Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 20 Gennaio 2018

LAMEZIA TERME Dopo il primo successo ottenuto con “Cani e uomini. Una relazione nella letteratura italiana del Medioevo”, Marco Iuffrida, dottore di ricerca in Storia Medievale e specializzato in biblioteconomia alla Biblioteca Apostolica Vaticana, propone a poco più di un anno di distanza una nuova e avvincente opera. 
Si tratta di "InChiostro", un libro (edito da Rubbettino), presentato a Lamezia Terme nelle sale del Seminario vescovile, e che si inserisce nell'ambito di un genere che, nel corso degli ultimi anni, ha riscontrando un enorme successo fra il pubblico: il romanzo storico. 
E, sebbene gli studiosi "puri" spesso ci si affianchino con scetticismo, altrettanto spesso lettori ne vengono coinvolti grazie ai testi scorrevoli e alle storie avvincenti, spingendoli ad approfondirne le tematiche. L'ultimo libro del lametino Iuffrida, invece, si piazza proprio a metà tra storia e romanzo, raccogliendo i pezzi di un mosaico avvincente e che non delude il lettore dall'inizio alla fine del racconto. 
A reggere la trama di "InChiostro" c'è la scoperta, da parte dell'autore, di un misterioso manoscritto greco, tra i più antichi censiti in Calabria, e risalente al X-XI secolo, un periodo particolare per il nostro Paese e per la Chiesa. Ed è proprio il contenuto, quasi eretico, strappato da un codice probabilmente molto pericoloso, a scatenare i successivi avvenimenti. A fare da scenario alla storia, agli intrecci e agli scontri che ruotano attorno a questa importante scoperta, c'è il paesaggio della Piana di Lamezia Terme del '500, le sue chiese, le sue abbazie e cattedrali. 
Con la cultura e la conoscenza che lo contraddistinguono, dunque, Marco Iuffrida è riuscito con successo a realizzare un'opera in grado di catalizzare l'attenzione e la curiosità del lettore, aiutandolo a riscoprire frammenti di una storia, quella di Lamezia Terme, nascosta e quasi affossata dagli episodi religiosi, politici e legati alla cronaca del nostro tempo.
Ed è proprio in questo contesto di per sé ricco e profondo che l'autore fa ampi e poco velati riferimenti alla cultura greca e, con altrettante frequenza, non manca di sottolineare la grave perdita di questi tratti culturali, senza tralasciare passaggi di straordinaria attualità.
L’ultima fatica letteraria di Marco Iuffrida, dunque, racconta la storia di un Sud fatto anche di uomini dissidenti, pronti a percorrere nuove tracce e a battersi per la ricerca della verità, una meta quasi irraggiungibile. Ma, tendere verso la verità, è proprio la missione dell’uomo contemporaneo. 

 

Giorgio Curcio
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  • Occhiello L’ultimo libro storico di Marco Iuffrida è stato presentato a Lamezia Terme nelle sale del Seminario vescovile. Trae spunto da un misterioso manoscritto greco scoperto dall’autore
Sabato, 20 Gennaio 2018 18:42

Nasce la Consulta dei piccoli comuni

LAMEZIA TERME Nasce la Consulta dei Piccoli Comuni. L’organismo associativo, che riunisce i territori con meno di 5mila abitanti, è stato istituito sabato, nel corso dell’assemblea di Anci Calabria, presieduta da Gianluca Callipo, che si è tenuta a Lamezia.
Un appuntamento importante, che ha consentito di dare ulteriore spessore e forza alla capacità rappresentativa di Anci regionale, eleggendo il coordinatore della Consulta e individuando, tra i sindaci che hanno dato la propria disponibilità, i componenti della stessa.
Alla guida del nuovo organismo è stato designato Santo Monorchio, sindaco di Bagaladi, Comune di circa mille abitanti che fa parte della città metropolitana di Reggio. 
All’assemblea ha partecipato anche il coordinatore nazionale della Consulta dei Piccoli Comuni, Massimo Castelli, che ha avuto l’opportunità di illustrare e commentare la nuova legge che riguarda proprio le amministrazioni più piccole.
«Si tratta di un importante punto di partenza delle politiche nazionali rivolte ai territori - ha detto Castelli -. Ora occorre lavorare con Anci per dare gambe e corpo a questa grande opportunità offerta dalla nuova normativa, che per la prima volta pone il problema dello spopolamento come emergenza nazionale. La nostra priorità è recuperare un rapporto tra le aree interne e quelle più antropizzate e più ricche, ricucire questo rapporto tra i territori, trasformando lo svantaggio in opportunità di crescita. In altre parole, attraverso il turismo, la green economy e le nuove tecnologie, i piccoli comuni possono diventare la nuova frontiera dello sviluppo, dislocata alle spalle delle grandi città, ma occorrono pionieri che abbiano la capacità e la volontà di conquistarla».
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente Gianluca Callipo, che ha sottolineato l’importante partecipazione all’assemblea. «C’erano tanti sindaci – ha detto Callipo -, che hanno dato un prezioso contributo alla discussione. Segno che c’è grande fiducia nella capacità di Anci Calabria di pesare sullo scacchiere regionale. I Comuni vogliono essere protagonisti perché sanno di rappresentare l’interfaccia istituzionale dei cittadini, sanno di essere il catalizzatore delle istanze delle comunità amministrate. Quando le amministrazioni comunali sono presenti, lo sono anche e soprattutto i cittadini che esse rappresentano. Ecco perché questa assemblea non soltanto ha rafforzato e qualificato ulteriormente l’azione di Anci grazie all’istituzione della Consulta dei Piccoli Comuni, ma ha anche espresso una forte sinergia e unità d’intenti, lasciando in un certo senso fuori dalla porta le conflittualità della politica, per concentrarci invece sulla soluzione dei problemi che ogni Ente deve affrontare quotidianamente».
Al termine dell’incontro, Callipo ha ricordato un nuovo appuntamento che si terrà a breve: il convegno nazionale che approfondirà le novità derivanti per i Comuni dalla Legge di bilancio 2018, in programma lunedì 22 gennaio, nella sala consiliare del Comune di Catanzaro (ore 11).

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  • Occhiello A guidare l'organismo sarà il sindaco di Bagalda, Santo Monorchio. Soddisfatti del nuovo sodalizio anche Massimo Castelli che guida l'organismo a livello nazionale e il presidente Anci Gianluca Callipo
COSENZA Un incontro imperdibile è in programma domenica 21 Gennaio a partire dalle ore 18 al Teatro dell'Acquario di Cosenza. "Elio Petri. Indagine su un cineasta al di sopra di ogni sospetto" è una kermesse ideata e condotta da Ugo G. Caruso per ricordare uno dei più grandi e originali registi cinematografici italiani,  ingiustamente dimenticato per un complesso insieme di motivi.
Vincitore della Palma d'oro a Cannes con "La classe operaia va in paradiso" e dell'Oscar con "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto", nonchè di vari altri premi nazionali e soprattutto internazionali, Petri è caduto ancor più di altri suoi validissimi colleghi, in un oblìo profondo e prolungato, nel suo caso però non riconducibile alla generale smemoratezza che colpisce gli italiani, ma a qualcosa di meno neutrale, quindi di più sospetto.
Ugo G. Caruso, storico del cinema, da sempre ammiratore del regista romano che gli si rivelò negli anni liceali con le sue opere più memorabili, ha chiamato  a raccolta intorno a sè tre figure appartenenti ad altrettante generazioni: il giornalista e cinefilo quarantenne Alfonso Bombini, lo storico, infaticabile animatore del Circolo Cinema Cosenza, Franco Plastina e l'ex parlamentare dei Ds, Massimo Veltri, docente universitario e animatore culturale in molteplici vesti.
Insieme cercheranno di approfondire la non comune personalità artistica del regista, le sue molte tematiche, il mondo culturale di riferimento, la sua peculiarità artistica ed espressiva, le ragioni della rimozione fraudolenta dalla memoria cinematografica e civile collettiva. 
Petri infatti per la vulgata è associato ad una precisa stagione della nostra cinematografia, quella più engagé e di denuncia. E non v'è dubbio che nel suo lavoro di cineasta egli riversò la grande passione passione politica, la tensione ideale di militante eretico della sinistra italiana, basti pensare su tutti al al suo "Tre ipotesi sulla morte di Giuseppe Pinelli". Ma Petri non può essere appiattito e ridotto ad una stagione pur memorabili e rimpianta della cinematografia italiana. Egli seppe indagare anche sulla condizione esistenziale dell'individuo, sulle sue angosce individuali come sul malessere sociale, estendendo questa esplorazione dagli ambienti borghesi esplorati da Antonioni a figure più desuete e marginali come lo stagnino de "I giorni contati" (1962), interpretato da un indimenticabile Salvo Randone, ispirato alla figura del padre del regista e recentemente riproposto a Roma da Caruso o all'operaio cottimista Lulù Massa cui dà corpo e voce Volontè ne "La classe operaia va in paradiso" (1972). 
Senza dimenticare il suo gusto spiccato per il meccanismo giallo, il piacere dell'intreccio dove la struttura narrativa del poliziesco assolve alla funzione di una ricerca più profonda, psicologica e filosofica e a riprova di ciò basti citare il proficuo rapporto con l'opera letteraria di Leonardo Sciascia. E comunque va ricordato che Petri fu anche regista "visuale" moderno, di notevole e inconfondibile cifra stilistica per la sua attenzione alle arti figurative e il rigore compositivo del suo cinema. 
Alla kermesse pensata da Caruso hanno aderito le tre principali associazioni di cultura cinematografica operanti nell'area urbana cosentina, ovvero il Circolo Cinema Cosenza, il Cineforum "Falso Movimento" di Rovito e "Cinepresi". La serata è dedicata alla memoria di John Francis Lane, giornalista e critico cinematografico inglese residente in Italia dal dopoguerra e scomparso pochi giorni fa a Cosenza dove viveva da oltre venti anni, amico di Petri e attore per gioco nel suo film "Un tranquillo posto di campagna" (1968).
Il costo dell'ingresso è di 5€. Il programma propone pertanto in apertura l'interessante documentario "Elio Petri. Appunti su un autore" (2005) firmato da Federico Bacci, Nicola Guarneri e Stefano Leone, che racchiude interviste al regista, sequenze dei suoi film, filmati originali, testimonianze di collaboratori come Ugo Pirro, Berto Pelosso, Ennio Morricone e Dante Ferretti, dello storico francese del cinema, Jean Gili, di colleghi come Robert Altman, Francesco Maselli, Giuliano Montaldo, Gillo Pontecorvo, Bernardo Bertolucci, Marco Risi, di attori come Mariangela Melato e Flavio Bucci. Una carrellata di immagini che rievocano in modo vivido ed emozionante non solo il lavoro di Petri ma un ventennio - gli anni sessanta e settanta - in tutto il loro fervore ideale, intellettuale e politico. 
A seguire, dopo la conversazione con il pubblico di cui abbiamo già detto, seguirà una breve pausa che consentirà eventualmente ai partecipanti di rifocillarsi o di sostare nell'accogliente bistrot del teatro, si ripartirà alle 21.15 con la proiezione di "Todo modo" (1976), forse il titolo più controverso e "maudit" nella filmografia del regista, certamente quello la cui elusione e poi rimozione dopo la morte di Aldo Moro, amareggiò molto Petri e secondo alcuni, acuì il suo incupimento accelerandone fatalmente la precoce dipartita avvenuta nel 1982, dopo la realizzazione de "Le mani sporche" (1978), trasposizione per il piccolo schermo del dramma di Sartre,  affidato al solito amico Marcello Mastroianni e alla nuova compagna, Giuliana De Sio e del tetro e pessimistico "Buone notizie" (1979), interpretato e coprodotto insieme allo stesso Petri da Giancarlo Giannini. Tratto dall'omonimo romanzo di Sciascia, "Todo modo" ha già l'aria di un testamento artistico, di un'opera ultima, definitiva, con quell'atmosfera metafisica, apocalittica, da autentico giudizio universale quantunque terreno. Inviso per ovvie ragione all'opinione pubblica moderata e per non meno comprensibili motivi alla sinistra comunista, per via di quel processo alla Democrazia Cristiana in cui sembra confluire il "j'accuse" pasoliniano degli "Scritti corsari", dunque in aperta collisione con la strategia del compromesso storico, "Todo modo" venne sottilmente boicottato, celato, sospinto ai margini, ridotto all'invisisibilità, infine cancellato dalla memoria degli italiani. Questa rimozione da parte degli ambienti maggioritari della sinistra molto dispiacque a Petri che proprio a quella parte politica si rivolgeva, cercando di instillare un dubbio e di sollecitare una discussione, un ripensamento. La categorica negazione del suo film da parte degli interlocutori generò inevitabilmente delusione e depressione nel suo autore che si confermava troppo libero e non allineato, rispetto al fronte intellettuale cui pure aderiva. 
"Todo modo" resta perciò un film poco visto e pur con le sue imperfezioni, ancora forte, potente, dalla carica per gran parte inesplosa. Ecco perchè l'occasione offerta è preziosa, come d'altronde l'invito a rivedere e riconsiderare tutta l'opera filmica di Petri.

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  • Occhiello La kermesse in programma domenica 21 gennaio a partire dalle ore 18 al Teatro dell'Acquario di Cosenza, si ripropone di sottrarre all'oblìo un grande regista ingiustamente e fraudolentemente dimenticato.
Sabato, 20 Gennaio 2018 17:06

Il Tg web

Sabato, 20 Gennaio 2018 16:29

Crotone pronta a “svenarsi” per Ryanair

CROTONE Guardia alta e massima attenzione. Ai sindaci presenti all’iniziativa sull’aeroporto Sant’Anna, tenutasi questa mattina nella sala del consiglio comunale di Crotone, il primo cittadino pitagorico, Ugo Pugliese, ha proposto di organizzare «una grande e partecipata manifestazione da tenersi davanti all’aeroporto di Lamezia Terme il prossimo 9 febbraio». Una «manifestazione contro la Sacal, che non ha mantenuto gli impegni presi e di proposta». La Sacal e la Regione Calabria, per chiudere positivamente la vertenza per la riapertura ai voli del Sant’Anna, hanno quindi tempo sino al prossimo 9 febbraio. Senza una risposta concreta Lamezia Terme sarà invasa dai pullman provenienti da Crotone. Pugliese, agli altri nove sindaci presenti all’iniziativa di oggi, ha chiesto di farsi carico di un pullman ciascuno, mentre la città provvederà a riempirne una decina. Il sindaco di Crotone spera che le novità possano arrivare dal bando regionale che si chiude il prossimo 25 gennaio. Spera, soprattutto, anche se non lo dice in maniera chiara, nel ritorno allo scalo crotonese di Ryanair.
I contatti con la compagnia irlandese ci sono stati: li ha avuti il governatore della Calabria, Mario Oliverio che, sulla ripresa dei voli a Crotone, si è esposto e anche molto. Ci sono, comunque, da superare alcune questioni, e il sindaco Pugliese, fuori dai microfoni, dice che le soluzioni sono state già individuate. Ci sarebbe già la soluzione al problema del pagamento del ticket di 16 euro, che la compagnia irlandese chiede per ogni biglietto che stacca; ci sarebbe anche la soluzione per il pagamento all’Enav della somma dovuta per tenere aperta la torre di controllo. Su questa ultima questione Pugliese è molto chiaro: «Il Comune di Crotone ha dato la disponibilità di pagare, per un periodo, la somma per la torre di controllo». «Centomila euro al mese?». A questa domanda del cronista, Pugliese risponde: «Abbiamo verificato che non è necessario mantenere aperta la torre di controllo per 24 al giorno, si potrebbe prendere in considerazione l’opportunità di ridurre i tempi a quelli necessari per decollo e atterraggio dei voli». Nella fase iniziale di ripresa delle attività e per avere la disponibilità di Ryanair il Comune, nell’ambito delle proprie possibilità, è disponibile ad affrontare un grosso sacrificio economico. L’apertura per qualche ora della torre di controllo potrebbe costare, secondo calcoli effettuati, sino a 50.000 euro al mese.
Fuori dai microfoni Pugliese dice che la politica (Comune di Crotone e Regione Calabria) ha già predisposto. È ovvio, però, che non se la sente di fare annunci, dopo il fallimento del progetto Flyservus. Il riserbo è necessario, non si sa mai quello che potrebbe verificarsi ed è per questo che ai sindaci presenti chiede sostegno e lui annuncia «di non volere abbassare la guardia sino a quando non ci saranno fatti concreti». Un messaggio importante all’assemblea di oggi è stato lanciato dal sindaco di Rossano, Stefano Mascaro, che ha scartato l’ipotesi di costruire l’aeroporto di Sibari: «Non c’è né la possibilità economica né quella tecnica». l’unico scalo possibile è quello di Crotone, che Mascaro ha chiamato “Dello Ionio”. All’incontro erano presenti anche i sindaci di Melissa, Cirò, il delegato del commissario prefettizio di Cirò Marina, Carfizzi, Rocca di Neto e San Nicola dell’Alto. 

Gaetano Megna
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  • Occhiello La politica studia soluzioni per la ripartenza dell’aeroporto. Il Comune disponibile a pagare per la torre di controllo. Pugliese: «Non abbasseremo la guardia, pronti a manifestare a Lamezia il 9 febbraio». Il sindaco di Rossano dice no all’aeroporto della Sibaritide 

ROSSANO Gli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di Rossano, hanno arrestato, su disposizione del gip del Tribunale di Castrovillari Carmen Ciarcia, il 36enne C.V. per i reati di induzione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ed estorsione. La misura è stata richiesta dal pm Antonino Iannotta della Procura di Castrovillari, guidata da Eugenio Facciolla.
Gli agenti avrebbero accertato, a seguito della denuncia della vittima, che C.V., mediante raggiri, minacce e percosse, dapprima avrebbe indotto la donna alla prostituzione e successivamente ne avrebbe sfruttato e favorito l’attività. In particolare dal 2007 al 2008 la vittima si era ritrovata costretta e indotta a prostituirsi per saldare il debito contratto per il viaggio in Italia, con un altro soggetto rumeno riconducibile ad alcune famiglie di etnia Rom dimoranti in Romania. Quest’ultimo l’aveva accompagnata in Italia con la falsa promessa di lavorare come parrucchiera, per poi cederla all’odierno indagato, previo pagamento. La donna oltre a essere controllata sul posto di lavoro era costretta a consegnare allo sfruttatore i guadagni giornalieri.
Più volte la vittima aveva tentato di liberarsi dalla schiavitù, ma l’uomo – secondo quanto ricostruito dall’accusa – l’aveva costretta, minacciandola e usandole violenze fisiche. Tali violenze si sarebbero concretizzate nel bruciare una busta per far colare la plastica bollente sul ventre della vittima e nel colpirla con calci e pugni. In un’occasione la malcapitata è stata ferita con un coltello, in altre due occasione è stata costretta ad abortire. L’arrestato inoltre avrebbe costretto la donna a consegnargli delle somme di denaro dietro la minaccia di fare del male anche alla figlia di lei che per alcuni anni è rimasta in Romania, contro la volontà della madre presso i familiari dello sfruttatore. Tale minaccia ha impedito alla donna denunciare cosa stava succedendo.
Lo sfruttamento è continuato fino al 2017 quando la donna, riuscita a ricongiungersi con la figlia, ha trovato il coraggio di allontanarsi dalla casa dello sfruttatore e denunciarlo. 

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  • Occhiello Un 36enne in manette a Rossano. L’incubo di una donna tra il 2007 e il 2008. I suoi tentativi di ribellarsi stroncati con minacce, botte e coltellate. Per due volte è stata obbligata ad abortire

CATANZARO La cosca Farao-Marincola non imponeva solo vini, lavorati per pizza, prodotti ortofrutticoli e pescato in Germania. Gli affari che gestiva erano grossi, gli uomini del clan piazzati strategicamente e anche i ristoranti e i locali svolgeranno funzione di base logistica per attività illecite. Tra questi l’Inter Club della cittadina tedesca di Fellbach, che, oltre a riunire i tifosi della squadra milanese, fungeva anche da centro di stoccaggio di banconote contraffate provenienti dall’Italia. Lo testimonia la collaboratrice di giustizia Maria Vallonearanci, già legata alle ‘ndrine di Rossano per conto delle quali ha commesso furti, spacciato e operato lo sfruttamento della prostituzione.
Emigrata in Germania per diversi anni ha cominciato a collaborare nel 2010. Le sue dichiarazioni sono confluite nell’indagine “Stige" della Dda di Catanzaro, che lo scorso 9 gennaio ha portato all’arresto di 170 persone, tra capi, gregari e fiancheggiatori della cosca di Cirò Marina. L’Inter Club era gestito da Domenico Palmieri, detto Tonino (proprietario anche di una pescheria) e Andrea Farao (non indagato in questo procedimento). Maria Vallonearanci era venuta a conoscenza, scrivono i pm, che «il circolo “Inter Club” veniva utilizzato da esponenti della criminalità organizzata cirotana per organizzare incontri riservati, nonché come centro di stoccaggio di banconote contraffatte provenienti dall’Italia. Il denaro contraffatto veniva stampato in Calabria, a Mandatoriccio, ove insisteva una stamperia realizzata da Mario Lavorato (originario di Mandatoriccio e radicato a Stoccarda dove lavora per la cosca imponendo prodotti vinicoli e alimentari, ndr)». Talvolta il danaro veniva trasportato in Germania da due autotrasportatori rossanesi, utilizzando, come carichi di copertura, casse di mandarini. Arrivate in Germania, le banconote venivano dapprima scaricate nella pescheria di Palmieri e poi portate all’ “Inter Club Fellbach” per essere occultate. «Mia sorella mi ha detto che, nel dicembre del 2013, è arrivato un tir carico di mandarini condotto nei pressi dell’Inter Club da due rossanesi, fra i mandarini era occultata un’ingente somma di denaro contraffatto. Mia sorella mi ha riferito che il carico è arrivato notte tempo ed è stato scaricato presso la pescheria di Palmieri. Il marito di mia sorella, che lavora presso la pescheria, ha partecipato alle operazioni di scarico dei mandarini e perciò ha visto il denaro contraffatto».

IL MONOPOLIO DEL PESCE Da sua sorella, Maria Vallonearanci ha appreso che Domenico Palmieri, Andrea Farao e Mario Lavorato monopolizzavano il mercato del pesce nella zona ricompresa tra la cittadina di Fellbach e Stoccarda. «Tutti i ristoratori italiani si devono rifornire da Tonino Palmieri e da Andrea Farao – racconta la collaboratrice –. Per quanto concerne questo monopolio ha un ruolo importante Mario Lavorato». Quest’ultimo è considerato «persona “che conta” dal punto di vista ‘ndranghetistico, assicura in Germania un saldo punto di appoggio agli ndranghetisti cirotani ed è sicuramente interessato alla distribuzione del pescato…». Il mercato del pescato avrebbe fruttato alla pescheria Palmieri-Farao un fatturato di 35mila euro al mese. 

I MANDARINI I mandarini non servono solo a occultare le banconote. Giunti da Rossano fino a Fellbach «vengono smistati in tutta l’area di Stoccarda. Anche in questo caso – racconta Vallonearanci – i ristoratori sono costretti a prendere i mandarini solo da Palmieri e Farao».

Alessia Truzzolillo
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  • Occhiello Il racconto della pentita Vallonearanci: «Il circolo di Fellbach era utilizzato per incontri riservati e per lo stoccaggio di banconote contraffatte». Il denaro nascosto tra i mandarini e gli affari della pescheria Palmieri-Farao  
Sabato, 20 Gennaio 2018 14:26

Furto di 150 capi di bestiame nel Vibonese

MONTEROSSO CALABRO Il proprietario di un'azienda da agricola di Monterosso Calabro, ha denunciato stamani il furto di 150 capi di ovini e caprini, per un valore complessivo di circa 10.000 euro, avvenuto verosimilmente nel corso della notte. Le indagini sono condotte dai carabinieri di Monterosso calabro che stanno vagliando tutte le ipotesi. Non sono state trovate al momento tracce utili per risalire ai responsabili del furto.

 

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  • Occhiello Rubati ovini e caprini a un’azienda di Monterosso Calabro. Il danno economico è di 10mila euro

CATANZARO Le segreterie regionali della Calabria dei sindacati Filt-Fit-Uilt-Ugl-Oorsa hanno proclamato uno sciopero del personale Trenitalia lunga percorrenza, dalle 21 di giovedì 25 alle 21 di venerdì 26 gennaio 2018. Lo rende noto Trenitalia.

 

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  • Occhiello Il personale di Trenitalia lunga percorrenza incrocerà le braccia dal 25 al 26 gennaio

LAMEZIA TERME «Non penso che la legge sullo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose sia eccessivamente punitiva, ma è chiaro che, come ogni legge, può essere sempre migliorata». Lo ha detto il presidente dell'Anci Calabria, Gianluca Callipo, a margine dell'assemblea sull'insediamento della Consulta regionale dei piccoli Comuni dell'associazione. «Come Anci da qualche mese, anche attraverso una nostra commissione interna, stiamo lavorando per individuare proposte migliorative e anche rafforzative della legge. Certamente - ha osservato Callipo - c'è bisogno di un intervento dello Stato quando ci sono infiltrazioni mafiose o profili di illegalità nell'attività delle amministrazioni, anzi a volte può essere giusto anche un intervento più duro nei confronti degli apparati amministrativi e burocratici, che spesso non vengono toccati mentre invece si colpisce solo la parte politica. Certamente - ha aggiunto - ci sono tematiche che vanno affrontate meglio: a esempio, bisogna capire perché alcuni Comuni vengono sciolti per due o tre volte e quindi individuare soluzioni diverse. Comunque, anche su questi temi - ha concluso il presidente dell'associazione dei Comuni calabresi - l'Anci intende avanzare proposte ma in una logica di miglioramento e rafforzamento della legge sugli scioglimenti e non di indebolimento». 

NASCE LA CONSULTA DEI PICCOLI COMUNI La dichiarazione di Callipo è arrivata nel giorno che tiene a battesimo la Consulta dei Piccoli Comuni. L’organismo associativo, che riunisce i territori con meno di 5mila abitanti, è stato istituito oggi, nel corso dell’assemblea di Anci Calabria, presieduta da Gianluca Callipo, che si è tenuta a Lamezia. Un appuntamento importante, che ha consentito di dare ulteriore spessore e forza alla capacità rappresentativa di Anci regionale, eleggendo il coordinatore della Consulta e individuando, tra i sindaci che hanno dato la propria disponibilità, i componenti della stessa. Alla guida del nuovo organismo è stato designato Santo Monorchio, sindaco di Bagaladi, Comune di circa mille abitanti che fa parte della città metropolitana di Reggio.  All’assemblea ha partecipato anche il coordinatore nazionale della Consulta dei Piccoli Comuni, Massimo Castelli, che ha avuto l’opportunità di illustrare e commentare la nuova legge che riguarda proprio le amministrazioni più piccole. «Si tratta di un importante punto di partenza delle politiche nazionali rivolte ai territori - ha detto Castelli -. Ora occorre lavorare con Anci per dare gambe e corpo a questa grande opportunità offerta dalla nuova normativa, che per la prima volta pone il problema dello spopolamento come emergenza nazionale. La nostra priorità è recuperare un rapporto tra le aree interne e quelle più antropizzate e più ricche, ricucire questo rapporto tra i territori, trasformando lo svantaggio in opportunità di crescita. In altre parole, attraverso il turismo, la green economy e le nuove tecnologie, i piccoli comuni possono diventare la nuova frontiera dello sviluppo, dislocata alle spalle delle grandi città, ma occorrono pionieri che abbiano la capacità e la volontà di conquistarla». Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente Gianluca Callipo, che ha sottolineato l’importante partecipazione all’assemblea. «C’erano tanti sindaci – ha detto Callipo -, che hanno dato un prezioso contributo alla discussione. Segno che c’è grande fiducia nella capacità di Anci Calabria di pesare sullo scacchiere regionale. I Comuni vogliono essere protagonisti perché sanno di rappresentare l’interfaccia istituzionale dei cittadini, sanno di essere il catalizzatore delle istanze delle comunità amministrate. Quando le amministrazioni comunali sono presenti, lo sono anche e soprattutto i cittadini che esse rappresentano. Ecco perché questa assemblea non soltanto ha rafforzato e qualificato ulteriormente l’azione di Anci grazie all’istituzione della Consulta dei Piccoli Comuni, ma ha anche espresso una forte sinergia e unità d’intenti, lasciando in un certo senso fuori dalla porta le conflittualità della politica, per concentrarci invece sulla soluzione dei problemi che ogni Ente deve affrontare quotidianamente». Al termine dell’incontro, Callipo ha ricordato un nuovo appuntamento che si terrà a breve: il convegno nazionale che approfondirà le novità derivanti per i Comuni dalla Legge di bilancio 2018, in programma lunedì 22 gennaio, nella sala consiliare del Comune di Catanzaro (ore 11).

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  • Occhiello Il presidente dell'Anci Calabria: «Non penso sia eccessivamente punitiva, ma si dovrebbe intervenire anche sugli apparati amministrativi e burocratici». Nasce la Consulta dei piccoli Comuni
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