Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 25 Novembre 2013

Dalla rivoluzione di Papa Francesco a quella auspicata e auspicabile del sistema giustizia in Italia; dalla `ndrangheta che in Sud America non conta il denaro ma lo pesa a quella che in Calabria  è protetta da certa Chiesa, dal caso Cancellieri al caos Berlusconi. È un Gratteri a tutto tondo quello che è intervenuto questa sera a Otto e mezzo, la striscia informativa quotidiana condotta da Lilli Gruber. A partire dall’allarme lanciato qualche tempo fa dalle colonne di un noto quotidiano nazionale, il procuratore aggiunto della Dda reggina spiega come l’operazione trasparenza avviata dal nuovo pontefice in Vaticano, possa essere interpretata come una minaccia da quella `ndrangheta che investe, che ricicla denaro, che negli anni si è nutrita delle connivenze con la Chiesa e con lo Ior. «Forse Ratzinger non aveva più sufficiente energia, ma questo Papa è andato subito al cuore del problema, in pochissimo tempo rispetto a quelli che sono i normali tempi della Chiesa». Una Chiesa che in Calabria – dice Gratteri – spesso ha chiuso «uno o anche tutti e due gli occhi» di fronte alle richieste di una `ndrangheta che ha bisogno “della visibilità” che stare vicino alla Chiesa stessa dà. «Per uno `ndranghetista farsi vedere vicino alla Chiesa è come essere il presidente di una squadra di calcio, non da guadagni immediati, ma crea consenso». Un principio che vale tanto per i capi come per gregari e picciotti. «Da un’indagine svolta in un carcere – ricorda il procuratore, che ha appena firmato a quattro mani con Antonio Nicaso un libro che affronta proprio il rapporto fra ndrine e religione –  risulta che il 98% degli affiliati detenuti prega i santi. Prima di uccidere, uno ndranghetista si rivolge alla Madonna. Lo fanno perché loro si sentono nel giusto perché nella loro ottica è la vittima ad aver violato le regole della `ndrangheta». Un’organizzazione potente, con base in Calabria, ma radici in tutto il mondo – sottolinea Gratteri – il cui problema oggi  non è produrre ricchezza, ma ripulire gli enormi patrimoni che già detiene. Per questo, sottolinea il procuratore è necessaria una nuova severità nella gestione dei beni confiscati, che «oggi non funziona. Non bisogna tenere in vita imprese fasulle, che sono anomalie di mercato». Allo stesso modo dice Gratteri -  che è stato chiamato da Enrico Letta a far parte della task force che nel giro di pochi mesi ha elaborato una serie di proposte di riforma dei codici per rendere più semplice e efficace la lotta alla mafia – è necessario riformare la giustizia. «Non è necessaria una grande trasformazione, ma piccole modifiche che vanno fatte contemporaneamente, tutte insieme». Modifiche come la più volte auspicata informatizzazione del processo penale,  l’equiparazione in termini di pene del reato di associazione mafiosa con quelli relativi a traffico e spaccio di stupefacenti o ancora ricette per risolvere l’emergenza carceri che passino da accordi bilaterali perché i detenuti stranieri scontino la pena nei Paesi d’origine o da seri programmi di recupero per i detenuti tossicodipendenti. Le proposte di riforma sono state elaborate, sono tante e stanno sul tavolo del presidente del Consiglio.«Adesso – dice Gratteri -  tocca alla politica».  
Una politica che ha bisogno di credibilità, dice Gratteri, rispondendo a una domanda sul caso Cancellieri: «Può non aver commesso alcun reato, ma la politica ha bisogno di essere credibile». Mentre su Berlusconi e sugli annunciati “documenti americani” destinati - a suo dire – a stravolgere le sue sorti giudiziarie, il procuratore non si pronuncia «non conosco quelle carte quindi non posso esprimermi al riguardo, ma posso dire che la revisione del processo è più un’ipotesi di scuola che una prassi diffusa, per ottenerla sono necessari elementi inediti e decisivi». Un’ultima battuta – al vetriolo - il procuratore la riserva all’antimafia di professione. Ed è con severità che Gratteri quasi sbotta «per parlare di lotta alla mafia bisogna avere una storia alle spalle, invece c’è gente che si è inventata un mestiere». Lo dice con coscienza di causa Nicola Gratteri. Più volte le ndrine hanno progettato di ucciderlo, da anni vive sotto scorta. «Ma io – dice – sono un uomo libero, molto libero».

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  • Occhiello Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria ospite di Lilly Gruber su La7
Lunedì, 25 Novembre 2013 23:21

E l`ambiente va in prescrizione

VIBO VALENTIA Adesso, la sola, flebile speranza per le associazioni che si erano costituite parte civile – in testa il Wwf – resta il reato di disastro ambientale, l’unico tra quelli contestati che potrebbe rimanere in piedi anche dopo il 13 ottobre del 2014, data in cui si terrà la prossima udienza del processo “Poison”. La cronica carenza di giudici in servizio al Tribunale di Vibo rischia così di far finire in un nulla di fatto una delle più importanti inchieste in materia ambientale che riguardano il territorio vibonese, condotta dalla Procura e dalla guardia di finanza tra il 2009 e il 2010. Il caso al centro del processo, di cui si è tenuta un’udienza ieri, è quello della “Fornace Tranquilla”, una ex fabbrica di laterizi apparentemente abbandonata dove, secondo la Procura, tra il 17 maggio del 2000 e il 20 settembre del 2007, su un`area di 150mila metri quadrati sono state smaltite illegalmente 135mila tonnellate di rifiuti pericolosi, per lo più ceneri e fanghi industriali provenienti dalle centrale a carbone Enel “Federico II” di Brindisi.
Nell`udienza di ieri il Tribunale monocratico vibonese, presieduto da un giudice onorario – non era presente neanche il pm titolare dell’inchiesta – è stato costretto a rinviare all’anno prossimo il processo, circostanza che farà scattare sicuramente la prescrizione per il reato di gestione non autorizzata dei rifiuti. Stesso discorso per il traffico e l’illecito smaltimento di rifiuti pericolosi, che sarà prescritto sei mesi dopo la prossima udienza, mentre per il reato di disastro ambientale la prescrizione scatterà più tardi, perché tale condotta, contestata dalla Procura, si sarebbe protratta fino al 5 novembre del 2009, mentre per le altre si parla di settembre del 2007.
I rifiuti tossici, secondo l’accusa, venivano classificati come non pericolosi e sulla carta erano destinati al reimpiego nel ciclo produttivo, ma in realtà venivano interrati, a ridosso degli agrumeti. Nel sito sarebbero stati stoccati metalli pesanti, solfuri, cloruri, fluoruri, nichel, selenio, stagno e vanadio. Si tratta di elementi che in determinate combinazioni possono generare composti altamente tossici e cancerogeni, e il consulente tecnico dell`accusa non escludeva «la concreta e reale possibilità che i componenti pericolosi presenti in abbondanza nel sito potessero essere diffusi nell`ambiente circostante». In seguito all`operazione, infatti, il prefetto di Vibo dell’epoca ha disposto la distruzione di tutti i prodotti agricoli coltivati nell`area interessata. Il presunto smaltimento illecito dei rifiuti che avrebbe provocato un disastro ambientale, avrebbe fruttato agli imputati un risparmio di oltre 18 milioni di euro. L`ultima udienza si era tenuta il 24 giugno, slittata a ieri per un difetto di notifica.
Il gup aveva disposto il rinvio a giudizio per dodici persone. Si tratta di Giuseppe Romeo, 67 anni di Taurianova (incaricato della gestione dei rifiuti che arrivavano all`impianto), Stefano Romeo, 34 anni di Taurianova, Umberto Acquistapace, 80 anni di Rosarno (legale rappresentante della S.r.l. “Fornace tranquilla”) e Angelo Vangeli (dipendente e ragioniere della società). Poi ci sono i responsabili delle società detentrici dei rifiuti e incaricate del trasporto: Vito Sabatelli, 56 anni di Cisternino (titolare dell`omonima impresa individuale), Antonio Roma, 70 anni di Carovigno (aministratore unico della “Società lavori ecologici S.r.l.”), Angelo Ippolito, 39 anni di Monopoli (rappresentante legale della “Sotram S.r.l.”), Giuseppe Antonio Marraffa, 49 anni di Carovigno (rappresentante legale, dal 2003 al 2006, della “Ecoservizi S.r.l.”), Vito Antonio Sacco, 53 anni di Carovigno (amministratore unico, fino al 2003 e dal 2006, della stessa azienda). Infine gli uomini Enel: Luciano Mirko Pistillo, 54 anni di Rovigo (responsabile dell`unità di business della centrale di Brindisi dal 2003 al 2006), Carlo Aiello, 49 anni di Brindisi (responsabile della liena movimentazione materiali, compresi i rifiuti della “Federico II”), Diego Baio, 55 anni di Roma (dal 2001 al 2006 responsabile “Esercizio Ambiente e Sicurezza” della centrale a carbone).

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  • Occhiello Slitta al prossimo anno l`udienza del processo sull`ex fabbrica "Fornace tranquilla". A San Calogero, nel Vibonese, sarebbero state interrate illegalmente 137mila tonnellate di rifiuti pericolosi

Ha ripreso a funzionare l’impianto di potabilizzazione di Santa Domenica a Catanzaro. «Le operazioni di riparazione della condotta – riferisce l’ufficio stampa del Comune – sono state portate a termine nei tempi previsti dalla Sorical». «Ancora prudenza, comunque, da parte del Comune – è detto ancora nel comunicato – sull’assestamento generale del sistema idrico, che dovrebbe avvenire nell’arco della giornata di domani». Il direttore operativo della Sorical, Sergio De Marco, ha comunicato al sindaco Abramo, con un sms delle 19,53, che «l’acqua arriva all’impianto di Santa Domenica per 200 litri al secondo. Il flusso in condotta è ancora in fase di assestamento. L’impianto è già in processo e tra qualche minuto faremo ripartire la mandata per i serbatoi alti di Catanzaro». «Solo quando saremo a regime, e cioé nella notte – ha concluso De Marco – spingeremo con il pompaggio da Magisano, raggiungendo i 450 litri al secondo totali».

CATANZARO Alessandro Caruso, 40 anni, è il nuovo presidente dei costruttori Ance di Confindustria della provincia di Catanzaro. Vicepresidente è Francesco Guzzo. Caruso, rappresentante legale della Caruso Costruzioni spa, con esperienze associative nel sistema, è stato eletto all`unanimità dall`assemblea degli iscritti e acquisisce la carica di vicepresidente vicario di Confindustria Catanzaro. «All`atto dell`elezione il neopresidente Caruso – è scritto in una nota – dopo aver ringraziato la Commissione di designazione per il lavoro svolto e i colleghi per l`unanime consenso, si è dichiarato, pur conscio delle grandi responsabilità e della difficoltà del momento, orgoglioso di guidare una categoria che rappresenta, comunque, un settore fondamentale per lo sviluppo della provincia. Dopo aver analizzato i dati nazionali critici del settore ha voluto elencare i preoccupanti dati provenienti dalla Cassa Edile, che registrano un crollo sia per quanto concerne il numero dei lavoratori impiegati che il numero di imprese iscritte. A tal proposito ha comunque voluto evidenziare i risultati da ultimo conseguiti grazie all`impegno ed agli sforzi compiuti dal sistema associativo, citando a mero titolo esemplificativo, l`introduzione dell`anticipazione del prezzo d`appalto, l`abolizione dell`Imu sull`invenduto, le semplificazioni in tema di Durc, l`aver portato la "casa" al centro dell`Agenda politica». Nel corso dell`Assemblea è stato rinnovato il Consiglio dell`Ance provinciale che risulta composto da: Salvatore Capone, Raffaele Celi, Vitaliano Maurizio Concolino, Maurizio Costantino, Rinaldo Costantino, Giovanni Forte, Alessandro Genovese, Francesco Guzzo, Michele Francesco Mamone, Fernando Procopio, Giovanni Pugliese, Maurizio Scutieri, Raffaella Zinzi. Il presidente di Confindustria Catanzaro, Daniele Rossi, ha augurato buon lavoro al neo presidente dell`Anci. (0050)

Lunedì, 25 Novembre 2013 20:47

Pd, Renzi prevale tra gli iscritti calabresi

LAMEZIA TERME Nonostante la vittoria in due province su tre (Cosenza e Reggio Calabria), alla fine a sorridere è Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, secondo i dati ufficiali diffusi da Largo del Nazareno, è il primo nella scelta degli iscritti al Pd calabrese e raccoglie 7698 preferenze, pari al 43,22%. Poco dietro c`è Gianni Cuperlo, che raccoglie 7221 voti (40,54%). Al terzo posto c`è Gianni Pittella con 2419 consensi, che equivalgono al 13,58%. Chiude Pippo Civati. Il parlamentare brianzolo fa registrare a queste latitudini una delle peggiori perfomance (dopo la Basilicata), fermandosi a 473 voti (2,66%). In questi numeri mancano i dati relativi a Catanzaro (a Roma non sono mai arrivati i verbali del voto) e Vibo Valentia (qui la commissione nazionale per il congresso ha annullato diverse assise)
A influire sul successo di Renzi c`è soprattutto il successo ottenuto nella provincia di Crotone. In terra pitagorica, grazie al sostegno del deputato franceschiniano Nicodemo Oliverio e dell`area Letta vicina al consigliere regionale Mario Maiolo, il “rottamatore” distanzia di oltre 21 punti percentuali l`ex segretario della Fgci.
A Reggio Calabria, invece, il segretario provinciale Seby Romeo conduce, seppur con un distacco veramente minimo, Cuperlo alla vittoria su Renzi. L`ex segretario della Fgci – appoggiato anche dal fronte degli ex popolari di Gigi Meduri e dal consigliere regionale Nino De Gaetano oltre che da una buona fetta dei Giovani democratici –, raccoglie il 44,7% dei consensi contro il 44,09% di Renzi, su cui hanno fatto confluire i loro voti il parlamentare Demetrio Battaglia e il consigliere regionale Demetrio Naccari Carlizzi.
Ancora più netto il successo dei cuperliani in quel di Cosenza. Qui, dopo l`elezione alla segreteria provinciale di Luigi Guglielmelli, gli ex diessini, guidati da Mario Oliverio e Nicola Adamo, confermano di avere ancora un discreto appeal tra gli iscritti al partito. Cuperlo supera di pochissimo il 48% dei consensi mentre Renzi (su cui si è concentrato il sostegno dei vari Magorno, Maiolo, Covello – senior e junior –, Principe, Franchino, Laratta e Marini) porta a casa un buon risultato pari a oltre il 40% di preferenze. Può dirsi soddisfatto anche Pittella, che supera l`8% grazie al sostegno dell`area che fa capo all`ex parlamentare Mimmo Pappaterra e al sindaco di Castrovillari Mimmo Lo Polito. Quest`ultimi, considerato che Pittella non ha ottenuto il pass per accedere alle primarie aperte dell`8 dicembre, hanno già fatto sapere di convergere nella seconda fase sul nome di Renzi.
A Matteo e ai suoi aficionados adesso toccherà il compito di consolidare il primato ottenuto tra gli iscritti del Pd.

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  • Occhiello Largo del Nazareno rende noti i risultati delle convenzioni di tre province: vince il rottamatore su Cuperlo e Pittella. E i dati di Catanzaro e Vibo Valentia non vengono proprio conteggiati

COSENZA Primi spiragli tangibili per il Teatro dell`Acquario: la struttura attiva da oltre trent`anni sulla quale pendeva uno sfratto esecutivo può infatti fiatare dopo l`udienza di stamattina che – fanno sapere i ragazzi del Centro Rat – «si è svolta regolarmente davanti al giudice che ha accolto positivamente le nostre buone intenzioni nel sanare il debito con la proprietaria dell`immobile». Per verificare il buon fine dell`erogazione nei confronti della proprietaria, il giudice ha fissato una nuova udienza il 13 gennaio 2014, «termine entro il quale – fanno sapere dal teatro di via Galluppi – dovremo dimostrare di non avere più pendenze a riguardo». L`esito positivo della vicenda potrebbe essere favorito dall`approvazione del Bilancio comunale previsto per fine dicembre. L`amministrazione comunale aveva, già nei giorni “caldi” della diffusione della notizia di sfratto, fatto sentire la propria vicinanza nei confronti dell`Acquario. (0070)

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  • Occhiello Udienza interlocutoria per il teatro cosentino a rischio sfratto: ok del giudice alla promessa di risanamento del debito

PISTOIA È stato assegnato all`imprenditore reggino Gaetano Saffiotti, al sindaco di Riace Domenico Lucano e alla sezione distaccata a Casal di Principe della squadra mobile di Caserta a Casal di Principe, il premio nazionale Antonino Caponnetto, giunto quest`anno alla terza edizione, promosso dalla Fondazione "Un raggio di luce" di Pistoia assieme alla Fondazione Antonino Caponnetto di Firenze e al Centro don Milani di Pistoia. La consegna dei premi si terrà il 6 dicembre nel palazzo comunale a Pistoia. Saffiotti nel 2002, si spiega nella motivazione del riconoscimento, con le sue dichiarazioni ha dato vita all`operazione di polizia "Tallone d`Achille", portando così all`arresto e alla successiva condanna, per associazione di tipo mafioso ed estorsione, di numerosi esponenti di famiglie mafiose. Lucano è stato premiato per le politiche di accoglienza degli immigrati che promuove dal 2004. Infine riconoscimento alla sezione di Casal di Principe della squadra mobile, da sempre in prima linea nel contrasto alle mafie. (0050)

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  • Occhiello Il riconoscimento assegnato all`imprenditore reggino, diventato testimone di giustizia, e al sindaco di Riace per le sue politiche di accoglienza degli immigrati

CATANZARO Per la seconda volta in pochi giorni salta la seduta del consiglio comunale. La maggioranza di centrodestra ha presentato un`istanza per chiedere la sospensione dell`assemblea proprio alla luce dell`emergenza maltempo e dell`emergenza idrica. Nel documento si fa riferimento agli impegni del sindaco occupato in riunioni operative e quindi impossibilitato a relazionare sulla delibera relativa alle società partecipate. Mentre i consiglieri del centrodestra abbandonano l`aula, il centrosinistra occupa simbolicamente il consiglio per discutere con cittadini e stampa. Duro il giudizio espresso dagli esponenti della minoranza (Roberto Rizza, Roberto Guerriero, Franco Passafaro, Antonio Giglio, Vincenzo Capellupo e Domenico Iaconantonio) sul comportamento dell`amministrazione in questi giorni di emergenza arrivando a chiedere le dimissioni del sindaco Abramo. È Guerriero il primo a prendere la parola: «Il sindaco ha preferito andare in televisione a difendersi, invece di spiegare all`aula, e quindi ai catanzaresi, quello che è successo in questi giorni. In questo modo ha delegittimato anche il consiglio comunale che è stato tagliato fuori da ogni assunzione di responsabilità».
Primo cittadino per caso, cosi Antonio Giglio di Sel definisce Abramo ricordando il momento in cui il sindaco «incontrando i cittadini esasperati nei quartieri rimprovera loro di non essere stato informato del pericolo incombente, Abramo cosi dimostra di non conoscere il territorio». Il consigliere di Italia dei valori Iaconantonio chiede che «il prefetto assuma su di sé la gestione dell`emergenza perchè questa amministrazione è inadeguata». Il centrista Rizza, invece, sottolinea la «visione miope della giunta Abramo che invece di destinare i soldi alla salvaguardia del territorio solo negli ultimi mesi ha speso 100mila euro in consulenze legali, 80mila euro per l`affitto delle luminarie per non parlare dei fondi concessi a feste e manifestazioni». Per l`esponente del Pd Capellupo Abramo deve dare risposte altrimenti è necessario che si dimetta. La richiesta del consigliere comunale è che «i 516mila euro risparmiati dall`appalto della differenziata si utilizzino subito per dare risposte a chi ha subìto danni dal maltempo. Sarebbe espressione di un po` di buon senso che a questa amministrazione manca». Ma i problemi della giunta Abramo non sarebbero legati solo all`emergenza di questi giorni. Secondo Franco Passafaro «lo slittamento del consiglio è stato usato perché la delibera sulle società partecipate non era pronta, anche se i termini per la discussione dei bilanci scadevano il 15 novembre. Insomma, con la scusa dell`acqua non hanno voluto affrontare un problema che è un altro dramma».

I LAVORI
I tecnici della Sorical hanno iniziato la saldatura della condotta dell`acquedotto comunale. Secondo quanto si apprende entro un`ora dovrebbe essere riaperta l`erogazione dell`acqua. Nel frattempo le autobotti sono tornate nelle piazze e nelle strade di Catanzaro. Se non vi saranno altri incidenti entro questa notte la situazione dovrebbe rientrare nella normalità. (0020)

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  • Occhiello I consiglieri d`opposizione improvvisano una conferenza stampa dopo il rinvio del consiglio comunale: «Il sindaco chiarisca, altrimenti è meglio che si dimetta»

COSENZA Cosenza è la città in cui gli imprenditori pagano il pizzo e non denunciano. Il monito dei magistrati della Dda di Catanzaro risuona ancora forte, ma la svolta attesa tarda ad arrivate. Lo spiega Maria Teresa Morano, responsabile regionale della Fai (Federazione antiracket) per la Calabria, in una nota di commento all`udienza preliminare del processo scaturito dall`operazione Magnete, che vede alla sbarra alcuni presunti esponenti del clan Cicero-Perna. Secondo l`accusa, quegli uomini avevano imposto una capillare pressione estorsiva a commercianti ed imprenditori di Cosenza.
«La Fai – scrive la Morano – si è costituita parte civile a difesa del libero mercato e della libera concorrenza, continuando a sostenere tutti quegli imprenditori che intendono cogliere questo particolare momento storico per rompere le catene delle estorsioni e contribuire ad una economia libera». Segnala, però, «come in questo momento, nel quale ormai emerge chiara la pressione della `ndrangheta sull`economia dell`intero comprensorio, una parte consistente dell`imprenditoria cosentina non senta il bisogno di affrancarsi da queste logiche».
«È senza dubbio – continua Morano, imprenditrice antiracket – un comportamento censurabile, per noi addirittura inaccettabile che in un processo nel quale sono imputati elementi di primo piano delle cosche cosentine, dei 37 imprenditori parti offese nel procedimento, nessuno abbia sentito il dovere morale di costituirsi parte civile. Non è sicuramente questa la strada giusta da percorrere se si hanno a cuore le sorti dell`economia e il futuro di questa importante area della Calabria. Un`area che, finora, si è ritenuta avanguardia culturale della nostra regione e che invece farebbe meglio a fare i conti con questa amara realtà e ad adoperarsi in ogni modo affinché vengano duramente biasimati questi comportamenti che favoriscono il mantenimento di un pericoloso status quo».

GLI IMPUTATI CHIEDONO L`ABBREVIATO
Intanto, tutti e dieci gli imputati di "Magnete" hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. L`udienza si è svolta davanti al gup Di Girolamo, del Tribunale di Catanzaro, e al pm Pierpaolo Bruni. Gli imputati sono Mario Musacco, Armando Giannone, Santo Cozza, Sergio Raimondo, Concetta Palermo (moglie del boss Franco Perna), Alfonsino Falbo, Marco Perna, Giulio Castiglia, Giuseppe Gabriele e Luigi Paternuosto, pentito che ha collaborato alle indagini. Il gup ha rinviato l`udienza al prossimo 10 gennaio. (0020)
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  • Occhiello Le bacchettate della Federazione antiracket regionale: «Nessuno dei 37 taglieggiati si è costituito parte civile. È un comportamento inaccettabile». I dieci imputati chiedono il rito abbreviato
Lunedì, 25 Novembre 2013 18:46

Gentiloni e la «debole opposizione» del Pd

LAMEZIA TERME Polemiche e stilettate a parte, Paolo Gentiloni è convinto che attorno al Pd «si respira un clima positivo» e che dalla conclusione della fase congressuale possa uscire un «partito rafforzato». L`ex ministro del governo Prodi inserisce anche Lamezia Terme come tappa (le altre sono state Polistena e Cosenza) del suo tour calabrese pro Renzi. Ad attenderlo non trova la folla delle grandi occasioni. Ma gli organizzatori si affrettano subito a precisare che si trattava di «un incontro informale tra dirigenti della stessa area». Ci sono il deputato Ernesto Magorno, i consiglieri regionali Demetrio Naccari Carlizzi, Antonio Scalzo e Vincenzo Ciconte ma non Piero Amato, che va via prima del suo arrivo. E poi diversi amministratori locali tra cui il sindaco di Pizzo Calabro Gianluca Callipo e quello di Satriano Michele Drosi.
Gentiloni parte da lontano, dalla necessità di assicurare «un`ampia partecipazione» alle primarie dell`8 dicembre perché «più militanti vanno ai gazebo, più benzina si immette nel serbatoio di Matteo». Il sindaco di Firenze verrà chiamato dall`area liberal del Pd sempre e solo affettuosamente «Matteo», quasi a voler ancor di più rimarcare la vicinanza al candidato favorito per la segreteria del Pd. «Per il governo – scandisce ancora il parlamentare – ci sarà tempo. Noi faremo sgambetti ma lanciamo una sfida perché tra qualche mese ci saranno le Europee e noi non potremo restare ostaggio di Berlusconi e Grillo».
Il passaggio più atteso, quello sul futuro del Pd calabrese, è relegato alle ultime battute. Gentiloni utilizza un lessico moderato quando spiega che «non è più sostenibile sopportare che il destino dei democrat di questa regione venga deciso nei corridoi di Largo del Nazareno». Oltre tre anni di commissariamento hanno prodotto uno «sfilacciamento tra iscritti ed eletti e la mancanza di un`opposizione incisiva in consiglio regionale è frutto proprio di questa instabilità». Un brivido attraversa le prima fila, dove siedono i rappresentanti di Palazzo Campanella che hanno scelto di stare dalle parte di Renzi. Ma è solo un momento. Gentiloni riprenderà a volare alto, rimarcando la necessità di favorire «un`alta partecipazione alle primarie».
In fondo alla sala, dove siedono i renziani della prima ora, vanno via col volto un po` corrucciato. Alcuni “nuovi arrivi” proprio non si riescono a mandare giù.

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  • Occhiello Il sostenitore di Renzi in tour per la Calabria invia un messaggio chiaro: «Il destino del partito calabrese non può essere deciso nei corridoi di Largo del Nazareno»
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