Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 17 Gennaio 2018

CROTONE La squadra mobile di Crotone ha arrestato Gianluigi Foschini, di 25 anni, già noto alle forze dell'ordine, ritenuto l'autore dell'omicidio di Francesco Macrì, di 73 anni, morto il 14 agosto 2014 dopo essere stato ferito l'11. La misura, per i reati di omicidio premeditato con l'aggravante mafiosa, è stata disposta del gip distrettuale di Catanzaro, che ha fatto propri i risultati dell'indagine condotta dalla squadra mobile di Crotone.
All'origine del delitto, secondo la ricostruzione degli investigatori, c'è una lite conclusa con uno schiaffo che Francesco Macrì ha dato a Foschini davanti a una pizzeria nel luglio 2014. Qualche settimana dopo il 73enne fu vittima di un agguato portato a termine da due persone con il volto travisato che a piedi lo avvicinarono mentre era seduto al tavolino di un bar nel centro di Crotone. I due spararono tra la folla, incuranti della presenza di tanti bambini seduti all'aperto ai tavoli di una pizzeria vicina. Macrì venne colpito da quattro dei sette colpi esplosi, ma morì tre giorni dopo nell'ospedale di Crotone per le ferite riportate.
Grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza della pizzeria che ripresero la scena, e ad altri video delle telecamere della zona, i detective della mobile hanno ricostruito tutti i movimenti dei due killer individuando in Foschini uno dei due esecutori. In seguito a intercettazioni e attività di monitoraggio dell'uomo, gli investigatori hanno avuto la certezza che si trattasse di uno dei sicari.
«Il delitto – ha spiegato il dirigente della squadra mobile Nicola Lelario a proposito della competenza della Dda sulla vicenda – si inserisce in contesti di criminalità organizzata perché, visto i soggetti coinvolti, non si può ritenere scevra di contaminazioni della criminalità organizzata».

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  • Occhiello In manette a Crotone Gianluigi Foschini, accusato dell'omicidio di Francesco Macrì. Il delitto sarebbe avvenuto pochi giorni dopo una lite. Si cerca il secondo killer
Mercoledì, 17 Gennaio 2018 22:18

Annullato l’arresto del boss Fazzalari

REGGIO CALABRIA Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip nei confronti di Ernesto Fazzalari, considerato – fino alla data del suo arresto, avvenuto il 26 giugno 2016 – il secondo latitante più pericoloso d’Europa dopo Messina Denaro, accusato nella recente operazione “Terramara Closed” di intestazione fittizia di beni aggravata dalla finalità di aver agevolato la cosca Zagari-Fazzalari. Lo rende noto il suo legale, l’avvocato Antonino Napoli.
Fazzalari, comunque, rimane detenuto per la condanna all’ergastolo definitiva riportata nell’ambito del processo Taurus eseguita dopo oltre 20 anni di latitanza la notte del 26 giugno 2016. L’uomo, nell’operazione Terramara Closed del dicembre scorso contro le cosche Zagari-Fazzalari-Viola, è accusato di avere intestato fittiziamente ad altre persone, per eludere eventuali sequestri, alcuni fondi a Taurianova, costituenti l’ex feudo dei marchesi De Riso, e due aziende, la Agripower e la Agrienergia, destinate alla produzione di energia da fonti rinnovabili e, nello specifico, da impianti fotovoltaici installati su serre agricole. Il Tribunale della Libertà ha accolto le argomentazioni dell’avvocato Antonino Napoli, che, ha sostenuto lo stesso legale, ha dimostrato «l’assoluta estraneità del proprio assistito a tutte le contestazioni addebitategli nell’operazione Terramara Closed».

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  • Occhiello Il Riesame di Reggio ha revocato la custodia cautelare per l’uomo ritenuto il secondo latitante più pericoloso d’Europa dopo Messina Denaro. Rimarrà in carcere in quanto condannato all’ergastolo nel processo Taurus contro le cosche di Taurianova

REGGIO CALABRIA «Il sistema rischia di andare in tilt, e migliaia di calabresi corrono il pericolo di restare senza assistenza già tra un paio di settimane». Secondo il consigliere regionale Gianluca Gallo, «non bastano le rassicurazioni del governatore Mario Oliverio a far ritenere scongiurato il timore di una paralisi della rete assistenziale regionale per effetto delle novità introdotte con l'applicazione della riforma del welfare, mediante una delibera di giunta regionale del dicembre 2016 la cui efficacia decorre a far data dal primo gennaio 2018».
«Il pressing delle associazioni del Terzo Settore e le denunce delle opposizioni – dice Gallo – hanno stanato il governatore, sortendo l'effetto di indurlo finalmente al dialogo e al confronto e riuscendo persino a fargli cambiare idea sul bisogno di rivedere una riforma sin qui difesa con le unghie e con i denti ed ora giustamente rimessa in discussione, per provare a ridurne le distorsioni». Un mutamento di rotta che però, per l'esponente della Cdl, non è sufficiente ad azzerare le preoccupazioni.
«Restano sul tappeto – afferma – i nodi aperti dalle previsioni della delibera, ancora non rivista. Ma occorre prendere atto anche del permanere della perniciosità di quei punti che il governatore non ha indicato come meritevoli di modifica. Dal primo gennaio i Comuni hanno competenza piena sulla materia, ma non tutti sono ancora pronti. Ne consegue che in alcuni ambiti territoriali le cose andranno bene, in altri male. A tutto danno di chi necessità di assistenza, anziani e minori in primis. Senza modifiche, le rette andranno corrisposte nella misura attualmente prevista, con salasso a carico delle famiglie. Per di più, sebbene oggetto di una precisa promessa, resta tutto da scrivere il provvedimento che dovrà portare alla cancellazione dell'odioso articolo secondo cui anche i cittadini e i nuclei familiari con Isee pari a zero potranno essere chiamati a contribuire alle spese necessarie per l'assistenza». Adempimenti da sbrigare necessariamente «entro la fine di gennaio, se non si vuole gettare nel caos l'intero settore: dipartimento e assessorato, in sede di audizione, hanno negato la volontà di far ricorso a eventuali differimenti temporali dell'efficacia della delibera, per cui a questo punto l'individuazione di soluzioni alternative è nelle mani della giunta regionale e dell'assessore facente funzioni, che dopo il defenestramento dell'ex assessore Roccisano è lo stesso Oliverio». Chiamato, da Gallo, anche a chiarire «la situazione delle strutture erogatrici dei servizi di assistenza: a detta del dipartimento, su 400 autorizzate, al 30 giugno 2017 solo la metà risultavano essere anche regolarmente convenzionate. Oggi qual è la situazione? I Comuni hanno colmato i ritardi o si rischiano anche in questo caso amare sorprese? Si resta in attesa di risposte e, più che altro, di provvedimenti che valgano a risparmiare altre brutte sorprese ai calabresi».

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  • Occhiello Secondo il consigliere regionale, migliaia di calabresi corrono il pericolo di restare senza assistenza. A causa della riforma approvata dalla giunta Oliverio. «Da gennaio competenze ai Comuni, ma molti non sono ancora pronti»

CATANZARO TalentLab si presenta alle università calabresi. Il programma regionale per il sostegno alle start-up innovative e alle spin-off ha fatto tappa, nella giornata di mercoledì, all’università “Magna Graecia” di Catanzaro dopo che martedì si era presentato agli studenti dell’Unical. Giovedì sarà la volta dell’università “Mediterranea” di Reggio Calabria.
A tracciare i contorni del piano, Antonio Mazzei, responsabile delle strategie di sviluppo di Fincalabra e del progetto CalabriaInnova, Menotti Lucchetta, responsabile del settore ricerca e innovazione della Regione Calabria, e Luigi Barberio, che per CalabriaInnova si occupa delle nuove imprese. A fare da padrone di casa, Giovanni Cuda, ordinario di Biologia Molecolare e presidente dell’infrastruttura di ricerca e innovazione Biotecnomed.
Il bando regionale, il prossimo 26 gennaio, vedrà chiudersi la prima delle due “call”, cioè la prima finestra che permetterà alle idee presentate da giovani calabresi, laureati o operatori del mondo della ricerca. Per questa prima finestra, saranno disponibili 10 milioni di euro. Altrettanti saranno a disposizione delle idee innovative per la seconda call che si chiuderà a fine maggio prossimo.
Il bando prevede due fasi: la prima è la sottomissione delle idee di impresa. Queste saranno valutate e 100 di esse, 70 start-up e 30 spin-off, saranno ammesse al finanziamento e alla seconda fase. La chiave innovativa del progetto sta nell’assistenza che Fincalabra e CalabriaInnova daranno alle costituende imprese tanto nella prima fase, quanto nella seconda: insieme ai tecnici e agli esperti dell’ente regionale, infatti, i proponenti potranno analizzare la propria idea, strutturarla sotto il profilo del piano dei costi, del mercato di riferimento, della fattibilità e della tenuta nel tempo, così di arrivare alla seconda fase con un’idea di impresa solida e pronta ad affrontare il mercato.
In più, la seconda fase consentirà ai nuovi imprenditori di formarsi nella gestione dell’impresa.
Ogni impresa potrà essere finanziata con un stanziamento massimo di 200mila euro che serviranno a coprire fino al 70% delle spese ammissibili, il rimanente 30% sarà appannaggio degli imprenditori.
Per ulteriori informazioni e per partecipare al bando, è disponibile il sito internet: http://calabriaeuropa.regione.calabria.it/website/bando/333/index.html

Alessandro Tarantino
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  • Occhiello Il programma regionale per il sostegno alle imprese innovative fa tappa a Catanzaro. Il piano prevede il finanziamento di 100 imprese. L'assistenza sarà garantita da Fincalabra e Calabriainnova
Mercoledì, 17 Gennaio 2018 19:18

«Quanto ci farebbe bene rileggere don Sturzo»

Era il 18 gennaio 1919, con l’appello di Don Sturzo nasce il Partito Popolare italiano. Grazie a quel prete “sognatore e uomo d’azione”, i cattolici italiani si avviano ad affrontare i problemi legati alla vita moderna, con uno sguardo nuovo verso i temi sociali. Nacque il partito “popolare”, che non era un partito “cattolico”. E la differenza non era affatto di poco conto. L’attualità del pensiero e dell’impegno dei Popolari è veramente straordinaria.
Oggi, come 99 anni fa, si avverte fortissima la necessità di mettere al centro la persona, di realizzare politiche attive per il lavoro, di realizzare vere ed efficaci autonomie dei comuni, di sostenere fortemente la famiglia. Attualissima la battaglia dei popolari di don Sturzo contro la corruzione e il clientelismo. 
Quanto sia moderno don Luigi Sturzo in questa epoca così confusa, grezza, ignorante e volgare, lo si comprende dalle parole dello stesso prete siciliano: «C’è chi pensa che la politica sia un’arte che si apprende senza preparazione, si esercita senza competenza, si attua con furberia. È anche opinione diffusa che alla politica non si applichi la morale comune, e si parla spesso di due morali, quella dei rapporti privati, e l’altra (che non sarebbe morale né moralizzabile) della vita pubblica. La mia esperienza lunga e penosa mi fa invece concepire la politica come saturata di eticità, ispirata all’amore per il prossimo, resa nobile dalla finalità del bene comune».
La politica oggi è lontanissima dai principi e dai valori sturziani. È divenuta terreno fertile per i più furbi, gli incompetenti, i falsari. Ed è forse per questo che ormai più della metà degli elettori si rifugia nell'astensionismo, mettendo a rischio la tenuta delle istituzioni democratiche.
Attualissimo il “decalogo del buon politico” scritto da don Sturzo: «È prima regola dell'attività politica essere sincero e onesto. Prometti poco e realizza quel che hai promesso»; «se ami troppo il denaro, non fare attività politica»; «rifiuta ogni proposta che tenda all'inosservanza della legge per un presunto vantaggio politico»; «non ti circondare di adulatori. L'adulazione fa male all'anima, eccita la vanità e altera la visione della realtà»; «non pensare di essere l'uomo indispensabile, perché da quel momento farai molti errori»; «è più facile dal no arrivare al sì che dal sì retrocedere al no. Spesso il no è più utile del sì»; «dei tuoi collaboratori al governo fai, se possibile, degli amici, mai dei favoriti» e così via. 
Passata la furia qualunquista e il dilagante populismo; passata la devastante stagione dell’odio e della lacerazione; dimenticati i sedicenti politici senza arte né parte, sarà necessario tornare alla politica dell’impegno, dei valori, della competenza e dell’onestà.
A poche settimane dal voto politico di marzo, i temuti risultati delle elezioni italiane preoccupano l’Europa che teme uno scossone se il nostro Paese si avviasse verso una stagione di lunga e profonda instabilità. O peggio ancora se finisse nelle mani dei peggiori estremismi, con una forte caratterizzazione razzista e anti europeista.
Studiare e leggere don Luigi Sturzo farebbe bene a tutti, cattolici e laici per primi, ma anche e soprattutto ai giovani che non hanno più riferimenti politici e culturali.
E per finire riascoltiamo la voce netta e chiara di don Sturzo: «C’è chi pensa che la politica sia un’arte che si apprende senza preparazione, si esercita senza competenza, si attua con furberia». Non è forse così oggi, in Italia?

*Giornalista ed ex parlamentare

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  • Occhiello di Franco Laratta*

CATANZARO Si apre un nuovo capitolo per la lotta contro la Sla. Recenti studi clinici pubblicati su Lancet Neurology del maggio 2017 hanno evidenziato l’efficacia della terapia con Edaravone nei malati affetti da sclerosi laterale amiotrofica. 
Ne parliamo con Francesco Morelli, neurologo del Centro clinico San Vitaliano, primo centro Sla attivato in Calabria, di proprietà del Gruppo Citrigno. 
Cos’è l’ Edaravone? 
«L’Edaravone è un decontaminante di radicali, un antiossidante, che blocca lo stress ossidativo delle cellule cerebrali considerate una delle possibili cause della malattia. Il farmaco sopprime la progressione della malattia inibendo lo sviluppo del danno ossidativo a carico delle cellule del sistema nervoso, centrale e periferico. Lo studio pubblicato su eminenti riviste scientifiche di livello internazionale ha testato negli Stati Uniti l’efficacia del farmaco su 137 pazienti affetti da Sla di cui 69 trattati con Edaravone e 68 con Placebo. Come risultato, tutti i pazienti trattati con il nuovo farmaco hanno presentato un miglioramento del quadro clinico pari al 33% rispetto al gruppo trattato con Placebo. Pochi gli eventi avversi di natura farmacologica». 
L’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) si è così espressa: «I danni alle cellule nervose nei pazienti affetti da Sla sembrano avere diverse cause, ma è dimostrata l’azione di molecole tossiche ad azione ossidativa», cosa ne pensa? 
«In alcuni pazienti, questo è associato con un difetto nel gene responsabile della produzione di un enzima chiamato superossido dismutasi (Sod). Ciò porta ad un’infiammazione che uccide le cellule nervose interessate. Edaravone dovrebbe agire come un antiossidante, una molecola che può prevenire danni alle cellule nervose riducendone l’infiammazione. Una buona notizia per i malati di Sla e per le loro famiglie, anche perché il farmaco sarà presto commercializzato. L’Italia sarà il primo paese in Europa ad averlo a disposizione. Il nome commerciale “Radicut”, il cui senso è eliminare i radicali liberi, è stato messo a punto in Giappone per il trattamento dell’Ictus e poi è divenuto oggetto negli anni di ripetuti studi sulla Sla». 
Che dire dei pazienti che vivono nella nostra regione? 
«La Calabria ha una popolazione di circa 2 milioni di abitanti. Secondo gli studi epidemiologici si stimano sul territorio circa 120 casi di Sla e tra le 30 e le 40 nuove diagnosi all'anno. Molti di questi sono assistiti presso il Centro clinico San Vitaliano di Catanzaro, unico sito in Calabria, nato in collaborazione con il Centro clinico Nemo dell’Ospedale Niguarda di Milano. La loro speranza si lega non sono alla commercializzazione ma anche alla possibilità che il Centro clinico San Vitaliano divenga punto di riferimento per la somministrazione del farmaco. Stiamo vivendo un momento storico importante, in cui la ricerca e la scelta di un futuro migliore camminano pari passo, desiderosi di accompagnare per mano i malati di Sla verso nuove opportunità terapeutiche, ma soprattutto verso un futuro capace di regalare la forza di poter ancora sognare. Auguri di buon 2018 a tutti i pazienti affetti da Sla e alle loro famiglie, non c’è sicuramente modo migliore per dare inizio ad un nuovo anno».

r. s. 

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  • Occhiello L’Agenzia europea per i medicinali dà il via libera alla somministrazione di un nuovo farmaco. Parla il neurologo Morelli: «Speriamo che il Centro San Vitaliano diventi punto di riferimento per la somministrazione dell’Edaravone»
Mercoledì, 17 Gennaio 2018 18:18

Il Crotone prende Benali dal Pescara

CROTONE Ahmad Benali passa dal Pescara al Crotone «in prestito con diritto di riscatto». Lo comunica la società calabrese in una nota sul proprio sito ufficiale. Nato a Manchester nel 1992, cresciuto calcisticamente al City, il giocatore inglese naturalizzato libico è arrivato in Italia nel 2012, al Brescia, prima di trasferirsi a Pescara, dove ottiene da protagonista la promozione in Serie A nella stagione 2015/16. Lo scorso anno ha messo a segno sei reti alla sua prima stagione in Serie A, mentre nei primi mesi dell’attuale stagione in cadetteria ha realizzato 4 gol in 15 presenze. Benali, che verrà presentato domani alle 10.30 presso la sala stampa dell'Ezio Scida, ha sostenuto stamattina il primo allenamento con i nuovi compagni.

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  • Occhiello Il centrocampista offensivo l’anno scorso ha realizzato 6 reti in serie A. Arriva in prestito con diritto di riscatto
Mercoledì, 17 Gennaio 2018 18:04

Rossano, due operai feriti in un sansificio

ROSSANO Tragedia sfiorata in un sansificio a Rossano. Due operai sono rimasti vittima di ustioni di secondo grado durante la giornata di lavoro. Ancora da definire la dinamica dell'incidente, che si sarebbe verificato nella camera di essiccazione della struttura a causa di un fenomeno di combustione. Gli operai sono stati avvolti improvvisamente da fiamme e calore dopo aver aperto la porta della camera, facendo scattare subitaneamente l’allarme. Dopo le prime cure prestate nel locale nosocomio di Rossano, per i due lavoratori si è reso necessario il ricovero in cliniche specializzate a Napoli e Bari. Sulla vicenda indagano i carabinieri del Comando di Rossano e la Procura della Repubblica di Castrovillari.  

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  • Occhiello I lavoratori sono stati avvolti dalle fiamme e dal calore nella camera di essiccazione della struttura a causa di un fenomeno di combustione. Sono stati trasferiti negli ospedali di Napoli e Bari
Mercoledì, 17 Gennaio 2018 18:02

L'incanto di Laino Borgo e il turismo sensoriale

È un vero e proprio paese abbandonato ma non per questo, Laino Castello, ha perso la sua bellezza. Ho avuto la possibilità di fare questo viaggio nel Parco Nazionale del Pollino grazie al progetto Pollino More Experiences che favorisce il turismo sensoriale. Siamo all'inizio degli anni Ottanta e una frana fa in modo che gli abitanti di Laino Castello debbano andare via. C'è chi si sposta verso Laino Borgo, chi in altri paesi sparsi fra il Pollino calabrese e quello lucano. 
Il territorio è molto complesso, le sue vette spaziano dai 1291 metri del monte La Destra ai 175 metri della parte più bassa del fiume Lao. Proprio per questa sua particolare conformazione sono presenti numerosi corsi d'acqua, dei quali però solo due possono considerarsi veri e propri fiumi ovvero il Lao e il Battendiero. Una caratteristica di Laino Castello è quella di avere numerose contrade rurali che coprono la quasi totalità del territorio e nelle quali risiedono gran parte dei suoi quasi 900 abitanti. Le origini di Laino, per moltissimi anni legato a Laino Borgo con il quale ha condiviso il nome Laino Bruzio, risalgono alla seconda metà del Settimo secolo o ai primi anni del Sesto secolo a.C. 
Mi hanno spiegato che non si è ancora certi se fu colonia della Magna Grecia, fondata dai superstiti della distruzione di Sybaris, o invece se fu fondata dai superstiti di Lavinium (città romana erede della greca Laos situata alla foce del fiume Lao) in fuga dalle incursioni barbariche. Il suo territorio era parte del confine settentrionale dell'antica Enotria, nome con cui veniva individuata un'antica regione d'Italia meridionale che sicuramente comprendeva la Calabria, abitata dagli Enotri.
Andando avanti con i secoli, Laino inizia a risollevarsi con l'arrivo dei Bizantini e di molta importanza per tutta la zona fu il monachesimo greco-bizantino, definito basiliano perché si ritiene che i monaci seguissero la regola di San Basilio. I luoghi più interessanti da vedere, a mio avviso, sono la Chiesa madre di San Teodoro, d'origine bizantina, in cui era custodito un trittico attribuito a Pietro Befulco e raffigurante la Madonna in trono con Bambino ed i santi Teodoro e Gerolamo; la Chiesa di Santa Maria delle Vergini e i ruderi del castello longobardo, adibiti a cimitero in seguito all'editto di Saint Cloud del 1804. Un'altra peculiarità di Laino Castello è il Borgo-albergo, un progetto che coinvolge alcune strutture vicine fra loro in grado di attrarre i turisti affascinati dal paese fantasma.

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  • Occhiello di Marianna Donato
Mercoledì, 17 Gennaio 2018 17:47

Delitto Lettieri, 30 anni all'assassino

CROTONE Trent'anni di reclusione. È la condanna inflitta dal giudice dell'udienza preliminare di Crotone, Francesca Familiari, a Salvatore Fuscaldo, il bracciante 50enne di Cirò Marina, reo confesso dell'omicidio di Antonella Lettieri, la commessa di 42 anni uccisa il 7 marzo dello scorso anno nella sua abitazione. Il gup Familiari ha in pratica accolto la richiesta di condanna che era stata avanzata dal pubblico ministero Alfredo Manca a conclusione della sua requisitoria nel processo celebrato con il rito abbreviato. Il rappresentante della pubblica accusa ha ripercorso le tappe della vicenda che un anno fa ha sconvolto l'intera comunità di Cirò Marina per la sua efferatezza e anche per l'alone di mistero che in un primo momento aleggiava sul delitto. Il pm Manca ha elencato le prove raccolte nei cento giorni di indagine dal giorno del delitto fino alla richiesta di rinvio a giudizio con l'accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà.
Antonella Lettieri venne uccisa nella sua abitazione in via Cilea a Cirò Marina con almeno una ventina di colpi alla testa sferrati con un tubo di ferro ed undici coltellate al corpo. L'indagine è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Cirò Marina con l'ausilio del Ris di Messina. Fuscaldo è stato subito inserito tra i sospettati e proprio i carabinieri del Reparto investigativo scientifico rinvennero nell'auto del bracciante un “pelucchio” con tracce ematiche dal quale venne recuperato il dna di Antonella Lettieri. L'uomo fu quindi fermato il 16 marzo e, davanti a una folla inferocita, portato in prigione. Circa un mese dopo, il 21 aprile, di fronte alle evidenze delle prove raccolte contro di lui, il bracciante confessò di essere il colpevole dell'omicidio della commessa. Fuscaldo ha sostenuto di aver ucciso la donna perché lo ricattava chiedendogli soldi per non svelare alla moglie la loro relazione. Una motivazione alla quale gli inquirenti non hanno mai creduto.

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  • Occhiello Salvatore Fuscaldo condannato con il rito abbreviato. È reo confesso dell’omicidio compiuto il 7 marzo dello scorso anno
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