Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Martedì, 19 Novembre 2013
Martedì, 19 Novembre 2013 20:06

Al via il processo "Metropolis"

REGGIO CALABRIA È con le schermaglie tecniche di rito che si è aperta oggi a Reggio Calabria l’udienza preliminare del procedimento "Metropolis", scaturito dall’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri e dal sostituto Paolo Sirleo che ha svelato come le cosche Morabito e Aquino – due famiglie dell’élite della `ndrangheta del mandamento jonico – dal 2005 ad oggi si siano assicurate la gestione, il controllo e la realizzazione di decine di importanti e noti complessi immobiliari turistico-residenziali, ubicati nelle più belle aree balneari calabresi. Tutte ammesse le parti civili, fra cui la Regione Calabria, nonostante le istanze delle difese, che saranno chiamate a intervenire il 21 e il 24 gennaio per le discussioni. Nel frattempo segnano un punto a proprio favore i legali di Jorge Pablo Sagredo Lamberti e Bernal Diaz Domingo – difeso fra gli altri dall’avvocato Aldo Labate, che guadagnano uno stralcio tecnico delle posizioni dei propri assistiti. A causa del mancato trasferimento degli atti, ma soprattutto della mancanza di un interprete, i due dovranno ripresentarsi  davanti al gup il 16 gennaio  per la notifica degli atti alla presenza di un traduttore e la più che probabile riunione con il filone principale del procedimento. Al processo madre è più che probabile che venga riunita anche la posizione di Henry James Fitzsimons, l`uomo gravitante attorno all’Ira e al partito del Sinn Fein pizzicato a fare affari con gli Aquino e i Morabito, arrestato in Senegal dopo mesi di latitanza. Rimangono invece ancora uccel di bosco, ma per loro è stato comunque chiesto il processo, Nicola Rocco Aquino, allo stato irreperibile, e Antonio Velardo, imprenditore campano, ufficialmente latitante.

Spartizione equa per un business milionario
Un’area, quella della costa jonica reggina, distrutta da una cementificazione selvaggia che – in barba a norme urbanistiche e di tutela ambientale, aggirate secondo la Procura grazie a tecnici comunali compiacenti come Francesco Sculli, padre dell’ex under 21 Giuseppe e genero del boss Peppe "Tiradritto" – gli uomini delle `ndrine avrebbero coperto di case, ville e piscine, pronte ad essere vendute a sprovveduti acquirenti stranieri, agganciati da Velardo e Fitzsimons. Un business che le `ndrine si sarebbero divise in maniera salomonica: da Reggio a Siderno comandavano i Morabito, da lì fino a Catanzaro, era tutto in mano agli Aquino. Una spartizione chiaramente evidenziata anche dalla divisione delle quote della società "BellaCalabria", uno dei terminali economici e finanziari utilizzato dai clan, finite per il 50% in mano a un prestanome degli Aquino e per il 50% a una testa di legno dei Morabito. E sono numeri da capogiro quelli del business che secondo l`accusa sarebbe stato messo in piedi dai due clan: 17 villaggi turistici, 1343 unità immobiliari, 12 società, tutti beni di un valore pari a 450 milioni di euro oggi finiti sotto sequestro. Un affare dai volumi impensabili se paragonato alla miseria imperante nell’area jonica – precipitata in fondo a tutte le classifiche di vivibilità e reddito – ma che le cosche non gestivano da sole.

Fitzsimons e Velardo, i soci stranieri
Soci in affari di Rocco Morabito, figlio del boss "Tiradritto" (finito in manette nel blitz di oggi) e Rocco Aquino, rispettivamente al vertice dell’omonimo clan, erano infatti non solo una pletora di imprenditori spagnoli che nel corso delle conversazioni intercettate definivano la Calabria il nuovo Eldorado, in cui investire senza avere problemi, ma anche Henry James Fitzsimons.
A mettere in contatto l’ex terrorista con gli `ndranghetisti del mandamento jonico sarebbe stato un noto imprenditore campano, Antonio Velardo. Insieme sarebbero entrati in quella che – a detta degli inquirenti – si configura come una vera e propria joint venture internazionale tra uomini delle `ndrine e imprenditori spagnoli, che avrebbe dato vita a un articolato intreccio di società, italiane e straniere, finalizzato alla realizzazione di complessi immobiliari destinati al settore turistico-residenziale.

Aquino e Morabito al centro del business
Un flusso infinito di capitali triangolavano fra il Nord Europa, la Spagna e la Calabria e solo grazie ad un errore tecnico che ha portato al fallimento della società schermo italiana è stato possibile ricostruire tutto.
A mettere gli inquirenti sulle tracce del business milionario che le famiglie Aquino e Morabito avevano messo in piedi è stato un controllo occasionale su un’auto proveniente dall’Albania effettuato da due finanzieri di Bari. A bordo non solo c’erano quattro persone di San Luca, già noti alle forze dell’ordine, ma soprattutto le planimetrie del complesso turistico-alberghiero “Gioiello del mare”, riconducibile alla Metropolis 2007 srl, una delle società oggi sequestrate.
Un particolare che ha acceso l’interesse investigativo degli inquirenti che per anni hanno battuto la pista dell’edilizia turistica e residenziale fino a scoprire la rete tessuta attorno a sé da Rocco Morabito, figlio del boss Peppe Tiradritto.  
Una doppia beffa per la Calabria, devastata dal cemento e piegata al consenso dettato dal ricatto occupazionale, grazie al quale i clan hanno consolidato il loro potere in cambio di un pugno di posti di lavoro. (0050)

Informazioni aggiuntive

  • Occhiello Tutte ammesse le parti civili nel processo scaturito dall’indagine che ha svelato come le cosche Morabito e Aquino dal 2005 ad oggi si siano assicurate la gestione, il controllo e la realizzazione di decine di importanti e noti complessi immobiliari turistici

CATANZARO Il ministro della Pubblica istruzione Maria Chiara Carrozza, recependo le richieste fatte dall’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, con proprio decreto del 13 novembre scorso, aveva autorizzato l’Ufficio scolastico regionale della Calabria ad avviare le procedure per individuare cinque nuovi dirigenti scolastici al fine di coprire altrettanti sedi scolastiche nei comuni di minoranza linguistica. Domani, nella sede dell’Usr, a Catanzaro, verranno sottoscritti, con il dirigente regionale vicario Giuseppe Mirarchi, i relativi contratti e quindi cinque altre scuole calabresi otterranno l’autonomia, che si aggiungono al Liceo di Spezzano Albanese, già autorizzato in precedenza.
«Ho rappresentato al ministro Carrozza – ha detto Caligiuri – che, in tema di dimensionamento scolastico, c’è la nostra piena autonomia. Infatti le linee approvate, all’unanimità, dal consiglio regionale hanno previsto, tra l’altro, nell’agosto del 2010 la salvaguardia dei comuni di minoranza linguistica, che rappresentano oltre il dieci per cento dei comuni calabresi. Adesso l’impegno dei nuovi dirigenti scolastici, ai quali formuliamo i migliori auguri di buon lavoro, dovrebbe essere orientato prioritariamente per il recupero e il potenziamento delle lingue albanese e grecanica».

«L’esigenza di arrivare ad una soluzione dinanzi alla drammatica situazione in cui versano i lavoratori precari calabresi è e resta una questione che deve registrare l’impegno ed il contributo di tutte le forze politiche, mettendo da parte ogni tentativo di accampare inutili, presunte ed antipatiche primogeniture, finalizzate, probabilmente, a celare le proprie negligenze».
È quanto affermano i Deputati Bruno Censore (Pd), Enza Bruno Bossio (Pd) e Ferdinando Aiello (Sel), commentando una nota diffusa dall’Ufficio stampa della giunta regionale, attraverso la quale il governatore Giuseppe Scopelliti ha annunciato che il governo presenterà un emendamento alla legge di stabilità che consentirà di assicurare ai lavoratori precari calabresi le risorse per la copertura dell`annualità 2013.
«Proprio nei giorni scorsi – proseguono Censore, Bruno Bossio e Aiello – in rappresentanza della deputazione del centrosinistra calabrese abbiamo avuto un incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario Patroni Griffi sulle problematiche degli Lsu/Lpu e in generale del precariato in Calabria, nel corso del quale, tra le altre cose, abbiamo chiesto che in via eccezionale e straordinaria fosse il governo ad assicurare la copertura dell’impegno finanziario per l’anno 2013, dal momento che la Regione Calabria aveva omesso di prevedere nel proprio bilancio la quota di finanziamento a suo carico. È francamente incomprensibile, quindi, il balzo in avanti del governatore, che ha inteso avocare meriti per un emendamento il cui unico scopo, sia chiaro, è quello di sopperire alle negligenze dello stesso Scopelliti, con l’individuazione delle risorse necessarie per i precari calabresi che nonostante i proclami e le vuote rassicurazioni, la Regione Calabria non ha ancora garantito. Perciò - concludono Bruno Censore, Enza Bruno Bossio e Ferdinando Aiello – a Scopelliti ricordiamo che menzogne e vuote primogeniture non servono a niente a nessuno, se si esclude, ovviamente, la propaganda. Al presidente della giunta regionale cogliamo l’occasione per ricordare che anche e soprattutto grazie al contributo dato da alcuni Deputati calabresi del Partito Democratico e di Sel, dopo anni di attesa, si è aperta finalmente una interlocuzione positiva con il governo: Scopelliti, quindi, farebbe meglio a prodigarsi, anziché defilarsi, a sostenere l’emendamento alle legge di stabilità che abbiamo presentato Senato, che prevede specifica norma legislativa finalizzata ad autorizzare gli enti pubblici della Calabria ad assumere gli lsu/lpu, e che rappresenta una soluzione definitiva per eliminare il disagio sociale e per ridare dignità e prospettive a migliaia di lavoratori calabresi». (0030)

CATANZARO «Scopelliti bara e fa il gioco delle tre carte e lascia i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità al loro destino. È grave che Scopelliti non dia conto del fatto che la variazione al bilancio approvata dal consiglio regionale è priva di copertura finanziaria». Lo affermano in una nota congiunta i consiglieri regionali del Pd, Carlo Guccione, Nicola Adamo, Demetrio Naccari Carlizzi, Pietro Giamborino e Antonino De Gaetano. «Maldestramente - aggiungono - egli tenta, invece, di rifugiarsi nella propaganda su quanto farebbe il governo nazionale. La mancata disponibilità dei sette milioni e trecento mila euro è la prova che i sindaci della Calabria e le organizzazioni sindacali convenuti il 7 novembre a Reggio Calabria sono state prese in giro. Stante così le cose gli stessi lavoratori non percepiranno alcuna mensilita` arretrata. Scopelliti fa il microfono di Alfano senza rendersi conto di esporre lo stesso ministro ad una figuraccia. Egli sembra essere animato più dalla propaganda per il suo "Ncd" che non proteso a garantire la soluzione del problema di ben cinquemila precari. Quanto annunciato da Scopelliti a nome del Governo nazionale, infatti, se dovesse essere vero, sarebbe una risposta debole che mette in discussione la valenza strategica della vertenza sindacale».
«Scopelliti - proseguono i consiglieri regionali del Pd - parla solo di ordinari aspetti finanziari e rinuncia, di fatto, all`obiettivo di una stabilizzazione definitiva. Egli si limita a lamentare e pietire la improbabile modifica delle norme legislative che regolamentano le assunzioni nella pubblica amministrazione e sembra, invece, che non intenda sostenere l`emendamento bipartisan alla legge di stabilità all`esame del Senato che prevede la istituzione di un ruolo speciale soprannumerario come corsia preferenziale per garantire la assunzione negli enti pubblici delle migliaia di Lsu-Lpu». (0030)

REGGIO CALABRIA Da una parte, i delegati di tutti i sindacati di polizia, della penitenziaria, della forestale, dei vigili del fuoco, quasi scomodi nell’inedita veste di chi protesta contro lo stesso Stato che sono chiamati a servire. Schierati davanti alla Prefettura di Reggio attendono composti una risposta che non arriva. Dall’altra, i dipendenti comunali sul piede di guerra ormai da giorni contro il cosiddetto «scippo della Peo», le progressioni economiche orizzontali assegnate ai dipendenti dal 2000 in poi, che secondo la triade commissariale sarebbero non dovute e per questo vanno innanzitutto sospese, quindi probabilmente restituite. A piazza Italia, cuore istituzionale di Reggio Calabria, si concentra il malcontento cittadino. I sindacati si ritrovano uniti, a Reggio come in tutta Italia, per protestare contro i tagli che la legge di stabilità, voluta dal governo Letta, ha riservato al comparto sicurezza. «Anche per il 2014 e per il quarto anno consecutivo c’è un blocco del tetto salariale di tutto il comparto sicurezza e si tagliano i fondi per il pagamento dello straordinario, con il rischio di un serio collasso del settore», dice Gaetano Raffa, segretario generale del Coisp. «Una situazione – sottolinea – che in Calabria e a Reggio è ancora più drammatica, con le forze dell’ordine impegnate quotidianamente e in prima linea ma costrette a operare per puro spirito di abnegazione a causa dei tagli operati da tutti i governi che si sono succeduti». «Non è la prima volta che segnaliamo che a causa della mancanza di interesse della politica – gli fa eco Antonio Santoro del Siap – c’è una riduzione del 20% delle vetture di servizio e a causa della mancanza di assunzioni, l’età media degli agenti è di quarant’anni». Sono parole amare, che forse neanche riescono a trasmettere il malcontento diffuso e la frustrazione che serpeggia fra le forze dell’ordine. Un malcontento che – a causa della legge che impedisce loro di scioperare – non possono neanche manifestare. Ed è sulle spalle della ventina di delegati oggi in piazza che si scarica la stanchezza di tutto un settore, in nome del quale Francesco Suraci, segretario regionale del Silp Cgil, prova a tirare le fila: «Negli ultimi cinque-sei anni, per noi – purtroppo – l’appuntamento con la Finanziaria corrisponde al momento di scendere in piazza per rendere pubblica la consuetudine di tagliare i fondi alla sicurezza. Governi e ministri dell’Interno puntualmente si complimentano con le forze dell’ordine in occasione delle operazioni contro la criminalità organizzata, ma sistematicamente, all’interno di ogni legge di stabilità c’è un capitolo che taglia sulla sicurezza, dunque sui servizi al cittadino». Circostanze che oggi i rappresentanti sindacali si sono dovuti limitare a spiegare a chi ha raccolto i loro volantini: «Riteniamo gravissimo – sottolinea Suraci a nome di tutti i sindacati del comparto presenti in piazza – che a fronte di questa iniziativa, davanti alla Prefettura che qui in questa città è il rappresentante del nostro datore di lavoro, né il prefetto né alcuno dei suoi funzionari sia uscito ad ascoltare le ragioni dei lavoratori di un importante settore dello Stato».
Non meno amaro masticano i dipendenti comunali, ormai in mobilitazione permanente contro la sospensione della Peo. Un conflitto che si consuma da quando a guidare l’amministrazione c’era il sindaco Demi Arena e proseguito con i commissari, incaricati dal Viminale di guidare l’amministrazione dopo lo scioglimento per contiguità mafiose. Un cambio di interlocutore che non ha modificato l’evoluzione dello scontro, giunto al punto di non ritorno la settimana scorsa, quando è apparso chiaro che i commissari non avrebbero bloccato le lettere di notifica di sospensione della Peo, disposte in via cautelare prima del giudizio di merito previsto per il 3 gennaio prossimo. Domani sarà di nuovo protesta e mobilitazione mentre tra i 1041 dipendenti sempre più forte si impone la domanda: «Perché a pagare per i disastri di un’amministrazione devono essere i dipendenti e non i governanti e i dirigenti che tali disastri hanno provocato?». Una domanda che – allo stato – rimane senza risposta. (0050)

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  • Occhiello Prosegue la protesta dei dipendenti comunali di Palazzo San Giorgio contro «lo scippo della Peo»
Martedì, 19 Novembre 2013 18:36

Giampà: «La mia elezione è regolare»

CATANZARO «Rimango letteralmente sbigottito nel leggere a mezzo stampa la decisione da parte di alcuni componenti della commissione regionale di garanzia del Pd di avocare a se stessi i poteri della commissione provinciale e di convocare addirittura un`altra assemblea congressuale per il 22 novembre». Lo afferma, in una nota, Domenico Giampà, eletto domenica scorsa, con il sostegno di Azione democratica e Areadem, segretario del Pd di Catanzaro, dall`assemblea dei delegati del partito. Elezione annullata dalla commissione di garanzia. «Mi preme precisare che la commissione regionale - aggiunge Giampà - ha assunto queste decisioni senza prendere in considerazione alcun ricorso o leggere alcun verbale della commissione provinciale. Una decisione di forza, a priori, a prescindere, senza considerare alcun regolamento, che peraltro assegna alla stessa commissione regionale un arco temporale ben definito di ventiquattr`ore entro cui la stessa avrebbe dovuto necessariamente pronunciarsi. Termine abbondantemente decorso da tempo e che dunque esautora qualunque potere, che illegittimamente è stato usato. L`unica, a cui è stato concesso diritto di audizione è stata la coordinatrice della commissione Provinciale Liliana Marasco, la quale ha difeso l`operato della propria commissione e non ha formalmente convocato alcuna assemblea, ma ciò ovviamente non ha fermato i nostri "garanti" regionali, per nulla terzi ed imparziali, ma anzi scandalosamente faziosi, che non rendono per nulla onore ad un partito democratico che pone al centro dei suoi principi fondanti, la legalità ed il rispetto delle regole».
«Ciliegina sulla torta - dice ancora Giampà - è l`annuncio in pompa magna dell`arrivo per l`assemblea di venerdì dell`onorevole D`Attorre, il quale ovviamente in tutti questi giorni si è guardato bene dal farsi vedere in Calabria. La sua presenza ora sarebbe l`ennesima beffa per un territorio che invece ha sancito il proprio verdetto politico, eleggendomi segretario di Federazione in perfetta contrapposizione a chi pensa di poter gestire il partito come centro di potere, per i propri ed esclusivi interessi personali. La "Primavera catanzarese" è ormai un processo inarrestabile». (0030)

Martedì, 19 Novembre 2013 18:33

Parassiti nella pasta, sequestro dell`Asp

CATANZARO Un provvedimento di sequestro di pasta e quattro casi di intossicazione alimentare: giro di vite dell`Asp di Catanzaro su gravi esempi di mal conservazione di alimenti. Episodi che hanno richiesto l’immediato intervento dei tecnici della prevenzione dell`Unità operativa di igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, diretta da Francesco Faragò. I tecnici, durante l`attività ispettiva di routine finalizzata a garantire il mantenimento di standard igienico-sanitari elevati da parte degli operatori del settore alimentare, hanno dovuto affrontare e risolvere queste due urgenze.
Nel caso della pasta sequestrata, hanno registrato un`evidente invasione di parassiti: la pasta, di varie marche, era invasa da parassiti e precisamente dal punteruolo della pasta. L’intervento ha interessato un supermercato di Catanzaro dopo una segnalazione fatta da un consumatore. I tecnici della Prevenzione intervenuti (Maurizio Daniele, Giuseppe Gridà, Filippo Longo, Alfredo Morgione e Giuseppe Sirianni) si sono trovati di fronte a uno “spettacolo” indescrivibile. Immediato è stato il sequestro dei prodotti contaminati e i contestuali provvedimenti, previsti dalla normativa vigente, a tutela del consumatore. Per evitare la diffusione della contaminazione, tutti i prodotti infestati sono stati immediatamente spostati in un altro locale e posti sotto sequestro. Da lì saranno trasferiti per la successiva distruzione nella discarica per rifiuti solidi urbani.
Il focolaio della intossicazione alimentare, invece, ha interessato quattro persone, due delle quali in gravi condizioni di salute, tanto da richiedere il ricovero nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Pugliese di Catanzaro: l’episodio si è verificato nel territorio soveratese, dopo un pasto consumato in un ristorante della zona. Dopo un breve intervallo di tempo, due dei commensali hanno accusato un grave malore che, via via, si è manifestato nella sua gravità e ha richiesto l`intervento medico. Il tutto è partito in seguito ad una denuncia pervenuta ai carabinieri di Soverato che si sono subito attivati nel richiedere l’intervento tecnico dei Nas e, poi, dei servizi deputati al controllo ufficiale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. Immediatamente è stata avviata una indagine epidemiologica da parte dello stesso Faragò, che – sulla base dei dati raccolti in precedenza e della intervista ai pazienti – ha concentrato l’attenzione e avanzato il sospetto sul pesce consumato (pescespada) quale causa del focolaio epidemico. Per avere la conferma sulla causa e per chiarire, inoltre, tutti gli aspetti della vicenda, partendo dall’alimento sospetto, sono state poi svolte le indagini successive, portate avanti dai tecnici della prevenzione del Servizio igiene alimenti e nutrizione, gli ispettori Franco Carnovale e Luigi Zofrea, da Natalino De Gori, dirigente del servizio veterinario Area B, e dai Nas del nucleo di Catanzaro. Dopo alcuni giorni di ricovero, le condizioni dei pazienti sono migliorate. Sul versante delle indagini, si rimane in attesa dei riscontri analitici per la conferma eziologica. Il focolaio in questione, comunque, è stato inquadrato dal direttore dell’Unità operativa come sindrome sgombroide, una intossicazione alimentare la cui causa diretta è rappresentata dalla istamina e può interessare il tonno ma anche altre specie di pesce quali sgombri, pesce azzurro etc., quando sono in cattivo stato di conservazione. (0070)

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  • Occhiello Confezioni in vendita in un supermercato di Catanzaro. L`Azienda sanitaria del capoluogo ha registrato anche 4 casi di intossicazione da alimenti: nel Soveratese due clienti di un ristorante ricoverati in Rianimazione dopo aver mangiato del pescespada mal conservato
Martedì, 19 Novembre 2013 18:03

Morrone capogruppo, Forza Italia vede la luce

LAMEZIA TERME Il primo passo è stato compiuto. A Gizzeria, in un noto ristorante dove il pesce fresco è di casa, il gruppo di Forza Italia in consiglio regionale ha celebrato il suo battesimo. Capogruppo all`unanimità è stato designato Ennio Morrone. Non si tratta di una sorpresa. Il suo nome era quello che circolava con più insistenza già da sabato, giorno in cui all`Eur di Roma, Silvio Berlusconi ha sancito la morte del Pdl e la resurrezione della creatura politica fondata nel 1994. I nove esponenti forzisti (Nicolò, Tallini, Mancini, Albano, Vilasi, Magno, Pacenza, Caputo e Bulzomì) non ci hanno messo molto a trovare la soluzione. Morrone corrisponde perfettamente all`identikit del capogruppo: radicato sul territorio - è originario di Cosenza e per la prima volta guiderà il partito senza la presenza ingombrante dei fratelli Gentile - e con una robusta esperienza maturata nelle istituzioni. Ad affiancarlo, in qualità di vicecapogruppo, ci sarà Gabriella Albano mentre le funzioni di segretario saranno portate avanti dal nuovo arrivato Salvatore Bulzomì, arrivato a Palazzo Campanella con grazie all`Udc ma subito in linea con il nuovo corso berlusconiano. «Esprimo un particolare ringraziamento - è il commento di Morrone - ai colleghi consiglieri regionali del neonato gruppo consiliare di Forza Italia che mi hanno eletto quale loro presidente votandomi all’unanimità, e ringrazio i due assessori Mimmo Tallini e Giacomo Mancini per la loro presenza ed il loro sostegno, a cui è andato altresì il plauso di tutto il gruppo per l’ottimo lavoro fin qui svolto in giunta».
Per il momento, dunque, non ci saranno scossoni in maggioranza. La parola d`ordine è «prudenza». Nessuno tra gli intervenuti all`happening di Gizzeria ha voluto mettere in discussione gli attuali assetti di governo. «Siamo leali – è stato il commento più ascoltato tra gli interventi – al governatore e alla sua giunta ma con autonomia di pensiero e di azione».  Un po` come dire: non siamo fedelmente acritici ma pronti a far sentire la nostra voce qualora se ne ravvisasse l`esigenza.
Di pari passo con la costituzione del gruppo in consiglio regionale, camminerà il lavoro di scouting per rafforzare e rinnovare la classe dirigente azzurra. Servono innesti che l`ex premier cerca in giovani leve, ma anche in professionisti, imprenditori, universitari. Facce nuove che serviranno al partito, magari pure come candidati alle prossime tornate elettorali.
Nei prossimi giorni poi ci sarà da sciogliere il nodo del coordinamento regionale del partito. Berlusconi deve prima scegliere da chi farsi affiancare a livello nazionale. Solo dopo passerà alle nomine territoriali. I nomi in ballo sono quelli dei falchi Pino Galati e Nino Foti, due tra i dirigenti che hanno scelto di stare dalla parte di Berlusconi senza tentennamenti. Ma attenzione anche a Jole Santelli: va bene che la pasionaria del Cavaliere è impegnata al ministero del Lavoro come sottosegretario, ma il suo potrebbe essere un nome spendibile su cui fondare questo riavvio delle operazioni forziste.

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  • Occhiello Vertice a Gizzeria con assessori e consiglieri regionali che hanno aderito al progetto di Berlusconi. Albano vice e Bulzomì segretario. Ora le attenzioni si spostano sulla nomina del coordinatore regionale

CATANZARO Il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, ha firmato l`ordinanza che dispone la chiusura, per le giornate di mercoledì 20 e giovedì 21 novembre, delle scuole di ogni ordine e grado presenti su tutto il territorio comunale. «Il dispositivo – è scritto in una nota – diramato da Palazzo de Nobili si è reso necessario in seguito ai danni causati dal nubifragio riversatosi sulla città di Catanzaro sin dalla tarda serata di ieri, su gran parte del territorio comunale, conconseguenti disagi per gli studenti nel raggiungere le scuole; sulla base delle numerose segnalazioni di danni subiti daiplessi scolastici di ogni ordine e grado e per la sospensione dell`erogazione dell`acqua potabile in diversi quartieri del capoluogo, dovuta a un guasto alla condotta idrica». (0050)

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  • Occhiello Provvedimento necessario in seguito ai danni causati dal nubifragio

BERLINO In Germania la polizia con circa 200 agenti questa mattina ha perquisito 25 proprietà e imprese tedesche in sei diversi Laender, in relazione a un`indagine sul riciclaggio di denaro sporco che coinvolge la `ndrina calabrese degli Arena. Lo ha riferito all`Ansa un portavoce della Procura di Oesnabrueck. L`indagine si riferisce al finanziamento della costruzione di un parco eolico a Isola Capo Rizzuto, sequestrato nel luglio dello scorso anno dalla giustizia italiana. Gli inquirenti tedeschi, in stretto contatto con la Procura di Roma, stanno provando a fare luce su passaggi di denaro spediti tra Italia e Germania attraverso la banca tedesca HSH Nordbank. L`indagine tedesca è stata avviata lo scorso febbraio dalla Procura di Osnabrueck, competente perché la gran parte delle imprese coinvolte operano nella regione dell`Emsland. (0050)

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  • Occhiello Operazione della polizia nell`ambito di un`indagine sul riciclaggio di denaro sporco che coinvolge il clan Arena. In particolare la Procura cerca di fare luce sulla costruzione di un parco eolico a Isola Capo Rizzuto
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