Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 22 Novembre 2013
Venerdì, 22 Novembre 2013 23:24

La Meloni prende le distanze da Peppe

CATANZARO «Ognuno fa le proprie scelte e io rispetto le scelte del presidente Scopelliti». Lo ha detto Giorgia Meloni, capogruppo a Montecitorio di Fratelli d`Italia, rispondendo a Catanzaro ad una domanda sull`adesione del presidente della Regione al Nuovo Centrodestra di Alfano. «Rispetto le scelte di tutti - ha aggiunto Meloni - ma posso non condividerle. E in questo caso è così perché per me, per una persona cioè che viene dalla storia della Destra, sostenere un governo di sinistra è la negazione di quello che si rappresenta. Dopodiché ognuno ha la casa che si sceglie. Io posso parlare per me e per le scelte che ho fatto. Penso che ciascuno debba rispondere prevalentemente a se stesso delle scelte che fa». (0030)

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  • Occhiello Il capogruppo alla Camera di Fratelli D`Italia: «Rispetto ma non condivido la decisione del governatore di sostenere un governo di sinistra»

TORINO C`è l`applicazione di una pronuncia delle sezioni unite della Cassazione, quella conosciuta come "sentenza Mannino" – che riguardava l`ex ministro Calogero Mannino – dietro le assoluzioni sancite oggi dal tribunale di Torino alla fine del processo "Minotauro". È l`opinione di molti avvocati difensori tra cui Carlo Romeo, che ha visto assolvere sette dei suoi assistiti. «Per arrivare a una condanna – spiega – non basta ipotizzare la semplice affiliazione alla criminalità organizzata. Bisogna che ci sia un contributo dinamico e funzionale alla vita dell`associazione». Per Romeo la sentenza è «equilibrata». I giudici, tra l`altro, hanno restituito agli imputati la maggior parte dei beni sotto sequestro. (0050)

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  • Occhiello Restituiti agli imputati molti dei beni sequestrati

REGGIO CALABRIA «Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso che era stato proposto nell`interesse del dottor Demetrio Arena nonché di altri soggetti, membri della giunta e del consiglio comunale, con una motivazione che ci lascia francamente perplessi». Lo affermano in una nota congiunta gli avvocati Giuseppe Valentino e Luigi Migliarotti, legali dell`ex sindaco di Reggio Calabria, Demetrio Arena. «In buona sostanza – aggiungono – la sentenza si è limitata a recepire le argomentazioni della commissione d`accesso disattendendo senza alcuna motivazione gli argomenti introdotti dalla difesa che, in termini puntuali e sovente anche documentali, smentivano le determinazioni adottate dalla commissione. Ma ciò che ancor di più sorprende è l`enfatizzazione che si è fatta in sentenza del contesto ambientale che, inesorabilmente, avrebbe condizionato la vita politica della città e, quindi, la sua Assemblea comunale. Vi si coglie un fatalismo che non deve essere consentito a chi è stato investito della cognizione di argomenti difensivi che meritavano risposte puntuali e motivate in termini giuridicamente coerenti e non già vaghe dissertazioni su tematiche socio-politiche. Che esista un fenomeno malavitoso in Calabria è circostanza nota da epoca immemore, ma che abbia condizionato l`impegno politico e amministrativo di Demetrio Arena e degli altri ricorrenti nelle forme che la Commissione di Accesso ha registrato e che la sentenza ha acriticamente fatte proprie, non è dimostrato da nulla, anzi è smentito dai temi che abbiamo proposto attraverso il nostro ricorso e le nostre memorie».  «Ci chiediamo sconcertati – proseguono i legali di Arena – quali mezzi dovrebbe predisporre un`amministrazione comunale per evitare che prosperino fenomeni criminali nella aree amministrate e in forza di quali poteri? È lo Stato che deve intervenire con gli strumenti che gli sono propri, tutelare le amministrazioni virtuose e porle nelle condizioni di svolgere il proprio delicato, complesso ed oneroso mandato così come è stato fatto a Reggio Calabria dove tutte le regole sono state rispettate e non vi è traccia alcuna che le decisioni assunte dall`amministrazione comunale nei suoi pochi mesi di vita abbia subito condizionamenti di sorta da parte di aree criminali. Ma tutti questi interrogativi non trovano risposta nella sentenza che certamente sarà impugnata davanti al Consiglio di Stato cui saranno sottoposti i numerosi profili di illegittimità ed inadeguatezza che, a nostro avviso, la caratterizzano». (0090)

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  • Occhiello Gli avvocati dell`ex sindaco di Reggio annunciano il ricorso davanti al Consiglio di Stato

CATANZARO Spuntano i primi retroscena sulle dimissioni del sub-commissario alla Sanità Luigi D`Elia. Il suo allontanamento volontario dalla struttura responsabile dell`attuazione del Piano di rientro sarebbe dovuto al rilascio di nuove autorizzazioni sanitarie per le cliniche private. Di una in particolare: il “Marrelli hospital” di Crotone, di proprietà di Massimo Marrelli, marito della vicepresidente della giunta regionale Antonella Stasi. Il sospetto è stato avanzato dal consigliere regionale Demetrio Naccari Carlizzi e dal deputato Nicodemo Oliverio, che sulla vicenda hanno presentato una dettagliata interrogazione parlamentare.   
Il caso nasce il 7 marzo scorso, quando, con un decreto, il governatore e commissario ad acta alla Sanità Peppe Scopelliti dispone – scrivono Naccari e Oliverio – la riapertura delle concessioni per l`autorizzazione «alla realizzazione e all`esercizio sanitario di nuove strutture, ancorché in carenza di presupposto (definizione dei piani di riassetto delle reti)». Una scelta che i ministeri della Salute e dell`Economia bocciano subito. Ed è proprio sulla scorta del loro parere negativo che D`Elia esorta Scopelliti a fare un passo indietro. Il rappresentante del governo – ricordano Naccari e Oliverio – «invitava il Dipartimento tutela della salute a "predisporre, qualora non già predisposta, una proposta di decreto con cui venivano sospesi i provvedimenti amministrativi regionali per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie all`esercizio per le strutture sanitarie private, fino all`avvenuta realizzazione del piano di riassetto della rete ospedaliera, laboratoristica e di specialistica ambulatoriale"». Ma le parole di D`Elia sono cadute nel vuoto, visto che «ad oggi di tale decreto, richiesto dai ministeri, non solo non esiste traccia» e che il governatore, il 9 novembre scorso, ha inaugurato, «insieme alla vicepresidente della giunta Antonella Stasi in Marrelli, il "Marrelli hospital"». Una struttura – sottolineano i due rappresentanti del Pd – dove «non è possibile effettuare alcuna attività, nemmeno a pagamento, proprio per mancanza di autorizzazione all`esercizio sanitario».
D`Elia avrebbe allora deciso di gettare la spugna, sostituito immediatamente da Andrea Urbani «nelle 24 ore successive, a differenza di quanto accade, ad esempio, nella Regione Lazio dove da oltre sette mesi non si riesce ad individuare il nominativo per l`incarico vacante di sub-commissario». (0040)

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  • Occhiello In un`interrogazione parlamentare, Naccari e Oliverio svelano i retroscena sull`allontanamento del sub-commissario: «Si era opposto alla nascita di nuove cliniche private»

ROMA Di certo c`è che la legge di stabilità porterà qualche beneficio ai precari calabresi. Quantificare le somme stanziate, però, è un esercizio un po` complicato. Arrivano 110 milioni per il 2014 per i lavoratori socialmente utili della Regione Calabria, di Napoli e Palermo. Lo prevede infatti un emendamento del governo alla legge di stabilità che l`esecutivo si accinge a presentare in commissione Bilancio del Senato.
Ad annunciare la decisione del governo era stato nei giorni scorsi il governatore Giuseppe Scopelliti. «Più volte a Roma, nel corso di riunioni con il vicepremier Angelino Alfano - aveva detto il governatore - avevo sollecitato il governo ad occuparsi concretamente delle problematiche del precariato calabrese». L’emendamento, per come era stato annunciato, prevede che all’articolo 7 della legge di stabilità 2014, il comma 6 aggiunga un passaggio «per fare fronte all’eccezionale necessità di risorse finanziarie da destinare ai lavoratori socialmente utili e a quelli di pubblica utilità della Regione Calabria e altresì ai lavoratori di cui alla legge della Regione Calabria 13 giugno 2008, n. 15».
«Nell’emendamento in questione - afferma Scopelliti - sono presenti infatti le risorse per la copertura delle mensilità del 2013 a cui la Regione ancora non aveva fatto fronte». (0030)

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  • Occhiello Arrivano 110 milioni per il 2014 per i lavoratori socialmente utili della Regione Calabria, di Napoli e Palermo
Venerdì, 22 Novembre 2013 19:56

MALTEMPO | Aiello (Sel) "interroga" il governo

CATANZARO Il deputato calabrese di Sel Ferdinando Aiello ha reso noto di aver presentato un`interrogazione parlamentare rivolta al premier Enrico Letta sull`emergenza idrica che ha colpito in queste ultime ore la città di Catanzaro. «Mi chiedo – si legge nel testo firmato dal parlamentare vendoliano – come sia possibile che il capoluogo calabrese non abbia ricevuto dalla Protezione civile mezzi idonei per fronteggiare e riparare i danni dell`alluvione. La gente ha dovuto spalare, e sta spalando in queste ore, quintali di fango solo con le proprie mani (e grazie alla encomiabile rete di solidarietà tra i cittadini). Assistiamo al disorientamento dei cittadini danneggiati che non sanno nemmeno a chi rivolgersi. Nel silenzio generale una intera comunità sta cercando di uscire dalla fase di emergenza, per di più senz`acqua da giorni. Ma si può abbandonare una città a se stessa?». (0030)
Aiello vorrebbe capire se «la gestione del territorio manutenzione manto stradale, stato degli argini, pulizia di tombini, canali, caditoie, scoli) è efficiente, oppure a macchia di leopardo, e contribuisce quindi ad ingigantire gli effetti di "bombe d`acqua" che si riversano sul nostro territorio? Gli abitanti di Catanzaro lamentano da anni gli stessi problemi. E le identiche calamità e gli identici effetti di due anni fa. Cosa si è fatto per prevenire? L`Arpacal  ha informato il Comune di Catanzaro, in data 17 novembre del grado di allerta meteo diramato dalla Protezione Civile nazionale. Un`allerta meteo importante, quasi a livello di quella sarda. Il Comune ha attivato la catena di comunicazioni, ha diramato ai vari soggetti l`allerta, consentendogli di prendere delle contromisure?».
Ad Aiello non interessano nemmeno le polemiche politiche che pure potrebbero sorgere in fasi così concitate: «Qui ci sono diritti e doveri, entrambi calpestati, e migliaia di cittadini, commercianti che stanno subendo danni enormi, anziani e fasce deboli, inermi di fronte al dilettantismo e ad una gestione che è a dir poco da terzo mondo».

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  • Occhiello Il deputato vendoliano si rivolge direttamente al premier Letta su quanto successo a Catanzaro: «Ma si può abbandonare una città a se stessa?»

TORINO In Piemonte la `ndrangheta esiste, ma si presenta in una veste che non permette ai giudici di condannare tutti i suoi discepoli. Così si può leggere la sentenza con cui il tribunale di Torino ha chiuso oggi il maxiprocesso "Minotauro", frutto della più vasta inchiesta sulla criminalità organizzata nel Nord-ovest degli ultimi quindici anni: ci sono state 36 condanne ma anche 38 assoluzioni, alcune delle quali dall`accusa di associazione per delinquere. Gli inquirenti, grazie alle rivelazioni del pentito Rocco Varacalli, avevano individuato dieci "locali" (le articolazioni territoriali della `ndrangheta) sparse per il Torinese e in contatto con le case madri calabresi, ma non sempre erano riusciti a contestare i cosiddetti "reati fine" come estorsioni o intrusioni negli appalti. È rimasta valida, comunque, la tesi del tentativo di inquinare la scena amministrativa locale. L`unico politico coinvolto, Nevio Coral, ex sindaco di Leinì, è stato condannato a 10 anni di carcere per concorso esterno. Per l`eurodeputato Fabrizio Bertot, all`epoca dei fatti primo cittadino di Rivarolo (comune sciolto per infiltrazioni mafiose come Leinì), è stata disposta la trasmissione degli atti in Procura perché si indaghi per voto di scambio.
«Buona parte del nostro lavoro ha trovato conferma», commenta il procuratore vicario Sandro Ausiello, mentre il procuratore capo, Gian Carlo Caselli, risponde «valuteremo posizione per posizione» a chi gli chiede un commento sulla possibilità di proporre appello e anche sull`entità delle condanne inflitte dai giudici, in molti casi più basse rispetto a quelle proposte dai pm. Ce ne è stata una sola a 21 anni e mezzo, le altre oscillano da venti mesi a 14 anni, per un totale di 260 anni contro i 733 invocati dall`accusa. La sentenza potrebbe avere il suo peso anche nel troncone di "Minotauro" che ha preso la strada del rito abbreviato: 62 imputati, condannati a 400 anni di carcere, che attendono la sentenza d`appello il 28 novembre. «Con il processo ordinario – sottolinea uno degli avvocati difensori, Antonio Genovese – abbiamo potuto ascoltare i testimoni e chiarire ogni cosa. Il mio cliente è stato chiamato in causa per avere organizzato una cena elettorale. Ma lui di mestiere fa il ristoratore. E alla fine è stato assolto». La Regione Piemonte, la Provincia di Torino e diverse amministrazioni comunali (Torino, Leinì, Chivasso, Moncalieri e Volpiano) si sono costituite parti civili ottenendo il diritto ad essere risarcite così come l`associazione Libera di don Luigi Ciotti, che era presente in aula alla lettura della sentenza. L`inchiesta Minotauro aveva preso le mosse nel 2006 e, dopo lunghe indagini svolte in gran parte dai carabinieri, era sfociata nel 2011 in 146 arresti. (0050)

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  • Occhiello Il verdetto del processo "Minotauro": pene per 36 su 74 imputati. Assolte 38 persone. A Nevio Coral inflitti 10 anni di carcere
Venerdì, 22 Novembre 2013 19:18

Rinasce il Cdu, c`è anche Giulio Serra

Succede tutto nello stesso giorno (venerdì 22) e nella stessa città (Roma). Mentre al Crowne Plaza i massimi dirigenti dell`Udc si dicono disponibili a verificare la possibilità di costruire un nuovo soggetto politico assieme ai Popolari di Mauro e Dellai, all`hotel Palatino il consiglio nazionale sancisce la (ri)nascita del Cdu. Con Mario Tassone, che guida il fronte degli scontenti dell`Udc e si dice pronto a «costruire una casa per tutti quei post-democristiani in cerca di una collocazione coerente con le loro idee». Per il battesimo di quella che fu la creatura di Rocco Buttiglione, c`è un parterre democristiano di tutto rispetto: da Gianfranco Rotondi a Bruno Tabacci, passando per Clemente Mastella e Pino Galati. Fino ai dirigenti delle varie regioni tra cui il consigliere regionale calabrese (eletto nella lista "Insieme per la Calabria - Scopellti Presidente") Giulio Serra. Che a chi gli ha chiesto conto della sua presenza a Roma, ha risposto di «guardare con molto interesse al progetto» messo in piedi da Tassone.
La road map dei Cristiani democratici uniti prevede la chiusura del tesseramento per il mese di gennaio. Nello stesso mese si celebrerà il congresso nazionale che dovrà eleggere il nuovo segretario e soprattutto stabilire la linea politica da perseguire. Tassone, che manteneva da prima che il Cdu confluisse nell`Udc il ruolo di presidente del consiglio nazionale, riserva ancora parole dure nei confronti dei suoi ex colleghi di partito che governano alla Regione assieme a Forza Italia e Nuovo Centrodestra: «Il Cdu in presenza della scomposizione del Popolo della libertà, intende verificare se ci sia ancora l’agibilità politica della giunta regionale. Si avverte anche in Calabria la debolezza della politica al di là del valore degli uomini che la rappresentano. Vogliamo ridare un senso alla politica - sottolinea - davanti al disorientamento degli elettori che, in assenza di riferimenti storici all’interno dei partiti, non trovano più riferimenti di ordine culturale e valori nel quadro politico attuale».

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  • Occhiello Mario Tassone riunisce a Roma i dirigenti del suo partito. Congresso nazionale a gennaio e messaggi agli (ex) amici dell`Udc: «Si avverte anche in Calabria la debolezza della politica al di là del valore degli uomini che la rappresentano»

VIBO VALENTIA Si è consegnato stamattina ai carabinieri Antonio Carrà, il 39enne di Nicotera accusato dell`omicidio di Roberto La Rosa, 37 anni, che aveva una relazione con la sua ex moglie. Carrà era ricercato dal 28 settembre scorso, giorno in cui La Rosa fu trovato morente nell`appartamento della donna, a Nicotera, apparentemente colpito da qualche oggetto contundente. L`esame autoptico sul suo cadavere rivelò invece che la causa della morte era stata un colpo di pistola calibro 7,65 sparato alla nuca.
Carrà, accompagnato dal suo legale, si è presentato ai carabinieri della Compagnia di Tropea che gli hanno notificato l`ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei suoi confronti dal gip di Vibo.

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  • Occhiello L`uomo è accusato di avere ucciso il 37enne di Nicotera perché aveva una relazione con la sua ex moglie

REGGIO CALABRIA «Ho ritenuto opportuno richiedere il rinvio della discussione del progetto di iniziativa della giunta regionale in merito alla istituzione dell`Agenzia regionale di protezione civile e, contestualmente, abbandonare l`aula non permettendo il raggiungimento del numero legale e mettendo un veto decisivo alla discussione in oggetto». È quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale Mario Maiolo in relazione ai lavori della seconda Commissione Bilancio, programmazione economica e attività produttive. «Ho chiesto più volte – prosegue Maiolo – di approfondire le questioni di merito e l`impatto finanziario della proposta di legge. Questione di merito, fondamentale, è il fatto che un`agenzia regionale di Protezione civile non è assolutamente una priorità per la Regione, già dotata di una struttura ben articolata del sistema di Protezione civile e di una rete e di personale e di volontari. Piuttosto che proporre l`istituzione di sovrastrutture inutili, e forse dannose, con finalità che non stentiamo a percepire come indirizzate ad acquisire maggior consenso presso "amici" e "compagni" sarebbe bene che la giunta si dedicasse a dare seguito alle richieste che, in merito, giungono da più parti». «Mi riferisco ad esempio – sostiene ancora Maiolo – al mancato adeguamento e conseguente approvazione della direttiva del 9 novembre 2012 sugli indirizzi operativi per assicurare l`unitaria partecipazione delle organizzazioni di volontariato all`attività di Protezione civile. I volontari iscritti all`albo regionale stanno ancora aspettando il capitolo di bilancio e assegnazione somme ai fini del riconoscimento delle spettanze (rimborsi spese, artt. 8- 9 - 10 Dpr 194) per l`attivazione in emergenza dei volontari iscritti all`albo regionale. Dal primo agosto 2013, le associazioni della Calabria non possono essere più attivate per emergenze di Tipo "A" e "B". Mi riferisco, ancora, all`adeguamento delle linee guida per la pianificazione e la formazione dei volontari in riferimento alla Carta di Verona anno 2007 (adeguamento legge 4/97). Ancora, alla mancata adozione dei Centri operativi integrati territoriali al fine di avere una puntuale struttura di soccorso e assistenza alla popolazione in caso di emergenze distribuita su tutto il territorio regionale (anno 2009). E mi riferisco, infine alla mancata adozione e utilizzo delle somme di cui all`obiettivo Operativo P.2 del Por Calabria Fse 2007/2013, finalizzata alla formazione del volontariato e dei dipendenti della pubblica amministrazione, oltre che degli amministratori, in materia di Protezione civile, derivante dalla procedura in corso tra Protezione civile regionale e assessorato al Lavoro e Formazione, procedimento in fase di stallo». «Proprio in questi giorni – conclude Maiolo – abbiamo assistito all`ennesima situazione emergenziale causata dalle forti piogge e dallo stato di incuria e dissesto idrogeologico del nostro territorio. Un aumento illimitato delle sovrastrutture non aiuterà di certo in occasioni analoghe laddove non si acceleri nell`adeguare la Regione alle procedure in corso e si rimandino provvedimenti che sarebbe stato necessario aver già attuato». (0090)

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  • Occhiello Il consigliere regionale ha deciso di abbandonare la seduta della commissione Bilancio, facendo così mancare il numero legale, che si stava occupando di istituire una nuova struttura
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