Canone Rai, in Calabria è record di (ex) evasori

Gli abbonamenti crescono del 57,4% dopo l'associazione tra la tassa e le bollette per le forniture elettriche. Prima non pagava (quasi) nessuno Domenica, 13 Agosto 2017 09:15 Pubblicato in Società

Da 16,6 milioni di abbonati alla Rai nel 2015 a 22,2 l'anno successivo. L'operazione "canone in bolletta" si era attirata qualche critica quando fu varata ma indubbiamente ha raggiunto l'obiettivo di ridurre l'evasione sul tributo legato al possesso dell'apparecchio televisivo o di mezzi tecnologici analoghi. E la Calabria è tra le regioni che evadevano di più. Il dato, dopo l’associazione del canone Rai alla bolletta, è cresciuto del 57,4%, e piazza la regione sul podio ideale dell’aumento più alto di abbonati. O del maggior numero di evasori prima che il governo Renzi decidesse di caricare la tassa sui conti delle forniture elettriche. L'incremento pari oltre 5,6 milioni di "soggetti (+34,2 per cento) non è distribuito in modo uguale sul territorio nazionale: le percentuali - e dunque il recupero di presunta evasione sono più alte al Sud e nelle isole e più basse al Centro. 

LA TENDENZA La tendenza alla crescita degli abbonamenti è più contenuta al Centro (+26,9%) dove emerge però il +34,1% del Lazio, contrapposto al +19,5 della Toscana. In mezzo ci sono Umbria e Marche. La situazione appare differenziata al Sud. Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata si pongono infatti al di sotto della media nazionale, mentre la Campania svetta con un clamoroso +68,4 per cento, che corrisponde a oltre 700mila abbonati in più. Ma spicca anche il dato della Calabria, +57,4 per cento.