Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 20 Novembre 2013

REGGIO CALABRIA «In Francia, e in particolare nella Costa Azzurra, costituisce da tempo un`area di particolare interesse per gli insediamenti criminali calabresi della `ndrangheta, collegati peraltro con le famiglie mafiose ubicate sul versante ligure del confine italo francese e, in particolare, nella zona di Ventimiglia». Lo ha detto a Reggio Calabria, nel corso di una conferenza sulle economie illegali, il vice comandante del Ros, colonnello Pasquale Angelosanto. «Numerose attività d`indagine, conclusesi - ha aggiunto - con l`arresto di esponenti di primo piano della `ndrangheta, hanno confermato la stabile presenza di proiezioni dei sodalizi calabresi nelle località costiere francesi. L`indagine "Crimine", nell`ambito delle acquisizioni investigative del Ros, ha documentato l`esistenza di un organismo definito "camera di passaggio", ma anche riconosciuta come "camera di controllo" che, oltre ad avere il compito di assicurare stabilità di rapporti, sinergie logistiche ed operative a sostegno di delle attività illecite di vario tipo, sarebbe deputata al coordinamento delle presenze, arrivi e transiti degli affiliati della `ndrangheta dal territorio italiano a quello francese, nonché a regolare i rapporti di cooperazione con le locali calabresi, operanti in Costa Azzurra nelle località di Nizza, Antibes e Mentone». (0040)

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  • Occhiello Il vicecomandante del Ros: «Esiste una camera di controllo che gestisce i rapporti con i clan»
Mercoledì, 20 Novembre 2013 23:55

"Blue call", alla sbarra il clan Bellocco

REGGIO CALABRIA Poche richieste di rito ordinario quasi tutte legate a posizioni di secondo piano, molte quelle di abbreviato, nella quali rientrano tutti le prime file del clan Bellocco di Rosarno, potente cosca del Reggino. Questa mattina si è conclusa l`udienza preliminare del maxiprocesso "Blue call", procedimento istruito dalla Distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Tutti gli imputati che hanno scelto il rito ordinario sono stati rinviati a giudizio. Il processo per loro inizierà il 5 febbraio prossimo davanti al collegio del Tribunale di Palmi, mentre il processo in abbreviato inizierà l`11 febbraio prossimo al gup di Reggio Calabria.
Alla sbarra il clan Bellocco al gran completo, dal boss Carmelo alle prime linea della famiglia di `ndrangheta di Rosarno. Il procedimento, in cui sono rimaste coinvolte 44 persone, si compone di tre tronconi di indagine, il principale è proprio quello da cui prende il nome l`operazione. (0040)

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  • Occhiello Conclusa l`udienza preliminare. I vertici del clan scelgono l`abbreviato, rinviati a giudizio tutti gli altri imputati. I processi inizieranno il 5 e l`11 febbraio
Mercoledì, 20 Novembre 2013 23:49

Spari a Castrovillari, ferito un uomo

CASTROVILLARI Sparatoria con tentato omicidio a Castrovillari. Un uomo, Maurizio Scorza, pregiudicato di 48 anni, è stato raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco mentre si trovava vicino alla sua abitazione. L’agguato è avvenuto attorno alle 21.30, ma la dinamica non è ancora chiara. La vittima, già nota alle forze dell`ordine, ha riportato alcune ferite alle gambe ed è stata immediatamente trasportata nell`ospedale di Castrovillari. L`uomo è stato operato nella notte e non sarebbe in pericolo di vita. La vittima è nota alle forze dell`ordine con diversi precedenti. A indagare sull’accaduto la polizia di Stato e i carabinieri del Comando di Cosenza. Gli inquirenti stanno cercando di individuare l’autore del tentato omicidio. Si seguono tutte le piste. (0040)

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  • Occhiello La vittima è un 48enne. Non sarebbe in pericolo di vita

MARINA DI GIOIOSA In passato era stato denunciato e condannato perché aveva fornito aiuto, nel corso di un`evasione, ad alcuni esponenti delle Brigate rosse ed ora si è candidato alle elezioni comunali di Marina di Gioiosa Ionica ed all`atto dell`inserimento in lista ha omesso di segnalare la denuncia e la condanna che risale ad un trentennio addietro. Per queste regioni i carabinieri del Gruppo di Locri e della Compagnia di Roccella Jonica hanno denunciato il candidato al consiglio comunale Raffaele Gennaro, di 62 anni, medico, risultato il secondo degli eletti.
Ieri la Prefettura di Reggio Calabria aveva disposto lo stop alla proclamazione degli eletti proprio perché erano emersi dei problemi tecnici relativi alla posizione di Raffaele Gennaro. I carabinieri, al termine delle indagini, hanno denunciato il consigliere eletto alla Procura della Repubblica di Locri per il reato di falso ideologico. Gennaro era candidato nella lista civica "Libertà e partecipazione" capeggiata dal candidato Domenico Vestito, che è stato eletto sindaco al termine delle scrutinio di lunedì scorso.
In passato, infatti, Raffaele Gennaro era stato denunciato, a seguito dell`aiuto fornito, nel corso di un`evasione, ad alcuni esponenti delle Brigate Rosse accusati di banda armata, terrorismo, detenzione illegale di armi a munizioni, minacce a pubblico ufficiale. (0040)

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  • Occhiello Il secondo degli eletti al Consiglio di Marina di Gioiosa, Raffaele Gennaro, non ha segnalato una condanna di 30 anni fa: aveva dato una mano ai terroristi durante un`evasione
Mercoledì, 20 Novembre 2013 23:13

"SIPARIO" | I sindaci degli Iamonte

MELITO PORTO SALVO «Il monopolio esercitato sia da Iaria Giuseppe che da Costantino Gesualdo, padroni incontrastati della scena politica della città di Melito di Porto Salvo, è da attribuire al legame che essi hanno stretto con la cosca Iamonte che ne ha sostenuto l`elezione nel corso delle varie competizioni elettorali». Nonostante il gip Cinzia Barillà non abbia avallato la contestazione del concorso esterno in associazione mafiosa chiesta dalla Procura per l’ex sindaco di Melito, il quadro che emerge dall’ordinanza a sua firma è sconcertante. Per tre volte sindaco di Melito, rieletto anche in seguito allo scioglimento dell’amministrazione per infiltrazioni mafiose, Giuseppe Iaria era un uomo a disposizione del clan Iamonte. Una circostanza già emersa – anche se non pienamente sviluppata – nell’inchiesta “Ada” e costata all’ex sindaco un avviso di garanzia, ma  confermata in pieno anche dalle dichiarazioni del nuovo pentito Giuseppe Ambrogio, finite alla base dell’operazione “Sipario”, che oggi ha portato all’arresto dell’ex amministratore e di altre 11 persone.  Appartenente alla cosiddetta società minore, ma ugualmente in grado di ricostruire con precisione organigramma e affari del clan Iamonte, Ambrogio si è rivelato prezioso per gli inquirenti, che grazie a lui sono stati in grado di meglio delineare ruolo, mansione e peso specifico dei singoli affiliati, ma soprattutto la capacità del clan di infettare le istituzioni.

IL SINDACO AMICO DEI CLAN
«So che Giuseppe Iaria era molto legato a Giovanni Tripodi detto "il vecchio". So che spesso mangiavano frittole insieme. Giovanni Tripodi mi ebbe a dire che Giuseppe laria aveva amicizie influenti a Roma e che era un grande massone. So che nel corso della campagna elettorale per le comunali del 2007 si è tenuta una "mangiata" a Lacco ma non ricordo il posto preciso, alla quale hanno partecipato Tripodi Giovanni "il vecchio", Quinto Rosaci, Guerriera Giuseppe, Antonino Tripodi "barrista", Iaria Giuseppe l`ex  Sindaco  e Gesualdo Costantino». Il “vecchio” Giovanni Tripodi non è un imprenditore qualunque a Melito. Stando a quanto emerso nelle indagini della Dda reggina, nonostante non avesse incarico alcuno, Tripodi era infatti il vero Assessore ai Lavori pubblici in quota Iamonte, cui spettava il compito di assegnare gli appalti agli imprenditori compiacenti, sulla scorta delle direttive impartite dal reggente Remingo Iamonte, provvedendo al tempo stesso a redistribuire i proventi illeciti tra gli affiliati. Un uomo importante, le cui parole avevano un peso. «Tripodi ci disse che in questa occasione erano stati garantiti ai due uomini politici i voti del Lacco, in particolare a Iaria, dal momento che si sapeva che la candidatura di Costantino serviva per "fare numero"; si garantivano i voti del Lacco grazie anche alla presenza di Rosaci Quinto che era il "responsabile" in termini `ndranghetistici della c.da Lacco; non so se era presente qualche lamonte, non mi è stato detto».  
Il clan voleva Iaria a capo dell’amministrazione, tanto da passare l’ordine a tutti suoi affiliati. Ma Iaria non era l’unico destinatario delle attenzioni dei iamonte. È sempre Ambrogio a spiegare infatti che «nella riunione a Prunella di cui ho parlato la volta scorsa, quella in cui Remingo Iamonte ci disse di appoggiare la candidatura di Costantino Gesualdo, ricordo che Remingo ebbe a fare soltanto una battuta sul candidato sindaco Iaria, dicendo che ovviamente era a tutti notorio che Costantino si presentava alle elezioni a sostegno di Iaria, riferimento dal quale ho capito che l`organizzazione appoggiava anche la candidatura a sindaco di Iaria, cosa peraltro risaputa».
Un sostegno di certo basato non sulla comunanza di idee politiche, ma – spiegava un anno fa l’indagine “Ada” e conferma oggi l’operazione “Sipario”  - su un altro e ben più remunerativo tipo di convergenza. «Il motivo per cui l`organizzazione appoggiava questi due uomini politici, per come mi è stato spiegato, era dovuto al fatto che, per qualunque bisogno, loro sarebbero poi stati a disposizione; in pratica lo stesso discorso che ci fu fatto per Costantino alla riunione di Prunella valeva anche per !aria, soltanto che per il primo Rerningo Iamonte spese più parole, mentre per il secondo si limitò ad una battuta; d`altra parte, se Iaria non fosse stato gradito all`organizzazione questa non avrebbe permesso a Costantino di candidarsi nella sua lista, ma Io avrebbe fatto presentare in appoggio ad un altro sindaco».

LE REGIONALI DEL 2005
Ma le elezioni comunali non sono stato l’unico appuntamento elettorale in occasione del quale Iaria ha beneficiato del supporto del clan. «In precedenza anche Antonio Meduri – dice Ambrogio ai pm – mi aveva chiesto di votare per Iaria, quando non ero ancora affiliato, credo si trattasse delle elezioni regionali; lui non voleva creare dissapori con un suo cugino Giuseppe Meduri – che pure cercava voti non so se per se stesso o per altri – quindi non manifesta va apertamente questo suo appoggio a Iaria, ma lo appoggiava perché glielo diceva la famiglia Iamonte. In effetti io feci questa cortesia a Meduri ed ho votato laria». Era il 2005 e Iaria correva sotto le insegne di Democratici di sinistra. Nonostante l’impegno profuso e i 3.692 voti raggranellati – di cui 1.584 solo a Melito e 378 a Montebello Jonico, zone di influenza del clan – l’eterno sindaco di Melito rimane fuori dall’assemblea regionale. Eppure per la campagna elettorale aveva potuto contare su personaggi di peso del clan come Giuseppe Prestopino, uno dei luogotenenti dei Iamonte, che non solo ha lavorato per portare consensi e voti al mulino dell’aspirante consigliere regionale, ma veniva informato in tempo reale dei risultati dei seggi. Risultati che ancor prima che con il diretto interessato commentava con Bartolo Iamonte.

LE PROVINCIALI 2006 E LE COMUNALI 2007
Ma se l’operazione “Ada” già un anno fa ha raccontato l’impegno profuso dal clan perché Gesualdo Costantino venisse nominato vicepresidente della giunta provinciale con delega alle Politiche del personale e sindacali, Società partecipate e Trasporti nonostante non fosse neanche stato candidato alle Provinciali,  oggi l’operazione “Sipario” che ne è la perfetta continuazione aggiunge qualche tessera al puzzle delle Comunali dell’anno successivo, quando lo stesso Costantino  è chiamato a “sostituire” Iaria. L’accesso del 2007, nonostante una pesantissima relazione dei prefetti incaricati, si è concluso senza uno scioglimento, ma al vertice è necessario un avvicendamento. Iaria ha raggiunto il limite dei tre mandati  e per volere dei Iamonte è Costantino a ereditare il testimone di sindaco, mentre l’ex primo cittadino si deve accontentare della carica di vice. Un ticket voluto dal clan, che per l’elezione dei due si impegna sguinzagliando anche i suoi “giovanotti” , come il nuovo pentito Giuseppe Ambrogio, ai seggi.  «Il sostegno che la cosca Iamonte ha garantito ad alcuni candidati, e nello specifico a iaria Giuseppe e Costantino Gesualdo, è finalizzato al perseguimento degli scopi illeciti della medesima cosca: le indagini in corso – è la conclusione lapidaria del pm nella richiesta – hanno consentito di appurare come ciascuno dei due, limitatamente al proprio ambito di competenza, sia stato chiamato al momento opportuno a rendere i servigi alla cosca».

I DUBBI DEL GIP
Un’affermazione perentoria che però non convince il gip Barillà che a carico di Iaria ravvisa «l`assenza di elementi diretti che facciano ritenere accettato e stipulato il pactum sceleris con l`associazione di stampo mafioso dominante nel territorio. Per il gip, «la moneta di scambio utilizzata da Iaria nel corso dei suoi mandati elettorali è costituita dal pieno asservimento dell`istituzione comunale agli interessi della cosca e nella fattispecie delle imprese di costruzione e movimento terra riconducibili ad essa e gestiti da Tripodi Giovanni», ma questo non basterebbe a provare l’esistenza di un accordo. lo stesso giudice sottolinea che «risulta confermato che lo laria non solo non abbia disdegnato l`appoggio elettorale della cosca egemone locale già dalle elezioni amministrative regionali del 2005 in poi sino alle comunali del maggio 2007, con il ricorso ad un metodo tanto usuale quanto consolidato nelle realtà territoriali locali ed a alta densità mafiosa qual è l`inserimento nelle file della propria schiera di candidati (nelle liste di appoggio alla candidatura a sindaco) di un "personaggio" certamente "gradito" o "imposto" dal gruppo mafioso egemone locale, in grado di fare convergere o convogliare i voti della criminalità organizzata su sé e sulla propria parte politica (al fine di costruirne pian piano lo spessore "elettorale" del medesimo personaggio, alle volte outsider nel panorama amministrativo locale, in vista di sempre maggiori e successivi prestigiosi incarichi), ma anche sulla corrente di sostegno al candidato sindaco del momento, il quale consapevolmente non disdegna il pactum sceleris inserendo il personaggio "inedito" nell`entourage di appartenenza per locupletare la forza di voti su costui canaIizzata dalla mafia». È dunque in questo senso che va letta la candidatura dell’uomo di punta del clan Iamonte, Gesualdo Costantino, in appoggio al sindaco Iaria, per  il collaboratore tanto vicino alla consorteria che «è come se si portasse direttamente Iamonte Remingo». Un’interpretazione delle condotte di Iaria che salva l’eterno sindaco di Melito dalla pesantissima contestazione di concorso esterno in associazione mafiosa che la Procura aveva chiesto. (0040)

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  • Occhiello Secondo il gip, Iaria e Costantino hanno spadroneggiato nella politica di Melito grazie al forte legame con il clan
Mercoledì, 20 Novembre 2013 20:44

Per Oliverio arriva l`imprimatur di D`Alema

COSENZA Massimo D’Alema, com’è nel suo stile, la butta lì senza dare troppa enfasi. E se non è un’investitura nei confronti di Mario Oliverio, poco ci manca. A margine dell’intervista pubblica in quel di Reggio Calabria, sollecitato dal cronista di Strill a dire la sua sulla situazione del Pd calabrese e sulla prospettiva delle prossime regionali, l’ex premier fa capire chiaramente da che parte sta: «Si tratterà di scegliere, si avvierà un processo democratico con il congresso del partito. Si selezionerà un candidato attraverso le elezioni primarie. Ci sono diverse personalità ma oggi forse il punto di forza più robusto del nostro partito è Cosenza. È lì che abbiamo maggiore consistenza e maggiore forza, però, certo, decideranno i calabresi».
Tra D’Alema e Oliverio il feeling è datato nel tempo. I due si conoscono bene, provengono entrambi dalla filiera Pci-Pds-Ds, e ora sono impegnati per rendere quanto più difficoltoso possibile l’approdo di Matteo Renzi alla segreteria del Pd. Sarà difficile riuscirci ma intanto potranno contare anche sull’apporto di Nicola Adamo. Non è una coincidenza che due tra i maggiori azionisti degli ex Ds calabresi si ritrovino di nuovo assieme. Oliverio e Adamo hanno ripreso a tessere una fitta rete di relazioni e alleanze comuni in prospettiva futura. Oliverio non fa mistero di voler contendere a Peppe Scopelliti la poltrona di governatore. Adamo ha ripreso a cullare il sogno di diventare sindaco di Cosenza. I due hanno stretto un patto di “mutuo soccorso” (ri)consolidando quel patto di ferro che si era sfilacciato nel corso degli ultimi anni. «Nicola – ripete Oliverio a chi gli chiede conto di questa svolta – è un mio carissimo amico prima che un alleato politico. Sono contento soprattutto di aver recuperato un rapporto umano per me importante». E Adamo, di rimando: «Mario è il candidato giusto per tentare di riconquistare la Regione. Lo sosterrò con lealtà e perché sono convinto che lui abbia dato tanto al Pd e al centrosinistra calabrese».
D’Alema non avrebbe nascosto la sua soddisfazione per l’armonia ritrovata tra Oliverio e Adamo. E le parole usate a Reggio Calabria altro non sarebbero che un imprimatur all’operazione. Renzi permettendo, però. Perché c’è chi non manca di far notare che l’arrivo del rottamatore a Largo del Nazareno potrebbe far saltare il banco. E a quel punto, come nel gioco dell’oca, ripartirebbe tutto daccapo. (0020)

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  • Occhiello L`ex premier da Reggio lancia la corsa per le regionali: «Il candidato sarà scelto con le primarie, ma il punto di forza del nostro partito è Cosenza»

VIBO VALENTIA «Non è tutto oro quello che luccica. A Rete Kalabria i giornalisti non ricevono lo stipendio da otto mesi e, nonostante le reiterate promesse, il Gruppo Pubbliemme, che ha acquisito l’emittente televisiva di Vibo Valentia nel settembre scorso, non ha neppure provveduto a saldare le mensilità correnti». Carlo Parisi, vicesegretario nazionale della Fnsi e segretario del Sindacato giornalisti della Calabria, denuncia la drammatica situazione in cui versano i cinque giornalisti dell’emittente vibonese che, nonostante il passaggio di proprietà, non hanno visto modificare la loro situazione creditoria nei confronti dell’azienda che, anzi, risulta aggravata dalla mancata corresponsione delle due ultime mensilità. Nel corso di un`assemblea è stata ribadita la pesante situazione debitoria pregressa che il nuovo editore si era impegnato ad azzerare procedendo, contestualmente, all’adeguamento e alla regolarizzazione delle posizioni contrattuali e, soprattutto, al pagamento della mensilità corrente. Situazione, questa, che ha ulteriormente aggravato le difficoltà economiche dei giornalisti di “Rete Kalabria” che non riescono più a fronteggiare le inderogabili necessità familiari.
L’assemblea dei giornalisti, pertanto, ha deciso all’unanimità di proclamare da subito lo stato di agitazione affidando al fiduciario di redazione un pacchetto di dieci giorni di sciopero da utilizzare nel caso in cui, entro 48 ore dalla notifica del verbale, non verranno corrisposte le ultime due mensilità (settembre e ottobre 2013) ed entro dieci giorni non si procederà all’azzeramento della situazione debitoria, all’adeguamento e alla regolarizzazione delle posizioni contrattuali.

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  • Occhiello La denuncia del segretario del sindacato giornalisti, Carlo Parisi. Proclamati dieci giorni di sciopero

CATANZARO Ammonterebbero ad oltre 20 milioni di euro i danni subiti dal Catanzarese. La stima è stata fatta dalla Provincia che, in una nota, comunica l`esito della verifica compiuta dall`amministrazione sul territorio a seguito della grave ondata di maltempo che ha flagellato soprattutto il Catanzarese e tutta la fascia ionica. Proprio a causa dei pesanti danni subiti, il commissario straordinario della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, ha già notificato la delibera con la quale è stata richiesta la proclamazione dello stato di calamità alla Regione Calabria, alla Protezione civile ed al governo nazionale. Secondo la Provincia di Catanzaro, ad essere particolarmente colpiti la viabilità e lo stato dei fiumi. «È un disastro ampiamente annunciato – afferma Wanda Ferro –. Fin dal 2009, attraverso il Comip segnaliamo al governo nazionale e alla Regione le situazioni di maggiori criticità, ma le nostre richieste sono finite nel vuoto, visto che da oltre un anno aspettiamo i trasferimenti ordinari da parte dello Stato, mentre la Regione non può trasferire risorse a causa dei vincoli del patto di stabilità». Secondo la Ferro, «con le sole casse dall’ente Provincia, che tra l’altro dallo scorso gennaio non è messo in condizione di approvare il bilancio, non possiamo fare altro che gli interventi più urgenti per la rimozione dei detriti». Mentre occorrerebbero ingenti risorse «per ripristinare la viabilità e togliere alcune comunità dall’isolamento. In queste ore – comunica il commissario della Provincia di Catanzaro – sono in continuo contatto con tantissimi sindaci, ma senza l’immediato trasferimento delle risorse necessarie non possiamo eseguire gli interventi a salvaguardia della sicurezza dei cittadini e il ripristino della viabilità nelle zone più colpite. Se fossero state trasferite le risorse richieste, dall’alluvione del 2008 a oggi ci sarebbe stata la possibilità di realizzare interventi di prevenzione, già programmati, per la messa in sicurezza del territorio, e in particolare dei fiumi, la cui manutenzione è una funzione delegata dalla Regione dal 2006, senza il corrispondente trasferimento di risorse umane, economiche e strumentali. Ancora una volta – denuncia – alla quattordicesima alluvione, ci troviamo ad affrontare un disastro di enormi proporzioni, con una necessità di risorse moltiplicate rispetto a quelle con cui avremmo potuto realizzare gli interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico». Poi vengono elencate le priorità: «Tutti i corsi d’acqua – si legge nella nota - necessitano di urgenti interventi di sistemazione, così come la rete stradale provinciale è stata fortemente danneggiata in tutti i comuni del Catanzarese e della fascia ionica. Molti centri montani sono praticamente isolati, e i cittadini sono costretti a percorrere tragitti molto più lunghi». Secondo il commissario, «le situazioni viarie più critiche riguardano la strada provinciale 25 “Ianò-bivio Arsanise”, letteralmente cancellata dall’alluvione, e la strada provinciale 34/2 “Gagliano-Gimigliano”. In quest’ultima arteria – scrive –, la Provincia è già intervenuta per rimuovere i detriti, ma non sarà possibile aprire la strada al traffico finché non saranno ultimate le indagini tecniche di tipo geologico che consentiranno di incanalare le acque, per evitare il verificarsi di situazioni di pericolo. Per non lasciare nel totale isolamento la comunità di Gimigliano, si sta ripulendo il percorso alternativo per Tiriolo». (0090)

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  • Occhiello La prima stima è stata fatta dalla Provincia. Il commissario Ferro: è un disastro ampiamente annunciato
Mercoledì, 20 Novembre 2013 19:49

Forza Italia, prime "richieste" a Scopelliti

CATANZARO Si può essere paludati finché si vuole e pacati finché si può. Ma le parole, in politica, hanno un senso. E il neonato gruppo in consiglio regionale di Forza Italia ha aspettato poche ore per uscire con qualche espressione densa di significato. Nella nota stampa recapitata oggi pomeriggio alle redazioni, si cristallizza la situazione nel parlamentino calabrese. Che ha, tanto per cominciare, una «nuova maggioranza che si regge sull`apporto principale di tre partiti rappresentati a livello parlamentare – Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Udc». E quando mai a una nuova maggioranza non è corrisposta anche una nuova giunta? A Scopelliti si riconosce la «nuova veste di leader di coalizione», gli si riconoscono «doti politiche e di mediazione» e anche la capacità di ricercare «le cose che uniscono». Già, perché ce ne sono alcune che dividono. E sono emerse prima – nel corso dei mesi – nel rapporto non sempre idilliaco con l`Udc e adesso nello scontro epocale che ha frazionato il centrodestra in falchi e colombe, lealisti e alfaniani. Il governatore, che ha trovato posto sotto le insegne del vicepremier, ora dovrà badare alle alchimie. Usare il misurino, proprio come gli alleati di Fi hanno fatto con le parole. Spiegando che «il gruppo consiliare di Forza Italia darà prova di grande saggezza e senso di responsabilità, sostenendo con lealtà ed impegno lo sforzo del Governatore, aiutandolo nel difficile e delicato compito di guidare con equilibrio una coalizione composita ed articolata». E non dimenticando di aggiungere che «Fi sente in pieno la responsabilità che deriva dal fatto di essere la principale forza della maggioranza». La domanda viene fuori facile facile: possibile che la «principale forza della maggioranza» si accontenti di due soli assessorati, quelli assegnati a Mimmo Tallini (Personale) e Giacomo Mancini (Bilancio e Programmazione)? Siamo punto e a capo: possibile che la «nuova maggioranza» non si porti dietro una nuova giunta?
Di sicuro Fi ha idee precise per questa nuova fase: «Un percorso che consenta in questa fase finale della legislatura il raggiungimento degli obiettivi programmatici, con una particolare attenzione ai temi dell’organizzazione sanitaria, del sistema di raccolta dei rifiuti e delle politiche per l’occupazione e le attività produttive».
Detto dagli esponenti di un «partito a vocazione maggioritaria che si candida ad essere la prima forza politica della regione», quell`elenco è un po` un voler dettare l`agenda, prendere l`iniziativa. Cosa che, negli ultimi tre anni di scopellitismo non era (quasi) mai accaduta. Scopelliti ha «fiducia e sostegno», ma sappia che le priorità sono queste e le dettiamo noi. Perché siamo la «principale forza» di questa «nuova maggioranza». Così, giusto per ricordarlo, verrebbe da dire citando uno spot molto caro al Cavaliere. (0020)

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  • Occhiello I berlusconiani parlano di «nuova maggioranza» e chiariscono: «Siamo la principale forza». Sulla giunta regionale tira aria di rimpasto

PAOLA Mareggiate, temporali e pioggia battente sta interessando in queste ore la Calabria. La situazione più critica si sta registrando lungo le coste tirreniche dove da stamattina una pesante mareggiata sta colpendo i centri del Cosentino. Le onde spinte da un forte vento stanno devastando alcune infrastrutture turistiche della zona ormai invase dalle acque. Come ad Amantea e Belmonte Calabro, dove le forti ondate hanno colpito i rispettivi lungomari e i fabbricati presenti nella zona.
Proprio a causa del maltempo si registrano difficoltà anche sulla viabilità lungo le principali arterie stradali. Nei pressi di Campora San Giovanni, al confine con Nocera Terinese, le onde hanno eroso la scarpata della statale tirrenica inferiore compromettendo la tenuta della stessa sede stradale. Proprio a causa del danneggiamento della strada – in realtà già fortemente compromessa dalle mareggiate degli ultimi anni – in questa zona il transito automobilistico è rallentato.
E problemi si registrano anche sull`altro versante del Cosentino. In particolare, l’Anas comunica che è stata chiusa provvisoriamente al traffico la strada statale 177 "Silana di Rossano" al km 38,500 nel tratto compreso tra Longobucco e Cosenza. Il provvedimento si è reso necessario per consentire l’esecuzione di interventi di ripristino del piano viabile a seguito del maltempo. La società stradale avverte per questo che il traffico in zona viene deviato in entrambe le direzioni sulla provinciale. Mentre nel Crotonese le pessime condizioni meteo stanno mettendo a repentaglio la produzione vitivinicola del Cirotano. «La nostra associazione – si legge in una nota di Aldo Calabretta, presidente dell`associazione dei viticoltori “I vignaioli del Cirotano” – esprime la massima solidarietà agli agricoltori colpiti e chiede un intervento concreto a tutte le istituzioni interessate. È il momento di fare fronte comune a prescindere da tutto  e di aiutare spassionatamente coloro i quali hanno subìto danni e sono già  con le spalle al muro per tante cause e concause».

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  • Occhiello Le onde spinte da un forte vento stanno devastando alcune infrastrutture turistiche della zona. Difficoltà lungo la statale 18
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