Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 13 Novembre 2013
Mercoledì, 13 Novembre 2013 22:47

Ex Gdm, arriva l`accordo

REGGIO CALABRIA Arriva a una positiva risoluzione la vertenza dell`ex Gdm. L`accordo è stato raggiunto nel corso di un incontro promosso dal Prefetto di Reggio che avrebbe garantito la tutela dei livelli occupazionali. «Alla  riunione – si legge nella nota della Prefettura – hanno partecipato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria Cgil, Cisl, Uil e Ugl  l’imprenditore catanzarese ingegner Floriano Noto per il gruppo AZ- Auchan, e il commissario straordinario per la liquidazione della Gdm, professor Marcello Parrinello. Il tavolo è stato convocato al fine di definire, con le integrazioni richieste dai sindacati, l’ipotesi di accordo già delineata nella riunione dello scorso 7 novembre». Secondo quanto riportato l`azienda si è resa disponibile ad «ampliare l’applicazione di contratti part time, al fine di assumere il maggior numero di lavoratori - circa 189 unità su un totale di 225 - sotto le varie forme contrattuali previste dalla legge» ad «assumere i 2/3 dei lavoratori secondo  graduatorie redatte in base a criteri concordati con le organizzazioni sindacali. in cui verranno ricompresi, con mansioni diverse, i lavoratori di III livello, mentre 1/3 sarà selezionato in base ad una valutazione effettuata dalla parte datoriale, attingendo anche fra i lavoratori non inseriti, in ragione del profilo professionale posseduto, nelle predette graduatorie». Inoltre l`azienda dovrà «procedere – si legge ancora nel comunicato della Prefettura di Reggio – nei successivi 18 mesi dall’apertura,  a nuove assunzioni in caso di trend positivo, attingendo prioritariamente a personale dei 4 punti vendita acquistati dall’azienda e assumere con contratto di lavoro accessorio, per fare fronte a esigenze contingenti quali ad esempio l’apertura, personale ex GDM dando priorità ai lavoratori dei  4 punti vendita. Tali assunzioni, tuttavia, non verranno computate sul numero complessivo delle 189 unità lavorative che saranno assunte». Un accordo che avrebbe raccolto il pieno sostegno della Cisl e della Uil che hanno  sottoscritto il documento. Mentre la Cgil e l’Ugl hanno deciso «di sottoporre ai lavoratori il contenuto del predetto accordo e di firmarlo solo se riceveranno il mandato dagli stessi lavoratori». (0090)

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  • Occhiello Il documento dovrebbe garantire la tutela dei livelli occupazioni dello stabilimento reggino. Cgil e Ugl sottoporranno  il contenuto ai lavoratori

CATANZARO La reazione di un`impiegata, che ha urlato, attirando l`attenzione di alcuni passanti, e il tentativo inutile da parte dei banditi di sfondare con un piccone un vetro blindato hanno fatto fallire stamattina una rapina nell`ufficio postale del quartiere Sant`Elia di Catanzaro compiuta da quattro pregiudicati di Lamezia Terme. I rapinatori sono stati poi arrestati dalla polizia mentre si allontanavano a bordo di un`auto. La fuga dei banditi, che stavano facendo rientro a Lamezia Terme, è stata intercettata da due pattuglie della squadra volante, intervenute dopo la telefonata fatta al 113 da un testimone della tentata rapina. I particolari dell`operazione che ha portato all`arresto dei quattro rapinatori, di cui, al momento, non sono state rese note le generalità, saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà domani, giovedì, alle 9.30, nella sala conferenze della Questura di Catanzaro.  «Non sono per niente sorpreso – ha detto il questore di Catanzaro, Guido Marino – di questo ennesimo importante risultato conseguito dai ragazzi delle Volanti perchè conosco bene il loro valore e quello di chi li dirige. Aggiungo che l`importanza del controllo del territorio è ulteriormente riscontrata dal recente arrivo alla Questura di Catanzaro di un congruo numero di agenti disposto dai vertici della polizia di Stato, poliziotti tutti assegnati alle attività di prevenzione di controllo del territorio. E i risultati si vedono». (0090)

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  • Occhiello La reazione dell`impiegata del quartiere Sant`Elia di Catanzaro ha permesso alla polizia di bloccare i malviventi
Mercoledì, 13 Novembre 2013 20:30

Il "sistema Rappoccio" torna in aula

REGGIO CALABRIA È sotto gli occhi del Collegio in nuova composizione che torna in aula il processo Rappoccio, il procedimento a carico dell’ex consigliere regionale accusato di corruzione elettorale, associazione a delinquere, truffa e peculato perché ritenuto il dominus di quel sistema nascosto dietro le tre presunte cooperative fantasma – Alicante, Iride solare e Sud energia – secondo l’accusa costituite esclusivamente per alimentare una macchina elettorale basata sull’endemica e profonda fame di lavoro presente fra giovani e meno giovani di Reggio Calabria, cui Rappoccio avrebbe promesso un impiego in cambio del voto.
Rigettata l’eccezione presentata dal legale dell’ex consigliere regionale, l’avvocato Giacomo Iaria, che aveva chiesto la sospensione del processo in attesa dell’esito dell’istanza di ricusazione presentata dalla parte civile, l’avvocato Aurelio Chizzoniti contro il precedente Collegio – oggi totalmente riformato, fatta eccezione per il giudice Fiorentini – è toccato proprio a Chizzoniti tornare sul banco dei testimoni. Nonostante la scorsa udienza tanto la difesa come la parte civile avessero negato il consenso al rinnovo degli atti, oggi l’avvocato si è limitato a confermare quanto dichiarato durante esame e controesame senza che il legale di Rappoccio avesse nulla da eccepire. E nessuna domanda è arrivata anche dalla pubblica accusa, che a differenza della  difesa del principale imputato fin da principio si era mostrata disponibile al mero rinnovo degli atti.  
Terminata in non più di un paio di minuti l’audizione di Chizzoniti, sul banco dei testimoni è stato chiamato invece Domenico Valeri, impiegato comunale per lungo tempo applicato agli uffici del gruppo del partito repubblicano. Contrariamente al collega Rotilio, che la scorsa udienza ha puntato il dito contro Rappoccio, raccontando come gli uffici di Palazzo San Giorgio si sarebbero trasformati in una succursale della cooperativa Alicante, un`amnesia sembra oggi aver colpito Valeri, cui sono state necessarie numerose e ripetute contestazioni da parte del pm per “ricordare” quanto lui stesso aveva messo a verbale quando il procedimento contro l’ex consigliere regionale era ancora in fase istruttoria. Nonostante anche la moglie e la figlia dell’impiegato comunale siano state fra le innumerevoli partecipanti deluse dal maxiconcorso – con cui all’epoca sarebbero stati promessi centinaia di posti di lavoro in una presunta fantomatica società di produzione di pannelli fotovoltaici – è stata necessaria tutta la pazienza e la perseveranza del pm Annalisa Arena per vincere il muro di «non ricordo» dietro il quale l’impiegato si è trincerato.
Ed è solo su contestazione del pm che Valeri finisce per ammettere che era stato necessario versare quindici euro con un bollettino postale perché le donne diventassero socie delle coop e potessero partecipare alla selezione. Bollettino – simile se non uguale – a quelli contenuti in una scatolone visto negli uffici del gruppo consiliare e che «dei ragazzi che collaboravano con il consigliere e venivano periodicamente» si preoccupavano di consegnare a quanti si presentassero al gruppo. Tutti collaboratori – aggiunge Valeri – cui Rappoccio aveva ordinato di mettere a disposizione computer, carta, stampante, telefoni e qualsiasi cosa fosse necessaria.  
Ma quella segreteria – ricorda l’impiegato – era anche sede di frequenti e lunghissime riunioni. Di cosa si trattasse o cosa discutesse il consigliere con i suoi numerosi collaboratori quando questi ultimi si presentavano in ufficio, Valeri si è detto assolutamente incapace di riferire. «Non so cosa succedesse nella stanza. Quando arrivavano i collaboratori di Rappoccio, noi andavamo fuori. Inizialmente era lui a chiedercelo, poi abbiamo iniziato a farlo autonomamente», dice Valeri. Di certo – ripete più volte – «io mi sono sempre rifiutato di svolgere mansioni estranee all’ufficio come le telefonate private». «Una volta Rappoccio mi ha dato un elenco di numeri a cui telefonare per fissare un appuntamento alla segreteria politica, ma io mi sono rifiutato», ricorda l’impiegato, suscitando lo stupore del pm che all’uomo ricorda quel preciso riferimento all’Alicante messo a verbale anni fa, ma “dimenticato” oggi in aula.
Più preciso e dettagliato nella sua deposizione è stato Gianfranco Vazzana, esperto chiamato da Rappoccio a collaborare alla costruzione di diversi progetti, incluso quello di un orto botanico, immaginato su un terreno privato e per questo naufragato dopo mesi di lavoro. Sarebbe stato lui a mettere in contatto una nota azienda di fotovoltaico – la Solare Italia – con la cooperativa Alicante per studiare una possibile collaborazione. Un progetto in seguito saltato – dice Vazzana –  anche per le vicissitudini societarie della holding, ma che non ha fatto desistere Rappoccio. A mesi dall’eloquente silenzio con cui i massimi vertici della società aveva risposto alle proposte e ai progetti della cooperativa, Vazzana – che aveva da tempo abbandonato il gruppo di lavoro costituito dall’ex consigliere – sarebbe stato richiamato prima per elaborare a tempi record un masterplan, quindi – a distanza di mesi – per la redazione di un bando.
«Mi dissero “si parte con la costruzione della fabbrica”, ci vediamo per una riunione all’Alicante. Quando sono arrivato lì, mi dissero che bisognava fare un bando». Per l’esperto, è la goccia che fa traboccare il vaso. Con il tono ancora inasprito dalla delusione, Vazzana ricorda: «Mi sarei aspettato che le figure professionali necessarie venissero indicate sulla base di un masterplan. Arrivò un foglietto da Rappoccio, ma non ne sono sicuro, con cifre e indicazioni su figure professionali. Anche per questo motivo sono andato via». E nonostante non riesca a ricordare con precisione chi abbia materialmente messo quel foglietto sul tavolo, l’esperto è netto: «Rappoccio era interessato personalmente al bando». Un bando legato a un progetto più che fumoso: «Io non ho mai visto documenti ufficiali della società, ma ci venne anche chiesto di versare una quota. Anche per questo ho deciso di lasciare. La mia faccia su questa cosa non la volevo mettere». (0040)

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  • Occhiello Sul banco dei testimoni il "grande accusatore" Chizzoniti. I "non ricordo" dell`impiegato comunale Valeri e le accuse di Vazzana: «Non volevo mettere la faccia su quei progetti»

ROGLIANO «Due medici in servizio nel servizio Analisi dell`ospedale di Rogliano sono stati trasferiti a Cosenza. Tale "decretazione" segue altre analoghe determinazioni che, nel quadro di tutta una serie di più complessive operazioni tutte destinate alla dequalificazione del nostro presidio ospedaliero, individuano meschine manovre di pervicace ridimensionamento che continuano a provocare i gravi danni che sono sotto gli occhi di tutti». Lo afferma in una nota il sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo. «Mentre il presidio di Rogliano – aggiunge – viene così ostinatamente disastrato, non si risolvono neanche i problemi della sanità ospedaliera di Cosenza, che fa acqua da tutte le parti e che produce casi di malasanità in serie industriale, e questo senza che nessuno muova un dito per sanzionare le inadempienze più clamorose. Queste continue, ossessive deliberazioni, rivolte al depauperamento di un ospedale che funzionava perfettamente e che era un fiore all`occhiello della sanità calabrese, mi inducono ad assumere una posizione ben chiara: che si riprendano questo ospedale e che ci restituiscano lo stabile che appartiene alla comunità di Rogliano, visto che queste quattro mura furono costruite grazie ad una sottoscrizione dei minatori e degli emigrati roglianesi. Questa gente non è degna di detenere un patrimonio di tanta nobiltà».  «Chiamo in causa in prima persona – prosegue Gallo – la responsabilità del presidente Scopelliti, e lo faccio per l`ultima volta, nella speranza che egli blocchi ogni manovra di impoverimento di questo presidio, assunta sempre a spese della collettività, e che smantelli una volta per tutte (con meno spese) un ospedale contro cui c`è stata sempre l`ostilità sua e del suo manager e di tutto il suo ambiente». «Con il nostro stabile finalmente libero dalle miserevoli attenzioni di cotanta lungimiranza – conclude il sindaco di Rogliano – sapremo noi cosa fare. Adesso, lorsignori tolgano il disturbo. E Rogliano li elegga a suoi storici nemici». (0090)

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  • Occhiello Il sindaco della cittadina attacca il governatore: «Contro la struttura c`è sempre stata l`ostilità di Scopelliti»

CATANZARO «Nessuna sottrazione di risorse al Terzo settore per pagare i precari». Questa in sintesi la rassicurazione offerta da Nazzare Salerno, assessore regionale al Lavoro, in riferimento alle note apparse sulle agenzie di stampa con le quali i rappresentanti del Terzo settore lamentano la sottrazione di risorse alle politiche sociali. «Va innanzitutto specificato – ha sostenuto, in una nota, Salerno – che la  Regione ha inteso dare una risposta concreta agli lsu/lpu, consentendo il pagamento delle spettanze e provvedendo contemporaneamente alla salvaguardia delle categorie deboli che meritano la dovuta attenzione e che non saranno certamente lasciate sole. Va spiegato che la variazione di bilancio, approvata dal consiglio regionale nella seduta del 12 scorso novembre e volta ad assicurare i sussidi al bacino dei precari calabresi, ha preso in considerazione risorse ordinarie del bilancio regionale. Non sono dunque state sottratte risorse al settore delle politiche sociali – ha rimarcato l’esponente della giunta regionale – poiché le attività programmate vengono assicurate con le risorse disponibili sul capitolo regionale alimentato dal Fondo nazionale per le politiche sociali. Le scelte del consiglio regionale, operate in piena autonomia, hanno mirato a soddisfare le esigenze dei lavoratori senza indebolire il sistema del welfare e senza eliminare servizi sociali. Agli esponenti del Pd, che hanno peraltro espresso voto favorevole al provvedimento che dovrebbero rileggere attentamente, va ricordato il particolare contesto economico in cui ci troviamo e gli sforzi compiuti da questa maggioranza a favore dei lavoratori. Pertanto – ha concluso – non vi è stata nessuna violazione dei diritti di cittadinanza e, anzi, va ribadito che la Regione continuerà ad assicurare il massimo impegno per la difesa di chi è maggiormente esposto a rischi sociali». (0090)

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  • Occhiello L`assessore regionale al Lavoro rassicura gli esponenti del settore. «Utilizzati fondi ordinari del bilancio»
Mercoledì, 13 Novembre 2013 19:00

Palazzo dei Bruzi e il "rischio corruzione"

Tensione continua in riva al Crati. Una guerra di posizione che, chiusa la crisi politica innescata dalla decisione di Occhiuto di togliere la fiducia alla sua vice Katya Gentile, sembra combattersi sotto traccia, nelle stanze degli uffici comunali di Palazzo dei Bruzi. Con il vice capogruppo del Pd in Consiglio, Marco Ambrogio, che oggi chiede «la convocazione della commissione controllo e garanzia per l`audizione del sindaco Occhiuto» per discutere di una circolare dai connotati inquietanti.
«Il gruppo consiliare del Pd, avuto conoscenza che l`amministrazione comunale sta procedendo nell`adozione di provvedimenti per la rotazione del personale dipendente da disporsi in base e nel rispetto delle leggi vigenti, ha chiesto stamattina la convocazione della commissione controllo e garanzia per l`audizione del sindaco Occhiuto come capo della amministrazione e del dirigente al personale avvocato Lucio Sconza per avere dettagliate informazioni sul percorso in atto nonché per verificare se siano stati già adottati provvedimenti generali ovvero se la predetta rotazione abbia già riguardato o riguardi solo determinati settori e determinati profili professionali».
«Il tutto - spiega Ambrogio - al fine di verificare non solo l`intenzione dell`amministrazione su questioni così importanti per la vita dell`ente ma anche per riscontrare la legittimità degli atti compiuti e da compiere».
La circolare, fra le altre cose, recita: «Evidenziato che l’alternanza tra più professionisti nell’assunzione delle decisioni e nella gestione delle procedure, infatti, riduce il rischio che possano crearsi relazioni particolari tra amministrazioni ed utenti, con il conseguente consolidarsi di situazioni di privilegio e l’aspettativa a risposte illegali improntate a collusioni».
Passaggio delicatissimo, tanto da spingere Ambrogio ad aggiungere: «Infine, in qualità di vice capogruppo ritengo che se l`amministrazione ha reputato opportuno rimuovere determinati dipendenti dal settore Lavori pubblici per ragioni di “possibili rischi di corruzioni” come scritto nella lettera inviata agli interessati, ci si debba rivolgere alla Procura della Repubblica denunciando i fatti sospetti e non spostare i tecnici nel settore Urbanistica dove tali corruzioni potrebbero continuare».
Per la seconda volta in pochi giorni - era successo per i lavori di piazza Bilotti - nei documenti del Comune di Cosenza, quando si parla di urbanistica, si fa riferimento alla Procura della Repubblica. Una vera novità per la politica locale.

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  • Occhiello A Cosenza una rotazione di dirigenti nei settori chiave. Ambrogio (Pd) vuole vederci chiaro
Mercoledì, 13 Novembre 2013 18:53

Marranghello: «Piena fiducia nella magistratura»

SAN LORENZO DEL VALLO «L’iscrizione nel registro degli indagati di amministratori, dirigenti e tecnici del Comune di San Lorenzo del Vallo in relazione al rinvenimento da parte della Polizia Provinciale di Cosenza di una discarica abusiva è un atto non solo dovuto ma ovviamente pienamente legittimo come conseguenza di una attività di indagine che noi rispettiamo». È il commento di Luciano Marranghello, primo cittadino di San Lorenzo del Vallo, sull`operazione della Procura della Repubblica di Castrovillari riguardante la discarica abusiva in località Ciccarello.
«Auspichiamo che l’indagine ancora in corso si concluda rapidamente – aggiumge Marranghello – attraverso l’individuazione di precise e incontrovertibili responsabilità rispetto ad un fenomeno, quello delle discariche abusive, assolutamente grave e pericoloso non solo per la salubrità dell’ambiente ma soprattutto per la salute dei cittadini. Ovviamente al sentimento di rispetto per la Magistratura – spiega ancora il sindaco – si associa la nostra più profonda fiducia nei giudici che saranno chiamati a valutare e a giudicare i fatti e i comportamenti degli odierni indagati nella serena convinzione che alla fine emergeranno le vere responsabilità. L’amministrazione da me presieduta ha operato in questi anni con scrupolo e trasparenza ovviamente nel rispetto delle leggi e perseguendo l’unico interesse che un amministratore è tenuto a perseguire che quello del bene comune. Abbiamo fronteggiato l’emergenza rifiuti perseguendo gli abusi, di abbandono incontrollato degli stessi su strade e luoghi pubblici, che pure abbiamo riscontrato, nell’assoluto rispetto delle leggi con tutte le difficoltà che sono proprie di un Ente di piccole dimensioni come il Comune di San Lorenzo del Vallo. Rinnoviamo la fiducia nell’azione della Magistratura rimanendo a disposizione per ogni chiarimento  e fattiva collaborazione per le indagini in corso».

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  • Occhiello Il commento del sindaco di San Lorenzo del Vallo
Mercoledì, 13 Novembre 2013 18:43

Sciopero generale per restituire potere d`acquisto

CATANZARO Restituire potere d`acquisto a lavoratori e pensionati attraverso l`introduzione di modifiche sostanziali alla legge di stabilità in discussione al Parlamento. Con queste motivazioni Cgil, Cisl e Uil stanno portando avanti una battaglia che coinvolge anche la nostra regione. In questo senso i vertici dei sindacati confederali calabresi hanno avviato una serie di iniziative che interessano le varie province. Dopo la manifestazione che ha coinvolto tutti i lavoratori della provincia di Cosenza – che si è tenuta a lunedì scorso a Corigliano – Cgil Cisl e Uil annunciano una mobilitazione negli altri territori. Uno sciopero di quattro ore che interesserà tutte le altre province.
In particolare i lavoratori del Catanzarese, del Crotonese e del Vibonese si ritroveranno venerdì 15 novembre al teatro comunale della città capoluogo. Qui con inizio alle ore 9,30 si terrà un`assemblea che coinvolgerà impiegati e operai di tutti i comparti produttivi delle tre province oltre che i dipendenti pubblici. Nelle stesse ore sciopereranno anche i lavoratori del reggino che si ritroveranno per manifestare contro il provvedimento legislativo – proposto dal governo – Letta davanti lo stabilimento delle officine ex Omeca della città dello Stretto. Una scelta simbolica, quest`ultima, visto che questa rappresenta una delle principali vertenze a valenza nazionale in Calabria.
«Chiediamo – ha detto il segretario generale della Uil Calabria, Roberto Castagna – che si riducano sensibilmente le tasse per lavoratori e pensionati attraverso un intervento serio e concreto in materia di cuneo fiscale. Noi come sindacato unitariamente abbiamo indicato al governo e al Parlamento la strada dove trovare le risorse utili a tagliare le tasse». Per il leader regionale della Uil, esistono infatti sei voci che «permetterebbero di recuperare i fondi». Si tratta, sostiene Castagna di introdurre «costi standard nelle spese effettuate dalla pubblica amministrazione. Non è possibile che nel nostro Paese esistano 30mila centrali appaltanti. Senza contare – sostiene – gli effetti che deriverebbero da una riduzione drastica degli enti pubblici inutili, dei componenti nelle varie rappresentanze politiche e dal blocco delle consulenze».
A cui si sommerebbero «interventi – elenca ancora Castagna – per valorizzare il patrimonio dello Stato, per portare il livello di tassazione delle rendite finanziare alla media europea e per destinare tutte le risorse recuperate alla lotta all`evasione al taglio delle tasse per lavoratori e pensionati». «L`insieme di queste azioni – aggiunge Castagna – permetterebbe di ottenere risultati reali e concreti per rilanciare l`economia anche della nostra regione». Un`area che, secondo il leader della Uil, paga più di altre un prezzo altissimo sull`altare della recessione. «Dal 2008 a oggi – spiega – il numero dei poveri in Calabria è passato da 600mila a 800mila. Mentre attualmente ci sono in regione 200mila precari e la percentuale di disoccupazione e di inoccupazione ha raggiunto ormai livelli di guardia altissimi».
Per questo, sostiene Castagna, «se non si interviene seriamente e concretamente si rischia la guerra civile». E sulla scelta di celebrare queste iniziative di lotta in ordine sparso e in sedi separate, Castagna motiva che «rappresenta un primo segnale che si vuole inviare alle forse politiche. Se non ci saranno risposte concrete – avverte – a breve scenderemo nelle piazze proclamando uno sciopero generale con una grande manifestazione nazionale». (0090)

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  • Occhiello Dopo la manifestazione che ha coinvolto i lavoratori del Cosentino, le altre tappe delle iniziative messe in campo dai sindacati nelle province calabresi
Mercoledì, 13 Novembre 2013 18:37

Anche le banche non credono nel Comune di Cosenza

Il Comune della nostra città non è gradito come cliente da nessuna delle banche del territorio: questa è l’amara conclusione che dobbiamo trarre dopo aver saputo che la gara d’appalto per la gestione della tesoreria del municipio è andata deserta.
La notizia ha dell’incredibile e salvo altri reconditi e segreti motivi di cui non siamo e forse non saremo a conoscenza, siamo autorizzati a pensare che le banche non si fidano dei bilanci del Comune: in altri termini non sono garantite le anticipazioni che le banche autorizzano, a fronte dei crediti che il Comune contrae con i propri cittadini attraverso la riscossione dei tributi.
Evidentemente le casse del municipio sono veramente vuote e le banche non credono che gli introiti dei prossimi mesi saranno sufficienti ad onorare altri impegni e a restituire le anticipazioni, di conseguenza sarà spontaneo per chiunque considerare, senza grandi sforzi d’immaginazione, l’amministrazione del nostro Comune sull’orlo del baratro.
La gestione delle “nostre cose”, fin qui affidata a tali delegati, si conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, disastrosa da ogni punto di vista: ormai è veramente un tiro al bersaglio fin troppo facile.
L’auspicio rimane sempre quello di un pentimento, di un ravvedimento della richiesta di scuse alla città per le incompetenze, le incapacità ormai acclarate in due anni di tentativi goffi di indorare una pillola amarissima con fiere, sagre, piste da sci, luminarie, fiumi navigabili, mercatini, parcheggi si parcheggi no, visite di ministri, statue di qua, statue di là, fontane musicali, nani ballerine e frizzi e lazzi per rendere fumoso il cammino costruttivo e partecipativo che invece dovrebbe indicare una amministrazione seria, colta, attenta nell’educare il prossimo alla civiltà, all’etica, al sociale elevato alla cultura ed ai bisogni reali e non facendo del populismo l’unica arma di difesa retrograda e anacronistica di un operato pasticcione e inconcludente, denunciato ormai dalla maggioranza della città che mai più sarà disponibile a credere alle menzogne reiterate con, una volta in più, sorprendente disinvoltura.

*responsabile movimento giovanile “Buongiorno Cosenza”

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  • Occhiello di Cosimo Guarini*

ROMA «Dinanzi la pervicacia della Lega Nord non posso esimermi dal commentare un’altra trovata strampalata: l’istituzione del pedaggio sulla A3, una tratta continuamente assoggettata a lunghi e interminabili lavori d’ammodernamento, sarebbe una decisione assurda, paradossale e irragionevole, la classica beffa che andrebbe ad aggiungersi al danno».
È quanto afferma il deputato del Pd Bruno Censore commentando l’emendamento alla legge di Stabilità presentato dalla Lega Nord che autorizzerebbe l’Anas ad applicare il pedaggio sulle autostrade e sui raccordi autostradali a gestione diretta appositamente indicati in un elenco e relativi a complessive 20 tratte totali (quasi tutte nel Mezzogiorno, tranne la Ferrara-Porto Garibadi, Torino-Caselle e il raccordo A4-Trieste), tra le quali spicca appunto Salerno-Reggio Calabria.
«Come se ciò non bastasse – prosegue Censore – la Lega Nord, che pare non voglia perdere occasione per rimarcare la sua una chiara e deleteria predisposizione antimeridionalista, ha presentato un altro emendamento col quale chiede che siano tagliati gli oltre 300 milioni (50 milioni di euro per l’anno 2014, di 170 milioni di euro per l’anno 2015 e di 120 milioni di euro per l’anno 2016) che la Legge di Stabilità in esame al Senato ha destinato per la realizzazione del secondo stralcio del Macrolotto 4 dell’asse autostradale Salerno-Reggio Calabria, per il tratto tra viadotto Stupino escluso e lo svincolo di Altilia. In ogni sede, dal Senato alla Camera dei Deputati, il Pd sarà intransigente e posso annunciare fin da ora che nei prossimi giorni il sottoscritto presenterà alla Camera un apposito emendamento per chiedere ulteriori finanziamenti per completare definitivamente l’opera».

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  • Occhiello Il deputato del Pd annuncia che presenterà un emendamento per chiedere ulteriori finanziamenti per il completamento della Sa-Rc
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