Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Martedì, 05 Novembre 2013
Mercoledì, 06 Novembre 2013 00:05

Zindato: "Travisate le intercettazioni"

REGGIO CALABRIA Hanno risposto per oltre quattro ore alle domande del gip Domenico Santoro, respingendo qualsiasi addebito a loro carico gli arrestati dell’operazione Tatoo, che ieri ha fatto scattare le manette per Malgorzata Tchorzewska, moglie di Checco Zindato, considerato dagli inquirenti a capo dell’omonima famiglia di `ndrangheta e destinatario ieri di una nuova ordinanza, il presunto reggente Demetrio Sonsogno, Pietro e Antonio Labate.
E se la donna, assistita dagli avvocati Giuseppe Nardo e Gianfranco Giunta, si è limitata a una lunga dichiarazione spontanea con cui ha tentato di convincere il giudice di essere totalmente all’oscuro degli affari leciti e illeciti del marito, affermando di essersi limitata a seguire quelli che riteneva dei consigli durante i colloqui in carcere, Zindato, anche lui assistito da Nardo e Giunta, ha risposto punto per punto alle domande del gip e del pm Stefano Musolino. Ma soprattutto, quello che gli inquirenti considerano il vertice della famiglia che controlla i quartieri di Modena, Ciccarello e San Giorgio Extra ha puntato il dito contro gli investigatori, sostenendo che le conversazioni portate oggi come prove a suo carico sarebbero state travisate o manipolate. Una tesi a sostegno della quale ha portato non solo la presenza dei numerosi “incomprensibili” riportati nelle trascrizioni, ma anche versioni radicalmente differenti dei fatti che gli vengono contestati. A partire da quella che a suo dire sarebbe solo una presunta estorsione a D’Agostino, l’imprenditore proprietario di una serie di villette a schiera, che nella ricostruzione degli inquirenti sarebbe destinatario di una richiesta – veicolata tramite la moglie di Zindato – di 200mila euro, poi “scontata” ad “almeno 50mila”. Cifre che - stando a quanto il presunto capoclan ha riferito oggi - si riferirebbero invece alla vecchia casa della madre, che i due coniugi pensavano di vendere per comprare una delle villette a schiera costruite da D’Agostino, in parte già pagata.
Allo stesso modo, secondo Zindato, gli investigatori avrebbero totalmente frainteso i riferimenti a una nota catena di negozi di abbigliamento sportivo. Secondo quanto si legge nell’ordinanza, è proprio lì che avrebbe ordinato alla moglie di fare incetta di articoli sportivi, «perché là ho mille euro di buono al mese, hai capito?». Un buono che esisterebbe davvero e sarebbe stato destinato ad un regalo per una terza persona, ha affermato oggi Zindato, respingendo qualsiasi ipotesi di estorsione. Un crimine  di cui mai – a suo dire – si sarebbe macchiato, nonostante gli inquirenti, sulla base di una conversazione intercettata, gli contestino addirittura una sorta di “etica dello strozzo”, secondo cui le richieste devono essere tarate sulle possibilità della vittima. Nulla di più lontano dal vero per Checco Zindato, secondo cui, nel corso di quella telefonata, avrebbe al contrario aspramente criticato coloro che vessano “chi non ha neanche i soldi per pagare le bollette”.
Sarà la trascrizione delle bobine originali, di cui i legali hanno fatto richiesta per sottoporle a perizia di parte, a indicare - forse - quale delle interpretazioni sia più corretta. Nel frattempo però Zindato ha tentato di scagionare tutti gli arrestati nel corso dell’operazione di ieri, incluso quel Santo Labate, per gli inquirenti reo di avergli girato la propria carta d’identità e tessera sanitaria perché le alterasse, ma che per il presunto vertice del clan sarebbe stato all’oscuro di tutto. La sua unica colpa – ha affermato Zindato, proclamandosi unico responsabile di ogni eventuale reato ravvisato – sarebbe stata solo quella di essergli amico – nonché vicino di casa - da tempo immemore. Una versione identica a quella sostenuta da Labate durante il suo breve interrogatorio. Ha infine respinto ogni accusa a suo carico anche Demetrio Sonsogno, difeso dall’avvocato Giunta, per gli inquirenti attuale reggente del clan, in assenza di Checco e Gaetano Andrea Zindato. Un ruolo – si evince dall’ordinanza che lo ha colpito – per il quale già in precedenza sarebbe stato preparato, se è vero che – come Zindato confida alla moglie durante un colloquio in carcere ascoltato dagli investigatori – «Mico ha un foglio con un promemoria», che per i pm sintetizzerebbe tutti gli affari illeciti in mano al clan. (0020)

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  • Occhiello Nell`interrogatorio di garanzia la versione dell`uomo ritenuto al vertice del clan sulle presunte estorsioni. Sarà la trascrizione delle bobine originali a indicare l`interpretazione più corretta
Martedì, 05 Novembre 2013 20:49

Due scosse di terremoto in provincia di Cosenza

ROMA Due scosse di terremoto di magnitudo 2.8 e 3.3 sono state registrate poco prima delle 18,30 dall`Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia in provincia di Cosenza.
Le località prossime all`epicentro, rende noto il dipartimento della Protezione Civile, sono i comuni di Papasidero, Laino Castello e Mormanno. Dalle verifiche effettuate da parte della sala situazione Italia del Dipartimento non risultano danni a persone o cose. (0020)

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  • Occhiello Gli epicentri tra Papasidero, Laino e Mormanno. La prima è stata di magnitudo 2.8, per la seconda 3.3. Nessun danno a persone o cose
Martedì, 05 Novembre 2013 19:27

Reggina, Foti non è più presidente

Dopo 22 anni Lillo Foti non è più il presidente della Reggina calcio. L`assemblea dei soci della società amaranto ha nominato oggi Giuseppe Ranieri nuovo amministratore unico del sodalizio. Foti anche se non sarà presidente della squadra amaranto resterà il maggior azionista. «Si tratta - ha spiegato Foti - di un questione tecnica. In questo momento il mio pensiero e il mio dovere è essere vicino alla squadra». La Reggina, attualmente, occupa, con 9 punti, il penultimo posto nella classifica del campionato di serie B.
Il nuovo collegio sindacale è composto da Sergio Giordano, presidente, Nicola Carlo Colella e Luigi Romeo, sindaci effettivi, Stefania De Lorenzo e Diego Davide Ziino, sindaci supplenti. (0080)

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  • Occhiello Resta il maggior azionista, ma l`assemblea dei soci ha nominato oggi Giuseppe Ranieri nuovo amministratore unico della società

ROSARNO Un attentato con una bomba a mano è stato compiuto a Rosarno nei confronti del fratello del compagno della collaboratrice di giustizia Giuseppina Pesce. L`uomo è rimasto ferito e ora si trova ricoverato nell`ospedale di Gioia Tauro, ma non è in pericolo di vita. La bomba a mano era stata posizionata sul cancello dell`azienda agricola dove lavora la vittima. Quando l`uomo ha aperto il cancello, l`ordigno è esploso. Sull`accaduto indagano i carabinieri. Il cognato di Giuseppina Pesce stamane si è recato in un fondo agricolo dove lavora, nelle campagne di Rosarno. Quando ha aperto il cancello c`è stata l`esplosione della bomba a mano. L`ordigno era stato collegato con l`apertura del cancello. Alcune persone che si trovavano nella zona hanno soccorso la vittima e l`hanno accompagnata nell`ospedale di Gioia Tauro, dove è stata ricoverata. Dagli accertamenti compiuti è emerso che la bomba era del tipo a granata. Sul luogo dell`attentato sono intervenuti i carabinieri. Saranno effettuati anche accertamenti scientifici per cercare di individuare gli autori dell`attentato. Giuseppina Pesce, ormai da anni, vive in una località protetta con il suo compagno. Con le dichiarazioni fatte in questi anni la collaboratrice di giustizia ha svelato le attività della cosca Pesce, una tra le più potenti della Piana di Gioia Tauro.
L`attentato al cognato della collaboratrice di giustizia Giuseppina Pesce è stato compiuto proprio nel giorno in cui a Palmi era in corso l`udienza del processo a 14 presunti affiliati della cosca di `ndrangheta dei Pesce di Rosarno. Il dibattimento è scaturito dall`inchiesta "Califfo" della Dda di Catanzaro ed è la prosecuzione del procedimento penale "All Inside" che ha portato a decimare, attraverso le dichiarazioni della pentita, i vertici della cosca. Giuseppina Pesce sarà sentita nelle prossime udienze del processo "Califfo" dal sostituto procuratore della Dda di Reggio, Alessandra Cerreti, che rappresenta l`accusa.
Giuseppina Pesce, figlia del boss Salvatore, ha iniziato a collaborare con la giustizia dall`ottobre del 2010. Le sue dichiarazioni hanno portato alla luce gli affari illeciti della cosca. La pentita ha rivolto anche accuse nei confronti della madre e della sorella, che sono state arrestate nell`aprile del 2011. Dopo che aveva iniziato a collaborare con la giustizia, gli esponenti della cosca avevano progettato anche di uccidere la pentita. Giuseppina Pesce, dopo le prime dichiarazioni, aveva deciso di sospendere la sua collaborazione perché temeva che i componenti della sua famiglia potessero vendicarsi nei confronti dei suoi figli. La donna ha poi ripreso la collaborazione e le sue dichiarazioni hanno portato alla condanna di numerosi esponenti della cosca. Negli ambienti degli inquirenti non si esclude che l`attentato ai danni del cognato della collaboratrice di giustizia sia finalizzato a fare pressione in vista della deposizione di Giuseppina Pesce nel processo. (0050)

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  • Occhiello È accaduto nelle campagne di Rosarno. L`uomo è rimasto ferito ma non è in pericolo di vita. Oggi a Palmi era in corso l`udienza del processo a 14 presunti affiliati della cosca. Non si esclude che l`episodio sia finalizzato a fare pressioni in vista della prossima deposizione della collaboratrice
Martedì, 05 Novembre 2013 18:34

Pd, i renziani denunciano altre irregolarità

LAMEZIA TERME «Finisce nel caos il congresso provinciale del Pd di Cosenza al quale partecipa una sola parte, quella del cuperliano Luigi Guglielmelli». È quanto scritto in una nota dell`Area Renzi della provincia di Cosenza. «Dopo una miriade di contestazioni - prosegue la nota - e notevoli irregolarità, tutte puntualmente esposte e denunciate agli organi di garanzia, si registrano sul finire, nuovi ed eclatanti casi di violazione dei regolamenti. A Rossano, città circa di 50 mila abitanti, è stata inventata e praticata la formula del congresso a sorpresa». Tenendo fuori circa 190 iscritti al Pd già dal 2012, ieri sera un`ottantina di persone hanno inscenato la farsa del congresso cittadino per eleggere un segretario illegittimo! Gli esclusi hanno regolarmente inoltrato ricorso alle commissioni di garanzia». «Ricorso - aggiunge - anche da parte di un gruppo di iscritti al Pd di Acri, cittadina di poco più di 20 mila abitanti, che segnala forti irregolarità nella gestione del congresso locale. Mentre a Santa Sofia d`Epiro, piccolo comune arbreshe è scoppiata una rissa tra amministratori e iscritti, con la conseguente e amarissima lettera di dimissioni della giovane segretaria, Iolanda Miracco, molto apprezzata fra i giovani del posto, ora profondamente delusi. Nel frattempo, nonostante la rinuncia a proseguire il congresso da parte dell`Area Renzi, con le conseguenti dimissioni del candidato alla segreteria, Franco Laratta, il congresso è andato avanti fino ad oggi, facendo registrare in più circoli un vero e proprio flop di votanti. Ma da diverse realtà viene segnalata l`assoluta mancanza di controlli nelle operazioni di voto».

DENUNCIA DA CROTONE E una situazione di irregolarità viene denunciata anche da Giuseppe Dell`Aquila, presidente dei Giovani democratici calabresi e candidato alla segreteria provinciale del Pd crotonese: «In alcuni comuni del Crotonese si è verificato un eccessivo ricorso al tesseramento di massa, nella città capoluogo ed anche in realtà, piccole e piccolissime, dove gli iscritti al Pd sono risultati aumentati del 300-400%».
«Questa situazione – aggiunge il giovane democrat - ha posto una questione di natura politica sul tipo di partito che vogliamo costruire: partito dei signori delle tessere oppure partito dei militanti. In vista della celebrazione dell`atto conclusivo del congresso provinciale per l`elezione del segretario del Partito Democratico, la mia storia personale, la mia indole, la mia coscienza mi portano ad una riflessione, che vuole essere, l`ennesimo contributo alla chiarezza sul partito che sta rinascendo, sul come lo vogliamo intendere e soprattutto, sul come farlo. Dopo aver ascoltato - prosegue Dell`Aquila - quanti mi hanno sostenuto in questa corsa, abbiamo deciso, di formalizzare il nostro pensiero in un documento che va nella direzione della chiarezza. Chiarezza intesa come sostanza politica, di idee e di metodo. Quanto è successo, nelle ultimissime ore, prima e durante gli orari di aperture dei seggi in tutta la provincia, ha mortificato, a nostro avviso, l`idea di partito che abbiamo sempre sostenuto e per il quale ci siamo sempre spesi. La critica sulle regole e sul metodo resta nettissima. Critica sulla gestione di tutto il processo congressuale. Con una commissione di garanzia che, ed è un giudizio meramente politico, ha pesato poco. Abbiamo atteso invano che sulle questioni più spinose e critiche si esprimessero quanti istituzionalmente rappresentano il Pd ed il territorio ai vari livelli di competenza. A nostro giudizio, gli onorevoli nazionali Oliverio e Stumpo ed il consigliere regionale Sulla, il sindaco di Crotone nonché presidente dell`Anci regionale, Vallone, avrebbero dovuto, esprimendo il loro pensiero, facilitare un percorso che è stato a dir poco accidentato».

POLEMICHE A CATANZARO E anche a Catanzaro è polemica interna tra renziani e presunti tali a Catanzaro. Nel capoluogo, dove si è alle ultime battute della campagna in vista del congresso per l`elezione del segretario provinciale del Pd, le componenti che fanno capo agli ``Amici di Matteo Renzi``, ``Leopolda 4`` e ``Adesso Lamezia``, assieme ad  Azione Democratica, hanno convocato i giornalisti per dire la loro sugli assetti futuri del partito e denunciare una serie di situazioni che si sarebbero verificate in fase congressuale. «Ad oggi - è stato detto nel corso dell`incontro - la coalizione che noi sosteniamo, composta dai candidati Francesco Muraca, renziano della prima ora, e Domenico Giampà, sostenuto da Azione democratica e Areadem, ha ottenuto 50 delegati contro i 35 dell`altro competitor Enzo Bruno, salito da poco sul carro del sindaco di Firenze. Dei 120 delegati al congresso ce ne sono da assegnare 35: a noi ne bastano poco più di 20 per avere la maggioranza. I risultati sono chiari e manca poco per raggiungere un numero sufficiente di delegati. A quel punto, per dare un segnale,convocheremo gli eletti ed eleggeremo il nostro segretario». ?I renziani catanzaresi segnalano, poi, gli esiti congressuali ``strani`` in alcuni comuni della provincia come Pianopoli, dove sarebbero lievitate le tessere, e chiedono l`annullamento del congresso di circolo del quartiere Lido di Catanzaro dove, secondo quanto riferito nel corso dell`incontro, avrebbero votato 20 persone non residenti, in spregio allo Statuto, e di quello di Falerna. Nel mirino ci sono poi altre anomalie nei congressi in alcuni quartieri del capoluogo. «Questo partito - ha detto Francesco Muraca - va ricostruito dalle fondamenta, perché così com`è non va bene». (0030)

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  • Occhiello Laratta e gli altri all`attacco: «In provincia di Cosenza spuntano i congressi a "sorpresa"». Il cuperliano Dell`Aquila denuncia: «A Crotone tessere aumentate del 300%». E il fronte anti-Bruno a Catanzaro annuncia: «Abbiamo noi la maggioranza»
Martedì, 05 Novembre 2013 18:12

Pet a Cosenza, si apre uno spiraglio

COSENZA Si apre uno spiraglio, per quanto piccolo, per l’attivazione della Pet a Cosenza. Il macchinario diagnostico sarà oggetto di un incontro al dipartimento Salute. È questo il succo della stringata comunicazione che il governatore Scopelliti ha inviato al dirigente della struttura regionale, Bruno Zito. Il presidente della giunta regionale invita il manager «a convocare lo scrivente per affrontare la problematica evidenziata». Un po’ burocratico, ma dopo due anni di silenzi è arrivata una risposta dalla Regione. E a questo punto lo «scrivente», che è Giuseppe Mazzuca, presidente della Commissione controllo e garanzia del Comune di Cosenza, porterà – probabilmente insieme con una delegazione di componenti della commissione – il problema sul tavolo del Palazzo della sanità calabrese. Della Pet a Cosenza si discute da due anni. Da quando, il 12 settembre 2011, il consiglio comunale impegnò il governo cittadino «a contribuire all`attivazione nel minor tempo possibile della Pet presente in una struttura sanitaria della città, provvista di tutti i pareri, le ispezioni e i controlli, tutti conclusi con esito positivo, ma non ancora autorizzata da parte dei competenti uffici commissariali». Dopo quell’atto non è arrivata alcuna decisione da parte della struttura commissariale. E neppure una risposta, per la verità. Quella di oggi è la prima apertura, se non altro sul fronte del dialogo. (0020)

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  • Occhiello Scopelliti invita il dipartimento Salute ad incontrare il presidente della Commissione controllo e garanzia, Giuseppe Mazzuca. È la prima risposta dopo due anni di silenzio
Martedì, 05 Novembre 2013 18:10

Caos Pd, si moltiplicano gli appelli a Epifani

LAMEZIA TERME La guerra sulle regole congressuali all`interno del Pd vive una nuova puntata già di buon mattino, quando il deputato renziano, Ernesto Magorno, rende noto di aver inviato una lettera al segretario nazionale del partito, Guglielmo Epifani, per chiedere lumi sulla «legittimità delle commissioni di garanzia». Questa sera si riunirà la commissione congresso, ma solo per approvare alcune delibere in vista delle primarie dell`8 dicembre. L`incontro per esaminare i casi di tesseramento anomali (tra i quali c`è sicuramente Cosenza), 6 o 7 sul territorio nazionale, si terrà soltanto giovedì per dare tempo alle commissioni regionali di garanzia di esprimersi.
Magorno comunque ha deciso di scrivere la missiva alla «luce delle contestazioni verificatesi e dei ricorsi presentati nelle province calabresi ed in considerazione, tra le altre cose, di quello che è accaduto a Cosenza, dove la commissione di Garanzia ha dimostrato di operare a senso unico».
Nella lettera il deputato spiega che «il garante regionale, Giovanni Puccio, nonostante i ripetuti solleciti e l`ultima nota formale, inoltrata il 29 ottobre scorso, a tutt`oggi non ha ancora comunicato, come richiesto, quali sono i membri delle commissioni di garanzia delle cinque province calabresi; quali di questi hanno diritto al voto e quali, invece, sono membri consultivi senza diritto al voto nonché i criteri con cui si è proceduto alle nomine e gli atti attestanti tali nomine».
E far sentire la sua voce oggi c`è anche Enzo Bruno candidato di una parte dei renziani alla segreteria provinciale di Catanzaro. Quest`ultimo chiede, con una comunicazione al segretario nazionale Guglielmo Epifani e al presidente della Commissione nazionale di Garanzia Luigi Berlinguer, «l`attivazione dei poteri sostitutivi della Commissione nazionale, a norma di statuto». A motivare la decisione, rende noto Bruno in un comunicato, «la grave situazione che sta inquinando l`attività della Commissione per il Congresso Pd della provincia di Catanzaro e, in particolare, il comportamento illegittimo della presidente Liliana Marasco. E ciò – prosegue – a tutela della trasparenza e dell`agibilità politica della fase conclusiva dei congressi di circolo, che si completeranno entro stasera, e affinché sia rispettata la volontà espressa da quasi duemila iscritti con largo consenso alla mia elezione». «Liliana Marasco, invece di rispettare la libera espressione delle iscritte e degli iscritti al partito – sostiene il candidato alla segreteria provinciale – ha continuato a produrre ulteriori violazioni delle regole dello Statuto e del regolamento congressuale, puntualmente da noi documentate con specifici ricorsi. Dopo aver imposto a colpi di maggioranza decisioni illegittime che hanno inventato circoli fantasma, alterato l`assegnazione dei delegati a favore di alcuni circoli ritenuti più “affidabili”, lei personalmente si è esposta nel congresso cittadino di Lamezia Terme pretendendo di essere ad un tempo “controllore” e “controllata”». Bruno parla, inoltre, di «utilizzo spregiudicato da parte della Marasco del voto di maggioranza nell`attività complessa e delicata di una commissione di garanzia per il congresso. La violazione dello statuto e di regolamenti nazionali e regionali, risulta palese ed è oltraggio alle indicazioni politiche e agli appelli pubblici ribaditi anche nei giorni scorsi dal segretario Epifani e dal presidente Berlinguer». (0030)

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  • Occhiello Il renziano Magorno chiede se gli organismi di garanzia dei congressi «siano legittime». Il catanzarese Bruno chiede «l`attivazione dei poteri sostitutivi della commissione nazionale»
Martedì, 05 Novembre 2013 18:06

Una fiaccolata per ricordare Simona

SAN CALOGERO (VIBO VALENTIA) A San Calogero, il paese di origine di Simona Riso, è ancora vivo il dolore per la morte della ragazza ed in molti sono convinti che la giovane sia stata uccisa.
I familiari della ragazza sono chiusi nel dolore e nel silenzio ed attendono gli esiti delle indagini in corso da parte degli investigatori di Roma. C`è poi chi va al cimitero per portare fiori e lasciare un messaggio a Simona.
Nel frattempo a San Calogero, piccolo comune del vibonese, si stanno approntando i preparativi per la fiaccolata in programma per sabato sera organizzata dalla Parrocchia guidata dal don Antonio Purita e dai giovani del paese che, proprio in occasione di quel giorno, realizzeranno anche delle magliette con il volto della 28enne. Simona Riso per cinque anni ha frequentato la scuola di danza classica del paese ed è stata ricordata con commozione dalla direttrice Liberata Occhiato.
Intanto il gruppo di Facebook a suo nome continua a far registrare commenti di persone che lasciano un pensiero, un ricordo, un incoraggiamento alla famiglia e che chiedono giustizia. Nemmeno loro credono alla tesi del suicidio. (0020)

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  • Occhiello Dolore e incredulità a San Calogero. E sul web nessuno crede alla possibilità che si tratti di un suicidio
Martedì, 05 Novembre 2013 17:15

Quattrone guiderà i neurologi italiani

Aldo Quattrone, professore ordinario di Neurologia e rettore dell’università Magna Graecia di Catanzaro, è il nuovo presidente della Società italiana di neurologia. La proclamazione è avvenuta in occasione del 44° Congresso nazionale che si chiude oggi a Milano. Aldo Quattrone succede a Giancarlo Comi, direttore del dipartimento di Neurologia e Istituto di neurologia sperimentale università vita - salute San Raffaele di Milano, che ha diretto e presieduto la Sin negli ultimi due anni.
«Sono molto felice di avere l’opportunità di guidare la Sin - ha dichiarato il neo presidente Quattrone – una società scientifica ben radicata sul territorio all’avanguardia nella ricerca sulle malattie neurologiche, sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico, e nella promozione e diffusione della conoscenza in campo neurologico. Il momento critico di trasformazione che il mondo occidentale sta vivendo  - ha aggiunto Quattrone - richiede l`elaborazione di nuovi modelli assistenziali e un potenziamento della formazione e dell`aggiornamento. La Sin è pronta a raccogliere la sfida e a giocare il proprio ruolo avendo in mente l`interesse supremo dei pazienti che ci affidano la loro salute. La qualità dei neurologi italiani è molto elevata. Da sempre, in Italia – ha concluso Quattrone – esiste una radicata tradizione per le neuroscienze e il successo di molti neurologi italiani a livello mondiale ne è la chiara espressione»
La Società italiana di neurologia conta tra i suoi soci circa 3000 specialisti neurologi ed ha lo scopo istituzionale di promuovere in Italia gli studi neurologici, finalizzati allo sviluppo della ricerca scientifica, alla formazione, all’aggiornamento degli specialisti e al miglioramento della qualità professionale nell’assistenza alle persone con malattie del sistema nervoso.

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  • Occhiello Il rettore dell`ateneo catanzarese è stato eletto a Milano: «Pronto a raccogliere la sfida nell`interesse supremo dei pazienti»

VIBO VALENTIA Il guasto di un mezzo per il trasporto dei detenuti ed il relativo ritardo di un`ora, oltre ad una serie di altri problemi collegati al funzionamento della macchina giudiziaria, ha provocato un effetto domino che ha portato al rinvio di un processo della Dda in corso a Vibo Valentia nei confronti di 5 persone accusate di rapina, estorsione e detenzione illegale di armi.
Dopo il guasto del mezzo c`è stato un imputato ai domiciliari che ha avuto un malore ed è stato costretto ad allontanarsi dall`aula. Poi due componenti del collegio giudicante sono stati impegnati in un`altra udienza che andrà a sentenza. Uno dei testimoni si è allontano anch`egli per motivi personali, gli accertamenti medici disposti dal presidente del Tribunale – che nel pomeriggio era impegnato in funzione di gip per una convalida – nei confronti dell`imputato potranno essere espletati soltanto nel pomeriggio inoltrato.
Questa serie di circostanze inaspettate, che va ad aggiungersi alla situazione di profonda sofferenza del palazzo di giustizia vibonese, ha fatto saltare il processo in corso. L`udienza era fissata per le 9, ma una serie di imprevisti, cui si è aggiunta anche l`impossibilità di un teste a deporre per concomitanti impegni di lavoro, ha provocato un vero e proprio effetto domino che ha determinato il differimento della stessa ad altra data. (0070)

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  • Occhiello A Vibo guasti a un mezzo, testimoni con problemi personali e malfunzionamento della macchina giudiziaria: “effetto domino” sull`udienza che riguardava 5 persone accusate di rapina ed estorsione
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