Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 07 Gennaio 2018
Domenica, 07 Gennaio 2018 19:07

Masciari corre alle parlamentarie

CATANZARO «È con orgoglio che vi comunico la mia candidatura alle #parlamentarie del Movimento 5 Stelle». Con un post sul suo profilo facebook l’imprenditore e testimone di giustizia Pino Masciari ha annunciato la sua decisione di correre per il Movimento 5 Stelle e ottenere una candidatura per un posto di parlamentare proprio con i grillini. Masciari è divenuto uno dei punti di riferimento per i movimenti che lottano in Italia contro i clan dopo la sua decisione di denunciare i suoi aguzzini. «Lo faccio – spiega l’imprenditore edile - perché con i valori di onestà e legalità, pilastri morali sui quali la mia vita si è contraddistinta, voglio essere partecipe all’interno di una forza politica che, su questi stessi principi, vuole il cambiamento di cui questo nostro Paese ha bisogno!».


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  • Occhiello L’imprenditore, divenuto simbolo della lotta ai clan, ha annunciato la sua partecipazione all’iniziativa indetta dal Movimento 5 Stelle per scegliere i parlamentari per le prossime politiche: «È una forza politica che rispecchia i miei principi»

SOVERATO Sarebbe di natura accidentale, secondo quanto è emerso dai primi accertamenti, l'incendio scoppiato nel primo pomeriggio di oggi a Soverato in un capannone dei cantieri nautici "Ranieri". Sul posto sono intervenute alcune squadre dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Catanzaro, che hanno circoscritto l'incendio limitando al massimo i danni.
I carabinieri hanno avviato le indagini, ma dai primi rilievi tecnici l'ipotesi prevalente che è emersa è che le fiamme abbiano avuto origine da un corto circuito. Sul posto, tra l'altro, non sarebbero state rilevate tracce di liquido infiammabile. Le indagini, comunque, saranno ulteriormente approfondite per scongiurare definitivamente la causa dolosa. 
In particolare l’incendio ha interessato una delle strutture presenti in località Turrati nel comune di Soverato. Per domare le fiamme sul posto si sono recate 15 unità con due Aps e due autobotti di supporto del comando provinciale di Catanzaro dei Vigili del fuoco. 
Il capannone di circa 1.500 mq è stato interessato solo parzialmente dalle fiamme grazie al tempestivo intervento, in prima battuta, della squadra dei Vigili del Fuoco di Soverato, il cui distaccamento dista poche centinaia di metri.
Secondo quanto riferito dal personale intervenuto sul posto, circa 500 mq della struttura è stata in via cautelativa dichiarata inagibile a causa degli ingenti danni strutturali. Parte della copertura è collassata e numerose sono le lesioni riscontrate sulle pareti perimetrali dovute all'eccessivo calore sprigionato dalle fiamme. Mentre per fortuna non risultano danni a persone.
Le fiamme hanno distrutto alcune attrezzature e delle imbarcazioni in lavorazione.

 

 

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  • Occhiello Per domare l’incendio alla struttura presente a Soverato sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco di Catanzaro. Sarebbe di origine accidentale

Caro presidente Irto, 
può il consiglio regionale discutere e confrontarsi per una volta, una volta sola, sul dramma della grande fuga dei giovani dalla Calabria? 
Non mi permetterei mai di suggerirle l'agenda dei lavori del Consiglio, cosa che spetta a lei, che fa un ottimo lavoro, e ai capigruppo consiliari.
Glielo chiedo perché ho ancora negli occhi le terribili immagini di ieri, Epifania di Nostro Signore, di centinaia di pullman che, a feste finite, hanno caricato migliaia di ragazzi, studenti universitari e lavoratori, portandoli via dalla Calabria. Verso il Nord. Un carico di conoscenze, studi, umanità, portato via nel silenzio. 
In rete hanno postato le foto scattate sui posti di partenza dei pullman, foto che facevano impressione. 
Si è sfiorato il caos a Cosenza, grande confusione a San Giovanni in Fiore, Crotone e decine di altri comuni calabresi. 
Certo, immagini già viste negli anni, ma mai così toccanti, commoventi, forse complice la Rete che tutto amplifica e diffonde, senza pietà alcuna.
Può la classe politica calabrese far finta di nulla? No, non può. Non ha le risposte pronte? E come pretenderle?
Quello che però appare certo è che non può continuare a ignorare questo incessante esodo, questa fuga che non risparmia niente e nessuno. 
Un esodo che sconvolgerà per sempre il volto della Calabria del domani!
Lo Svimez descrive per la Calabria scenari apocalittici, già da alcuni anni a questa parte. Nel silenzio generale.
Il professor Francesco Aiello dell'Unical, parla della Calabria come un battello che galleggia, ma a fatica. Meglio: è un sistema che rischia di affondare, qualsiasi sia l’intensità della mareggiata. Il fatto di recuperare nelle fasi di crescita solo in parte le perdite registrate durante le crisi, amplia le distanze con il resto del paese e dell’Europa e posiziona la regione in una sorta di «trappola della povertà».
Già, la Calabria sembra caduta nella “trappola della povertà”, una maledetta combinazione di eventi e di cause potenzialmente mortali per la nostra terra.
Signor presidente del consiglio regionale, forse un dibattito aperto in Aula non servirà a nulla. Ed io non voglio crederlo. Ma che almeno sia un momento di attenzione verso un dramma infinito.  Perché diversamente, i nostri silenzi finiranno per trasformarci in complici!


 *membro del Cda Ismea

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  • Occhiello di Franco Laratta*
Domenica, 07 Gennaio 2018 13:32

Cetraro, intimidazione a don Ennio Stamile

CETRARO È stato ritrovato un capretto morto attaccato all’auto di Don Ennio Stamile mentre cenava in un ristorante della zona con i capi scout. Informati del fatto, accaduto a tarda serata, sul posto, ad esprimere vicinanza al coordinatore regionale di Libera, sono arrivati il sindaco di Cetraro, Angelo Aita, e il consigliere regionale, Giuseppe Aieta. Il sindaco ha subito contattato i carabinieri che, arrivati sul luogo hanno potuto verificare l’oggetto minaccioso. Pronta la denuncia di Don Ennio Stamile. Non è l'unico episodio preoccupante che si è registrato a Cetraro negli ultimi tempi: la preoccupazione, infatti, cresce tra rapine, incendi di auto e furti negli appartamenti che hanno spinto il consiglio comunale di Cetraro a dichiarare lo stato di emergenza e affinché venga rafforzato il presidio di controllo e vigilanza sul territorio. Il sindaco di Cetraro Angelo Aita e il consigliere regionale Giuseppe Aieta hanno subito espresso vicinanza al parroco e grande apprezzamento per l’opera di sensibilizzazione e responsabilizzazione che attraverso il presidio di Libera sta diffondendo in tutta la Calabria. «Siamo vicini a Don Ennio Stamile – ha dichiarato il consigliere regionale del Pd Giuseppe Aieta – sapendo di interpretare il pensiero della città e di tutta la Calabria non ci faremo intimorire da chi tenta di riportare indietro la città. In questo momento occorrono segnali forti che possono arrivare dallo Stato attraverso l’apertura della nuova caserma dei carabinieri che oltre a manifestare la volontà dello Stato con in con un suo presidio in un territorio difficile si offrirebbero spazi e luoghi confortevoli che le forze dell’ordine - che insieme alla magistratura non smetteremo mai di ringraziare per il loro prezioso lavoro - meritano».

OLIVERIO: «CERTO CHE DON ENNIO NON SI FARÀ INTIMORIRE» Solidarietà del presidente della Giunta regionale calabra, Mario Oliverio, al coordinatore regionale di Libera, don Ennio Stamile, bersaglio la scorsa notte di un grave atto intimidatorio: un capretto morto in una busta della spazzatura fatto ritrovare appeso alla sua auto mentre stava cenando in un ristorante della zona con alcuni capi scout. Oliverio ha subito contattato telefonicamente il sacerdote per esprimergli - riferisce un comunicato - la propria incondizionata solidarietà e vicinanza e quella della Giunta regionale. «Mi auguro - ha detto Oliverio - che i responsabili di questo ennesimo, vile atto intimidatorio siano al più presto individuati e consegnati all'autorità giudiziaria. Il lavoro di responsabilizzazione e sensibilizzazione che don Ennio e Libera stanno svolgendo a Cetraro, sul Tirreno cosentino e in tutta la Calabria è importante e prezioso. Nei prossimi giorni incontrerò don Ennio per concordare, insieme a lui, iniziative e azioni a sostegno della sua opera e di quanti sono al suo fianco e collaborano con lui. Le popolazioni di Cetraro e dell'intero comprensorio non possono essere lasciate da sole a combattere un nemico subdolo che, attraverso azioni violente e criminali, vorrebbe far ripiombare queste comunità nella paura e nel terrore».
«Sono certo - ha concluso Oliverio - che don Ennio non si lascerà intimorire e che lo Stato e le istituzioni democratiche faranno quadrato intorno a lui e all'intera comunità cetrarese. In tal senso colgo l'occasione per ringraziare quanti, cittadini e istituzioni, si prodigano quotidianamente e con coraggio a Cetraro, nell'Alto Tirreno cosentino e in Calabria, per combattere e debellare la malapianta della criminalità organizzata e per affermare percorsi di legalità e democrazia».

IRTO: «È UNA SFIDA ALLA CALABRIA ONESTA» «L’ultima macabra intimidazione consumata ai danni di don Ennio Stamile indigna tutti i calabresi onesti che ripudiano la ‘ndrangheta e che si riconoscono pienamente nel pensiero e nelle azioni di Libera e del suo referente regionale». Lo afferma il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, dopo il ritrovamento di un capretto sgozzato attaccato all’automobile del sacerdote, a Cetraro. «Già in passato, don Ennio era stato il destinatario di gravi atti intimidatori. Segno, questo, del malessere con cui le forze criminali subiscono la sua opera di evangelizzazione e di impegno civile portata avanti con determinazione, non solo sul Tirreno cosentino ma in tutta la regione. Il fatto poi – aggiunge Irto – che da due anni don Ennio ricopra il ruolo di coordinatore di Libera in Calabria carica l’accaduto di maggiore gravità sul piano simbolico. Colpire don Ennio, infatti, significa non solo tentare di condizionare una personalità fortemente esposta sul fronte dell’antimafia, ma lanciare un messaggio di aperta sfida all’intera comunità calabrese che non accetta il giogo mafioso e che lavora ogni giorno per costruire un futuro di libertà e democrazia. A don Ennio Stamile rivolgo un forte messaggio di solidarietà e vicinanza, stringendo in un unico abbraccio ideale – conclude il presidente del consiglio regionale – anche don Luigi Ciotti e tutti i volontari che, sotto le insegne di Libera, si oppongono alle mafie e danno un contributo straordinario per il progresso della Calabria».

DON CIOTTI: «ANDIAMO AVANTI» «Ancora una grave atto intimidatorio che sollecita le nostre coscienze ad essere più vigili e che ci richiama a sentire sempre prepotente dentro di noi il morso del più, del dare e impegnarci di più. La strada da percorrere nella lotta alla criminalità organizzata ed alle illegalità è ancora lunga ed ognuno, la politica, le istituzioni, i cittadini, è chiamato a fare la propria parte». Lo sostiene, in una nota, don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, in relazione all' intimidazione compiuta ai danni di don Ennio Stamile, coordinatore Libera Calabria. «Resistere - aggiunge don Ciotti - vuol dire esserci, fare, assumerci la nostra quota di responsabilità. Perché il problema più grave non è tanto chi fa il male, ma quanti guardano e lasciano fare. Siamo vicini a Don Ennio e andiamo avanti, senza paura e senza alcuna esitazione, consapevoli che il nostro impegno non subirà alcun cedimento».

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  • Occhiello Ignoti hanno attaccato un capretto morto all'auto del coordinatore regionale di Libera mentre si trovava a cena con un gruppo di scout. La solidarietà del sindaco Aita e del consigliere regionale Aieta. Oliverio: «Don Ennio non si farà intimorire». Irto: «È una sfida alla Calabria». Don Ciotti: «Andiamo avanti»

Riceviamo e pubblichiamo:

Le responsabilità per la situazione in cui si trova l'aeroporto di Crotone, al di là di quelle del passato più lontano, sono da addebitare in modo prevalente alla giunta Oliverio e al consiglio di amministrazione della Sacal, oltre all'atteggiamento alquanto confuso del comune di Crotone. E' inutile fare giri di parole quando i fatti, purtroppo, sono pesanti come macigni ed un vero e proprio pugno nello stomaco dei calabresi.

Prima questione. Cosa ha fatto in questi mesi il presidente Oliverio e la giunta regionale per rafforzare il flusso di utenza in vista della possibile riapertura dello scalo crotonese? Quale strategia ha adottato per allargare la fascia di passeggeri necessaria affinché l'aeroporto non fosse solo dei cittadini di Crotone ma si mettesse a disposizione di un' area più vasta? Ha sottoscritto accordi con Trenitalia per garantire una adeguata frequenza di treni fra la Sibaritide e Crotone?

Seconda questione. La Sacal ha fatto un accordo commerciale con la compagnia austriaca Flyservus per collegare Roma e Milano Malpensa con due frequenze giornaliere, Bologna con una partenza giornaliera e Londra con voli settimanali.  Al di là della compagnia in sé possiamo essere messi a conoscenza se ci sono state interlocuzioni con altre compagnie? Possiamo inoltre sapere che tipo di contratto è stato stipulato fra la Sacal e la Flyservus? Possiamo, cioè, sapere che tipo di contrattazione commerciale è stata svolta in questi mesi e quali soggetti sono stati coinvolti?

Terza questione. La Sacal ha partecipato alla gara per la concessione trentennale degli scali di Reggio e Crotone e, come è noto,  l'ha vinta presentando un Piano industriale dove, ovviamente, tra le altre cose, la società ha programmato attività industriali di breve, medio e lungo periodo, occupazione, ed altro relativamente ai due scali. Quel Piano che garantiva il futuro degli scali, servito alla Sacal per vincere  la gara, è stato cambiato e stravolto. Al sindacato non è stato possibile prenderne visione. Perché? Cosa prevedeva per Crotone quel misterioso Piano industriale utilizzato dalla Sacal per vincere la lotteria della gara? Il Presidente della Giunta regionale Oliverio, in qualità di socio, ha avuto il Piano originario? E se è stato cambiato lui ne è a conoscenza? Sia se ne era a conoscenza sia se non lo era è responsabile anche solo per il fatto di non avere mai risposto alle nostre pec in merito.

Quarta questione. La Cgil e la Filt nel 2010 proposero la Società unica di gestione degli aeroporti calabresi perché consapevoli che tre aeroporti in Calabria potevano essere gestiti solo attraverso una semplificazione societaria ed una diversa strategia industriale. La scelta della Società unica, anche per questo motivo, è necessaria. Ma il punto è come si gestisce una azienda di trasporto aeroportuale che ha le complessità di una regione come la Calabria. Per questo continuiamo a dire che occorre una gestione competente e manageriale che fino ad oggi non c'è stata ed è stata inadeguata, che non ha dato una prospettiva all'insieme del sistema aeroportuale calabrese e che ha tradito le aspettative che si erano create.
Riteniamo, infine, importante che gli errori fin qui fatti non devono essere pagati dai lavoratori e dai cittadini e per questo sosteniamo la mobilitazione per l'apertura dello scalo di Crotone, l'occupazione di tutti i lavoratori e per evitare l'isolamento di un'area importante per la Calabria.

 

Cgil Calabria
Filt-Cgil Calabria

Cgil Crotone
Filt-Cgil Crotone

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  • Occhiello Dalla Cgil tre questioni e un suggerimento. Il sindacato chiede chiarimenti sui progetti della giunta regionale, sul contratto sottoscritto con Flyservus e sul misterioso Piano industriale per gli scali calabresi. E rilancia la Società unica di gestione

CROTONE Non c’è ancora l’adesione ufficiale, ma manca poco. L’assessore regionale all’Ambiente, Antonella Rizzo, e il suo capo struttura, Pino Greco, hanno partecipato domenica alla convention nazionale di Liberi e Uguali, tenutasi a Roma. L’assessore si è anche fatto un selfie insieme al presidente della Camera, Laura Boldrini, e al presidente della commissione regionale anti ‘ndrangheta, Arturo Bova. «Siamo a Roma in qualità di ospiti», ha detto Pino Greco, mettendo le mani avanti. Non significa che la Rizzo non stia valutando l’opportunità di passare con il partito di Bersani.
La decisione per l’eventuale passaggio potrebbe essere presa per il prossimo 9 gennaio, in occasione della riunione degli stati generali calabresi di Liberi e Uguali. «Siamo a Roma – ha voluto ancora sottolineare Greco – non perché siamo interessati a candidature». Il contatto in Calabria con Rizzo e Greco è stato avviato da qualche settimana da Nico Stumpo e Roberto Speranza. A Roma, invece, sono stati accolti da Boldrini e Pietro Grasso. A Crotone si era già capito che qualcosa non quadrava tra la Rizzo e il Partito democratico. Negli ultimi mesi l’assessore non aveva preso parte attiva alle diatribe, che hanno caratterizzato i rapporti tra i gruppi dirigenti del Pd. Non aveva, poi, nemmeno partecipato all’iniziativa di Santa Lucia, messa in campo da Enzo Sculco e Mario Oliverio per lanciare la candidatura alla Camera di Flora Sculco. Non c’è ancora l’ufficialità, ma un passo importante verso Liberi e Uguali è stato fatto.

Gaetano Megna
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  • Occhiello Insieme al suo capo struttura, Pino Greco, hanno partecipato alla convention nazionale del partito di Grasso. L’allontanamento dal Pd era nell’aria da qualche tempo
Domenica, 07 Gennaio 2018 12:20

Il (vecchio) Por bocciato senza appello

LAMEZIA TERME Ora che c’è il timbro della Corte dei conti e la relazione è approdata in Parlamento, il fallimento della Programmazione 2007-2013 per la Calabria ha il crisma dell’ufficialità. Nel documento sui rapporti finanziari con l’Unione europea e l’utilizzazione dei Fondi comunitari, i magistrati contabili analizzano le politiche di tutte le regioni e dedicano un capitolo non proprio carico di elogi al modo in cui politica e burocrazia hanno usato centinaia di milioni di euro in arrivo da Bruxelles. E’ nel paragone con altre regioni che emerge la differenza (o, se si vuole, la bocciatura). “Si evince – si legge nel report – un elevato tasso di utilizzazione dei Fondi in esame da parte di diverse Regioni (Piemonte, Lombardia, Liguria, Marche, Toscana, Sicilia), mentre la Calabria ha registrato un’attività più ridotta, che ha determinato una contrazione del cofinanziamento statale. Fenomeno quest’ultimo che ha interessato, peraltro, anche la Sicilia, la quale, tuttavia, nella fase finale ha speso quasi il totale delle risorse assegnate”. Le performance da Cenerentola sono state sottolineate dalla Sezione regionale di controllo che, “in relazione al Fse (Fondo sociale europeo) ha rilevato una palese difficoltà della Regione a realizzare una piena utilizzazione delle risorse allocate e una dimensione limitata di attività (dotazione finanziaria iniziale 860,5 milioni di euro, dotazione post rimodulazioni 573,7 milioni di euro, somma non utilizzata 41,8 milioni di euro)”. Traduciamo: i fondi arrivano copiosi ma non si riesce a utilizzarli, neppure dopo aver rimodulato la spesa. E questo dato è “ancora più preoccupante se si osserva e si raffronta, ad esempio, l’andamento dell’occupazione nella Regione”. Il Fondo sociale europeo dovrebbe essere il fulcro della programmazione in una regione senza lavoro, invece è uno degli ambiti sottoutilizzati. Abbiamo bisogno di quei soldi ma non riusciamo a programmarne la spesa in maniera efficace, rendendone (quasi) inutile lo stanziamento.  

 

 

Sul versante dei controlli si segnalano ulteriori guai: “La Sezione regionale ha richiamato le carenze evidenziate dalla stessa Autorità di gestione (AdG) e le reiterate raccomandazioni della Commissione europea sulla necessità di interventi correttivi per potenziare i sistemi di gestione e di controllo, accrescere l’affidabilità della rendicontazione, migliorare l’efficacia e l’efficienza degli interventi”.
Al Fesr (Fondo europeo per lo sviluppo regionale), la Corte dei conti dedica un paragrafo altrettanto preoccupante. Se non altro sul piano numerico. “L’ingente dotazione finanziaria iniziale (2,998 miliardi di euro), a seguito delle rimodulazioni intervenute anche in questo Fondo, si è ridotta notevolmente (1,998 miliardi di euro), essendo la differenza confluita nel citato Piano di azione e di coesione per la Calabria”. La Calabria ha deciso di riprogrammare un miliardo di euro, spostandolo dalla dotazione iniziale per tentare di “recuperarlo” nel Pac. Dunque “l’attuazione del Fesr è stata caratterizzata da diverse criticità, tra le quali la più rilevante, che ha riguardato il funzionamento del sistema di gestione e controllo, ha dato luogo ad un provvedimento di sospensione dei pagamenti intermedi da parte della Commissione europea”. La Sezione regionale della Corte dei conti ha, poi, “riferito che l’AdG ha dovuto riprogrammare negli anni le risorse finanziarie al fine di adeguarle alle effettive potenzialità di spesa, attivando anche, nelle fasi finali, un pacchetto di misure correttive per far fronte al rischio di mancato raggiungimento dei target di spesa; ha rafforzato il settore dei controlli; e si è adoperata per migliorare la performance del Programma”.
Sono sforzi dei quali i magistrati contabili prendono atto, seppur costretti a rilevare “la criticità insita nel ricorso ai cosiddetti ‘progetti retrospettivi’. Sul tema, la Sezione Calabria ha ricordato che tale pratica, che la Commissione europea ammette, pur considerandola estremamente pericolosa ed in contraddizione con il principio di addizionalità e con il valore aggiunto che dovrebbe avere il Programma, non garantisce la qualità degli interventi, trattandosi di progetti discendenti dalla programmazione nazionale unitaria e selezionati nell’ambito di procedure espletate da altre amministrazioni”. I progetti retrospettivi sono progetti ideati da altri enti locali e basati inizialmente su fondi diversi da quelli europei. La Regione (non è l’unica, ovviamente) vi investe utilizzando fondi comunitari che altrimenti dovrebbe restituire: è un modo per non perderli, ma anche la prova dell’incapacità di programmare.  
Lasciamolo dire alla Corte dei conti: “La Sezione regionale ha sottolineato che l’elevata incidenza dei progetti retrospettivi (circa il 44% della dotazione finanziaria quale ridefinita dalle rimodulazioni) dimostra carenza di progettualità ed incapacità ad assorbire la spesa comunitaria con i progetti originariamente inseriti nel Programma”. Suona come una bocciatura senza appello per il vecchio Por Calabria, costretto a tagliare più di un miliardo e reinvestirlo altrove, utilizzando qualche “trucco” (lecito, per carità) della programmazione per evitare di dover dismettere centinaia di milioni. Per i fondi 2007-2013 è andata così, cioè male. E per il periodo 2014-2020 si osservano (dappertutto, per la Corte dei conti) ritardi che rischiano di compromettere l’utilizzo dei fondi comunitari. In Calabria, a fare da sfondo a una situazione critica, c’è la continuità nel management. Il direttore generale della Programmazione non è cambiato: Paolo Praticò, voluto da Scopelliti, ha gestito la Programmazione 2007-2013 e impostato la successiva. Non ha fatto tutto da solo, ovviamente. Certe questioni sono un lavoro di squadra. A leggere il dossier della Corte dei conti, c’è da sperare che la squadra abbia imparato dai propri errori. 

Pablo Petrasso
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  • Occhiello Il dossier della Corte dei conti arriva in Parlamento: Calabria “cenerentola” per i fondi Ue e Programmazione regionale costretta a “spostare” oltre un miliardo di euro per colpa dei ritardi. Il caso del Fondo sociale europeo: i soldi non si spendono e la disoccupazione aumenta. Ma il management è stato confermato

ROMA «Propongo a tutti i partiti di sottoscrivere un patto pubblico contro l'appoggio elettorale dei clan. E aspetto le loro risposte». Lo chiede il ministro dell'Interno, Marco Minniti, intervistato da L'Espresso. Nell'ultimo anno il ministero sotto la guida di Minniti ha sciolto 21 comuni per infiltrazione mafiosa, la maggior parte in Calabria e in Campania, ma anche al Nord. Nelle ultime settimane ci sono stati i casi del municipio romano di Ostia : «Non chiedo una dichiarazione generica – chiarisce il ministro – una frase in un'intervista buttata lì. Chiedo ai capi dei partiti di sottoscrivere in modo solenne una carta, un patto pubblico, in cui si impegnano a non chiedere e a non ricevere appoggio elettorale dalle mafie. Lo chiedo a tutti e mi aspetto che firmino tutti». «In una democrazia – spiega – non può esistere l'alternativa secca: o liste bloccate o liste condizionate, o i partiti scelgono al posto degli elettori o il voto è inquinato dalle mafie. Io mi rifiuto di pensarla così. Il collegio consente agli elettori di scegliere un candidato, una persona, ma i partiti devono mettere in campo gli anticorpi, devono candidare persone che non siano condizionabili dai clan. Le forze dell'ordine e la magistratura fanno il loro lavoro, ma la politica non può limitarsi ad aspettare la magistratura, deve arrivare prima. È in gioco la credibilità della democrazia».

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  • Occhiello Il ministro dell’Interno lancia un appello ai capi dei partiti: impegno solenne a non chiedere e a non ricevere sostegno dalle mafie


COSENZA Sulla questione della riapertura dell’ospedale di Praia a Mare interviene Luigi Guglielmelli, segretario del Pd nella provincia di Cosenza, che smentisce quanto sostenuto da Vincenzo Cesareo, direttore sanitario del nosocomio di Praia, in una intervista, ossia che l’ospedale di Praia non è ancora operativo, non esiste alcun Pronto soccorso e lo stesso direttore viene pagato pur non potendo svolgere le sue mansioni. «È gravissimo che un direttore sanitario, tra l'altro in ferie da tre mesi (si riferiva forse a questo quando asseriva di essere pagato senza far nulla?), metta in discussione il percorso di riapertura completa dell'ospedale messo in atto dal Commissario giudiziario e soprattutto denigri l'impegno dei tanti medici e operatori sanitari che stanno operando con il massimo impegno e la massima professionalità», replica Guglielmelli. «Condivido, inoltre, – prosegue il segretario Pd – l'appello dei Sindaci di Praia a Mare e Tortora sulla necessità di continuare con il cronoprogramma stabilito dal Commissario ad acta d'intesa con la Regione Calabria e soprattutto esprimo massima solidarietà ai medici dell'ospedale di Praia a Mare che sono stati offesi nella loro dignità umana e professionale dalle parole del direttore sanitario. Come hanno sottolineato i medici ospedalieri in poche settimane le prestazioni sanitarie non solo sono triplicate ma sono coerenti con le linee guida sanitarie ministeriali e con i protocolli medici standard». Rispetto a quanto affermato dal dottore Cesareo, Guglielmelli chiede, infine, «alle autorità competenti e in particolare all'Asp di Cosenza di mettere in atto ogni azione utile al fine di ristabilire la verità dei fatti e soprattutto in difesa della professionalità dei medici e degli operatori sanitari dell'ospedale di Praia a Mare». 

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  • Occhiello Il segretario dem di Cosenza attacca le dichiarazioni del direttore sanitario Vincenzo Cesareo secondo il quale il nosocomio non è ancora operativo. «In poche settimane prestazioni triplicate»