochi viziosi. 
Il cartellone si arricchisce anche di eventi collaterali. Quattro laboratori intensivi: Richiami, un workshop sul corpo e la danza condotto da Lara Russo, Cantiere sensoriale, un laboratorio sulla ricerca dei sensi di un luogo specifico (in questo caso il Castello e il borgo di Squillace) diretto da Emi Bianchi, uno sul metodo Linklater condotto da Maria Grazia Bisurgi e un laboratorio per ragazzi diretto da Francesco Votano. Dedicato ai ragazzi anche lo spettacolo Il Pifferaio magico di TeatroP, in scena domenica 30 alle 19.00. La famosa storia della città di Hamelin viene narrata intervallando il racconto con le spettacolari immagini di sabbia e le musiche inedite di un maestro della ricerca musicale contemporanea.
Il Festival si pone l’obbiettivo non solo di crescita culturale e turistica dell’antico borgo medievale di Squillace, ma di diventare un luogo ideale per gli artisti, una sorta di residenza creativa in un autentico teatro a cielo aperto. Per questo Innesti ospiterà alcuni artisti per istallazioni site specific: nel suggestivo spazio della piccola Chiesa di Santa Maria della Pietà, chiesa gotica risalente al XIII secolo, verrà ideata l’installazione di arte visiva a cura di Silvia Pujia e Maria Teresa Zingarello, mentre al Castello nel pomeriggio è possibile assistere alle performance sonore di Alessandro Rizzo e Mario Lino Stancati di Studiolo Laps, anche queste site specific.
In programma anche un incontro sulla drammaturgia del Sud e la mostra Skené, che vede l’esposizione delle foto di scena di Angelo Maggio. 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Tutto il programma del festival di teatro e arti performative in programma tra il 27 e il 30 luglio. Nel primo giorno in scena Rocco Gatto interpretato da Nino Racco

SOVERATO Quando chiude un presidio di legalità è sopratutto la società che viene a perderci. Se questo accade in un territorio delicato come la Calabria la sconfitta forse fa più rumore che altrove. O almeno dovrebbe essere così. È quello che è successo all'Osservatorio Falcone-Borsellino-Scopelliti di Soverato che dopo 25 anni di attività chiude i battenti. Un quarto di secolo, celebrati con la pubblicazione di un libro, che in poco tempo si è trasformato in un addio. Una resa quella del presidente Carlo Mellea, che in poche parole annuncia la chiusura del presidio sul suo sito. «Non è un grido di aiuto, ma voglio solo dire che io farò altro», l'amaro saluto del presidente.
La storia dell'osservatorio nasce negli anni in cui a Palermo le stragi del '92 avevano mosso la coscienza di molti e iniziavano a nascere anche i primi movimenti antimafia. Ma in quegli anni stava succedendo anche qualcosa in Calabria. Guerre di mafia e omicidi eccellenti iniziavano a risvegliare la voglia e la determinazione di reagire di molti. E in questo contesto nasce a Soverato l'Osservatorio Falcone-Borsellino-Scopelliti, un luogo da cui diffondere la cultura della legalità ma che fosse prima di tutto un spazio di riflessione collettivo sul rispetto delle regole, della trasparenza e della lotta alla criminalità organizzata. Un patrimonio di idee da mettere a disposizione soprattutto dei ragazzi e delle nuove generazioni, considerati come il baricentro dell'intera attività che è passata di scuola in scuola in Calabria e spesso, quando i mezzi lo hanno permesso, anche fuori. «Non può esistere uno Stato bonificato dalla malapianta delle mafie senza il coinvolgimento di chi è destinato a impradronirsi del futuro». Sono le parole con le quali Mellea introduce il libro pubblicato in occasione dei 25 anni di attività e in cui si ripercorre la storia del presidio attraverso le interviste e le testimonianze di chi, con l'aiuto dell'Osservatorio, è riuscito a portare la propria testimonianza nel territorio di Soverato ma anche in molte scuole della Calabria. Dal magistrato Nino Di Matteo, ad esempio, che venne in Calabria proprio grazie ad uno degli incontri organizzati da Mellea e dal suo presidio, al procuratore aggiunto di Cosenza Marisa Manzini e al procuratore capo di Lamezia, Salvatore Curcio. Così come anche il magistrato Michele Del Gaudio, che spesso è stato ospite nelle scuole calabresi. «C'è tanta bellezza ma addolora l'incuria con la quale non si riesce a sfruttare tutto questo», dice nell'intervista all'interno del libro. Sono presenti anche le testimonianze di numerosi rappresentanti politici. Da Giuseppe Lumia, già presidente della commissione Antimafia, a Doris Lo Moro a Vannino Chiti. Ma anche la chiesa con il racconto di don Alfonso Alfano, che ha speso la propria vita per aiutare i ragazzi per le strade di Napoli, o di don Mimmo Battaglia che non risparmia le sue critiche ad una politica sbagliata che hanno creato povertà e corruzione nella nostra regione. Poi tanti i racconti di giornalisti, giovani studenti, insegnati e gente comune che in questi hanno dato il loro contributo alla diffusione della legalità.
Una storia ricca di capitale umano e di esperienze, che però non sono servite al presidio a continuare la propria attività e la propria azione. La sua richiesta di aiuto Mellea l'aveva lanciata qualche tempo fa. Parlava di «solitudine finanziaria» perché «per diffondere una cultura legalitaria e antimafiosa bisogna affrontare dei costi che non riesco più a sostenere». Il presidente si rivolgeva in particolare alla società civile perché «per nostra scelta, non abbiamo mai richiesto soldi pubblici. E di questo ne andiamo fieri».
Un appello che purtroppo, visto il risultato, è rimasto inascoltato.

 

Adelia Pantano
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Dopo 25 anni di attività il presidente Mellea annuncia la fine dell'associazione "Falcone-Borsellino-Scopelliti" per mancanza di fondi. «Mai chiesto soldi pubblici, era un baluardo di giustizia per le nuove generazioni. Perde tutto il territorio»
Sabato, 08 Luglio 2017 18:57

Reggina, c'è un figlio d'arte nel mirino

REGGIO CALABRIA Dopo aver scelto l’allenatore, Agenore Maurizi, la Reggina presenta ufficialmente anche lo staff tecnico che affiancherà il tecnico nella stagione 2017/18. Antonio Battistelli sarà l’allenatore in seconda, Carmelo Roselli il Preparatore dei portieri e Valerio Zuddas Preparatore atletico. L’area medica continuerà ad essere curata dallo storico dottore amaranto Pasquale Favasuli.
Per quanto riguarda il mercato, gli amaranto continuano a sondare il terreno per acquisire giovani da valorizzare. Sembra ormai a un passo la firma di Lorenzo Di Livio, figlio d’arte: il papà Angelo ha giocato tanti anni nella Juventus. L’esterno offensivo di proprietà della Roma, lo scorso anno alla Ternana, ha voglia di giocare e la Reggina è pronta a garantirgli una maglia da titolare. Nelle prossime ore la trattative potrebbe chiudersi, con un’operazione in prestito secco.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Calabresi a un passo da Lorenzo Di Livio: è il figlio di Angelo, tornante della Juventus e della Nazionale negli anni 90. Definito lo staff di Maurizi

LAMEZIA TERME «Spero che la consigliera comunale Mariolina Tropea rifletta seriamente in merito all'incarico per cui è stata votata oggi in consiglio comunale e rispetti, rinunciando alla carica, il volere dell'assemblea riunitasi ieri. Quello che normalmente è un ruolo tecnico e una posizione di garanzia per le minoranze, si tinge oggi più che mai di una netta operazione politica da parte della maggioranza. Il Pd non è alla ricerca di poltrone in consiglio comunale né vuole essere affiancato in alcun modo a questa amministrazione comunale che non si è distinta per nulla se non per l'immobilismo, il pressapochismo e il rischio dell'onta del terzo scioglimento per infiltrazioni mafiose». È il commento del deputato del Pd Sebastiano Barbanti a valle del consiglio comunale di Lamezia Terme, nella quale Mariolina Tropea è stata eletta vicepresidente dell’assemblea. 

LA SEGRETERIA DEM: TROPEA FACCIA UN PASSO INDIETRO Interviene anche la segreteria regionale del Pd per dare sponda a Barbanti: «Condividiamo la presa di posizione del deputato circa la elezione di Mariolina Tropea a vicepresidente del consiglio comunale di Lamezia Terme. È bene chiarire che si tratta di una iniziativa personale, che non trova alcuna rispondenza nella linea del partito democratico. Ha ragione Barbanti, si tratta di una scelta carica di contraddizioni e che giunge in una fase assai delicata per l'amministrazione comunale per via dell'insediamento della commissione  di accesso. Ci auguriamo anche noi che la consigliera Tropea intenda al più presto fare un passo indietro».

LA REPLICA: RESTIAMO ALL'OPPOSIZIONE A stretto giro è arrivata la replica dei consiglieri comunali Mariolina Tropea e Pino Zaffina. «L'onorevole Barbanti – scrivono – ha ragione solo su un elemento: la funzione terza è di garanzia dell'incarico di vicepresidenza del consiglio Comunale. Stia sereno onorevole Barbanti, che nessun inciucio si è consumato e nessun pasticcio politico. Restiamo saldamente e fieramente all'opposizione di questa maggioranza e da qui sapremo costruire una reale alternativa ad essa. Nessuna confusione e nessuna polemica strumentale può essere innescata da chicchessia da questo punto perché il Partito democratico, nella sede del consiglio comunale in queste ultime sedute ha saputo dimostrare responsabilità, dignità e spirito di servizio verso la città di Lamezia Terme. All'onorevole Barbanti e ai segretari di circolo chiediamo di lavorare alacramente per la celebrazione nei tempi stabiliti nei congressi dei circoli e, soprattutto, prioritariamente per la celebrazione del congresso, per la costituzione degli organismi dell'unione cittadina». 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il deputato dem: «Il Pd non è alla ricerca di poltrone. Si è resa disponibile a un'operazione politica voluta dalla maggioranza». La segreteria gli dà ragione. Ma la consigliera comunale replica: «Resto all'opposizione»

CATANZARO Se una chiesa abbaziale normanna del basso medioevo è illuminata e colorata  dalla fantasia degli uomini di oggi, se un uliveto smosso dal vento dà voce ad una natura secolare, e se il racconto in una sera di luna piena ci ricorda che la nostra storia tra fatti ed interpretazioni,  immaginazione e realtà, ecco che la Cultura è servita. E anche l’Arte. Questo è accaduto venerdi sera al Parco archeologico Scolacium a Roccelletta di Borgia con Armonie d’Arte Festival.  Un lavoro teatrale, una prima nel suo nuovo riallestimento, con incursioni musicali e di danza, accattivante per quanto inusuale, poetico per quanto visionario: “L’Italia e fatta, scherzo tragicomico garibaldino” di Loris Seghizzi e Roberto Kirtan Romagnoli, quest’ultimo altresì attore in scena dal profilo istrionico e catturante di un pubblico raccolto, attento, nel numero e nell’approccio tipico delle occasioni culturali più raffinate e, d’altronde, piuttosto di nicchia. D’altra parte i musicisti polistrumentisti – Lorenzo Niccolini e Denise Di Maria dalla voce intensa e coinvolgente danzatrice - hanno fatto riecheggiare temi cari e noti che, insieme a testi esplosivi sull’eroe dei due mondi, sono riusciti a conferire allo spettacolo una dimensione brillante e particolarissima, quasi delirante, e in definitiva del tutto in linea  con la riflessione controversa che su Garibaldi si intendeva proporre.
Infatti, nel solco del concetto di “Duets” proposto come tema dell’anno per il Festival dal direttore artistico Chiara Giordano, il lavoro si interrogava con forza e inquietudine sulla possibile doppiezza della figura del generale unificatore d’Italia, con un contrappunto costituito dal garibaldino Zagreo (Romagnoli in scena) e la  domanda fondamentale: Garibaldi è un eroe o un folle? Un acuto condottiero o un semplice opportunista? Un comandante o un mandato? Giusto o sbagliato? Una domanda che anche il mondo degli studiosi e degli scrittori contemporanei si sta facendo, e con risposte diverse. In ogni caso lo spettacolo è risultato sorprendente, estroso, ma anche segnato da una profonda conoscenza di fatti e di popoli. Il pubblico ha appluadito convinto e contento. Ed Armonie d’Arte Festival si connota sempre di più come un festival internazionale, del cosiddetto spettacolo colto, capace di coniugare i grandissimi artisti tra i più straordinari del mondo con il mondo culturale italiano contemporaneo e di ricerca. E così lunedì prossimo 10 luglio alle ore 19, al Museo del Parco Scolacium e con ingresso gratuito, sarà la volta della presentazione della video installazione dell’artista tedesca Cornelia Krafft che interpreta il mito greco di Athena e la Cornacchia dopo una residenza artistica a cura del Festival: in un parco che è una città magno graeca dedicata alla dea Athena, a cui è legato un mito antico che vede nell'uccello nero una principessa salvata dalla dea, l'attuale imponente presenza di cornacchie è una coincidenza davvero incredibile! Quindi martedi 18 luglio si ritorna al sound internazionale con un concerto sensazionale di Chucho Valdes  e Gonzalo Rubalcaba, in esclusiva italiana insieme a Umbria Jazz, e che rappresentano i due più importanti musicisti viventi della grande tradizione afro jazz cubana caraibica, e il 29 luglio arrivano due giovani star del panorama jazzistico internazionale, Hiromi & Edmar Castaneda, in esclusiva centro sud: uno strepitoso duo, pianoforte ed arpa, artisti eclettici di straordinaria vivacità creativa che letteralmente seducono platee  di tutto il mondo, in un concerto dal ritmo vivacissimo tra virtuosismi strumentali, intersezioni stilistiche, spazi poetici. Tutto il programma, che prevede anche una produzione originale dedicata alla vita di Natuzza il 25 luglio, l’opera lirica Carmen il 4 agosto, e una sezione giovani dedicata alla danza il 21 luglio, oltre molti altri spettacoli, mostre, progetti speciali, è su www.armoniedarte.com

 

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Una serata di luna piena tra storia, teatro, e suggestioni di luce ad Armonie d'Arte

LAMEZIA TERME Serpeggiava già da qualche giorno, tra il serio e il faceto, la voce che per l’elezione del presidente e vicepresidente del consiglio comunale di Lamezia Terme vi fosse un accordo che correva sul binario Pino Galati (parlamentare in quota Ala, centristi di area verdiniana vicini a Renzi) e Tonino Scalzo (consigliere regionale del Pd). L’accordo, erano i rumors, avrebbe portato all’elezione di Salvatore De Biase (capogruppo dei galatiani di Alleanza civica) alla presidenza del consiglio comunale e Mariolina Tropea (Pd) alla vicepresidenza. Per quanto in consiglio comunale “l’inciucio” sia stato fortemente stigmatizzato, quello che è avvenuto è stata l’elezione di De Biase quale presidente del consiglio e di Tropea alla vicepresidenza. Al di là del risultato finale, il consiglio comunale è stato caratterizzato da frizioni sia all’interno della maggioranza che della minoranza. 

VOTAZIONI E PATTI ROTTI Alla terza votazione, su 23 votanti, De Biase è stato eletto con 13 preferenze; quattro voti sono andati a Pino Zaffina del Pd, uno a Mimmo Gianturco (Sovranità), tre sono state le schede bianche, mentre il gruppo di maggioranza Patto per Lamezia (che racchiude Massimo Cristiano, Armando Chirumbolo e Alessandro Isabella) ha dato i suoi tre voti ad Alessandro Isabella, un segnale politico di discontinuità. Qualcosa non tornava sia nella maggioranza che nell’opposizione. Anche perché gli otto consiglieri di opposizione, in un momento di pausa, si erano riuniti stabilendo che in sette avrebbero votato per Zaffina mentre Gianturco avrebbe votato per se stesso, come ha fatto. Ma qualche minuto dopo, al momento di votare, è stato chiaro che qualcuno non ha rispettato i patti, visto che Zaffina ha avuto quattro voti e De Biase è stato comunque eletto con 13 voti nonostante la defezione dei tre voti di Patto per Lamezia. 

MALUMORI Dopo l’elezione si sono aperti gli interventi. Rosario Piccioni, all’opposizione con Lamezia Insieme, ha parlato di un «consiglio comunale scivoloso» e ha spiegato che tre persone erano venute meno all’accordo preso, cosa che aveva permesso l’elezione di De Biase. Come forma di protesta al comportamento di taluni membri dell’opposizione, Piccioni ha asserito che non avrebbe votato nessuno per la vicepresidenza. Stessa posizione per Aquila Villella. Secondo Gianturco era ora di smetterla di nascondersi e sarebbe stato auspicabile che i tre del Patto per Lamezia trasmigrassero verso i banchi dell’opposizione mentre tre franchi tiratori della minoranza sarebbero dovuti passare alla maggioranza.
Vincenzo Cutrì (eletto in una lista civica) ha affermato che avrebbe «preso le distanze dal Pd». Tradotto: scordatevi il voto per Mariolina Tropea. 
E con queste premesse, con 21 votanti, alla terza votazione, Mariolina Tropea è stata eletta con 13 voti, contro i sei voti andati a Cutrì e i due a De Biase.
A questo punto gli ammiccamenti e le gomitate sul patto Galati-Scalzo si sono fatti più insistenti.

I PROPOSITI DI DE BIASE Al suo insediamento come presidente del consiglio comunale, De Biase ha voluto sottolineare che per quanto riguarda la presenza della Commissione d’accesso in seno al Comune, «noi siamo tranquilli». Quello che preoccupa è la situazione finanziaria. De Biase ha proposto, tra le altre cose, uno sportello di ascolto per i cittadini e consigli comunali itineranti all’interno del territorio. Infine, un plauso al sindaco, definito un «gladiatore che non si ferma mai».


(Il rogo al campo rom che ha interrotto il consiglio comunale)

IL SINDACO: NON SOLO STATO REPRESSIVO Mentre procedeva il consiglio comunale un denso fumo nero e tossico ha invaso l’aria, come spesso accade, innalzandosi dal campo rom di Scordovillo, a pochi passi da Comune e ancora meno dall’ospedale. I rom bruciano sostanze nocive ma gli interventi sono sporadici e mai risolutori.
«Oggi mancano le risorse per procedere», ha detto il sindaco. «È necessaria una battaglia per avere un fondo e poter procedere con lo sgombero del campo rom». L’appello è al governo perché intervenga con opere di contrasto ad ogni forma di criminalità. «Tante volte lo Stato non si è visto – ha sottolineato il primo cittadino –, la presenza dello Stato non deve essere solo repressiva ma deve mostrarsi anche quando c’è da affiancare e supportare».


(Isabella, Chirumbolo e Cristiano in conferenza stampa dopo il consiglio comunale)

LE RECRIMINAZIONI DI PATTO PER LAMEZIA Benché il primo cittadino abbia parlato di una minoranza risicata che riesce a litigare più di una maggioranza numerosa, anche all’interno del gruppo che lo supporta c’è chi sabato ha voluto dare un «segnale chiaro di discontinuità». Si tratta dei tre componenti di Patto per Lamezia che, scientemente, hanno deciso di non votare per il candidato designato dalla maggioranza. E dopo il consiglio hanno indetto una conferenza stampa per spiegare le loro ragioni. «Abbiamo portato tre liste in campagna elettorale – ha esordito Armando Chirumbolo – che hanno raccolto quasi 4000 voti». Il problema, in sintesi, consisterebbe nel fatto che attualmente «si stanno amministrando debiti» e, pur consapevoli dei problemi finanziari, è necessario anche programmare e progettare. I problemi non sono pochi: l’emergenza idrica che lascia spesso a secco la città; il problema della pulizia e della raccolta dei rifiuti che vengono ad ammassarsi per le strade della città, senza contare il fatto che la minucipalizzata Multiservizi, nonostante i fondi che inghiotte ogni anno, non riesca a portare avanti i servizi previsti dal contratto; degrado ambientale e urbano col manto stradale sempre più dissestato. L’assessore all’Ambiente, Elisa Gullo, non riesce a interfacciarsi con il management della Multiservizi che sembra una società scollegata dall’amministrazione comunale.
E, non ultimo, il problema dei rom che necessiterebbero di controlli continui e misure repressive per i loro illeciti, dal fumo tossico agli scippi e ruberie. Patto per Lamezia propone la creazione di un ufficio che si occupi della questione rom. Il più esacerbato è Massimo Cristiano che afferma che «ci sarà una seria valutazione se passare all’opposizione». Chirumbolo e Alessandro Isabella sono molto più moderati, ma ammettono: «Non possiamo sottacere l’esistenza dei problemi».
Sullo sfondo della discontinuità, almeno per quanto riguarda Massimo Cristiano, a voler pensar male c’è la questione Lamezia Verde, associazione di promozione sociale, vicina al consigliere, che aveva firmato una convenzione per l’affidamento della zona sud della pineta di località Ginepri, in riva al mare, zona di macchia mediterranea. Ma dopo il sequestro da parte della Procura, su segnalazione della polizia municipale, di alcuni manufatti in cemento costruiti all’interno della pineta, da parte del Comune è iniziato l’avvio della revoca dell’affidamento. L’associazione ha dieci giorni per presentare documentazione e memorie che verranno valutate dall’amministrazione. 
Di certo Lamezia è una città con parecchi problemi e disservizi che gli equilibri politici precari non aiutano a risolvere.

Alessia Truzzolillo
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello La maggioranza "perde" (per l'occasione) tre pezzi. Ma li recupera grazie a un'opposizione che si sfalda. E i rumors parlano di un patto tra Galati e Scalzo. Consiglio turbato dall'ennesimo incendio al campo rom. I malumori di "Patto per Lamezia"

LAMEZIA TERME Ha investito un pedone di nazionalità senegalese con un furgone ma non si è fermato e non ha prestato soccorso. La fuga del cittadino lametino, 45 anni, C.A., è durata poco più di 16 ore. Stamattina è stato rintracciato dalla Polizia locale che gli  ha contestato la grave violazione. Erano passate da poco le 18 di ieri, allorquando in via San Francesco di Paola veniva travolto un pedone, che ha riportato lesioni guaribili in 40 giorni. Dai primi accertamenti sembrerebbe che lo stesso stesse facendo jogging.
Dopo i rilievi di rito e un'ininterrotta attività di ricerca e di riscontri, stamattina una videocamera di sorveglianza ha consentito di individuare il veicolo condotto dal presunto investitore. Le particolari caratteristiche dello stesso (un furgone da lavoro allestito) unitamente alla conseguente attività di controllo e di riscontro, ha permesso alla Polizia locale l'identificazione del soggetto alla guida. Il veicolo, rinvenuto presso la ditta per la quale lavora l'investitore, all'atto dell'ispezione posta in essere dagli agenti, recava gli inequivocabili segni dell'impatto: parabrezza semisfondato e ammaccature varie causate dalla collisione con lo sfortunato pedone. Il conducente è stato denunciato all'autorità giudiziaria per fuga e omissione di soccorso, e rischia fino a 4 anni di reclusione. La patente è stata ritirata e il veicolo condotto da C. A. sottoposto a sequestro. Intanto sembrano migliorare le condizioni del giovane africano attualmente ricoverato presso nosocomio lametino.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L'uomo, che guidava un furgone, è stato individuato grazie alle telecamere di videosorveglianza dagli agenti della Polizia locale

CATANZARO Se non è una telenovela poco ci manca. La gara regionale per il servizio di assistenza e consulenza assicurativa della giunta e del consiglio regionale della Calabria non vuole finire mai. La Calabria cerca un broker assicurativo da mesi. E il Corriere ha già segnalato nello scorso mese di marzo (potete leggerlo qui) le difficoltà della Regione a portare a termine la procedura. E dire che la precedente gara è scaduta da tre anni. Era stata aggiudicata a suo tempo alla Aon spa, società che continua a gestire i servizi di brokeraggio della Regione e anche delle aziende sanitarie e ospedaliere. Come? Per la Regione con una proroga (ma non erano state “bandite”?) che si è materializzata grazie ad alcune semplici lettere del dirigente generale del Bilancio; per le Aziende sanitarie addirittura senza gara ma grazie a un semplice atto di indirizzo. Una serie di procedure sui generis alle quali si sperava di dare un taglio con la nuova gara. Ma anche i tempi del bando sono sui generis. Vediamoli: a maggio 2016 viene approvato il capitolato tecnico della nuova gara, ma da allora nulla si muove, nessun avviso di gara viene pubblicato. Solo il 17 marzo 2017, qualche giorno dopo l’articolo del Corriere della Calabria, l’avviso finalmente appare, con scadenza delle domande il 21 aprile.

Da allora, però, si ferma di nuovo tutto; anzi, compare sulle pagine del sito della Stazione unica appaltante, un avviso senza data, a firma del direttore generale Mario Donato, con il quale, in maniera piuttosto criptica, si comunica che «i termini di presentazione delle offerte sono momentaneamente sospesi per approfondimenti su segnalazioni pervenute all’amministrazione regionale». Cosa è successo? Mistero: cosa ci sia da approfondire non è dato sapere. L’unica indiscrezione che filtra è che l’indicazione di sospendere tutto sia arrivata direttamente dai vertici della Cittadella regionale, dal mitologico decimo piano.
Quanto dureranno questi approfondimenti? Altro mistero. L’unica cosa certa è che, nel frattempo, le operazioni di brokeraggio saranno sempre assicurate da Aon. Come? Con contratto scaduto e con servizi affidati senza gara, ovviamente.

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Il contratto con Aon è scaduto ma la Regione non riesce a portare a conclusione le procedure per affidare i servizi assicurativi. L’ultimo stop è stato imposto dai vertici della Cittadella alla Stazione unica appaltante. E si va avanti con le proroghe

COSENZA «Appena conclusa la due giorni nazionale del Fronte Democratico a Roma dedicata all'analisi del voto delle recenti amministrative dedicata all' analisi del voto amministrativo e alla programmazione del futuro, un dato che emerge inconfutabilmente è quello che il Pd queste elezioni le ha perse». Lo afferma, in una nota, il consigliere del Pd del Comune di Cosenza e consigliere nazionale dell'Anci Marco Ambrogio. «E questa presa di coscienza - aggiunge - è un dato assai significativo, fosse altro  perché certifica la serietà di un gruppo dirigente  nazionale che non vuole vivere di illusioni ma che anzi vuole avere ben chiara la realtà dei fatti, cercando di reagire programmando le stagioni future. Insomma studiare gli errori per evitare di commetterne di uguali. È proprio nel mio intervento ho voluto parlare di Calabria, regione in cui da sempre si è abituati a sottostare ai diktat romani, preferendo sempre di più candidature calate dall'alto venute fuori da cerchie ristrette di persone che hanno perso ormai il contatto reale con i calabresi. Un partito dunque,quello calabrese, distante e distaccato dai quei ceti sociali che si sono sempre riconosciuti nei valori del partito democratico sin dalla sua nascita. Il partito in Calabria a livello territoriale non esiste più, non è aperto alla società  civile e ha annientato ogni luogo di discussione. Drammatici sono i dati delle città capoluogo. Tutte perse tranne Reggio Calabria,città guarda caso dove il candidato sindaco è stato scelto dai cittadini col metodo delle primarie decidendo di rompere con il passato. In Calabria coloro i quali avevano riposto le speranze nel partito democratico, o non votano o votano altro. Eppure dal partito regionale nulla si muove, ne si ha la benché minima intenzione di provare, riunendo il popolo del Pd ad analizzare cause e concause di questa débâcle ampiamente prevista. Il pensiero non è altro che rivolto a guadagnarsi un posto al sole per le prossime elezioni parlamentari. A tal proposito come Fronte Democratico porteremo avanti un' ardua battaglia volta ad abolire i capilista bloccati facendo in modo che i parlamentari rispondano alle esigenze dei territori che li votano e non a quelle delle segreterie nazionali che li nominano. Serve dunque coraggio e discontinuità per riacquistare la credibilità perduta mettendo in campo un nuovo progetto politico che appassioni tutte quelle persone giovani e meno giovani che non credono più nella politica».

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello L'intervento del consigliere comunale di Cosenza e consigliere nazionale dell'Anci dopo la due giorni del Fronte Democratico a Roma
Pagina 1 di 3