Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 27 Novembre 2013

La Corte d`assise d`appello di Catanzaro ha ridotto a 14 anni la condanna nei confronti di Pina Jennifer, ritenuta responsabile di essere l`ispiratrice dell`omicidio del marito, Giovanni Villella, ucciso con quattro colpi di fucile nel giugno del 2011. In primo grado la donna era stata condannata a 16 anni di reclusione al termine del processo con rito abbreviato. Jennifer era stata arrestata insieme a Giovanni Giampà, ex calciatore della Vigor Lamezia, e Michele Dattilo, per i quali è in corso il processo davanti la corte d`assise di Catanzaro. Dattilo, secondo l`accusa, avrebbe dato appuntamento a Villella sul luogo dell`omicidio, fingendo di voler portare a segno un furto in un vivaio. Alla base dell`omicidio ci sarebbe stata una relazione tra Jennifer e Giampà. (0080)

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  • Occhiello La Corte di Catanzaro ha inflitto 14 anni a Pina Jennifer, ritenuta l`ispiratrice dell`assassinio del marito, Giovanni Villella

MILANO È stato ricusato dalle difese ed ha poi deciso di astenersi dal giudicare uno dei componenti del collegio della terza sezione penale della Corte d`Appello di Milano davanti al quale si svolge il processo d`appello “bis” ai presunti affiliati alla cosca della `ndrangheta dei Barbaro-Papalia. Per questo motivo e per individuare un nuovo giudice il processo è stato aggiornato al prossimo 23 aprile. Le condanne per associazione mafiosa a carico dei sei imputati erano state annullate dalla Cassazione lo scorso giugno perché in sostanza i presunti affiliati sono stati processati due volte (il riferimento è al processo “Cerberus” che vede coinvolte le stesse persone) a Milano per lo stesso reato di associazione di stampo mafioso, in contrasto con il «principio del `ne bis in idem`» che comporta «il divieto di un secondo giudizio per il medesimo fatto nei confronti dello stesso imputato». La Suprema Corte ha disposto dunque un nuovo processo d`appello e nel frattempo alcuni degli imputati, tra cui il presunto boss Domenico Barbaro, Francesco Barbaro, Antonio Perre e Domenico Papalia sono stati scarcerati per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Oggi, le difese hanno chiesto la ricusazione del magistrato Grazia Orsini perché si è già occupata come giudice in passato del procedimento “Cerberus” sempre sulla presunta cosca dei Barbaro-Papalia. Il giudice ha deciso di astenersi e verrà sostituita nel collegio. Intanto, il presidente del collegio, Arturo Soprano, ha aggiornato l`appello ad aprile.

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  • Occhiello Il magistrato Grazia Orsini aveva partecipato ad un altro procedimento con gli stessi imputati. Appello aggiornato al prossimo 23 aprile

Dal presidente dell`associazione Gisa di Catanzaro, Salvatore Raffaele, riceviamo e pubblichiamo una nota di precisazione sul contenuto della segnalazione effettuata oltre un anno fa dalla stessa organizzazione sulle condizioni dell`alveo del fiume Alli.

Nei giorni scorsi è stata diffusa sui social network una lettera a firma del Gisa, associazione di cui sono presidente, in cui un anno fa segnalavamo alle istituzioni competenti varie criticità lungo l’alveo del fiume Alli, che rischiavano di compromettere anche la funzionalità dell’acquedotto. È necessario precisare, anche per evitare strumentalizzazioni di tipo politico, che quella attività è stata sollecitata proprio dalla Provincia di Catanzaro, che è sempre stata ben consapevole dei danni riportati nel corso delle diverse alluvioni che negli anni precedenti avevano causato anche frane e smottamenti, tanto da aver chiesto diversi finanziamenti per intervenire per la manutenzione del corso d’acqua e la messa in sicurezza della strada provinciale di fondo valle. Inoltre la stessa Provincia ha rilevato, informando i sindaci del comprensorio, i danni causati all’alveo del fiume dal prelievo di inerti. È ingeneroso accusare le istituzioni di essere state disattente o di non aver tenuto conto delle nostre segnalazioni, anche perché gli scambi di informazioni tra i tecnici della Provincia e la nostra associazione sono stati proprio rivolti ad un monitoraggio continuo di una situazione la cui criticità è sempre stata sotto gli occhi di tutti.
Salvatore Raffaele
presidente Gisa

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  • Occhiello Il presidente del Gisa, Salvatore Raffaele, interviene dopo la pubblicazione della relazione effettuata oltre un anno fa dalla sua associazione sulle condizioni del fiume Alli
Mercoledì, 27 Novembre 2013 19:31

Contro la `ndrangheta Scuola cantiere di legalità

I contenuti di un progetto denominato “Scuola cantiere di legalità”, destinato agli studenti delle primarie, medie e superiori, è stato illustrato nell`auditorium Calipari dalla presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità, Giovanna Cusumano, dal professore Antonio Nicaso, saggista e autore di numerosi studi sulla `ndrangheta calabrese, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico e dell`assessore regionale al Lavoro, Nazzareno Salerno. «È necessario - ha detto Talarico nel suo intervento - edificare una coscienza nuova, meglio attrezzata culturalmente, per ribaltare i disvalori di cui si nutre la `ndrangheta. Alle istituzioni democratiche, alla scuola - ha sottolineato Talarico - tocca il compito di indicare percorsi e strumenti utili ad innalzare culturalmente la difesa della convivenza civile ed isolare chi è contro lo sviluppo di questa terra, poiché la cultura rende gli uomini liberi ed è vero e duraturo strumento di cambiamento». Salerno ha evidenziato che «la giunta regionale con l`accordo del partenariato sociale sta lavorando seriamente per combattere la dispersione scolastica. Dietro l`abbandono di molti ragazzi del corso di studi, persino della stessa scuola dell`obbligo, si cela un potenziale danno che va oltre lo stesso individuo e pone interrogativi a tutta la società. Per tali ragioni, come governo regionale, stiamo seriamente valutando i percorsi più opportuni affinché chi abbandona molto presto la scuola, trovi l`opportunità di praticare forme di apprendistato formativo». Per Antonio Nicaso, «la `ndrangheta si comporta come un ragno: tesse la sua tela di interessi, compromessi, si relaziona e salda amicizie e, soprattutto, non è vero che aiuta i poveri. Anzi, la definirei con la formula chimica dell`acqua: H2O, due parti distruttive di idrogeno da lanciare contro i nemici, più l`ossigeno senza cui morirebbe. E l`ossigeno è il rapporto che essa tiene con il potere e di cui si nutre per ottenere il consenso sociale». (0080)

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  • Occhiello Il presidente Franco Talarico: «Edificare una coscienza nuova per isolare chi è contro lo sviluppo di questa terra»

CATANZARO La Regione Calabria, in partnership con Lombardia e Toscana e l`Amministrazione penitenziaria, partecipa al progetto proposto dalla Regione Emilia-Romagna “La presa in carico del paziente affetto da patologie complesse negli Istituti penitenziari: profili epidemiologici e contesto ambientale” che è stato approvato dal Centro Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie, presso la Direzione Generale Prevenzione del Ministero della Salute, come primo tra i progetti del 2013. Il progetto, che si svilupperà nell`arco di un biennio - si legge in una nota dell`ufficio stampa della Giunta regionale - persegue la finalità di costruire un profilo della salute delle persone detenute e di quei fattori che possono influire negativamente sulle condizioni sanitarie, in particolare di quelle ambientali, e costruire modelli e strategie d`intervento per migliorarne le condizioni di salute, condivisi tra le Regioni partecipanti e l`Amministrazione Penitenziaria, così come previsto dalla normativa di trasferimento delle funzioni della sanità penitenziaria alle Regioni. Le criticità del contesto penitenziario e le precarie condizioni di salute dei detenuti richiedono lo sviluppo di una complessiva risposta organizzativa che, nel rispetto dei compiti dell`Amministrazione Penitenziaria e delle Regioni, può consentire di produrre indicazioni di carattere generale sulla gestione delle patologie croniche anche alla luce delle significative criticità ambientali che caratterizzano il contesto carcerario. Pertanto rientrano tra le attività del progetto la definizione di un modello condiviso tra le Regioni partecipanti, la raccolta e l`analisi dei dati sulle condizioni di salute della popolazione detenuta, la condivisione tra le Regioni coinvolte di software informativo o software gestionale per la raccolta di informazioni sanitarie individuali dei detenuti, la realizzazione di un report sulle condizioni ambientali sfavorevoli per la salute in alcuni Istituti di pena ritenuti rappresentativi degli Istituti penitenziari di ogni Regione, la definizione profili di salute nelle carceri delle Regioni partecipanti; le stesura di linee guida operative sulla riduzione dei rischi e sulla gestione delle emergenze connesse a problematiche legate alle condizioni di salute dei pazienti, e alle sfavorevoli condizioni ambientali; la realizzazione di percorsi formativi rivolte al personale sanitario e penitenziario, ed infine la diffusione dei risultati attraverso documentazione e momenti di presentazione. «Si tratta di un risultato che accogliamo con particolare soddisfazione - ha dichiarato il Presidente Scopelliti - perché dimostra come la Regione Calabria, sebbene in piano di rientro, sia considerata fra quelle che in questo specifico delicato settore di sanità pubblica possono esprimere attività progettuali e prassi operative condivise con regioni storicamente considerate di punta nell`assistenza sanitaria nazionale».

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  • Occhiello Iniziativa in partnership con Lombardia, Toscana e Amministrazione penitenziaria
Mercoledì, 27 Novembre 2013 19:07

PARCO ROMANI | Ingannato anche il perito del pm

Anche il consulente tecnico della Procura, l`ingegnere Antonio Mallamo, sarebbe rimasto vittima della matassa Parco Romani. Nell`avviso di conclusione delle indagini compare, infatti, l`accusa di falso nei confronti dell`ex dirigente comunale Biagio Cantisani. Tutto sarebbe avvenuto il 25 luglio 2012, giorno del sopralluogo nel palazzo di viale De Filippis di proprietà della società Aurora srl (dell`imprenditore Giuseppe Speziali) oggetto della permuta con il Comune di Catanzaro. Compito dell`ingegnere era quello di stabilire il reale valore dell`edificio e quindi stabilire se la cessione fosse più o meno vantaggiosa per l`amministrazione catanzarese. Secondo quanto quanto ricostruito dal pm Carlo Villani, però, Cantisani fece visionare al perito solo una parte del palazzo. In pratica, il giorno del sopralluogo Cantisani «facendo accedere Mallamo all`interno dell`immobile dall`ingresso esistente sul piano stradale, gli mostrava soltanto una parte dell`immobile descrivendogli ogni singolo vano, garantendogli che stava visionando l`intero immobile e tacendogli la fondamentale circostanza, a lui ben nota, che vi era un`ulteriore porzione di immobile separata da una parete divisoria che si trovava in uno stato assolutamente fatiscente e di totale abbandono». La visita “a metà” dell`edificio oggetto della permuta avrebbe portato il perito, secondo il pm, «a compiere una stima decisamente superiore a quella reale dell`immobile e quindi ideologicamente falsa». In soldoni, la prima perizia attribuì il valore di 1.302.313,95 euro, mentre adesso la cifra è stata fissata in 1.136.264,97 euro.

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  • Occhiello Il giorno del sopralluogo al consulente della Procura non sarebbe stata fatta vedere la parte più fatiscente dell`immobile oggetto della permuta con il Comune e di proprietà della società Aurora
Mercoledì, 27 Novembre 2013 18:31

PARCO ROMANI | Chiuse le indagini per 12

Chiusa l`inchiesta sul centro commerciale Parco Romani di Catanzaro. La guardia di finanza ha notificato questo pomeriggio l`avviso di conclusione delle indagini emesso dal sostituto procuratore Carlo Villani. Dodici le persone indagate che devono rispondere a vario titolo di truffa, abuso d`ufficio, falso, concussione ed estorsione: l`allora dirigente del Comune di Catanzaro Biagio Cantisani, i dirigenti Pasquale Costantino e Alba Felicetti, l`ex presidente degli industriali Giuseppe Gatto, l`ex presidente della Catanzaro Servizi Giuseppe Grillo, l`ex consigliere comunale Francesco Lacava, l`ex sindaco Rosario Olivo, il responsabile unico del procedimento Marina Pecoraro, l`impiegata dell`amministrazione comunale Rosalba Piscioneri, l`imprenditore Gaetano Romani, il presidente di Confindustria Giuseppe Speziali e l`esponente catanzarese della Lista Svopelliti Giulio Elia. Stralciata, invece, la posizione del presidente della Camera di commercio Paolo Abramo finito sotto accusa relativamente alla convocazione del tavolo di concertazione sulla realizzazione dell`Ente fiera nel parco commerciale “Romani”. Dopo essere stato interrogato in fase di indagine, a breve potrebbe essere richiesta l`archiviazione della sua posizione.

LA NUOVA ACCUSA Nell`avviso di conclusione delle indagini  compare  il nome del consigliere comunale della Lista Scopelliti, Giulio Elia. L`ipotesi d`accusa nei suoi confronti è concussione e abuso d`ufficio. Secondo quanto scrive il pm, Elia come consigliere comunale avrebbe indotto l`imprenditore Gaetano Romani ad «alienare a sé e ai suoi prossimi congiunti cespiti immobiliari ubicati all`interno dell`erigendo centro commerciale a un prezzo inferiore a quello di mercato». In questo modo avrebbe ottenuto un vantaggio economico quantificabile in 150mila euro.

L`EX SINDACO E LA MATASSA Già nello scorso mese di luglio la Procura aveva emesso un provvedimento di sequestro per 1 milione e 300mila euro. Il quadro accusatorio contenuto in quell`atto viene confermato anche dopo la conclusione delle indagini. L`ex sindaco di centrosinistra Rosario Olivo deve rispondere di truffa insieme ai dirigenti Costantino, Felicetti, e Cantisani, e agli imprenditori Gatto e Speziali.   «Con artefizi e raggiri consistiti nel presentare al Comune di Catanzaro una valutazione falsa inducendo in errore il Consiglio comunale che aveva autorizzato la transazione con la delibera 4 del 2010 sull`erroneo presupposto dell`equivalenza tra il credito e il valore degli immobili, procuravano a Romani, nonché a Gatto e Speziali, l`ingiustificato profitto di 1.509.041 euro con corrispondente danno del Comune».?Olivo è accusato anche del reato di abuso d`ufficio perché il 16 maggio del 2011, quale sindaco «ancora - scrivono i pm - per poche ore», poco prima che terminassero le elezioni comunali, firmava una nota con la quale «illegittimamente e illecitamente autorizzava l`acquisto da parte della Catanzaro Servizi di unità immobiliari nel Parco Romani e delegava il dirigente Cantisani a rappresentarlo nell`assemblea straordinaria della predetta società a capitale totalmente pubblico». Il dirigente comunale Cantisani si sarebbe poi presentato all`assemblea straordinaria della società Catanzaro Servizi e «illegittimamente autorizzava il legale rappresentante della società Giuseppe Grillo ad acquistare le superfici immobiliari nella consapevolezza di violare la normativa e senza la copertura finanziaria».?Accusa pesantissima per gli imprenditori Gatto e Speziali e per l`ex consigliere comunale Francesco Lacava. Secondo quanto si legge nel provvedimento della Procura, Gatto avrebbe minacciato Romani: «O firmi o fallisci». In questo modo l`originario proprietario del centro commerciale sarebbe stato costretto a rimodulare il piano di risanamento già concordato rinunciando alla somma di 2.750.000 euro e a sottoscrivere lo statuto della Parco Commerciale Romani srl, presieduta da Lacava, a norma del quale la famiglia Romani pur avendo il 99% delle quote sociali era esclusa da ogni potere di amministrazione.?Gatto e Speziali avrebbero così ottenuto un guadagno stimabile in 5 milioni di euro. Mentre per Lacava «l`ingiusto profitto consiste nell`ottenere un immediato vantaggio economico dato dall`introito di un cospicuo compenso per l`attività di gestione della società nonché nell`indiscusso potere di compiere una serie di atti svantaggiosi per la famiglia Romani, ma di indubbio riflesso positivo, dal punto di vista economico per sé e per soggetti terzi (vedasi atti di compravendita stipulati con Giulio Elia)».?Di corruzione, invece, devono rispondere Biagio Cantisani e Giuseppe Grillo. Appena sette giorni dopo l`acquisto del parco Romani da parte della Catanzaro Servizi, il dirigente del Comune Cantisani firmava la determina con cui veniva dato incarico di consulenza a Grillo per i lavori rientranti nel Pisu. Successivamente, però, «nelle more dell`assunzione dell`impegno di spesa da parte del settore finanziario del Comune, Cantisani ritirava la predetta delibera adducendo la necessità di dover operare ulteriori verifiche, e dopo essere venuto a conoscenza del presente procedimento penale, la distruggeva materialmente e la faceva cancellare dal sistema informatico del Comune». Cantisani e Grillo, insieme all`impiegata del Comune Piscioneri, per questa vicenda devono rispondere anche dall`accusa di soppressione e occultamento delle prove.

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  • Occhiello Nel mirino anche il consigliere comunale della Lista Scopelliti, Giulio Elia, accusato di concussione e abuso d`ufficio. Stralciata la posizione del presidente della Camera di commercio Paolo Abramo
Mercoledì, 27 Novembre 2013 18:28

Asp di Reggio, Carullo non sarà reintegrato

REGGIO CALABRIA Il Tribunale di Reggio Calabria, sezione lavoro, all’esito del nuovo giudizio instaurato dall’architetto Renato Carullo per ottenere la reintegrazione nelle funzioni di direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria, ha dichiarato l’inammissibilità della domanda del ricorrente accogliendo l’eccezione sollevata, sul punto, dalla Regione Calabria, difesa dall’avvocato Mario De Tommasi. La Regione – si legge in una nota dell’ufficio stampa della giunta – aveva eccepito che, con la  sentenza numero 2390/2011, passata in giudicato per mancata impugnazione, il giudice del Lavoro aveva affermato che il rapporto dell’istante con l’ente era cessato dalla data della deliberazione di commissariamento da parte dello Stato il 30 luglio 2010 e conseguentemente, da quella data, la Regione Calabria non poteva rispondere della mancata conservazione dell’incarico in capo al ricorrente.
Il giudicato formatosi sulla  sentenza numero 2390/2011, così come eccepito dall’avvocato De Tommasi, ha quindi impedito l’accoglimento tanto della domanda di reintegrazione quanto dell’istanza di risarcimento dei danni patrimoniali e non, avanzata da Carullo per non avere potuto svolgere le sue funzioni dal luglio del 2010 fino alla scadenza del termine previsto nel contratto. (0040)

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  • Occhiello Il Tribunale del lavoro dichiara inammissibile la richiesta dell`ex direttore generale
Mercoledì, 27 Novembre 2013 18:06

Concorso presidi, Chizzoniti minaccia cause legali

REGGIO CALABRIA «Sulla "travagliata" vicenda della mancata assunzione dei vincitori del concorso a dirigente scolastico in Calabria, la Commissione speciale di vigilanza del consiglio regionale (sulla questione si è tenuta a Palazzo Campanella una specifica audizione il 16 luglio 2013) intende andare a fondo. Senza nulla tralasciare». È quanto riferisce un comunicato del presidente della Commissione, Aurelio Chizzoniti. Infatti, il presidente Chizzoniti – si afferma ancora nella nota – in una comunicazione formale inviata al dottor Francesco Mercurio, direttore generale dell`Ufficio scolastico regionale (e per conoscenza al professor Mario Caligiuri, assessore regionale alla Cultura, e all`avvocato Franco Zoccali, direttore generale della giunta regionale) preannuncia che «nulla pervenendo infra giorni 5 dalla data della presente, sarà adita la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro».
La Commissione di vigilanza chiede al direttore dell`Ufficio scolastico regionale di «voler comunicare, urgentemente, il numero complessivo dei dirigenti scolastici attualmente in servizio che hanno maturato e/o matureranno, per il prossimo anno scolastico 2014/2015, i requisiti per il collocamento in quiescenza alla stregua della normativa vigente. E ciò anche – si puntualizza – alla luce della recente sentenza numero 956/2013 emessa dal Tar Calabria, sezione di Catanzaro, che ha riconosciuto in capo all`Ufficio scolastico regionale il dovere giuridico di rendere ostensibili generalità, dati anagrafici e requisiti maturati per il collocamento in quiescenza dei dirigenti scolastici pensionandi».
Non è tutto. «Risulta a questa presidenza – è scritto nella missiva che ha per destinatario il dottor Mercurio – e ai componenti di questa Commissione, che a tutt`oggi in Calabria, vengono illegittimamente mantenuti in servizio due dirigenti scolastici che possiedono l`età anagrafica superiore a quella consentita dalla legge per restare in servizio, ai quali, per giunta, l`Ufficio scolastico regionale ha conferito un ulteriore incarico di dirigenza sotto forma di reggenza di altra istituzione scolastica. In altri termini, sembrerebbe che, a differenza di quanto (in analoghe vicende) tempestivamente disposto, sin dall`inizio del corrente anno scolastico, dal dirigente dell`Ufficio scolastico della Sicilia in ossequio alla normativa vigente, l`Ufficio scolastico della Calabria abbia ritenuto i due suddetti dirigenti meritevoli di dirigere due scuole ciascuno, quando, in realtà, è di tutta evidenza che non possiedono il titolo giuridico per dirigerne nemmeno una». «Tutto ciò – afferma il presidente Chizzoniti – con grave danno (professionale ed economico) a carico di altrettanti vincitori di concorso non ancora immessi in ruolo e che rientrano nel novero delle 32 immissioni autorizzate dal Miur per la regione Calabria».
Su tutto ciò, «al di là della possibile rilevanza penale di siffatto modus operandi in relazione al quale si chiedono chiarimenti», la presidenza della Commissione di vigilanza è dell`opinione che «l`esigenza di doveroso rispetto della legalità non possa essere ulteriormente elusa a discapito della graduatoria dei dirigenti vincitori del concorso i quali, per il secondo anno consecutivo, sono rimasti "al palo" a svolgere, ingiustamente, il ruolo di semplici docenti, e sottraendo, per giunta, ai tanti precari della scuola che aspirano a trovare un posto di lavoro stabile, la possibilità di coprire i posti che si renderebbero liberi con l`assunzione ai ruoli dirigenziali del personale docente interessato».
Nella comunicazione della Commissione, inoltre, per completezza di ragguagli, si rammenta che, «proprio in riferimento alla vicenda, il legislatore, con la legge numero 125 del 30 ottobre 2013, di conversione del decreto legge 31 agosto 2013 numero 101 (recante "Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni") ha fornito un`interpretazione autentica di alcune norme in materia previdenziale contenute nella cosiddetta riforma Monti-Fornero». (0040)

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  • Occhiello Il presidente della Commissione di vigilanza vuole andare a fondo sulla vicenda dei vincitori di concorso ancora non assunti e chiede un intervento entro 5 giorni. Poi la denuncia: «Mantenuti in servizio due dirigenti che dovrebbero andare in pensione»

COSENZA Questa volta l`hanno spuntato loro. Il comitato per la difesa del territorio di Donnici è riuscito nel suo intento: fermare i lavori per la realizzazione del centro di raccolta di rifiuti comunali (Crc) che sta sorgendo in località Albicello. Almeno per ora. Alcune decine di residenti della contrada cosentina sono scesi per strada stamattina alle 7 per presidiare l`area del cantiere dove l`amministrazione comunale bruzia ha deciso di costruire il Crc. Un`iniziativa che ha portato i responsabili della ditta incaricata della realizzazione dell`impianto – sentito l`ufficio tecnico comunale – a rinviare, per questa giornata, i lavori. Ma andiamo alla cronaca. La protesta è scattata stamattina quando un gruppo di cittadini ha deciso di inscenare una manifestazione nella zona – appunto Albicello  dove il Crc sta sorgendo –, esponendo striscioni e slogan contro la costruzione dell`impianto. Una protesta che ha di fatto impedito al mezzo della ditta di accedere all`area di cantiere. Sul posto si sono recati una pattuglia dei carabinieri e una volante della polizia per verificare quanto stava accadendo. Proprio la presenza delle forze dell`ordine e il timore che la situazione potesse in qualche modo precipitare hanno portato i responsabili della ditta a rinviare l`avvio dei lavori dell`impianto.
Un vero e proprio braccio di ferro, che va ormai avanti da alcune settimane, vede contrapposti i residenti della frazione Donnici di Cosenza e la giunta sorretta da Mario Occhiuto. Al centro della disputa appunto la costruzione di una struttura nella quale potrebbero confluire i rifiuti dell`intero hinterland. Non sono bastate le rassicurazioni del primo cittadino, che ha ribadito più volte che la struttura dovrebbe essere utilizzata come punto di raccolta temporanea dei rifiuti riciclabili. I cittadini e le associazioni ambientaliste restano sul piede di guerra. Domani mattina hanno annunciato che il presidio nella zona proseguirà ad oltranza fino a quando la giunta Occhiuto non ritornerà sui propri passi, abbandonando definitivamente l`idea di costruire il centro di raccolta dei rifiuti a Donnici. (0090)

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  • Occhiello Il comitato che lotta contro la realizzazione della struttura comunale ha organizzato un presidio davanti al cantiere. E la ditta sospende (per ora) l`attività
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